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Open Journal di Claudia Carannante

Gentlemen prefer blondes.

Riflessioni sui modelli letterari e televisivi che hanno allevato diverse generazioni di donne nel vano tentativo di capire perché mai gli uomini facciano sempre la scelta sbagliata.
Gentlemen prefer blondes.

Qualche giorno fa ero un residuato bellico spalmato sul divano in uno dei primi pomeriggi freddi di questa città in cui l’inverno fa sempre presto ad arrivare e l’estate tarda a palesarsi. Io, dicevo, me ne stavo a fare zapping violento alla ricerca di una zuppetta (dicesi di commedia sentimentale di livello medio-basso, genere nel quale io, modestamente, sguazzo come solo Fabio Volo nella banalità) che facesse da cornice al mio relax-quasi-pennichella.

Che ti becco nel salto mortale tra canale e canale? Piccole donne! E non la pessima versione moderna con Winona Ryder e Christian Bale, ma quella bellissima con June Allyson, Liz Tylor e Rossano Brazzi, versione che possiedo in VHS e che, ne consegue, conosco a memoria.

Ahimè sono approdata sul canale troppo tardi, quasi alla fine del film e cioè quando Jo torna a casa e scopre che Beth ATTENZIONE SPOILER è in fin di vita mentre la sorella maggiore, Meg, vive con il suo tenente Brooke e i gemelli sfornati e quella grandissima strxxxa dell’ultimogenita, e non cercate di giustificarla perché Amy è una grandissima strxxxa, è in giro per l’Europa con l’acida zia March. Ecco che, morta Beth, Jo rimane sola con i genitori ed è lì che tutto il pubblico femminile, lettrici e spettatrici, spera che Laurie, l’amico di infanzia da sempre innamorato di Jo, torni, si ri-dichiari, e vissero insieme felici e contenti, in barba ai sostenitori del Professor Bhaer, tra cui mia madre che saluto: ciao mamma!

E invece no e non perché Jo non se lo sarebbe mai sposato Laurie, come tutti sostengono, ma soltanto perché quella grandissima strxxxa di Amy, non paga di aver soffiato da sotto il naso della sorella maggiore il tanto ambito viaggio in Europa, unico motivo per cui Jo si era subita, per anni, quella vecchiaccia acida della zia March, proprio in Europa, incontra Laurie col cuore spezzato dal rifiuto di Jo, se lo intorta e Zac! Se lo sposa! Prima di tornare a casa, capite, se lo sposa in Europa, subito: Laurie è sempre stato il più pollo di tutti! Se la Alcott avesse scritto Piccole donne incartapecoriscono Laurie sarebbe stato ritratto come il più infelice dei mariti che ha sposato la donna sbagliata per ripiego.

Ecco, noi tutte che abbiamo letto Piccole donne da bambine abbiamo sempre sperato, nel nostro profondo non tanto profondo, che Amy morisse di morte violenta sin dalla prima volta che abbiamo avuto sotto gli occhi le righe che la descrivevano intenta a pinzarsi il naso con una molletta nel tentativo, ovviamente vano, di raddrizzarlo.

Io non posso più guardare questo film senza sperare, ogni volta che il finale cambi. Così come spero, sempre, che Dylan scelga Brenda e mandi a quel paese Kelly, che in quella maledetta piscina non le dica “Sei sempre stata tu”: ma che significa?!? Era Brenda la prescelta, la prima, Kelly è solo una gatta morta che spedisce l’amica a Parigi al posto suo per soffiarle il ragazzo.

(Piccola parentesi da fan: solo Dylan, un trentacinquenne che spacciavano per sedicenne, poteva conquistare un’ochetta di Beverly Hills propinandole Casablanca. Che stile!)

La conclusione di tutto questo qual è? Gli uomini non solo preferiscono le bionde, se le sposano anche: belle, arriviste e traditrici.

L’unica che non ci ha deluse è stata Joey: alla fine ha scelto Pacey!Dawson's Creek

p.s. Certo, non gli è andata troppo male a Jo, in fin dei conti!

 

 

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Giovanna, curatrice di OpenJournal: "Ora, signori, visto che siamo in un momento di puro gossip e frivolezze, ci raccontate quando vi siete fatti "infinocchiare" dal gentil sesso? ( e non ditemi che non ci siete mai cascati!!!) "

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