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Ouverture
Come
dicevo nella preview, il finale HCA-2 della PS Audio è
il primo amplificatore con stadio finale digitale ad essere
proposto in Italia per il mercato audiophile. I finali cosiddetti
in classe D, uno degli argomenti caldi nellhi-fi (anche
car) di questi ultimi tempi, hanno grossi vantaggi sulle tecnologie
tradizionali, in termini di efficienza ed ingombri. Ultimamente
ho visto, in una vetrina di un negozio che vende apparecchi
consumer, un impressionante pacchetto Sony di dimensioni ridottissime,
contenente DVD e ampli a 5 canali da 60 watt nellingombro
di un lettore CD compatto.
Lefficienza e la compattezza fanno sì che i costruttori
possano risparmiare sulle dimensioni dei cabinet e sui dissipatori,
riflettendo il risparmio sul prezzo finale degli apparecchi
al pubblico. Stiamo qui parlando, infatti, di un finale da
150 watt per canale, di produzione americana DOC, che viene
venduto a un prezzo di poco superiore ai 2500 Euro.
Il prezzo potrebbe essere ancora inferiore, se PS Audio non
fosse quello che è, cioè una casa che tiene
molto alla qualità sonora dei suoi apparecchi, e non
facesse le sue scelte di progetto in base alle prestazioni
dascolto. LHCA-2 è, infatti, messo a punto
allascolto e il progetto è basato sulle precedenti,
quasi leggendarie esperienze costruttive e progettuali di
Paul McGowan.
HCA
sta per?
HCA
sta per Hybrid Class A. Siamo abituati, nel mondo dellaudiofilia,
a designare con lappellativo ibrido qualcosa
che include, insieme, uno o più stadi di amplificazione
a tubi termoionici e uno o più stadi di amplificazione
a stato solido. In questo caso siamo, di nuovo, di fronte
a qualcosa di diverso e innovativo. In questo caso, libridazione
è fra uno stadio di ingresso a tecnologia tradizionale
in classe A (da cui il Class A) e uno stadio finale a tecnologia
digitale. Il 2 nel nome, già che me lo chiedete, deriva
dal fatto che il finale è il successore ideale di un
leggendario apparecchio Infinity, lHCA, appunto, che
era un ibrido nel senso tradizionale (stadio dingresso
a valvole, stadio finale a stato solido).
Digital
amp with a twist
Un
certo numero di amplificatori in classe D ha già raggiunto
il mercato, anche se nessuno di questi, come scrivevo sopra,
è stato spinto sul mercato audiophile italiano. Nel
resto del mondo, esistono i vari TACT e Spectron, ma qui da
noi nessuno ha mai pensato a distribuirli o a spingerli.
Non è scopo di questo articolo esporre la tecnologia
degli amplificatori digitali (anche perché sicuramente
cè chi è in grado di farlo meglio di me);
alcuni elementi sono, però, necessari a comprendere
come il PS Audio HCA-2 non sia un amplificatore digitale da
libro di testo.
Un normale amplificatore analogico modula il segnale
in maniera continua; un amplificatore digitale ha solo due
stati, acceso e spento. La riproduzione del segnale musicale
è, a questo punto, generata dalla durata dei periodi
di accensione e spegnimento dello stadio di potenza: più
è lungo il periodo di accensione, più forte
sarà il segnale in uscita dai diffusori. Questo principio
di funzionamento si chiama PWM, Pulse Width Modulation. Lefficienza
(il rapporto, cioè, fra potenza richiesta dalla rete
elettrica e potenza in uscita) raggiunge, con amplificatori
così configurati, il 90%, il che significa che solo
il 10% della potenza viene dissipato in calore.
Però ci sono una serie di problemi: emissioni in radiofrequenza
e necessità di un filtro in uscita per addolcire
le transizioni fra lo stato di acceso e quello di spento.
