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Open Journal di Pier Paolo Ferrari

Vintage, che passione! Dynaco Pas 3-X - Dynaco Stereo 70

Di P. Paolo Ferrari
Vintage, che passione! Dynaco Pas 3-X - Dynaco Stereo 70

Un evergreen dal successo planetario!

L’articolo descrive un'altra storica coppia del passato audio che può senz’altro essere inserita in impianti di alta qualità, con grande soddisfazione in termini di riproduzione sonora ed affidabilità.

Questo sistema di amplificazione è stato provato per diversi anni con ottimi risultati ed è composto da apparecchi facenti parte della mia collezione di vintage hi-fi storici. La combinazione prevede il preamplificatore Dynaco PAS 3-X collegato al suo finale dedicato Dynaco Stereo 70 ed ai diffusori Celestion Ditton 44, 1° versione del 1974 ed alle Tannoy Lancaster 15” Monitor-Gold del 1972.

Il giradischi digitale ascoltato insieme agli apparecchi è stato ancora una volta un CD-P di Casa Marantz e cioè il Marantz CD 6000.

preamplificatore DYNACO PAS 3-X datato 1964

amplificatore DYNACO STEREO 70 datato 1963

diffusori Celestion Ditton 44 - 1° versione datati 1974

diffusori Tannoy Lancaster 15” Monitor-Gold datati 1972

Dynaco è stato un vero best-seller in campo audio e gli appassionati di musica i quali hanno posseduto e apprezzato gli apparecchi di questo storico marchio sono stati centinaia di migliaia.

La famosa ditta americana ha saputo costruirsi negli anni un successo davvero notevole, diffondendo il piacere di ascoltare buona musica a tantissimi audiofili e rendendo popolare un hobby che fino agli inizi degli anni Sessanta era esclusivamente riservato a pochi “eletti”.

Gli amplificatori Dynaco sono entrati nelle case di molti americani prima, e di molti europei dopo, costituendo la base inamovibile dei loro impianti. L'eccellente qualità ed un prezzo contenuto sono stati una miscela efficace che ha dato una grande notorietà alla casa di Philadelphia; i Dynakit, vere e proprie scatole di montaggio, con poche ore di paziente lavoro diventavano straordinari apparecchi dal suono musicalissimo e dalla estrema affidabilità.

David HAFLER, padre padrone della Dynaco dalla fondazione avvenuta nel 1955 fino alla sua vendita nel 1968, era un tecnico e ricercatore di grandi qualità con la passione per le valvole e la riproduzione audio; fino dai lontani anni Cinquanta ha creato apparecchi destinati a durare nel tempo per la loro robustezza e bontà di circuito, attraverso progetti e soluzioni tanto semplici quanto incredibilmente ben riusciti. E’ da sottolineare come, agli inizi della sua lunghissima carriera, David HAFLER fosse già conosciutissimo in campo audio per aver fondato insieme all'amico Herbert KEROES la famosa ditta ACROSOUND (1949) dalla quale nacquero i leggendari trasformatori di uscita TO-200, TO-300, TO-330. Esperienze di altissimo livello che lo portarono alla costruzione di trasformatori di uscita dal suono insuperato e raffinato come i modelli DYNACO A-430 (il primo trasformatore costruito dalla casa), A-470, A-431, A-420 e Z-216. Questi trasformatori, in seguito, furono impiegati nei finali DYNACO ma anche in molti amplificatori di qualità appartenenti a famose ditte costruttrici di apparecchi hi-fi, a testimonianza della reputazione di cui godeva il tecnico americano. Reputazione dovuta non solo alla progettazione di componenti ma anche allo studio di soluzioni circuitali per migliorare la qualità nella riproduzione sonora degli amplificatori, vedi il circuito Ultralineare(1951)nella nota tecnica a margine. Un eccellente esempio di up-grade con trasformatori Dynaco Super Fidelity A-420 è lo storico circuito Mullard 5-20 del 1956.

1 BIS_Mullard-DYNACO 5-20 - Improved Push-Pull Dynaco A-420 Output Transfomers.png

Nel 1956 nasce il finale mono DYNACO MARK II, primo grande successo della casa, con una potenza di 50 watts seguito nel 1957/1958 dal DYNACO MARK III, una pietra miliare nel panorama hi-fi.

