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Open Journal di Aldo Di Caterino

6550 TUNG-SOL replica (terza parte)

Una valvola tutta da scoprire
6550 TUNG-SOL replica (terza parte)

Se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna ad andare da Maometto!

Se avvicinarli alla parete di fondo non ha dato i risultati sperati, allora bisognerà fare il contrario: allontanarli. Sempre rispettando la stessa inclinazione, li avvicino di circa una decina di centimetri al punto di ascolto.

I primi tre/quattro brani, un po’per il grande caldo, un po’per la stanchezza accumulata, pur mostrandomi una sonorità diversa, subito non mi fanno percepire i miglioramenti sperati.

L’indomani, ad impianto caldo, con le valvole che hanno ormai raggiunto la soglia delle 100 ore e sempre in compagnia del fido Vincenzo, iniziamo la nostra seduta d’ascolto.

I brani sono i nostri soliti, quelli dei quali conosciamo perfettamente la registrazione ed ogni più piccola nuance:

  • - Otto e Mezzo – La Passerella (Fabrizio Bosso – L’incantesimo di Nino Rota) CD
  • - Napule è (Pino Daniele – Ricomincio da 30) CD
  • - Princesa (Fabrizio De Andrè – Anime salve) CD
  • - Disamistade (Fabrizio De Andrè – Anime salve) CD
  • - The carnival is over (Dead Can Dance – Into the labyrinth) CD e SACD
  • - You and your way (Dire Straits – On every street) CD
  • - Eighty-eight days in my veins (E.S.T. – Viaticum) CD e SACD
  • - The well-wisher (E.S.T. – Viaticum) CD e SACD
  • - Gare Saint Charles (Renaud Garcia-Fons – La linea del sur) CD
  • - Onda Minore (Enzo Pietropaoli – Yatra) CD
  • - Concierto de Aranjuez (Pepe Romero – Rodrigo/Concierto de Aranjuez)
  • - Primaluna (Vincenzo Zitello – La via)
  • - Venere (Moro Quartet – Omonimo)
  • - Selections from Pirates of the Caribbean (Erich Kunzel and Cincinnati Pops Orchestra – Masters and Commanders) SACD
  • - Nomali (Hugh Masekela – Hope) SACD
  • - Do you know the way to San Jose? (Traincha and Metropole Orchestra – The look of love) CD
  • - Soyeusement (Michel Godard – Monteverdi/A trace of Grace) CD

Immediatamente si porge alle nostre orecchie ma, ancor di più ai nostri occhi, una riproposizione scenica meravigliosa. I diffusori sembrano muti,  scollegati, come dei grandi soprammobili. Il suono proviene da tutta la stanza. Lo stage orizzontale va ben oltre i diffusori stessi. Si propaga in profondità quasi a creare un semicerchio virtuale ove è possibile collocare ogni singolo strumento e vederlo quasi materializzare.

La timbrica è assolutamente corretta ed è sparito quel problema del basso pronunciato. Il messaggio sonoro è caldo, levigato, disteso, delicato. E’ lieve ed al tempo stesso corposo. E’ lucente, terso senza essere radiografante. Non esiste la benché minima fatica di ascolto.

Le voci sono vere, immanenti, reali, fisiche. Si percepisce perfettamente ogni singola sfumatura, ogni respiro, ogni spostamento d’aria.

Da primato è la grande ricchezza armonica e palpabile è l’aria tra i singoli strumenti.

La trasparenza, il senso del reale, raggiunge livelli altissimi.

La pressione sonora, che in precedenza sembrava essere diventata maggiore, risulta sostanzialmente in linea con il passato e ritorna nel “solito alveo” di regolazione.

Restiamo per ore a cambiare dischi senza più pensare all’ascolto “tecnico” ed alla prova che stiamo conducendo ma semplicemente ad ascoltare musica, a godere di questa passione.

Mi chiedo se è stato finalmente abbattuto il confine tra analogico e digitale e se è stata superata la distinzione tra valvole moderne e valvole d’epoca.

Alla fine resta uno degli ascolti più belli, ammalianti, emozionanti mai fatti con questo impianto.

Conclusioni.

Cosa aggiungere ancora. La 6550 Tung-Sol replica, montata sul CJ Premie r 140, ha evidenziato una sonorità inaspettata per una valvola moderna. Certo, è assolutamente indispensabile non farsi prendere dalla fretta ed attendere pazientemente almeno le 100 ore di rodaggio. Ed, alla fine, per poterla apprezzare compiutamente, occorre anche rivedere  il posizionamento in ambiente dei diffusori.

Ma fatto questo, la valvola poi regalerà ore ed ore di ottimi ascolti.

Con la GE condivide medie estremamente raffinate e musicali ed alti veramente magici. Si differenzia nella parte inferiore dello spettro laddove l’americana è più morbida e suadente, la russa è più precisa ed articolata.

Certo non è una valvola per tutti nel senso che, per esempio, sugli ARC dei miei amici – come detto – non è stata molto apprezzata (anche se a loro, vista questa esperienza, suggerirò di ritornare in argomento). Ma sui finali Conrad Johnson o su elettroniche con – più o meno - le medesime caratteristiche soniche, mi sento di consigliarne l’acquisto senza alcuna riserva. E poi è anche bella esteticamente, aspetto che non guasta mai!

I componenti dell’impianto di Aldo Di Caterino (aldinohiend)

I componenti dell’impianto di Aldo Di Caterino (aldinohiend)

McIntosh MCD 1100 - Conrad Johnson Premier 16 - LSII  Conrad JohnsonPremier 140 - Wilson Sophia2

 

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