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Il
Myryad Cameo IA in prova fa parte di un trittico composto,
oltre che dall'integrato, da un sintonizzatore fm e da un
lettore cd (testato da Giuliano Nicoletti). Le
tre elettroniche coordinate possono realizzare insieme un
interessante trittico che la Myryad vende in blocco ad un
prezzo leggermente scontato (di poco, per la verità!).
Il design moderno e accattivante e le ridotte dimensioni ne
fanno un sistema adatto a tutte le situazioni.
La prima impressione che ho tratto dal contatto con il Cameo
IA è stata di tranquillizzante solidità in rapporto
alle ridotte dimensioni (ma non esigue). Questo per rassicurare
coloro che istintivamente associano mole a prestazioni, come
se l'unità di misura della qualità fosse la
stessa della quantità. Ma pregiudizi o no il Cameo
è solido, robusto e inaspettatamente pesante (quasi
7 Kg). Smontando il pannello superiore per mezzo di scomodissime
viti si accede all'interno, dove campeggia in bella mostra
un trasformatore toroidale ben dimensionato e una componentistica
di alto livello, che ci si aspetterebbe di trovare in oggetti
di prezzo maggiore, assemblata con maestria e capacità
d'ingegnerizzazione.
L'apparecchio
si presenta in un grigio elegante (secondo i dettami dell'ultima
moda in fatto di elettroniche, può piacere o non piacere
la particolare finitura del pannello superiore, ma come si
dice de gustibus
). Il frontale spoglio da ogni suppellettile
non indispensabile evidenzia a sinistra il tastino di accensione,
con abbinato un led rosso in posizione di stand by e azzurro
in posizione di funzionamento. Al centro spicca l'originale
pomello del volume di color nero sagomato in un punto per
accogliere il polpastrello che aziona il meccanismo. Camminando
con lo sguardo verso destra, invece, troviamo: il tasto del
monitor della piastra (con la relativa spia azzurrina), i
led relativi ai vari ingressi e infine il tastino per selezionarli.
Al
centro del pannello sotto la manopola del volume in una risega
del frontale troviamo il controllo per il telecomando (fornito
in dotazione) e la presa cuffia (con connettore piccolo, quello
dei walk-man per intenderci).
Il retro, al contrario dello spoglio frontale, è quasi
completamente occupato da connettori, pulsanti e quant'altro.
Ciò è dovuto senz'altro al fatto che lo scarso
spazio in altezza obbliga ad una disposizione in orizzontale
di tutto il necessario. Da sinistra a destra troviamo nell'ordine:
due coppie di rca per la connessione di un'unità giradischi
o di una ulteriore ad alto livello selezionabili alternativamente
mediante tastino dedicato. Poi il connettore di massa (fa
sempre un bell'effetto in tempi digitali un amplificatore
fornito, di serie, di un ingresso phono, complimenti alla
Myryad). Segue la serie di connessioni per gli ingressi ad
alto livello. Infine sulla destra dell'apparecchio vi sono
i connettori per il collegamento di potenza.
La qualità costruttiva è tale che non mi sento
di muovere alcuna critica, anzi mi complimento con la Myryad
per il risultato ottenuto; esteticamente il gioco di tenui
luci prodotto dall'apparecchio in funzione è sobrio
ed elegante al tempo stesso, in perfetto stile anglosassone.
Terminata
la prima fase di contatto con l'apparecchio rimonto tutto,
collego l'ampli al resto dell'impianto e lo lascio a scaldarsi
insieme ai colleghi.
L'ascolto si è svolto in un ambiente di piccole dimensioni
mediamente assorbente, ma con qualche difetto strutturale
(ciò affligge credo la maggior parte degli audiofili
cittadini costretti a far suonare i sudati quanto raffinati
impianti in anguste condizioni ambientali). Difetti parzialmente
risolti attraverso trattamenti a base di tappeti, pannelli
di bugnato poliuretanico e cilindri stile tube traps.
