Tu sei qui:HomeOpen JournalVincenzo TraversaKlipsch Heresy III: il fascino del passato

Open Journal di Vincenzo Traversa

Klipsch Heresy III: il fascino del passato

Questa prova nasce dal mio desiderio di upgradare il mio secondo impianto, collocato nel mio studio, dove ascolto musica prevalentemente di sera, quando scrivo al pc o navigo in rete. Quindi cercavo un suono raffinato (a cui sono già abituato, datomi da sorgenti ed amplificazioni McIntosh) e da un qualcosa di diverso non ben individuato.
Klipsch Heresy III: il fascino del passato

Klipsch Heresy III coppia

Di questi tempi non è facile farsi prestare delle elettroniche per poterle provare, comodamente, nella propria abitazione, con il proprio impianto, avendo ben presente come “suona” il proprio ambiente d’ascolto. Ogni qual volta possa capitare una occasione simile, anche il più “pigro” tra i veri audiofili, non dovrebbe lasciarsi scappare l’occasione. Questa volta è toccato a me poter godere, grazie alla disponibilità del mio solito rivenditore, di poter provare, testare e perché no, gustare, del suono del prodotto di cui vi sto scrivendo.
Il mio impianto principale, collocato in un salone di 6,5 x 5,5 metri è composto da sorgenti digitali McIntosh MCD1100 e MCD/MDA1000 oltre che dal Dat Pioneer D07. La sorgente analogica, non usata in questa prova, è un Thorens TD 160HD con testina Chorus Black MM. Diffusori di riferimento sono i Dynaudio Sapphire.

Non è un diffusore da pavimento!
Veniamo al dunque: erano anni, da quando mi sono affacciato sul mondo della riproduzione musicale in casa, che le Heresy mi ammaliavano con l’immagine del grande woofer da 30 cm e delle due inquietanti trombe per i medi e gli alti. Sentite tante volte, in diversi ambienti ed in diverse occasioni, sempre con un risultato diverso, bene, benino, che schifo, le odio o le amo. In sintesi, non mi hanno mai lasciato con la convinzione che, quello che stavo sentendo, era la verità, la sensazione di un momento, un sogno o un incubo. Quando ho esternato il mio progetto all’amico rivenditore mi ha finalmente detto le paroline magiche “perché non le provi a casa”?

Paul Wilbur Klipsch (1904 – 2002)Potevo esimermi? NOOOOOOOO! E così da un paio di giorni, finalmente me le sto spupazzando. Sono diffusori dimostrativi, quindi già rodati e, segnati nei cabinet dagli spostamenti a casa degli interessati e nel negozio. Gli esemplari che mi sono stati forniti sono neri ed hanno le basi originali. Io però, per poterli alzare di qualche altro centimetro dal pavimento, le ho posizionati su supporti bassi dotati di rotelle per poterli anche più facilmente spostare.

A mio avviso, su questi diffusori c’è un equivoco di fondo: non sono diffusori da pavimento. Sì, posti per terra suonano, ma l’iterazione con il pavimento produce più danni che benefici. Ho provato a posizionare direttamente per terra, quindi sui loro supporti originali ma il basso resta gommoso e sento il riflesso dell’onda sonora sul pavimento.
Non convinto della resa acustica decido di rimuovere definitivamente le basi originali ed installo i diffusori su stand in metallo da 40 cm di altezza. Il suono cambia radicalmente. Dimenticate il basso gommoso e poco articolato, dimenticate anche qualche asprezza sugli acuti.
La Heresy III installata su stand diventa un diffusore godibile e sicuramente meno grezzo. La resa sulle medio alte migliora sensibilmente ma, mi ripeto, resto stupito dal miglioramento sulle basse frequenze. Intendiamoci bene: la Heresy non ha un basso da discesa agli inferi. Si ferma sicuramente tra gli 80 ed i 60 hz ma, rispetto alla collocazione a pavimento, la distanza dallo stesso permette al wooferone di non essere disturbato da onde riflesse e così poter esprimere un suono sicuramente più preciso.

La prova d’ascolto nel mio studio
Ora veniamo alla seconda prova nel mio studio. Installo i diffusori nella mia libreria che permette un comodo posizionamento delle Heresy, sia in larghezza che altezza che profondità. Molti mi avevano detto che i diffusori in libreria, ancorché in sospensione pneumatica, non avrebbero suonato bene ed avrei avuto problemi di ridondanza di basse frequenze. Sbagliato! In questo momento, mentre vi scrivo, mi sembra di sentire diffusori monitor da studio di registrazione così precisi, cos’ veloci e rifiniti da lasciarmi senza parole. A dispetto delle dimensioni, a livello acustico, scompaiono completamente.
Per isolare completamente i diffusori dal mobile utilizzo una doppia mensola sotto i diffusori con della moquette sia sotto il diffusore che tra le due mensole. Questo stratagemma funziona tanto da permettere ascolti a volumi live senza la presenza della minima vibrazione da parte del mobile stesso.
La spinta offerta dall’ampli McIntosh MA6600 rende sempre vivide le risposte sui transienti, come se i diffusori fossero sempre nel punto di coppia ottimale (uso il termine motoristico che ben si sposa all’idea). Con tutti i generi musicali, jazz, rock o classica che sia, anche a volumi sostenuti, non ho problemi di fatica d’ascolto. Questi diffusori riescono ad essere camaleontici, ti restituiscono la piacevolezza del violoncello suonato da Yo Yo Ma così come la ruvidità del sax di Jan Garbarek con naturalezza.
Non hanno il suono dei tweeter a cupola ma ci vanno vicini, un mio carissimo amico che conosce, come me, molto bene il suono dei tweeter Dynaudio, all’ascolto delle Heresy in questa configurazione, ha esclamato: ma suonano come le Dynaudio!

Nessuno è perfetto: le compro
Arrivo alle conclusioni: sicuramente non è un diffusore perfetto ed a seconda del posizionamento cambia radicalmente la sua risposta timbrica. La sua risposta in frequenza alle basse frequenze è contemporaneamente un limite ed un aspetto positivo.
Collocata a terra può diventare ridondante, così come, alzata dal pavimento assume tutt’altra connotazione timbrica. Come dicevo prima, un vero camaleonte capace di scomparire dalla scena così come di colpirti allo stomaco con il suo punch. Cosa ho deciso di fare? Ho deciso di comprarle. Questa volta sciolgo le riserve e decido che questo matrimonio “sa da fare”.
Addio Heresy nere, benvenute Heresy cherry.