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Open Journal di Pier Paolo Ferrari

La leggendaria coppia pre e finale Radford ed i diffusori Celestion Ditton 44

Con questo nuovo articolo, prenderò in esame gli storici apparecchi del glorioso passato audio, quelli che hanno lasciato un’impronta significativa per l’hi-fi ed ancora in grado, se interfacciati sapientemente, di fornire eccellenti contenuti musicali
La leggendaria coppia pre e finale Radford ed i diffusori Celestion Ditton 44

Introduzione

L’apertura di questa nuova rubrica è iniziata con le considerazioni generali sugli apparecchi vintage, riflessioni che mi sembrava opportuno dover fare per inquadrare in modo corretto il variegato “mondo” del vintage.

Con questo nuovo articolo, prenderò in esame gli storici apparecchi del glorioso passato audio, quelli che hanno lasciato un’impronta significativa per l’hi-fi ed ancora in grado, se interfacciati sapientemente, di fornire eccellenti contenuti musicali. Sono allestimenti audio di componenti di mia proprietà che ho avuto modo di ascoltare molto bene negli anni e che, perciò, porgo all’attenzione degli appassionati di VHF.

Il primo articolo di questa serie è dedicata alla leggendaria coppia pre e finale Radford ed agli ottimi diffusori Celestion Ditton 44.

Impianto Radford- Celestion Ditton  44

E’ cosa risaputa da tutti gli appassionati audio come il rendimento dell’intero impianto dipenda non solo dalla bontà dei singoli apparecchi ma anche dalle varie combinazioni fra giradischi analogico, CD Player, preamplificatore, finale di potenza, diffusori, dagli accessori più o meno importanti e,last but not least, dal posizionamento in ambiente di tutti i componenti del sistema.

Se questo è vero per tutti gli allestimenti di apparecchiature moderne lo è anche per le elettroniche e i diffusori d'epoca; il problema che si pone di fronte agli appassionati è che non sia sempre alla portata di tutti poter ascoltare impianti diversi dal proprio ed effettuare prove comparate, per esempio, tra un LEAK STEREO 20 od un RADFORD STA 15, oppure fra un diffusore TANNOY od un elettrostatico  QUAD ESL 57.

Avendo però a disposizione numerosi apparecchi della cosiddetta e mitica “età dell’oro Hi-Fi”, raccolti e collezionati in molti anni, ho potuto analizzare ed ascoltare con tutta la necessaria calma ed attenzione le caratteristiche più salienti e le varie problematiche degli stessi, trovando alla fine alcune soluzioni che ritengo siano ottimali per ottenere un corretto funzionamento ed un giusto  ascolto.

Prove, combinazioni, spostamenti, posizionamenti diversi, collegamenti fra i vari apparecchi sono  parte integrante del mio tempo libero, con il risultato di avere acquisito esperienza e maturato idee giuste circa il miglior ascolto possibile ricavato da questi classici Hi-Fi; esperienze e riflessioni, dunque, derivanti non da qualche settimana di prove ma da tanti anni di passione audiofila.

Anche il pre e finale Radford sono stati oggetto di vari collegamenti e prove di ascolto ed interfacciati con diversi diffusori d’epoca come le Tannoy Lancaster, le Tannoy Canterbury, le QUAD ESL-57, le Celestion Ditton 44, Ditton 66 e le Wharfedale Airedale. Diffusori, questi, facenti parte della straordinaria Scuola inglese. Devo confermare come i Radford si siano comportati sempre in modo eccellente, pur con le ovvie differenze nel risultato sonico derivanti dalle intrinseche caratteristiche di ogni diffusore acustico provato.

Qualche cenno storico

Radford è diventato negli anni sessanta un nome assai famoso dell’audio britannico  e ben presto anche un nome leggendario in campo mondiale, guadagnandosi una fama ineguagliabile di serietà e perizia tecnica. Una pietra di paragone, quindi, ed un riferimento assoluto per la bontà dei suoi apparecchi a valvole, esportando il British Sound oltre i confini nazionali e raggiungendo mete molto ambiziose di perfezione.

Arthur H. Radford (classe 1914), il fondatore della ditta, ha dato un notevole contributo alla progettazione di componenti audio e alla ricerca di tecniche assai sofisticate per migliorare la qualità del suono riprodotto. Il tecnico inglese ha potuto usufruire delle immense esperienze fatte nei decenni precedenti il suo ingresso sul mercato, realizzando circuitazioni elettroniche intelligenti e, soprattutto, progettando e costruendo i famosissimi trasformatori di uscita, cui si deve tantissimo in termini di qualità musicale ed affidabilità.