L'impianto si compone di sorgente analogica Project 2.9 wood
con braccio Project 9 e testina Sumiko Pearl, sorgente digitale
Myryad Cameo CD, seconda sorgente digitale Marantz cd 67,
smorzato meccanicamente con abbondante uso di bitume in pannelli
e blue tak; amplificatore integrato Galactron mk2060; diffusori
Sonus Faber Concertino home, su piedistalli dedicati. Il tutto
collegato tramite cavi d'alimentazione d'Eupen, cavi di segnale
Van del Hul e Monitor pc, e cavi di potenza Apature Signature.
Infine, punte, basi e blue tak per creare ideali accoppiamenti/disaccoppiamenti
con il tavolino Solid steel.
Ad impianto ben caldo, pronto per offrire il meglio di sé,
torno nella sala di ascolto; una sistematina ai diffusori,
giusta distanza dalla parete di fondo, da quelle laterali,
giusta angolazione nei confronti dell'ascoltatore e il gioco
è fatto. Prima di sedermi sulla poltroncina d'ascolto
poso nel cassettino del Cameo CD "Works for me"
di John Scofield (etichetta Verve), disco prezioso sia nei
momenti di relax sia nell'uso di estenuanti sedute di ascolto.
Il Gala mostra da subito di sentirsi a proprio agio con un
partner di tale trasparenza e rigore; il messaggio sonoro,
nei suoi minuti particolari, viene riversato dalle Concertino
con impressionante fluidità. Alzo il volume, lo stage
si illumina, ma è la collocazione degli strumenti nello
spazio che ancora mi lascia perplesso. Cambio l'ampli. Propongo
anche al Cameo IA la riproduzione di "Heel to toe"
ed ecco gli strumenti affiancarsi l'un l'altro nello spazio
compreso tra i miei diffusori (se non al di là). I
due Myryad, si sente, sono fatti l'uno per l'altro. Il carattere
sembra essere il medesimo: su tutto spicca il notevole equilibrio
tonale. Il piatto ride di Higgins mi consente di notare una
splendida capacità di riproduzione di tutta la gamma
alta e medio alta, in particolare l'area tra gli strumenti
e una scena ampia e ben composta lasciano intendere un'estensione
in gamma altissima sicuramente superiore al riferimento. Anche
in gamma bassa le sensazioni di estensione e di equilibrio
dello spettro sono immediate. Rispetto al Gala il carattere
dell'apparecchio appare meno estroverso realizzando concretamente
la filosofia costruttiva Myryad dove equilibrio, compostezza
e assenza di colorazioni timbriche sono considerate garanzie
di qualità. Infatti il Cameo sembra rispettare il carattere
della sorgente a monte sia che si tratti del Marantz CD 67,
del Cameo CD o del Project 2.9 Wood.
Personalmente ho sempre preferito apparecchi di carattere
come il Gala. Tuttavia il Cameo vanta qualità indiscusse
e indubbiamente nobilita la tradizione britannica. Concluse
e appuntate queste riflessioni mi rimetto in ascolto. Cambiando
però genere. Subito dopo Scofield dai suoni melodiosi
e levigati non me la sento di passare di colpo a qualcosa
di energico e ruvido, così decido di posticipare l'ascolto
hard e metto su il live "Listener supported" della
Dave Matthews Band. Disco 1 traccia 4 "Rhyme & reason".
Dopo appena poche note dall'inizio del brano esplode il boato
d'approvazione del pubblico, così come quello del sottoscritto.
Il palco è ampio, profondo e ben focalizzato; la batteria
dinamica e accattivante di Beauford svela doti di aggressività
e facilità di pilotaggio anche ad alti volumi. La voce
di Dave Mattews, al centro della scena, appare giustamente
rotonda e calda. Anche nei pieni l'apparecchio non si scompone
e anzi offre quel qualcosa in più che si chiede ad
un amplificatore quando si opera
in senso orario sul pomello del volume.