L'originale forma a cubo e la straordinaria compattezza di questo finale, per quei tempi veramente inusuale, ne facevano un apparecchio diverso da altri mentre la semplice circuitazione unita a componenti estremamente affidabili era alla base di prestazioni superiori alla media. La potenza fornita dal push-pull delle due valvole KT88 era di 60 watts effettivi con una banda passante da 20 Hz fino a 20.000 Hz.. Nel 1959/1960 esce sul mercato il preamplificatore DYNACO PAS-3X, dalle ottime qualità soniche, e il finale stereo DYNACO STEREO 70, altro capolavoro di David Hafler ed oggetto di questo testo, dotato di una vera naturalezza e trasparenza musicale. Nei primi anni sessanta la Dynaco presenta il finale stereofonico ST-35 che impiega tubi 6BQ5/EL84 nello stadio finale di potenza sostituito, nel 1963, dalla versione integrata Dynaco SCA-35.

Il Dynaco SCA-35 produce una potenza massima RMS di 17,5 watts ed impiega gli ottimi trasformatori di uscita siglati Dynaco Z-565. Questo trasformatore di uscita venne utilizzato anche da altre ditte famose dell’epoca come la Pilot nel suo amplificatore di potenza Pilot SA-232.

Il preamplificatore DYNACO PAS 3-X

Il preamplificatore stereofonico DYNACO PAS 3-X viene commercializzato a partire dal 1960, quando la casa di Philadelphia è già in auge per la fama ottenuta con i suoi finali monofonici. Rappresenta il top dei pre Dynaco ed è considerato nei primi anni Sessanta uno dei più musicali ed affidabili preamplificatori in commercio. In questo apparecchio la Dynaco ha messo a frutto le sue esperienze sforzandosi di riunire i concetti cari alla sua filosofia di progettazione, ovvero un prezzo di vendita contenuto, componenti di qualità e prestazioni eccellenti all'ascolto. Esteticamente il DYNACO PAS 3-X è molto curato e finemente costruito, con una comoda disposizione dei vari comandi sul pannello frontale e una buona teoria di ingressi PIN RCA su quello retrostante. Monta quattro tubi doppi triodi 12AX7 / ECC83 ed una valvola rettificatrice di tensione 12X4 (il pre è infatti autoalimentato) attraverso un circuito a stadi completamente controreazionati per eliminare disturbi e possibili ronzii. La tensione di alimentazione è ovviamente di 115 volts. Per quanto riguarda il suono si può notare come sia presente una precisa restituzione timbrica insieme ad una buonissima messa a fuoco dei contenuti sonori; il risultato finale evidenzia un suono analitico nei dettagli e per nulla affaticante.

Il finale stereofonico DYNACO STEREO 70

Il finale stereofonico Dynaco Stereo 70 appare sul mercato nel 1959 e riprende il circuito del suo predecessore DYNACO MARK III. Apparecchio robusto e ben realizzato, è il più “inglese” dei finali americani dell'epoca per il suo suono trasparentissimo e musicale; la sua costruzione, infatti, ed il suo circuito elettrico sono mirati ad ottenere una sicura affidabilità, una grande versatilità d’impiego ed ottime prestazioni tecniche.

La filosofia della ditta di Philadelphia è quella basata quindi sulla razionalità di costruzione e le varie soluzioni adottate nei riguardi dei vari problemi che un finale comporta vengono risolti molto intelligentemente. Siamo in antitesi, per esempio, con i “mostri sacri” dell’hi-fi allora presenti sul mercato, come i Mc Intosh, i Marantz, i Fisher e gli Harman-Kardon Citation, nei quali le tecniche di progettazione sono molto più sofisticate e costose.

La ditta perciò prevede circuitazioni lineari (dove linearità e semplicità si amalgamano perfettamente) e relativamente poco complesse; impiega pochi tubi e pochi componenti a tutto vantaggio del facile “percorso” del segnale audio. Basti pensare che nello Stereo 70, così come nel precedente finale monofonico Dynaco Mark III, vengono utilizzate solamente tre valvole per canale, un triodo-pentodo 7199 in ingresso e due finali di potenza EL34, oltre naturalmente al doppio-diodo rettificatore GZ34 !

