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Open Journal di Giovanna Annunziata

Lo strano caso di un impianto sventurato

Per la rubrica I vostri Impianti, ecco il ricordo dell'acquisto (sofferto) di Loris.
Lo strano caso di un impianto sventurato

I miei primi ascolti, forse i più belli sotto il profilo emotivo, risalgono a tenera età. Un vecchio Dual di mio padre, una testina Ortofon di cui mi è impossibile ricordare il modello, qualche vinile di Chopin comprati da mia madre.

Più tardi, il primo vero impianto, o meglio quello che avrei voluto fosse stato il mio primo impianto: un Sony mini con tutti i componenti coordinati,  bellini e pieni di lucine. Insomma, tutt’altra roba rispetto all’accozzaglia (ai miei occhi pareva tale) messa in piedi da mio padre.

Problema N.1 - I Soldi

Riuscire ad avere il mio impianti dei desideri significava possedere una somma economica che a soli 15 anni era inconcepibile. Il percorso di risparmio fu lungo e sofferto!

158-200x133.jpgPian piano riusci a mettere insieme qualche risparmio, grazie anche ad un piccolo aiutino da una zia lontana, la classica zia d’America (però sul serio!) E ancora, riscivo a guadagnare una modestissima paghetta badando ad un simpatico cagnolino. A proposito del “simpatico” cagnolino… mi presi un bel morso vicino...  ehm… sorvoliamo. Diciamo che per amore dell’alta fedeltà rischiai di rimanere “offeso” per luuungo tempo.

Problema N.2 - Il Trasporto

A grande fatica riuscii finalmente a raggiungere la somma necessaria, il problema successivo era logistico.
Come trasportare il compattone dal negozio fino a casa?
Mio padre era quasi sempre impegnato con l’auto e io non avevo intenzione di aspettare...la mia patente!
Per fotuna mi venne in aiuto la madre di un amico che si offrì di scarrozzarmi con la sua Panda.

Problema N.3 - Le condizioni climatiche (!)

Non so se fu sfortuna, caso o segno del destino, ma il giorno in cui andammo a ritirare il Sony scoppiò un fragoroso temporale e la mia gentile autista venne presa da un attacco d'ansia alluvinale.
Panico!
La donna si impiantò tremante in doppia fila in pieno corso Buenos Aires trattenendo l’allegra brigata ben oltre il termine della pioggia.
Finalmente la signora si sbloccò e riprese a guidare... andando molto adagio.

Arriviamo alla meta, ma...il negozio era completamente allagato.
Vendite sospese!

Problema N.4 - Il Piano B

Non potevo crederci, era tutto allagato, non restava che rinunciare e fare dietro front.
Dopo aver passato tutto quello?
Come nel classico flashback dei film rividi tutto: il cane, il temporale, i risparmi...
No, ormai ero talmente esaltato dalla frenesia d'acquisto e non avrei potuto contemplare l’idea di tornarmene a casa a mani vuote.
Mi ricordai che poco distante c’era un grande negozio, un po' schicchettino, che esponeva esclusivamente componenti singoli, tritubi ed altra roba costosa.Implorai la mia autista, ancora un pò sotto shock, ed ottenni di farmi accompagnare fin là.

Riesco ad arrivare al negozio, ma...
mancavano pochi di minuti dalla chiusura.

Ed eccola, la commessa, la classica commessa milanese che mi vede piombare in negozio alle sette del sabato pomeriggio. Cordiale e sorridente come una vipera.
Non curante del pericolo andai subito al sodo: “voglio il compatto Sony XYZ, ce l’ha ?”
“Non ce l'abbiamo ma potrei ordinarlo, a catalogo sta un milione e mezzo ma sinceramente è una schifezza! Con questi soldi puoi comprarti qualcosa di decente” - E poi sentenziò: "Ue giuvinott', un impianto non si mette mica sù in dieci minuti !”
“Dieci minuti ? Io c’ho impiegato un anno per risparmiare questi soldi, rischiando la mia vita!”
“Ecco, maggior ragione per fare le cose per bene! Leggiti un pò questa e torna con più calma!” mi mise in mano un copia di Audio Review e mi scortò frettolosamente alla porta!
Frustrazione!

Epilogo

Sotto la guida del mio nuovo mentore e gli occhi immersi in AR e Suono  iniziai ad assemblare il mio primo vero impianto. Come effetto collaterale,  il milione e mezzo stimato improvvisamente non bastava più. Un altro anno di risparmi, un altro anno col famelico segugio, un componente alla volta, e finalmente sarei arrivato attorno ai sedici al mio primo vero impianto:

Diffusori Advent Prodigy Tower,
amplificatore integrato Pioneer A-66X,
giradischi Thorens Td166,
registratore a cassette Aiwa (quello “stiloso” con i comandi sulla flangia orizzontale),
lettore Cd Denon DCD1000 - che da solo mi costò la bellezza di 850.000 vecchie lire, e mi deluse profondamente.- Il suono del tanto decantato cd era per me, bimbo cresciuto a pianoforte e vinili, affaticante!

Oggi, il mio sistema è orientato soprattutto all’Audio Video e da molti anni ruota attorno a videoproiettori analogici.
Ho una coppia di Marquee 8500 Ultra profondamente modificati sia dal punto di vista ottico che elettronico, ho anche un Marquee 9500LC Ultra rigorosamente stock che utilizzo per valutare gli effetti delle modifiche agli 8500.
Negli anni “i piccolini” hanno ricevuto i gioghi del fuoco della Kanto Denshi, il modulo di ingresso Video Versione 03 (la migliore VIM prodotta da Electrohome commercializzata  per breve tempo e accantonata a causa del maggior costo) modificata da Mike Parker così come le neck boards. La coppia di 8500 è dotata di ingresso HDMI attraverso la Moome Full-Hd V2. Montano ottiche USPL HD10F,  tubi 9”  tipo Lug, C-element rosso di cui originariamente è sprovvisto il Marquee. La sorgente video è prevalentemente un HTPC, assemblato con cura maniacale, alimentazione esterna passiva, niente filtri niente scalers. Lo schermo è costituito da tela SMX a basso guadagno (circa1.25)  microforata.  Sul fronte audio ho trovato una certa pace dell’animo con la vecchia serie di Martin Logan, e la loro (un po ruffiana) gentilezza.

Da qualche anno utilizzo una doppia coppia di Ascent I alimentate da una coppia di finali Madrigal Labs Citation 7.1 in configurazione bridged (ovvero, HK Citantion commercializzati da Madrigal per fare più figo). Il centrale, un Cinema, mi ha sempre creato problemi di inserimento dovuti in parte al mascheramento dello schermo ed in parte a qualche notabile percezione di compressione dimensionale durante l’alternanza con i frontali. Un vecchio ed onorevole LS-16 coadiuvato da un “tondo” Emc-1 mi aiutano a lenire un po una certa aridità in gamma media che percepisco nei Citation. Ma 450watt canale sono davvero la “manna dal cielo”per chi come me ama gli elettrostatici.

 

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