Tu sei qui:HomeOpen JournalAntonietta Marrazzo

Open Journal di Antonietta Marrazzo

Barcellona: la perla del Mediterraneo da amare

Una descrizione puntuale e articolata della capitale catalana per tutti coloro che non l'hanno ancora visitata. Non solo musei, ma anche mostre, cucina, parchi naturali e la storia di una delle città più belle del mondo.
Barcellona: la perla del Mediterraneo da amare

Il centro di Barcellona visto dall'alto

3.225.058 abitanti, in uno spazio 101,4 km2 , gemellata con 23 città del mondo: ma i numeri non bastano per definire la sensazionale bellezza di Barcellona, perla del mediterraneo e capitale indiscussa della Catalogna.

Sì perché quella che il turista medio chiama Spagna, per gli abitanti di Barcellona è Catalogna, non solo la regione di appartenenza ma un vero e proprio Stato di cui si chiede l’indipendenza da ormai secoli. La città, per la sua posizione strategica, era stata per secoli sottomessa alla dominazione romana: ne danno dimostrazione i reperti conservati nel museo della città Museu d’Història de la Ciutat. Ma è con il crollo dell’impero romano che Barcellona fu sottomessa dapprima ai Visigoti e poi successivamente ai Franchi, momento storico più proficuo per la città. Non solo un porto capace di coprire l’intero Mediterraneo, ma soprattutto terra di scambio per i mercanti di tele e di spezie. L’unione tra il re Ferdinando II di Aragona e Isabella di Castiglia decretò il lento decadimento economico della città, fino alla perdita dell’indipendenza avvenuta nel 1717 a seguito dell’egemonia di re Filippo V.

Dal 1717 ad oggi la Catalogna chiede l’indipendenza allo Stato Spagnolo: non a caso il Catalano è da anni riconosciuto lingua ufficiale. Basta girare tra i vicoli della città per rendersi conto delle insegne, dei nomi delle strade, dei menù, il catalano non è solo frutto di un percorso di ribellione sociale, quanto piuttosto l’identità storica di un popolo che riesce a sopravvivere da secoli sperando ancora in una propria indipendenza. Ogni anno, infatti, l’11 settembre è la festa dell’indipendenza catalana, riconosciuta dalle autorità locali e nazionali. Nonostante l’atteggiamento fortemente chiuso e nazionalista, la città da tempo accoglie numerose comunità straniere: quella italiana, ad esempio, è tra le più popolose in seguito non solo alle politiche sociali focalizzate sui giovani, ma anche grazie allo storico programma condotto da Fabio Volo “Italo Spagnolo” andato in onda su Mtv nel 2006. A stimolare la curiosità dei visitatori saranno state anche le numerose pellicole girate nella città: come non ricordare Vichy Cristina Barcelona di Woody Allen, L’appartamento spagnolo oppure Biutiful e Tutto su mia madre.

Al di là delle questioni storiche, Barcellona è meta obbligatoria per i giovani turisti provenienti da qualsiasi parte del mondo pronti ad apprezzare le notti catalane: discoteche di ogni genere che illuminano la città fino alle prime ore del mattino: emblematico è l’esempio del RazzMatazz, la discoteca più grande di tutta Europa, capace di ospitare concerti e serate di ogni genere; da non perdere le serate Nasty Monday alla sala Apollo, dove tutto può succedere; sui generis, infine, la catena di discoteche Arena. Oltre ai locali, altra tappa obbligatoria dei turisti a Barcellona è la Rambla: un lungo vialone di circa un chilometro e mezzo che collega il quartiere gotico a Plaza Catalunya. Sembrerebbe una semplice strada, ma per ciascun visitatore è qualcosa di assolutamente fantastico: numerosi artisti di strada affollano il percorso, il via vai dai fast food di ogni genere, il tram tram dei cittadini ed infine lo straordinario mercato della Boqueria. La Boqueria è, infatti, un mercato ortofrutticolo situato al centro della Rambla dove è possibile acquistare qualsiasi genere alimentare: dalla cioccolata alla frutta, dalle uova alle lepri dei Pirenei. Tipico del mercato sono i succhi di frutta serviti in bicchiere di plastica a poco più di un euro con accostamenti sopraffini.