Il Dynaco Stereo 70 impiega i famosi trasformatori Dynaco Super Fidelity e componenti di ottima qualità (foto 5), affidabilissimi ed adatti perciò per lavorare per lunghissimo tempo. Il collegamento al trasformatore di uscita è del tipo a circuito Ultralineare, cioè con le griglie schermo delle EL34 inserite a prese intermedie dell’avvolgimento primario degli splendidi trasformatori di uscita Dynaco A-470 Super-Fidelity.

Lo stadio finale e quello di alimentazione del circuito dello Stereo 70 sono cablati ”in aria” ed ognuno dei due canali è in grado di produrre una potenza massima RMS di 35 watts.

La disposizione dei trasformatori e delle valvole sul telaio è quella classica del periodo ed alquanto simmetrica permettendo facili interventi di manutenzione mentre al centro del telaio è collocata una scheda in bachelite che alloggia i due tubi di segnale / driver ed i relativi componenti passivi dello stadio d’ingresso del circuito. Il finale ha la regolazione fissa di polarizzazione e cioè occorre regolare la corrente di BIAS dei tubi finali EL34 per ottenere il giusto punto di lavoro, operazione questa fattibile tramite un voltmetro elettronico. Il valore corretto è di 1,56 Volts, come chiaramente indicato sul telaio dalla Casa. Questa operazione deve essere eseguita periodicamente per controllare eventuali variazioni elettriche. Il contenuto musicale è gradevolissimo e potente; la raffinatezza sonora, la precisione timbrica e la notevole musicalità sono le prerogative più salienti di questo eccellente finale americano. Lo Stereo 70 è stato prodotto per lunghissimo tempo e venduto in oltre 250.000 esemplari.

I diffusori Celestion Ditton 44 - Tannoy Lancaster

I diffusori Celestion Ditton 44 (foto 6) collegati per queste prove d’ascolto al preamplificatore Dynaco Pas 3-X ed al finale Stereo 70 sono la prima versione della fortunata serie 44 e risalgono al 1974. Praticamente sono diffusori quasi identici al modello successivo e cioè alle Ditton 44, griglia nera, descritte nel mio precedente articolo. I diffusori presentano la griglia telata colore marrone e la medesima configurazione dei tre altoparlanti. Un sistema a “tre vie” potente ed aggraziato al tempo stesso, capace di imprimere sonorità straordinarie se interfacciate a finali a tubi di medio-basso wattaggio, in grado tuttavia di esprimersi al meglio anche con amplificazioni più potenti. Diffusori costruiti in maniera eccellente e robusta, con le dimensioni giuste per ottenere ascolti dinamici senza mai provocare un qualsiasi affaticamento di ascolto e soprattutto sempre all’altezza delle riproduzioni migliori !

Le Celestion Ditton sono l’essenza stessa del diffusore classico senza tempo, quello che io chiamo il “diffusore a misura di orecchio” che sa riprodurre cioè tutta la gamma di frequenze in modo ideale e con estrema facilità e che ben si adatta, perciò, al nostro modo di udire i messaggi sonori riprodotti. L’abbinamento con il pre e finale Dynaco si rivela ottima (foto 7) e risalta pienamente le qualità oggettive di questi diffusori inglesi.

Le Tannoy Lancaster, con la coppia Dynaco, hanno rivelato contenuti sonori notevoli. Grande apertura sulle medio-alte frequenze ed un eccellente responso in gamma bassa. Il 15 pollici coassiale è tuttavia una “cartina di tornasole”, nel senso che se a monte non si hanno elettroniche di qualità, estrema qualità, esso non perdona ed i difetti risaltano in maniera del tutto evidente. Con i Dynaco, l’ascolto è ottimo ed il grado di soddisfazione è pienamente appagato.

Devo sottolineare comunque che nelle mie varie prove di ascolto effettuate negli anni, ho collegato la mia coppia Dynaco anche ad altri diffusori ottenendo sempre una riproduzione dei contenuti sonori molto buona.

Riporto qualche combinazione ascoltata:

Pre e Finale Dynaco con diffusori Wharfedale Airedale - 2° versione

diffusori Leak Mini-Sandwich

diffusori TANNOY III - LZ - 10” Monitor Gold

Note di ascolto

Proprio per le caratteristiche di precisione musicale che i due Dynaco possiedono, ho deciso di collegarli al giradischi digitale, l’ottimo Marantz CD 6000, anziché al giradischi analogico come avevo fatto per le precedenti prove e devo ammettere che la decisione si è rivelata vincente sotto tutti gli aspetti attraverso un ascolto molto brillante e piacevole.

