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Open Journal di Corrado Genta

The JBL HP Series Story

Da sempre ringrazio Quirino Cieri, in maniera vera e sentita, e ora vi dirò il perchè di tali complimenti...
The JBL HP Series Story

Anni  addietro ebbi modo di ascoltare una coppia di JBL HP-580. Non so quanti, fra voi frequentatori del Forum di VideoHifi, ne abbiano sentito parlare. Una serie alquanto rara. Se non erro concepita e distribuita a privilegio esclusivo degli appassionati tedeschi.
Prodotte tra il 1992 ed il 1994, basate su 6 modelli, a 3 o 4 vie (dipende dal pregio) di cui 3 concepite con tipologia bass-reflex anteriore più emissione omnidirezionale verso l'alto delle note basse, garantite da una coppia di subwoofers passivi interni (di diametro variabile, sempre in base al pregio del modello su cui montati) in camere separate. Un sub emette frontalmente, in maniera tradizionale, il secondo attraverso una griglia omnidirezionale posta in cima al diffusore, impreziosita da un cristallo fumè. I modelli sono HP-430, 530, 590.

Le altre 3, esteticamente simili alla serie precedente, sono le HP-420, 520, 580. Che a differenza delle consorelle, i sub interni sono in push-pull e l'intera energia di basse frequenze viene espressa completamente verso l'alto. Un "Room Compensator" (420,520,580) a tre scatti posto alla base del diffusore ne permette flessibilità di adattamento in ambiente. Secondo il progetto di JBL, essendo il diffusore sorretto dalle classiche 4 punte in acciaio, e il basso che fuoriesce dalla cima, non é più da considerarsi un diffusore da pavimento, bensì un diffusore "fluttuante". Ovviamente non lo asserisco per ipotesi, riporto solo quanto letto sul manuale istruzioni.

Per l'appunto le 580 sono i diffusori in oggetto. Le ascoltai proprio a cavallo tra il '94/95, da un amico, le teneva in negozio (una videoteca). Suonavano da mattina a sera, che fossero cd o la radio locale di turno. Elettronica tutta Sony, la serie TA, se non ricordo male. Quella nera con fiancatine in legno per intenderci.
Cosa non usciva da questi totem. Talmente inusuali nell'estetica e nel suono che solo guardandole da vicino ho capito che trattavasi di JBL.

C'è qualcosa che non va...

Ovviamente il ritorno di fiamma c'è stato non appena, anni dopo, ho avuto modo di potermi connettere alla Rete. E dopo poco più di 2 anni, sono riuscito a recuperarne una coppia dal "macellaio" di turno.

In primis, quando le ri-ascoltai, non mi convinsero granché. Anche la mia morosa storse il naso ("ma ti piace come suonano queste casse?" - mi disse). Diedi ovviamente la colpa all'integratino Nad da 40x2 di turno, collegato con cavi volanti rosso-nero, e me le portai a casa.
A casa…mah! Io non me le ricordavo mica così.
Asciutte, un pò freddine, i tweeters in Titanio che mi stancavano subito dopo poco tempo che girava un disco.
Oltretutto, mi accorsi che uno dei 2 commutatori sotto ai diffusori era chiaramente in condizioni precarie (evidentemente qualcuno prima di me doveva aver fatto gravare il peso della cassa su di esso, senza le preventivamente avvitarvici le punte isolanti, danneggiandone il meccanismo).

Poi un giorno finalmente, con l'aiuto di Markozilla ci siamo messi d'impegno e, forti del diagramma originale delle HP-520 (quello della 580 nemmeno la JBL Europa sa dove siano finiti!) che é identico, tranne per le dimensioni e tipo di altoparlanti utilizzati, abbiamo sflangiato i sub interni per controllarli. Figuriamoci, i foams ci si sono sciolti letteralmente fra le dita come Nutella.
E ribordiamoli, va!
E nel frattempo recupero 2 midrange d'occasione dagli USA (Quirino ha poi scoperto che non son più ufficialmente fornibili), non si sa mai.
Ribordati, rimontati, riconnesso il tutto…niente, ancora troppo fiacche.
Possibile che il finale spinga poco? Ne ho cambiati 2 nel frattempo, risultato…nisba.  Al punto che chi veniva messo al corrente della cosa cominciava a credere che fossi io che davo troppo peso alle mie sensazioni d'ascolto.

