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Open Journal di Giovanna Annunziata

La vita audiofila di Francesco Flammini

Per la rubrica I vostri impianti, passo la parola a Francesco: "Come molti altri malati di audiophilìa, mi ritengo un inguaribile perfezionista. Ho comprato un impianto Hi-End per godermi il maggior numero di dettagli del messaggio musicale, soprattutto quelli dal maggior contenuto emozionale. Oltre che per divertirmi."
La vita audiofila di Francesco Flammini

La mia vita audiofila

Sono stato “traviato” da bambino, ascoltando vinili di Jethro Tull, Pink Floyd, De André, ecc. tramite l’impianto hi-fi anni ’70 dei miei zietti (giradischi Technichs, integrato Sansui, casse JBL). Da allora ho avuto e ho tutt’ora diversi impianti hi-fi dalle sonorità diverse, dai valvolari minimalisti accoppiati a monovia ceramici, ai più classici amplificatori a stato solido con diffusori 3 vie bass-reflex. Come molti altri malati di audiophilìa, mi ritengo un inguaribile perfezionista. Ho comprato un impianto Hi-End per godermi il maggior numero di dettagli del messaggio musicale, soprattutto quelli dal maggior contenuto

Francesco FlaminiAllo stato attuale, l’impianto suona esteso, equilibrato e riposante, anche se con meno impatto e realismo rispetto agli altri di cui sono in possesso (costruiti intorno a diffusori dinamici). Un buon compromesso per i miei gusti. Non prevedo modifiche nel breve periodo, ma mi piacerebbe sperimentare con altri full-range crossoverless dipolari o omnidirezionali, ad es. qualche elettrostatica che non suoni “fredda” o array di monovia dinamici (es. Visaton B200).emozionale. Oltre che per divertirmi.

Il mio ambiente d’ascolto

ambiente

Quello principale è un’ala di un salone, con ampio spazio dietro ai diffusori. L’ambiente ha pochissime risonanze, data la sua conformazione irregolare, ma è anche molto dispersivo sui bassi (ho ovviato con l’aggiunta di un buon subwoofer)

Le scelte obbligate (WAF) .

Al fine di ridurre il riverbero delle frequenze medio-alte, le pareti laterali sono state trattate con materiale fonoassorbente nascosto nel retro di quadri in tessuto (un’idea che suggerisco di imitare perché consente di rispettare l’estetica dell’ambiente).

Nessun problema di WAF, solo molta accortezza per l’integrazione nell’arredamento e l’effetto estetico finale.

I limiti della riproduzione audio

Dipende dall’evento da riprodurre. Per quanto riguarda la musica elettronica (es. un concerto rock), che viene comunque riprodotta da casse acustiche, vedo limiti più pratici che teorici: l’interazione tra i diffusori e l’ambiente domestico, soprattutto a pressioni acustiche elevate, la qualità di registrazione dei singoli strumenti.
Se invece parliamo di riproduzione di strumenti acustici, allora il limite è probabilmente il processo di registrazione in stereofonia, che tra l’altro non privilegia l’impiego di diffusori omnidirezionali (che invece dovrebbero essere quelli più adatti a simulare le sorgenti). Non vedo limiti tecnologici insuperabili. E’ “solo” una questione di tempo e denaro.

I Componenti del Sistema:
Elettroniche
Sorgente Digitale: Super Audio CD Marantz SA7001 KIS
Buffer Musical Fidelity X-10 v3
Pre: NAD-C162
Finale: NAD-C272
Diffusori: Magnepan Magneplanar MG-12
Subwoofer Mosscade Titan 11.4
Supertweeters LCY-100K (attenuati)
Cavetteria & Accessori
Segnale: Audioquest G-Snake
Potenza: Van den Hul CS-122 Hybrid
Accessori: Condizionatore di rete Belkin PureAV PF-30,
Smorzatori di vibrazioni Soundcare Super-Spikes,
Correttori di acustica ambientale Quonda
Fonte: http://francescoflammini.com/hi-fi/

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