Numero 2
Editoriale
Aliante Stile SW
Pro-ject 2.9 wood
Kora Design 30
Matteo Lupatelli
Milano Hi-end 2003
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HiFi portatile
Audio Digitale 2
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Dati

Costruttore: Aliante

www.aliante.com

Distributore: FINAUDIO S.a.s.Via Italia Sessantuno n. 26 - 12036 REVELLO (CN) - Tel. 0175-759529 Fax 0175-259614

Prezzo Europeo 02/2003: 990,00

 

Descrizione:

Sistema di altoparlanti

 

Aliante Stile SW
Di Bebo Moroni

 

 

 

 
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So, ma ve lo sussurro in un orecchio, un piccolo segreto su questi nuovi diffusori della “boutique” Aliante-Pininfarina: il piccolo segreto riguarda il fatto che sono stati progettati quasi esclusivamente ad orecchio. Forse è una diceria, forse no, ma conoscendo bene la qualità dell’orecchio del loro progettista, Giuseppe Prato, potrei anche azzardarmi ad affermare che ciò può essere considerato solamente un bene, anche a giudicare dalla pedissequa standardizzazione progettuale consentita dalle attuali strumentazioni di design e misura, nonché dalla qualità –anch’essa standardizzata- dei componenti. Comunque sono curiosissimo di vedere le misure effettuate nel nostro nuovissimo ( e lasciatemelo dire, assai avanzato) laboratorio, a patto che Giuliano decida prima o poi di farmele vedere. Sennò mi toccherà aspettare l’uscita di questo “fascicolo” per osservarle assieme a voi.

Detto questo, cioè offerto questo tocco di umanità alla fredda disamina degli oggetti, vi annuncio che per poter entrare in possesso di tutte quelle ambitissime informazioni, come che tipo di altoparlanti montano, qual’è l’ultimo condensatore a sinistra sulla basetta del crossover etc., dovete leggervi la parte tecnica, redatta appunto dall’ottimo Nicoletti. Per parte mia vi dico che l’estetica ( Pininfarina, appunto) è molto personale, pur partendo da un nucleo formale ormai solito nella produzione elettroacustica italiana: mobile in massello, spigoli arrotondati etc. E il fatto che partendo da detto nucleo, che appare ormai irrinunciabile per la produzione nazionale di una certa classe ( anche perché i grandi mercati americani e orientali questo chiedono) si sia giunti comunque ad un risultato molto personale e decisamente gradevole ( sicuramente elegante) mi sembra già un piccolo miracolo. Sono poche le variazioni che possono essere eseguite sul tema del parallelepipedo di legno ( una volta effettuate quelle già menzionate), mi sembra particolarmente azzeccata quella che s’è intuita per questo oggetto: i fianchi anziché ricader giù lisci e paralleli, presentano due scavi in forma di semi-arco, all’interno dei quali sono posizionati i due sfoghi, svasati all’interno, del doppio reflex su cui è basato il progetto.

Lo Stile SW ( singolare l’assonanza con una novità automobilistica che si produce in una zona geografica adiacente) è un diffusore compatto ma non troppo, di quelli che oltre a ben figurare su uno stand e a non invadere l’ambiente con la loro presenza, sono poi in grado di fornire una prestazione completa, tale da non far troppo rimpiangere la gamma bassa di diffusori decisamente più ingombranti. Ho rischiato di far uscire ancora più in ritardo questo fascicolo di videohifi, perché mi sono incarognito – vedendo anche il foglio di avvertenza accluso alla confezione- a voler a tutti i costi ottenere il massimo del rodaggio da questi diffusori, prima di dare un giudizio che avesse i minimi termini di definitività ( la casa consiglia di “scaldarle” almeno trenta ore prima di procedere ad un ascolto analitico e che voglia avere crismi di attendibilità). Mi ci sono incarognito perché di primo acchitto le avevo sballate e messe a ""suonare, e m’ero dunque posto dei dubbi sugli obiettivi che intendesse ottenere il progettista, giacché quanto ascoltavo era piuttosto ben messo in gamma medio-alta, ma davvero deludente, per povertà armonica e legnosità, in gamma bassa. Certe volte, persino noi che ci occupiamo di queste cose per professione, tendiamo a sottovalutare aspetti che per tutti i diffusori sono importanti, ma per alcuni assolutamente fondamentali, come il rodaggio. Ho evitato il rodaggio “facilitato” ( quello a bassissimo volume con il CD in repeat ed il segnale a modestissimo livello che fa muovere notte e dì gli altoparlanti) ed ho deciso invece di far suonare brutalmente, ai volumi più alti che mi potessi concedere a seconda dell’orario e degli umori degli altri abitanti di questa casa, le Aliante. E bene ho fatto in definitiva, visto che ben prima delle fatidiche trenta ore, ha cominciato ad emergere con una certa prepotenza la personalità delle Stile, e in seguito ho potuto assistere ad un continuo crescendo delle prestazioni, sino a completo assestamento.

