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Open Journal di Giovanna Annunziata

La gioia a colori

Post Di Renato Franceschin
La gioia a colori
Anteprima reportage, la scelta (editoriale) si complica......
E si, ora quelle che erano certezze assolute cominciano a dissolversi lentamente, meglio questa foto o meglio l'altra? Quasi quasi ce le metto tutte e due....no! Non si può, mannaggia....devo per forza scegliere...però son belle tutte e due, uffa........va beh, scelgo quella dove si vedono meglio i denti e meno le mani...che fatica! Ok in lavorazione da Daniele (il mio stampatore..).
Ciao Daniele, ecco le immagini per il reportage, avevo pensato ad un bel bianco e nero (avevo fatto la scelta mentre scattavo...) come lo vedi?
E lui subito, e perché? Perché no un bel colore "vivo"? 'Ste foto meritano!
E lo vedi che si mette a smanettare un pò con photoshop (lui non usa plug in), mi massacra il silver efex, e mi fa vedere come esce fuori quel bel colore che volevo, si proprio quello...
Mi dice anche un sacco di altre cose utili sui reportage che è abituato a fare da parecchi anni, lui che di Word Press Photo ne ha fatti vincere molti (e vi posso assicurare che quelle foto sono state completamente trasformate da lui, sia come taglio che come luce!) non ne può più di vedere la drammaticità, il dolore, la disperazione, "Ce la deve mettere anche quando non c'è, perché per vincere i premi ci vogliono lacrime e sangue", ahimè ha ragione...
Ho cercato di impostare questo lavoro sulla normalità quotidiana, sorrisi, gesti affettuosi, immagini dolci di vita e di speranza, e non sul dolore straziante che comunque vivono queste persone, con problemi non solo mentali ma anche di droga, di alcool, di povertà e abbandono. Daniele vede questa cosa e mi fa enormemente piacere avere colpito nel segno...
Il mio sguardo è sempre fisso sul suo monitor, e cerco di confrontare la foto a colori o in bianco e nero... miseriaccia... ecco, questo è uno dei momenti più belli di questo lavoro, l'incertezza del risultato, quando ti pagano per fare un servizio, quando ti commissionano un racconto la cosa principale è avere le idee chiare su come presentare il progetto ma poi le situazioni cambiano, ti ritrovi a fotografare persone diverse da quelle che ti aspettavi, molto più belle, più sane e ti vien voglia di farle diventare delle "star della vita" perché quello sono, questi operatori, volontari e anche gli ospiti di queste cooperative, sono il bello e il puro della nostra società, quelli che altri non considerano, sono in realtà la nostra coscienza che ci obbliga a farci uscire fuori dai preconcetti stupidi (tutti i preconcetti sono stupidi...), insomma sto trascendendo e mi sto facendo prendere la mano da questa esperienza... torniamo alla scelta iniziale (e qui un sorriso mi esce fuori...)
Per farla breve vi posto un immagine, quale versione vi piace di più?

P.s. una volta con la pellicola c'era la magia dell'attesa, cioè il momento che consegnavi i rullini al laboratorio per lo sviluppo e ti veniva il terrore quando aprivi quelle magiche scatoline piene di diapositive, che tempi...
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