Il successo di questo illustre marchio inglese è essenzialmente determinato dalle straordinarie capacità dei componenti usati che oggi, dopo più di cinquant’anni, sono ancora in grado di produrre un suono eccezionale e all'altezza di ogni situazione. Gli apparecchi Radford rappresentano l'apice di una tecnologia, quella a tubi, che a metà degli anni Sessanta aveva raggiunto i livelli più alti e mai più in seguito superati. Con la stupenda Serie 3 la Radford  conosce il suo momento più significativo ed esaltante; a partire dal 1963 e fino al 1965 immette sul mercato alcuni apparecchi destinati agli appassionati più esigenti e precisamente:

due preamplificatori stereo siglati SC22 e SC25, due finali monofonici  Radford MA15 e MA25 e due finali stereofonici Radford STA15 e STA25. Sono elettroniche decisamente di altissima concezione sonica, veri capolavori in quanto a prestazioni tecniche e musicali e dal personalissimo raffinato design.

I due amplificatori stereo STA15 e STA25 sono le versioni duplicate dei rispettivi finali mono serie “MA” con le medesime potenze di uscita, cioè di 15 Watts e 25 Watts, e caratteristiche tecniche di primissimo ordine. In particolare il Radford STA15, discendente del primo finale stereo della casa, il Radford STA12 del 1961, racchiude soluzioni tecniche straordinarie ed è munito di eccezionale musicalità, tale da essere considerato dalla critica dell’epoca come il migliore amplificatore stereo degli anni Sessanta. Il merito di Arthur H. Radford è stato senza dubbio quello di aver progettato diversi modelli di apparecchi a tubi, tecnologia in cui credeva fermamente, di differente potenza ma identici nelle prestazioni ed orientati verso la più Alta Fedeltà possibile.

Il sistema descritto su queste pagine, per questa rubrica, prevede la combinazione del pre e finale Radford in abbinamento ai diffusori Celestion Ditton 44 ed è composto perciò dai seguenti componenti:

Preamplificatore Radford SC  22  datato 1965

Amplificatore stereo Radford STA 15 datato      1965

Diffusori Celestion Ditton  44  datati  1978

Il  preamplificatore  RADFORD  SC 22

Pre Radford SC22 - Finale Radford STA-15 Serie III

 

Apparso nel 1964, il  pre  Radford SC22 si è subito affermato per le sue eccellenti doti di elevata qualità. Apparecchio di alta ingegnerizzazione, l'SC22 adotta soluzioni circuitali sofisticate unite ad una raffinata concretezza ed espressione soniche. Il suo circuito completamente controreazionato presenta due transistors planari siglati BC 114 nel primo stadio e quattro valvole doppi triodi ECC83 negli altri due stadi. Ottima flessibilità d'impiego con ingressi e uscite molto completi e cablaggio ordinato per mezzo di tre schede di bachelite che separano i tre stadi del circuito; rifiniture eleganti ed estetica molto sobria con una razionale disposizione dei vari comandi sul pannello frontale.

 

Di questo preamplificatore ne sono state prodotte 2 versioni: un modello con 4 comandi frontali + il volume (INPUT, TREBLE, BASS, BALANCE) ed una successiva a 5 posizioni + il volume con l’aggiunta di un selettore di filtro, FILTER. Inoltre la Radford forniva sia il preamp SC22 alimentato dal suo finale e sia un’altra versione del SC22 autoalimentata per mezzo di un trasformatore posto al suo interno, siglata  RadfordSC22 P.

Il  finale stereofonico  RADFORD   STA  15

Il finale stereo Radford STA15 fa parte del ristrettissimo numero di amplificatori storici che si possono fregiare veramente dell'appellativo di “ben suonante”. L'amplificatore viene commercializzato nel 1964/1965 ed eroga una potenza RMS di 15 Watts per canale con una risposta in frequenza da 20 Hz fino a 40.000 Hz.(dati ricavati dal leaflet originale del costruttore). Monta nove tubi disposti sul telaio in maniera alquanto razionale ed originale, con i trasformatori, la bobina di filtro ed i condensatori elettrolitici contenuti all’interno di un grande contenitore metallico al centro dello chassis. Le valvole utilizzate sono due pentodi EF86 in ingresso, due triodi-pentodi ECF82 (6U8) nello stadio Phase-Splitter, quattro pentodi di potenza EL34 nello stadio finale collegato nel “classico” circuito ultralineare e un doppio diodo raddrizzatore di tensione, comune ad entrambi i canali, del tipo GZ34.

Il Radford STA15 è un apparecchio robusto ed impiega materiali di alta qualità come gli straordinari trasformatori di uscita; inoltre evidenzia una notevole cura di assemblaggio attraverso una disposizione ordinata e precisa dei componenti passivi presenti. Il finale mostra caratteristiche soniche veramente eccezionali, capace a tutt'oggi di riprodurre con estrema linearità e deliziosa musicalità ogni genere di registrazione sonora.

Nota tecnica sul circuito di Phase-Splitter.

[Vai alla nota tecnica, clicca qui]

NB:Questa nota tecnica è importante per capire come si sia sviluppato il circuito Radford, uno schema che verrà poi adottato in tutti i finali della ditta fino alla leggendaria Serie III. In pratica, questo tipo di invertitore di fase determina una grande stabilità e linearità di amplificazione.