Per la prima fase di ascolto, le Aliante Stile SW, sono state collegate ad un impianto di gran classe, composto per l’occasione, da un giradischi Thorens TD 124 con braccio Pritchard con canna in legno e testina Grado Platinum Wood, da un SACD/CD player Micromega Reference, da un preamplificatore Bryston SP 1.7 e da un finale di potenza Harman Kardon Citation II ( 1963) con tubi 6550 Telefunken. Noto che spesso si critica l’abitudine di taluni recensori, di far suonare diffusori di costo non particolarmente alto, con apparecchiature di classe di prezzo decisamente superiore, mentre vorrei ribadire la validità di tale sistema di procedere, perché solo così si riescono a capire appieno le potenzialità di un diffusore, scoprendo anche, talvolta, delle belle sorprese, ossia che magari diffusori che abbiamo sentito suonare benino o bene con elettroniche associate di commisurabile livello economico, diventano dei veri e propri campioni, quando pilotate da elettroniche della massima qualità. I lettori leggermente meno giovani, sanno bene quanto impressionassero quei piccoli, minuscoli, diffusori che erano i Linn Kan, quando nelle dimostrazioni venivano pilotati con le amplificazioni Naim “grandi”, certo impressionavano meno quando venivano pilotate dal piccolo integrato Nait, ma non deludevano, anzi: se ne continuavano ad apprezzare le caratteristiche musicali, consapevoli però che se sollecitate potevano dare ancora di più. Comunque, a scanso equivoci e polemiche, le Aliante sono state ascoltate anche con un’impianto dal costo decisamente più umano, composto da un CD Player Harman Kardon HD 710 ( che io continuo a considerare un vero campione di musicalità) e da un ampli integrato Myryad Cameo. Le prestazioni che andrò ad elencare rappresentano la media tra quelle ottenute con l’impianto “grande “ e quelle proposte dall’impianto “piccolo”, e dunque sono convinto siano pienamente rappresentative della musicalità della Stile SW. Intanto parliamo della prestazione in basso, robusta e corposa, corroborata da talune caratteristiche decisamente impressive: grande nettezza negli attacchi e nei rilasci, nessuna avvertibile coda, bella progressività nel decadimento delle armoniche più gravi, così da offrire allo stesso tempo un’eccellente sensazione di potenza ed un buon punch, evitando quell’eccesso di “secchezza”, che si concretizza con una non piacevole sensazione di mancanza dei bassi profondi, che caratterizza i diffusori in cui la scelta del punch e della pulizia del medio-basso siano stati considerati obiettivi primari. Forse non è “il” diffusore per il rock’n roll, ma è un diffusore che suona benissimo il rock’n roll e gli altri generi cosidetti “moderni” ( termine che comporta un evidente errore storiografico, ma il discorso sarebbe troppo lungo), consentendoci anche, però, di goderci l’ampiezza e il respiro delle sezioni bassi delle orchestre classiche. La gamma media poi mi piace particolarmente e mi piace per le sue qualità intrinseche: dolcezza, liquidità, grande apertura sulle voci, ma anche e soprattutto per l’inusuale e riuscitissima maniera che ha di fondersi con la gamma acuta, che appare invece più decisa, più “contemporanea” ( ho eluso il termine “moderno”) sino a spingersi ai limiti, ma attenzione, senza raggiungerli, dell’aggressività.