Il problema della radiofrequenza può essere risolto;
la necessità di un filtro porta però ad altre
conseguenze, la principale delle quali è il fatto che
tale filtro sarà ottimizzato per un carico specifico,
rendendo quindi la risposta in frequenza del sistema amplificatore/diffusori
dipendente dalla curva e dal valore nominale dellimpedenza
dei diffusori.
LHCA-2, basato sul principio di funzionamento brevettato
denominato S-DAT, risolve, secondo PS Audio, questo problema.
La soluzione è quasi luovo di Colombo: il filtro
in uscita viene incluso in un particolare anello di retroazione,
il cui risultato è quello di adattare le caratteristiche
del filtro a qualsiasi carico in maniera virtualmente istantanea.
Questa retroazione ingresso-uscita è di entità
modesta, i racconti vogliono che la quantità di retroazione
sia stata diminuita dopo i primi test di ascolto, con lesito
che, alle misure, lamplificatore non è nulla
di speciale, ma il suo suono è molto migliorato. Lo
stadio di ingresso è, come si diceva, in classe A;
la sua topologia è intrinsecamente bilanciata.
Buona parte dellinterno dellamplificatore è
dedicata allalimentazione: un grosso trasformatore di
alimentazione, scelto anche nelle sue caratteristiche elettriche
dopo lunghi test di ascolto, dato che i primi prototipi avevano
un trasformatore più piccolo, ma suonavano peggio,
e i componenti principali del condizionatore di rete passivo
Ultimate Outlet della PS Audio a ripulire la corrente di rete.
Estetica e utilizzo
Lamplificatore
è piuttosto bello, compatto, privo di qualsiasi accenno
di alette di raffreddamento. Le immagini accluse, per quanto
riguarda lestetica, valgono più di qualsiasi
descrizione; il finale ha funzionato senza alcun problema
durante il mio periodo di prova. Una ditata allinterruttore,
e si accende la spia di standby; dopo quindici secondi, si
accendono quella di Operate e il logo azzurrino PS Audio.
Anche dopo ore di utilizzo, lamplificatore è
freddo, solo un vago tepore è percettibile sul lato
posteriore sinistro, dove credo sia situato lo stadio di ingresso.
Esiste anche una spia di Fault, ma non so cosa si debba fare
per farla apparire, per fortuna.
Suono
Avevo
già raccontato qualcosa del suono di questo finale
nella preview. Ora posso dilungarmi, spero di aver capito
qualcosa in più delle sue caratteristiche sonore. Limpianto
di riferimento era il mio solito, sorgente digitale SACD/CD
Sony SCD-777ES, giradischi Scheu con piatto 42cm*8, braccio
VPI JMW12, testine Benz/Scheu e Lyra Clavis Evolve, pre phono
DACT CT100, pre linea misterioso presto su queste pagine,
finale Krell FPB200, diffusori B&W Silver Signature, supporti
Audiotech, Mana e Target, cavi perlopiù Kimber per
il segnale, B&W per i diffusori, ART, Electrocompaniet
e Audio Agile per lalimentazione.
Le caratteristiche sonore dellamplificatore sono, grosso
modo, quelle già descritte: eccellente basso profondo,
una certa magrezza sul mediobasso rispetto al riferimento
che però, ricordiamolo, è un campione
del mondo su quel parametro , lieve evidenziazione delle
sibilanti, piacevole dolcezza e tattilità delle frequenze
acute e ottima consistenza armonica generale. La grana è
finissima, delicata.
La velocità, la prontezza di risposta ai transienti
e la microdinamica, pur non essendo da record, sono più
che buone. Nel complesso, un amplificatore dallimpronta
sonora molto equilibrata, senza scelte che privilegino parametri
accattivanti in prima istanza a discapito di altri.
