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Open Journal di Giovanna Annunziata

Le "QuaraOne" by Orlando

post di Anlu
Le "QuaraOne" by Orlando

L’appennino reggiano, per me, è un posto magico. Con i suoi boschi di faggio, le brulle vette che in autunno ricordano le highlands scozzesi, tortuosi torrenti incuneati tra le roccie, piccoli laghi in luoghi del tutto inaspettati. C’è pure la leggenda di Andrea, l’uomo generoso che stendendosi con il suo corpo sul crinale, si fece montagna a protezione delle sue genti: sulle carte geografiche è noto come Monte Cusna. Nel guardarne il profilo ti par proprio di vedere un uomo addormentato con il viso rivolto verso il cielo.
E sull’appennino ci abita pure l’Orlando, non quello furioso o innamorato dell’Ariosto, tutt’altro. L’Orlando che, per tener fede alla magica atmosfera di questi luoghi, porta i corti bianchi capelli su un viso di eterno bambino. L’Orlando che, per passione, questa sì furente, costruisce diffusori… le casse, come si son sempre chiamate: almeno a queste latitudini e altitudini.

Gente da basto e da galera.
La sua creatura più straordinaria se l’è tenuta per sé: anche perché, vista la dimensione e l’assoluta atipicità, unita ad una costruzione su misura per la sua stanza, non poteva essere diversamente. Potremmo chiamarla “ Il volo del Calabrone”: lui, il Calabrone, vola anche se la fisica glielo impedirebbe, la Creatura d’Orlando suona, eccome se suona, anche se non dovrebbe visto che contraddice a tutte le leggi dell’hifi e dell’audiofilia. E’ una roba gigantesca, una cosa da pavimento a soffitto, dentro una stanza piuttosto piccola, alimentata da una vagonata di watt.  Tanta roba pro, cinque vie, multiamplificata… un insulto vivente all’high-end. Le sorelle, per così dire, minori se le è accaparrate il buon Fabri: una cosetta vagamente più ordinaria, anche se d’ordinario c’è poco quando ti trovi davanti due 38 e 600 watt: la famosa carica dei seicento che, sommando il resto, sfiorano il kilowatt (l'Enel ringrazia). Per renderle più visibili, per quanto un mobile da 200 litri non passi di per sé inosservato, il Fabri ha pensato di colorarle di un bel viola metallizzato… come una chitarra heavy-metal o un macchina di Fast and Furios. In pratica le due Melanzane più grandi del mondo!
E' roba per palati forti, cibo piccante per uomini veri. D’altra parte, come cantava Lindo Ferretti, si parla di gente di montagna di “gente da basto e da galera”. Mi aspetto sempre che, un giorno o l’altro, Fabri attacchi fuori dalla porta di casa un cartello con su scritto “ Vietato l’accesso ai possessori di Rogers 3/5” meglio conosciute come “casii da mort per canarein” (bare per canarini).


Eccole: le QuaraOne.
E’ così, in un giorno di fine estate, mentre mi aggiro per il laboratorio d’Orlando, tra woofers che spuntano in ogniddove, tweeters appesi come panni stesi freschi di bucato, microfoni autocostuiti per le misurazioni ed ogni sorta di amplificatore, finale o pre costruito dagli anni Ottanta in poi, mi sovviene l’idea di provare un intergrato Sansui  di cui ignoro modello e potenza… “Posso?” “Certo!” Quando il  cassetto un un lettore, anch’esso semi-vintage, si chiude e premo play ho un attimo di smarrimento… “Scusa ma cos’è che suona? Quelle cose là in fondo?” La risposta è affermativa… Quelle cose là in fondo sono due parallelepipedi da 135 litri, color piano black, che però la polvere e un pezzo di tubo di plastica grigia, il classico tubo di scarico da idraulico, che esce dall'accordo reflex rendono non particolarmente attrenti e appetibili. Però cribbo come suonano… E’ un attimo… “Ma le vendi?” Orlando si mantiene sul vago, tentenna… ma insisto… Preso atto che il tubo è una semplice appendice di prova e che i due monoliti montano un medio a cupola ESB, strepitoso quanto ormai introvabile, divento all’istante proprietario di due nuovi formidabili (almeno a mio modo di vedere) diffusori 4 vie da pavimento made in Quara, le QuaraOne, (se cercate su Google Maps la trovate, Quara). C’è da rifare il crossover e, secondo Orly, da riverniciarle… Vada per il cross aggiornato ma la verniciatura può attendere, mentre io no!

Ora vivono con me.
Ora se ne stanno qui, nella mia piccola sala d’ascolto, pilotate da un Galactron Mk2060 che alla vista delle nuove amiche ha avuto uno “sciòpone” e ha bruciato tutti i led d’illuminazione interna. Ma erano timori infondati. I 93db d’efficienza ed i 4 Ohm paiono non mettere in affanno il piccoletto che, con la sua innata raffinatezza, si sposa perfettamente con il carattere luminoso, ma non abbagliante delle creature. Creature dalla naturalezza disarmante, quasi commuovente. Che dire… in fondo la felicità è dietro l’angolo: una manciata di gallerie, un centinaio di tornanti ed è fatta! E adesso: musica maestro!

 

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