Tramite il forum di VideoHifi contatto Quirino, lo metto al corrente delle mie vicissitudini, e dopo circa sei mesi di indecisioni, mi ci butto, e ho ordinato tramite Quirino 2 crossovers nuovi.
Per 2 motivi…il primo perché immaginando che fossero loro la causa del "mal suonare", viste le disgrazie patite dai diffusori, ho approfittato del fatto che JBL dopo 20 anni ne aveva ancora a magazzino. Anche questo rende grande un costruttore. Secondo perché male non faceva tenere da parte componenti originali.

Dopo un po', seguendo le pazienti direttive di Quirino, i crossovers arrivano. Li montiamo, "diamo fiato alle trombe"…e ci cadono le braccia... Rimanendo nella consapevolezza di non esser proprio degli incapaci, e avendo sottomano il diagramma originale, e addirittura facendo testo ai simboli presenti sulla base dei diffusori (a pennarello, evidentemente il precedente proprietario ci aveva messo mano) abbiamo dedotto che circa 20 anni di giacenza in un magazzino li avesse in qualche modo deteriorati. Inoltre, il fatto che entrambi avessero lo stesso problema rafforzava l'ipotesi. Siamo addirittura arrivati ad escludere i crossover interni e collegare i sub ad uno passivo esterno, era impossibile che diffusori di così generose dimensioni non fossero in grado di emettere bassi degni di tal litraggio. Difatti in quella configurazione, i bassi saltano fuori, riempiendo l'ambiente di basse frequenze. Di conseguenza si rafforzava l'ipotesi dei crossover deteriorati dal tempo.

Non smetterò mai di ringraziare Quirino, il quale si é prodigato per farsi mandare in sede i miei quattro crossovers, vecchi e nuovi, per un Test.

Ma il responso é stato…un bel niente!
Era tutto a posto, vecchi crossovers inclusi (escludendo un commutatore danneggiato). Ed alla fine abbiamo capitolato.

Il Rasoio di Occam

All'improvviso notiamo qualcosa... un dettaglio...

A forza di dar retta a diagrammi, schemi a pennarello, drivers da ribordare, ci siamo resi conto che…
uno dei due sub (in entrambe le casse) era coi contatti invertiti!

E quando suonavano essi ovviamente si annullavano a vicenda anziché muoversi in sincrono.

Siamo quasi ammattiti, arrivando addirittura a immaginare che, dando per scontato che i collegamenti ai drivers fossero corretti, che fossero i crossovers a fornire loro stessi un segnale in controfase ad uno dei woofers.

Roba da chiodi!!!
Hai la soluzione sottomano e non la vedi!

Anche la prova della pila alkalina sui drivers non era granchè attendibile, poiché noi testavamo un sub alla volta, ed essendo oltremodo in posizione alquanto impedita, non si riusciva a capire fossero in fase o meno, appuravi solo che erano meccanicamente in funzione e che c'era un contatto. In più ci si metteva la forma dei diffusori, ben poco pratici da gestire, un metro e 10 di altezza per 33 chili cadauna a forma di diamante a sette angoli, che per intervenirci internamente dovevi di volta in volta capovolgerli!

Un filo, accidenti! Uno soltanto! Roba da finir dietro alla lavagna!

Ma anche questa é una lezione, non si finisce mai di imparare.

Ora sì!
Si, queste sono le HP-580 che anni fa mi fecero innamorare, e che ora finalmente riconosco!

La HP-580 di nero vestita...

...e svestita.

Radiografìa della Hp-590 e della HP-580.

Il crossover, sia smontato che fissato alla base...
Notate che la mother board é in comune alla 520, cambia ovviamente la componentistica adottata.

Ancora un sentito grazie a Quirino per l'interesse e la pazienza dedicatomi, nonché ai consigli sul da farsi, e a Markozilla per essersi ripreso dal torpore della situazione (semplice, ma allo stesso tempo assurda) da narcolessìa nella quale ci eravamo purtroppo irrimediabilmente cacciati.

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