La scena acustica, nel contesto del mio impianto, mi è
sembrata un po diversa rispetto a quella cui sono abituato
col Krell; il PS Audio mostra una certa proiezione in avanti
della linea dello stage più prossima allascoltatore,
controbilanciata da una lievissima tendenza, percettibile
nel confronto diretto col finale di riferimento, ad appiattire
verso il fondo gli oggetti più distanti; la lateralizzazione
è un po più limitata di quella del Krell
(gli esecutori tendono ad uscire dai lati dei diffusori con
più difficoltà); laltezza della scena
è, tuttavia, più realistica col PS Audio, il
che è un grosso complimento (non dimentichiamo la differenza
di prezzo, quello del Krell è almeno quintuplo). Della
focalizzazione ho già detto nel precedente pezzo; ricapitolando,
è un po più diffusa rispetto a quella
dei campioni su questo parametro so che alcuni ritengono
la focalizzazione troppo spinta di una parte degli apparecchi
hi-end iperrealistica, e credo che qui troveranno qualcosa
che si adatta meglio ai loro gusti.
Parlavo, nella preview, di alcune piccole colorazioni sottrattive.
Mi pare, in definitiva, che si tratti di una certa, lieve
(quando dico lieve intendo lieve - so che è diffusa
la tendenza a caricare
di significati quanto un recensore dice, ma questa è
una recensione, non un
tentativo di scrivere un'opera letteraria, e non vanno applicate
a questo
scritto tecniche di esegesi testuale) discontinuità
dinamica fra le gamme estreme e la gamma media; la gamma media
sembra marginalmente, dal mediobasso in su, mancare dellultima
porzione di energia. E come se il Krell fosse più
autoritario nel pilotaggio dei diffusori, e non è certo
una sorpresa, data la proverbiale capacità degli amplificatori
di Dan DAgostino di fare quel che vogliono dei diffusori
collegati. E del tutto possibile che la discontinuità
dinamica sia un effetto dellaccoppiamento ampli/diffusori/stanza
e che sia in diretta relazione con la lieve magrezza del mediobasso,
la regione dellenergia, di cui parlavo sopra, e che,
in una stanza più generosa o con diffusori più
entusiastici in quella gamma, tale limitazione sia assolutamente
marginale o impercettibile non ne farei un gran cruccio.
La rumorosità di cui avevo parlato nella preview, a
quanto mi è dato capire, è una conseguenza della
scelta di Paul McGowan di utilizzare un basso tasso di retroazione.
Di fatto, credo che questo rumore sia allorigine della
mia percezione di uno sfondo meno nero rispetto
a quello cui sono abituato; è possibile (ma non ne
ho la certezza) che sia anche allorigine di una sensazione
di risoluzione inferiore, un po come se le diverse ambiente
tendessero ad essere più difficili da discriminare.
In assoluto, tuttavia, si tratta di impressioni che richiedono
un confronto diretto, per venirne a capo. Lidea finale
è quella di una maggiore estroversione da parte dellHCA-2;
lamplificatore sembra non voler mai smettere di suonare
musica.I migliori risultati si ottengono utilizzando un cavo
di alimentazione
specializzato e connettendo l'apparecchio direttamente ad
una presa a muro:
migliorano trasparenza, risoluzione e velocità e si
riempie maggiormente il
mediobasso - tutto ciò probabilmente aiuta la tecnologia
di pulizia della
corrente di rete utilizzata da PS Audio a fare il suo lavoro
In
definitiva
In
definitiva, la domanda è sempre la medesima: me lo
comprerei? La risposta è: sì, se il mio budget
per un amplificatore finale fosse dellentità
richiesta e se non avessi, da recensore, lesigenza di
avere strumenti radiografanti (a volte fare i recensori comporta
delle scelte che vanno un po contro il godimento assoluto
della musica e la comodità), lo prenderei in serissima
considerazione. Credo, anzi, che sia quasi un dovere sentirlo,
per capire dove è possibile arrivare, attraverso una
tecnologia nuova per questo settore, a questi livelli di prezzo.
Fra laltro, a quanto mi risulta, limportatore/distributore
italiano ha scelto, per la diffusione di questo amplificatore,
una politica commerciale innovativa che permette di mantenere
il prezzo in linea con quello internazionale concedendo la
possibilità di ascolto a casa propria. Se state cercando
una nuova amplificazione, fatevi un favore, approfittatene.
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