Mi sembra insomma che l’incrocio sia particolarmente indovinato e che il crossover, sebbene in forma leggermente atipica, svolga egregiamente il suo compito, cosìcché la sensazione costante è di trovarsi alle prese con un diffusore decisamente attuale, ma insieme attraversato da costanti nuances di antico, che lo rendono insieme universale ed originale, indubbiamente dotato di una propria, decisa, personalità. Le prove effettuate con le differenti amplificazioni – in ultimo è spuntato fuori anche un Nad 302, con il quale lo Stile continua a suonare decisamente bene, ma si sente che desidererebbe un po’ più di “pappa”- dimostrano che lo Stile è un diffusore decisamente poco problematico da accoppiare, a patto che s’intenda sposarlo ad un amplificazione di qualità, indipendentemente se a valvole o a stato solido. Le capacità dinamiche dell’oggetto sono indubbiamente elevate, addirittura fuori dal comune in relazione alle dimensioni e alle caratteristiche di bontà timbrica, e proprio perché tali capacità sono così buone, è bene a mio avviso che si possano esprimere appieno, e per far ciò è necessario abbinare lo Stile con un amplificatore che abbia altrettante doti di “spinta”. Ora, come sappiamo bene, indicare un range di potenza è operazione sostanzialmente inutile, viste le differenze nell’esprimere la potenza dichiarata, da amplificatore ad amplificatore. Però direi che se ci si orienta sullo stato solido, almeno 50 watt di quelli seri per canale, anche in ambienti non grandissimi, bisogna essere in grado di offrirglieli, e non per questioni di sensibilità ( ad orecchio mi sembra che il diffusore si ponga nella fascia degli 87/88 dB per canale, quella che una volta veniva comunemente intesa come fascia di efficienza medio-alta) ma proprio perché questo oggetto è in grado di trattare quegli ampi intervalli dinamici che una buona potenza è in grado di produrre. Una cosa che va assolutamente sottolineata riguarda la configurazione della coppia di diffusori, che deve assolutamente seguire lo schema progettuale pensato dalla casa: i due tweeter sono forniti ciascuno di uno schermo acustico, posto tra le ore due e le ore sei dell’ipotetico quadrante formato dalla flangia dell’altoparlante. Dunque i diffusori sono un sx ed un dx, ineludibilmente, essendo i due schermi assolutamente speculari. Le realizzazioni Acoustical/Aliante ci hanno sempre abituati, sin dalle vecchie RS o dalle Nota, ad una riproduzione spaziale particolarmente accurata e voluminosa, e da questo punto di vista le Stile non tradiscono certo tanta buona tradizione, anzi. L’immagine sonora riproposta è sicuramente credibile, sia nelle dimensioni che nella scansione dello spazio, con una prospettiva particolarmente profonda e luminosa, in grado di lasciar percepire senza alcuno sforzo ( sempre che evitiate di addossare i diffusori alla parete di fondo) dimensioni e collocazione delle sorgenti sonore, anche le più minute e perdute nello spazio scenico dell’avvenimento musicale. In conclusione posso dire che lo Stile SW è uno dei diffusori compatti che più mi hanno colpito in questi ultimi anni, indipendentemente dalla classe di prezzo.

E’ uno di quei diffusori che suonano particolarmente bene, ma intendono farlo dimostrando di non essere l’ennesima pecora di un immenso gregge di “ belli sen’anima”, bensì proponendo la propria personale interpretazione di quell’interpretabilissimo ( ma - a costo di ripetermi- da qualche anno a questa parte scarsamente interpretato) concetto di “fedeltà sonora” che come l’araba fenice andiamo inseguendo. Il tutto inserito in un vestito di alta sartoria, caratterizzato da un livello di finitura e costruzione eccellente, che si appaia al livello di affidabilità già dimostrato ampiamente dai componenti Acoustical, e da un prezzo insolitamente conveniente per una coppia di altoparlanti di questa classe.

 

 

 

 

 

 
 
 

 

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