Le immense capacità e la sublime ispirazione di cui
i nostri DMB sono dotati vengono resi con impressionante naturalezza
(scusate se mi ripeto, ma in questa fascia di prezzo spesso
si prediligono altri parametri più facili e magari
più economici da raggiungere), ed il Cameo IA si mostra
inflessibile nello smascherare oltre ad una certa nasalità
anche qualche pecca nella ripresa microfonica proprie della
registrazione.
Nella riproduzione di "Warehouse" pregi e difetti
del Cameo vengono a galla in maniera evidente. Anzitutto la
scena ampia e ariosa sia sul piano orizzontale sia nella profondità
si dimostra superiore a quella grintosa e materica del Gala.
Le percussioni con il Cameo si presentano meglio definite
e meglio svincolate dal diffusore. La chitarra acustica è,
anche se meno dinamica, più comodamente posizionata
al centro del palco. Il discorso è analogo anche per
voce e batteria. Molto precise nel Cameo, molto live nel Gala.
A questo punto cambio genere: Metallica, ancora live, ma con
qualcosa in più alle spalle
un'orchestra sinfonica,
diretta da Michael Kamen, di circa settanta elementi!
Trovata commerciale o capolavoro? Lascio a voi la scelta.
Con questo disco ho comunque potuto verificare le doti di
spunto dinamico e capacità di gestione delle molte
voci presenti sul palco (l'orchestra come intuibile sedeva
dietro la band).
"From whom the bell tolls" è un pezzo che
richiede capacità dinamiche eccellenti per suonare
in maniera decente: in questo contesto il Cameo si è
trovato più a proprio agio del Gala, che risulta un
po' in imbarazzo nella riproposizione di un palco così
ampio e denso di strumenti. In particolare la differenza di
potenza dichiarata qui si fa sentire tutta. Il Cameo è
più preciso nello scandire i ristretti spazi di competenza:
la band è sempre in primo piano e l'orchestra non si
nasconde.
Le
caratteristiche soniche del Cameo si sposano alla perfezione
con generi soft come classica, jazz, fusion (dove ricostruzione
spaziale e timbrica sono spesso di qualità elevata),
mentre consiglierei a coloro i quali amano sezioni ritmiche
serrate e distorsioni improbabili sulle chitarre elettriche
di verificare le sinergie con i partner da scegliere, dopo
un attento ascolto d'insieme. A prescindere dal genere, mi
sembra di trovare in diffusori di stazza elevata i migliori
partner per il Cameo, date le sue spiccate doti di controllo
in gamma bassa.
Ultima notazione da cui non mi posso esimere riguarda due
optional (!) presenti nelle dotazioni dell'apparecchio. Parlo
dello stadio phono e dell'uscita cuffie. Infatti se non capita
molto spesso di trovare apparecchi dotati di stadio phono
ancor meno capita di trovarne con uscita cuffia. Lo stadio
phono mi ha colpito in maniera particolare per la qualità
della realizzazione e per le ottime qualità soniche.
Senza tema di smentita posso affermare che l'uso dell'ampli
con il proprio stadio phono rappresenterà per i possessori
una felice sorpresa (consiglio di tenere a mente il costo
di uno stadio phono esterno nella valutazione complessiva
del costo dell'apparecchio in prova).
La Myryad non ha considerato questi particolari come semplici
optional
non fatelo neanche voi.
Spenti
gli apparecchi mi fermo a riflettere: se mi trovassi nella
saletta d'ascolto di un negozio di hi-fi, in presenza di un
suono così, comprerei il Cameo IA? Certamente, ma non
lo separerei mai dal Cameo CD.
Terminata
la prova d'ascolto torno alla lettura dell'autobiografia di
Miles Davis (ed. minimum fax) che consiglio vivamente a tutti.
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