Fra preamplificatore e finale ho usato cavi GB&L, mentre per il collegamento con i diffusori ho utilizzato cavi CIARE Speaker cable, quelli della serie blu/1,5 mm di sezione. Entrambi i diffusori impiegati, hanno dimostrato di sapersi integrare ottimamente con il segnale amplificato proveniente da due americani, evidenziando una facilità di riproduzione notevole. La bellezza di suono dei due diffusori inglesi viene esaltata, in questo sistema, dalla capacità di restituire una scena musicale neutrale e naturale al tempo stesso, caratteristiche queste proprie della coppia Dynaco. Tale caratteristica è evidente anche con altri tipi di diffusori che ho avuto modo di provare e rispecchia come il pre e il finale riescano sempre a “funzionare” ottimamente in qualsiasi condizione di interfacciamento. Del resto le doti di potenza e dinamica che i Dynaco possiedono sono più che sufficienti per fronteggiare vari tipi di situazioni di ascolto e per creare quelle giuste pressioni sonore che di volta in volta vengono richieste. La parte dello spettro audio che più mi ha colpito è stata, in tutti e due gli impianti, quella delle medie e alte frequenze; in questa zona della gamma ci troviamo di fronte ad un suono dettagliato e limpido, caratterizzato da un notevole respiro musicale che riesce facilmente ad estrinsecarsi. Con diversi dischi di musica jazz, quelli incisi magistralmente come la trilogia di Jazz at the Pawnshop oppure Saxophone Colossus di Sonny Rollins, si possono veramente riscontrare e cogliere tutte le più piccole sfumature, anche nei passaggi più critici. Anche nella regione delle medie frequenze, si nota la grande bontà sonora dell’insieme per mezzo di una capacità in grado di trasmettere suoni ben articolati, messaggi sonori che vengono percepiti nella giusta maniera dalle nostre orecchie; la voce femminile, notoriamente più difficile da riprodurre, viene espressa con pienezza e veridicità totali.

Per quanto concerne le frequenze basse, posso affermare come esse risultino potenti e profonde; non ho mai avvertito, troppe “coloriture” fastidiose e poco naturali, nonostante, come ovvio, ci siano alcune differenze oggettive nelle due configurazioni allestite. Siamo in presenza di bassi decisi che riescono ad integrarsi con ottimo equilibrio al resto dei suoni riprodotti. Un ottimo mix fra il suono analitico e preciso del CD-Player digitale e quello naturale e mai affaticante offerto dal pre e finale DYNACO, il tutto riprodotto con “magia” sia dalle Celestion Ditton che dalle Tannoy Lancaster.

Valvole utilizzate

I tubi impiegati durante le prime sedute di ascolto sono stati: quattro valvole 12AX7 marcate SYLVANIA nel pre Dynaco PAS 3-X, 2+2 valvole 7199 marcate G.E. (General Electric) del primo stadio del finale, quattro 6CA7 / EL34 di potenza siglate AMPEREX e la raddrizzatrice GZ34 di marca PHILIPS, sempre nel finale STEREO 70.

L'ascolto, con questo assetto valvolare, si è rivelato molto buono ed ancora migliore lo è stato, come ho potuto apprezzare nella seconda tornata di prove, sostituendo tutti i tubi presenti con altri di marca inglese e tedesca d’epoca. I quattro tubi 12AX7 del preamplificatore sono stati sostituiti, infatti, con le ECC83 MULLARD del 1960, mentre per i due triodi-pentodi 7199 del finale ho montato due ottime 6AN8 SIEMENS del 1961 e per i quattro tubi EL34 ho utilizzato le stupende MULLARD (sia Xf2, Xf3 e Xf4 - quelle che appaiono in foto sono le Xf4). La raddrizzatrice impiegata è stata la robustissima ed eccezionale Mullard GZ34 / CV 1377, codice di fabbrica B8I4.

Il suono si è fatto ancor più concreto e corretto, la scena sonora è diventata più ampia ed ha offerto un senso molto realistico delle voci e degli strumenti.

 

Leggi anche la Nota Tecnica – Il Circuito Ultralineare

 

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