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Bentrovati
sulle pagine di videohifi.com. Oggi propongo l'ascolto di
un piccolo classico della produzione nazionale, i diffusori
"Opera 1.5 AV", due vie da stand. Non rappresentano
certo una novità nel vasto catalogo Opera, ma le ho
volute proporre per le loro spiccate doti multimediali. Perchè
oltre a fornire ottime prestazioni in ambito audio stereo,
si sono ben comportati anche in ambito Home/Theater.
Questa mia affermazione d'apertura mi offre la possibilità
di chiarire la mia tecnica di selezione degli apparecchi in
prova su videohifi.com. Per quanto mi riguarda, infatti, recensisco
sulla rivista soltanto i prodotti che mi hanno dimostrato
di meritarlo. Così, in maniera molto chiara ed onesta,
non troverete mai una mia prova dove sparo a zero su un prodotto
in commercio. Semplicemente quando un oggetto non va lo restituisco
al mittente, scusandomi per l'impossibilità della prova
e stop. Senza rancori, senza polemiche e secondo me con un
servizio chiaro e obiettivo di validità per quei prodotti,
invece, che si sono meritati la vetrina, non per accordi di
chissà quale tipo con produttori e distributori, ma
per le indiscutibili qualità.
Detto ciò, adagio, vado verso l'esposizione delle caratteristiche
salienti dell'oggetto in prova.
L'impianto
d'ascolto
L'impianto
è il solito (leggi
l'Impianto).
Fatta eccezione per l'impianto audio video ancora non presentato
su queste pagine: Sorgente DVD: Sony DVP-NS300; televisore
32 pollici 16/9 100hz: Sony KV32LS60E; amplificatore A/V:
Sony STR-DE585; set 5 diffusori Jbl SCS178 con sub attivo.
Un impiantino entry level ma assemblato con estrema attenzione
verso le sinergie finali.
Ambienti
d'ascolto
Gli
ambienti d'ascolto sono i medesimi della altre prove (l'ambiente
d'ascolto),
fatta eccezione per l'ambiente home theater: un salone di
dimensioni medio grandi, con l'impianto sistemato su di una
robusta parete attrezzata, di fronte alla quale, in mezzo
alla stanza, si trova il divano per visioni e ascolti multicanale.
Il sub è posizionato sul lato destro della parete attrezzata,
ad una buona distanza dall'angolo della parete. I canali surround
sono installati sulla parete posteriore ad un'altezza di circa
due metri abbondanti da terra, con cablaggio sotto traccia.
Trattamenti acustici ancora non sono stati previsti se escludiamo
un mobilio ben posizionato, tuttavia è in arrivo un
set completo Audio Carpet di cui avremo modo di parlare in
altra occasione.
L'oggetto
Il
diffusore in prova si presenta come un parallelepipedo dalle
dimensioni usuali per un bookshelf, i bordi degli imponenti
pannelli esterni sono smussati e il tutto offre sin dall'estrazione
dall'imballo una solidità notevole. Il woofer è
un 13 centimetri nominali, un classicissimo in cabinet di
queste dimensioni. Il componente che però più
mi è piaciuto per le sue doti audio è il tweeter,
cupola da un pollice in seta. I componenti del filtro crossover
sono in linea con il costo del prodotto.
La cosa che più mi ha colpito, e generato in me diverse
riflessioni, è la qualità del cabinet, decisamente
una spanna sopra alla maggior parte della produzione estera
in fatto di diffusori. Proprio non riesco a capire perché
rivolgersi al mercato estero quando dalle nostre parti vengono
realizzati diffusori di tale pregio. Ma questo forse è
un quesito che non troverà mai risposta, quindi proseguo
con la disamina: definire massicci e ottimi da utilizzare
i connettori di potenza mi sembra addirittura riduttivo, vista
l'abbondante risparmio cui siamo spesso abituati per quanto
riguarda questo "particolare". Unico appunto che
posso fare alle rifiniture di questo prodotto è rivolto
alla mascherina di protezione per gli altoparlanti che non
appare, negli esemplari in prova, perfettamente centrata rispetto
al pannello frontale. Una spiegazione plausibile potrebbe
essere che la coppia in prova è riservata ai recensori,
tuttavia visto che sono questi ad esplicarne pregi e difetti
personalmente non riserverei a questi esemplari fallati, anche
se in punti che non ne inficiano il risultato sonoro. Comunque
sia le casse sono proprio belle e fanno un figurone sia in
salone dove impreziosiscono molto l'arredamento, che nella
sala d'ascolto dove si ergono leggere e regali nonostante
si stia valutando un oggetto dal prezzo decisamente basso.
L'ascolto
Il
mio approccio effettivo agli oggetti in prova muove dall'ascolto
del bellissimo quanto dimenticato Welcome to the pleasuredome
dei Frankie Goes To Hollywood, da subito posso apprezzare
il migliore tra i pregi delle 1.5 AV, cioè la ricostruzione
tridimensionale dello stage sonoro. La scena abbraccia, ricopre,
colora la parete dietro ai diffusori. Il muro canta, suona,
riverbera. I diffusori non appena inizia la riproduzione musicale
spariscono per apparire di nuovo soltanto a sessione conclusa.
Se non avessi la vista e la sanità mentale penserei
di trovarmi di fronte ad un muro sonoro, che per qualche caso
sfuggito alla fisica suona due metri dietro alla sua normale
posizione. I diffusori infatti non sembrano accorgersi di
avere una parete alle loro spalle e si divertono a proiettare
il tutto un paio di metri oltre.