Celestion Ditton 44

I diffusori  Celestion Ditton 44 , che in questi ultimi anni soggiornano spesso nelle mie due salette di ascolto,  sono casse acustiche straordinarie e costruite secondo quella che è stata ed è ancora la migliore tradizione inglese. Un British-made che a metà anni settanta veniva apprezzato dagli appassionati di tutto il mondo per un suono mai affaticante e ben equilibrato. Grandi diffusori ma senza esagerare e quindi perfettamente inseribili in un ambiente domestico di medie dimensioni, molto robusti e sonicamente straordinari!

Celestion Ditton 44

Le Celestion Ditton 44, come ho detto, fanno parte della più alta tradizione inglese, quella tradizione permeata di sostanza e grande qualità di costruzione. Sono a tre vie ed impiegano, oltre al famoso tweeter HF-2000 ed al potente woofer da 12 pollici, un eccezionale mid-range denominato FC6. Il cuore del diffusore è proprio questo altoparlante che è capace di imprimere sonorità talmente reali e limpide da far accapponare la pelle!

Le Celestion vanno posizionate a circa 15/20 cm da terra per ottenere la giusta pressione acustica di tutto l’insieme ed evidenziare oltretutto le notevoli doti del woofer. Nonostante siano a “cassa chiusa” e quindi non reflex, la gamma bassa è imponente.

Notare come con questi diffusori sia possibile collegare finali con impedenza da 4 a 8 ohms senza problemi di alcun genere.

Note di Ascolto

I due Radford sono stati collegati al giradischi digitale Marantz CD 63 S.E. e ai diffusori Celestion Ditton 44. Questi ultimi, soprattutto in merito alla loro incredibile resa sonica, si sposano a meraviglia con la trasparenza e naturalezza del suono Radford.

Il preamp SC22 ed il finale STA15 sono in grado di rendere stupende sonorità con tantissimi diffusori che ho avuto modo di provare in diversi anni di ascolto; tuttavia mi piace moltissimo collegarli alle Celestion per il fatto che con queste casse la coppia inglese riesce ad esprimere contenuti sonori di rara bellezza ed in maniera del tutto accattivante. Il collegamento fra pre e finale è stato effettuato tramite cavi di segnale di buona qualità e poco costosi del tipo GB/L che, comunque, non sono stati determinanti sul responso sonico generale così come ho utilizzato cavi  di potenza  CIARE Speaker Cable per quanto concerne il collegamento fra finale e diffusori.

I quattro tubi ECC83 del Radford SC22 sono di marca Mullard che ho impiegato al posto di vecchie Siemens presenti quando ho acquistato il preamplificatore; in seguito ho montato tubi Philips (12AX7), tubi Brimar ECC83 (grafitati) ed infine le splendide CV 4004 Mullard. Per quanto riguarda il finale STA15 ho preferito come prima soluzione valvole Mullard a e solo successivamente ho montato altri brand. Dopo varie prove, un assetto valvolare molto buono (oltre ovviamente a quello ottimale ed assai costoso con tubi Mullard) può essere così composto:

Philips (1962/65) per le EL34 finali di potenza, Philips Miniwatt (1965) per la raddrizzatrice GZ34, Tungsram (1959/60) per il pentodo d'ingresso EF86 e Telefunken (1968/70) per il triodo-pentodo ECF82 (6U8).

Il suono che proviene da questa combinazione Radford + Celestion Ditton 44 risulta omogeneo e molto raffinato; si nota in particolare un equilibrio generale nella riproduzione delle varie frequenze del tutto naturale.

Il contenuto sonico è completo ed è arricchito da una naturale e frizzante armonia che favorisce un ascolto del suono digitale dolce e mai colorito. Buonissima la spazialità attraverso piani d’ascolto giustamente focalizzati che restituiscono una scena ampia e ben articolata. Questo sistema, quindi, ha tutte le carte in regola per restituire un suono piacevole e al tempo stesso molto definito con qualsiasi genere musicale. Tuttavia il tipo di musica che preferisco ascoltare per mezzo del Radford e che riesce a coinvolgermi pienamente è quella classica e jazz; con le esecuzioni liriche di Verdi e Puccini e la musica strumentale di Mozart, Vivaldi e Boccherini, si ha la netta sensazione di essere immersi in prima persona nell’esecuzione musicale e, senza voler fare retorica, di gioire veramente di questo accadimento.

Con il jazz l'impatto è notevole e affascinante, il sound che traspare è determinante per capire questa, alle volte, non facile musica; le sue variegate tonalità, con gli strumenti (soprattutto il sax) e le voci così prorompenti, sono riprodotte con grande stile ed eleganza ed efficacemente concretizzate in modo realistico. Un disco su tutti:  “The Magic Hour” di Wynton Marsalis Quartet.

Che dire… quando apparecchi a valvole e diffusori come questi ti procurano un piacevolissimo ed emozionante ascolto, non ci si accorge affatto del tempo trascorso! Qui non c’entra niente l’effetto nostalgia, possiamo parlare  “solamente” di componenti hi-fi della massima qualità audio.

 

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