Poco distante dalla Boqueria, nel Raval è possibile ammirare il famoso Gatto di Mirò: la leggenda vuole che se lo si tocca si avrà fortuna. Al lato opposto della Boqueria, nel Barrio Gotico è possibile imbattersi nella Cattedrale della città con Madonne Nere e architettura fortemente baroccheggiante. Poco distante dalla fermata della Jaume I, potreste ammirare la straordinaria bellezza della Chiesa di Maria del Mar: architettura povera e semplice, ma dal singolare fascino.

Barcellona offre un patrimonio artistico variegato e maestoso. Culla natale dell’architetto Antonio Gaudì, camminando tra i vialoni della città è possibile apprezzare le sue numerose opere. Passeggiando lungo Passeig de Gracia – una delle strade più chic della città con tanto di vetrine di Valentino e Cartier- potresti imbattervi nella Casa Battlò, una casa progettata dal genio di Gaudì. L’opera è ispirata al mare riprendendone non solo tutte le tonalità dell’azzurro, ma anche le sue creature: la struttura architettonica interna, ad esempio, è chiaramente ispirata alla struttura ossea dei pesci. Poco distante si trova la Casa Milà o Pedrera, per via della pietra grezza utilizzata nella facciata esterna dell’edifico. Sei piani, ciascuno con otto appartamenti, la Casa Milà soffre sicuramente della maestosità della sua gemella dirimpettaia perché meno colorata e con uno stile più elegante e signorile.

La Sagrada Familia, tuttavia, rimane l’opera più bella e più importante che Gaudì ha lasciato in eredità alla capitale catalana. Rimasta incompiuta per volere dello stesso artista – i lavori possono essere sovvenzionati economicamente solo dalle offerte dei fedeli- la Chiesa sovrasta la città con la sua imponenza e la sua maestosità: l’altezza è solo di un palmo più basso del monte più alto della penisola iberica; il motivo?! Gaudì voleva regalare a Dio qualcosa che assomigliasse ad una delle sue creazioni ( il monte quindi), ma essendo consapevole della imperfezione intrinseca dell’essere umano, lo ha reso più basso di un solo palmo. L’intera struttura esterna da spazio alla rappresentazione delle tappe più importanti della vita di Gesù Cristo: dalla nascita alla morte, intervallate da elementi decorativi come fiori e frutta, omaggio alla terra. L’interno è ancora oggetto di restauri e della realizzazione dell'opera originaria, dato che l'artista ha cambiato di volta in volta il progetto analogamente a quanto si cambiano i progetti nella vita, come ha espresso lo stesso Gaudì.

Patrimonio dell’Unesco insieme alle opere precedentemente menzionate, è il Park Guell sempre di Gaudì, un parco naturale disegnato e progettato per diventare una città giardino sull’esempio della più classica tradizione inglese, divenne “tavolozza” per l’artista che decise di colorarlo con fontane e mosaici. Meno noto al turismo di massa è il Parc del Labirinto: situato poco lontano dal centro della città e facilmente raggiungibile in metro, è un giardino con appunto un labirinto nel quale sono state girate le sequenze del film Profumo e di Vicky Cristina Barcellona. Un altro parco è quello della Ciutadella con laghetti con anatre, barchette e gruppi di giovani artisti di strada.

Per assaporare la buona cucina catalana è bene fare una visita alla Champagneria: lasciate perdere i ghingheri, il nome del locale è tutt’altro che chic perché vi serviranno carne grigliata e bicchieri di vino a poco meno di un euro. Per la buona paella basta sedersi in uno dei ristorantini vicino al porto. Da non perdere i churros: sfoglie fritte ricoperte di zucchero da inzuppare nella cioccolata calda in pieno inverno; i migliori li trovate alla churreria all’uscita della metro Joanic.

Non preoccupatevi per gli spostamenti da un punto all’altro della città: il sistema di metropolitane è tra i più efficienti di Europa e copre l’intera città durante tutta la giornata!