Chissà come si sente il batterista dei FGTH sospeso
fuori dalla finestra del terzo piano del mio palazzo, attenzione
non ditegli che sta suonando nel vuoto, se l'incantesimo dovesse
rompersi potrebbe avere un brutto risveglio.
Anche la ricostruzione orizzontale forza di netto i limiti
stabiliti dalle casse, il suono in più di un occasione
si apre al di là dei diffusori, anche in questo caso
incurante di mobilio pareti e quant'altro l'occhio percepisca
sulla sua strada. Affermo senza tema di smentita che prima
d'ora, in questa fascia di prezzo, mai avevo ascoltato una
siffatta ricostruzione scenica.
Vediamo gli altri parametri: alzando il volume non riesco
a notare inasprimenti nella gamma media e medio alta, nessuna
traccia di sibilanti e spostamenti di posizione da parte degli
esecutori.
Il tweeter si dimostra un componente di pregio, il pezzo forte
di questo diffusore. Venendo alla gamma media, altro parametro
davvero notevole di questo progetto, le voci hanno una forma
solida, liquida e gassosa, seguendo fedelmente il timbro e
la qualità del lavoro svolto in fase di registrazione.
Mi trovo di nuovo a riflettere sull'assenza di protagonismo
e sulla facilità d'emissione.
Anche la dinamica generale è su ottimi livelli, non
è da primato, ma come avremo modo di parlare a proposito
della prova in multicanale, le Opera si difendono benissimo,
garantendo alta partecipazione per tutta la durata dell'ascolto.
La fatica con il passare del tempo non arriva, anche questo
è senza dubbio dovuto alla qualità della gamma
alta che non trilla e alla capacità di introiezione
che il sistema permette.
Forse qualche appunto va fatto quando ci si concentra sulla
gamma bassa, un po' scura pur non essendo estesissima, poco
grintosa, ma discretamente articolata. Ho ascoltato di meglio,
comunque, il woofer dimostra più del tweeter di soffrire
i volumi sostenuti, in diverse occasioni ho potuto notare
indurimenti e perdita di dettaglio all'aumentare della potenza
erogata dall'ampli.
Peccati veniali, dovuti ad inevitabili compromessi nella realizzazione
di un progetto perfettamente riuscito, che non vede certo
nel metallaro l'acquirente ideale, e per caratteristiche soniche
e per caratteristiche costruttive. Sicuramente i generi più
indicati per godere appieno delle qualità delle 1.5AV
sono: piccoli ensemble da camera, trio o quartetto jazz, pop
e rock di qualità. Se amate invece: Pantera, Iron Maiden,
Metallica, potete tranquillamente rivolgervi altrove.
L'audio
del video
In
ambito audio/video le Opera 1.5AV hanno confermato quanto
di buono già avevano fatto in ambito stereofonico,
dimostrando di trovarsi a proprio agio anche con esplosioni,
dialoghi serrati ed effetti speciali dell'ultima generazione.
All'inizio ho dovuto lavorare non poco sul corretto settaggio
del canale centrale, che mal digeriva l'abbinamento con partner
di concezione molto diversa. Risolti al meglio i problemi
di eccessiva direzionalità del parlato ho effettuato
alcune prove con materiale audio e video multicanale. Anche
il sub e i surround hanno subito piccoli aggiustamenti, ma
niente di cui preoccuparsi.
Con il film dei Pink Floyd The Wall le piccoline hanno sfoggiato
una scena acustica mai ascoltata prima in questo impianto,
la colonna sonora è come immaginabile la protagonista
assoluta in questo DVD e quindi i canali frontali sono chiamati
ad un lavoro immane. Ebbene, le Opera ne escono a testa alta,
Waters e Kamen stessi ne sarebbero rimasti entusiasti.
Con materiali meno affini ai contesti musicali come il film
Il Gladiatore, le Opera tornano composte facendo valere lo
splendido equilibrio timbrico di cui dispongono. La dinamica
parametro determinante anche in A/V è discreta, ciò
che tiene a stento il passo è la gamma bassa, che seppur
superiore al riferimento (i JBL posseggono un wooferotto da
10 cm che non fa miracoli) non tocca i livelli di altri concorrenti
passati sotto il torchio di questo impianto.
In generale posso affermare che l'utilizzo di questi diffusori
in ambito multicanale potrà dare all'appassionato più
di una soddisfazione, ovviamente abbiamo potuto provare in
questa occasione soltanto una coppia di 1.5AV, inserite in
un set di altra produzione. Chissà che a breve non
si profili anche una prova tutta Opera con due coppie di 1.5,
con sub e centrale dedicati.
Conclusioni
Chiudendo
il discorso sull'ascolto devo dire che le 1.5 AV non mi sono
piaciute immediatamente, c'è voluto un po', e non è
per via del rodaggio o dell'abitudine ad altro. No. Credo
ciò sia dipeso dal loro estremo rigore sonoro. Sono
diffusori questi per palati raffinati, e portafogli leggeri,
non sono oggetti che si fanno desiderare per le loro prerogative
particolari, ma anzi tendono a farsi dimenticare, cercano,
in ogni passaggio sonoro, anche il più difficile, di
passare inosservate. Non hanno colorazioni particolari in
qualche gamma di frequenza, una volta a punto scompaiono dalla
scena e pregio maggiore, mettono a nudo con evidenza le caratteristiche
proprie delle elettroniche a monte. Tutto ciò, se sono
riuscito a rendere l'idea, è esattamente ciò
che dovrebbe fare ogni buon diffusore che si vuole definire
"audiophile". Questo termine oggi ha i tratti confusi,
ma per il sottoscritto, equilibrio, trasparenza, dinamica
e qualità nella riproposizione del sound-stage sono
caratteristiche fondamentali per ambire a tale rara definizione.
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