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Introduzione
Kora, come molti di voi sapranno, e un costruttore Francese
che nasce nel 1990 a Tolosa.
Inizialmente pero non si dedica allhifi ma nasce
come fornitore della Aerospatiale (azienda aerospaziale francese).
Sul loro sito, www.Kora.net, ce tutta la loro
storia, ve la riassumo in poche parole. Il piccolo gruppo
di ingegneri, dato il comune amore per la musica, in breve
trasforma e reindirizza lesperienza lavorativa verso
la progettazione di ampli a tubi HI-END. Nel 1994 nasce il
primo apparecchio, lamplificatore integrato DA 30 oggetto
di questa prova. Nel 1995 viene sviluppato il primo finale
utilizzante lallora quasi sconosciuta 6C33CB e, da li
in poi, la gamma di prodotti si amplia sempre di piu.
Oggi la produzione Kora comprende 4 integrati, 4 finali, 1
convertitore e due preamplificatori.
Costruzione
Il DA 30 e un integrato a valvole da 30W in pushpull.
Le valvole utilizzate sono 4 EL34 e 3 ECC81 tutte di produzione
ElectroHarmonix, sulla confezione di ogni valvola ce
scritta la sua posizione (guardando lampli frontalmente)
segno di serieta e cura da parte del costruttore.
Sono
presenti 4 ingressi, tutti linea, la barra di registrazione
e la separazione pre-finale (ne parleremo piu avanti).
Stranamente, per i diffusori, ci sono solo due uscite, mentre
normalmente negli ampli dotati di trasformatori duscita
ci sono varie prese per meglio adattarsi alle
diverse impedenze di carico.
Sul
pannello frontale da sinistra verso destra troviamo linterruttore
di accensione, il commutatore che seleziona la sorgente, il
tape o lingresso diretto (quello da selezionare se si
vuole usare la sola sezione finale dellampli), nel caso
di utilizzo di questultimo mi RACCOMANDO di eseguire
la commutazione ad ampli spento pena un terrificante THUMP
sui vostri amati altoparlanti, ne so qualcosa. Proseguendo
abbiamo il commutatore degli ingressi ed il volume.
Lestetica
e particolare. A me non fa impazzire (mi ricorda un
po unurna funeraria :-)) ) pero magari ad
altri piace. Allinterno si nota una costruzione di buona
fattura, il layout e ben fatto e i componenti sono tutti
di qualita; in particolare si notano i diodi di raddrizzamento
ultra veloci, i
Condensatori elettrolitici Kendeil e il potenziometro del
volume in film plastico.

Suono
Il DA 30 ha un suono estremamente godibile, in tutto. La risposta
appare ben equilibrata riservando a tutte le gamme lo stesso,
ottimo trattamento. Il suono e estremamente liquido
e coeso, fluido, dinamico. Il carattere non e aggressivo,
e un ampli che si fa ascoltare per ore ed ore senza
fatica, ma neanche mollaccione anzi, quando ce
bisogno di forza il DA30 ne ha in abbondanza, fornendola pero
sempre con eleganza, quasi con un certo distacco. Insomma
non ce da preoccuparsi per quanto riguarda la
dinamica, ce ne quanto basta e anche di piu. A
questo va aggiunto che questo e un ampli silenziosissimo,
veramente uno dei migliori che abbia mai ascoltato sotto questo
aspetto (e ve lo dice uno che ha diffusori da circa 100dB)
e cio va tutto a vantaggio del rapporto Segnale/Rumore.
Ottimo
il dettaglio, ricco senza diventare radiografante. Limmagine
e molto buona, ampia e abbastanza profonda.
Il
DA30 ha poi una piu che ottima versatilita, essendo
possibile utilizzarne separatamente sia la sezione pre che
finale. Non e una caratteristica da sottovalutare, in
questo modo infatti si puo far evolvere il proprio sistema
verso la multiamplificazione mantenendo linvestimento
iniziale. A riguardo ho provato entrambe le configurazioni:
Nella prima (sezione finale del DA30 pilotata dal mio pre)
si e avuta unottima sinergia tra i due componenti
con il finale che lasciava al pre il compito
di dare limpronta al suono, mettendoci di
suo lenergia e leleganza e stemperandone il carattere
leggermente aggressivo . Ne e derivata una musicalita
un pizzico piu accesa rispetto a quella dellintegrato
ma con la stessa caratteristica di dolcezza e godibilita,
insomma unottima accoppiata. Limmagine inoltre
e ulteriormente migliorata e il tutto ha acquistato
maggior respiro.
Nella seconda configurazione (sezione pre del DA30, finale
mio) si e definitivamente evidenziato che laplomb
del DA30 deriva in maggior misura dalla sezione pre (comera
forse logico aspettarsi). Anche in questo caso un suono godibile
anche se globalmente ho preferito laccoppiata precedente.
Conclusioni
Insomma che dire, questo DA30 mi e piaciuto proprio.
Ha un suono estremamente godibile e si lascia ascoltare per
ore. Il carattere e neutro ma assolutamente NON anonimo.
Non stupisce con effetti speciali o prestazioni mirabolanti
in questo o quel parametro ma con la sua estrema musicalita
che ne fa un partner ideale per chi vuole ascoltare la Musica
senza stare a pensare agli alti, bassi, medi, macrodinamica,
microdinamica e tutte le altre amenita del genere.
Se
a questo uniamo la costruzione e la componentistica di buon
livello e lottima versatilita dimostrata, abbiamo
un oggetto veramente valido.
Da
ascoltare.
L'ascolto
di Bebo Moroni
In
piena e furiosa seconda renaissance delle valvole, in un campo
nel quale sono in tantissimi a voler dire la loro, ma pochissimi
quelli che hanno veramente qualcosa da dire, un marchio come
Kora, almeno a giudicare da quanto ho potuto ascoltare sinora,
sembra un po la classica oasi nel deserto, anzi, viste
le premesse fatte, sarebbe bene dire un angolo di pace nel
frastuono della folla. Oggi come oggi le dimostrazioni dascolto
pubbliche nelle quali compaiono elettroniche valvolari, sono
quanto di meno attendibile ci si possa immaginare per comprendere
realmente le doti dellimpianto che ci viene proposto.
E questo per una serie di ragioni che attengono in massima
parte alluso disinvolto che si fa dellorecchio
e dellattenzione degli ascoltatori, imbambolati dallincredibile
messe di parole che la riscoperta del binomio amplificatori
a tubi/diffusori ad alta efficienza, ha prodotto.
Una
messe di parole che ha avuto come effetto principale quello
di porre in primo piano, spesso in maniera assolutamente strumentale,
elettroniche e diffusori in molti casi appena discreti, quando
non mediocri, puntando appunto sulla confusione di un pubblico
tanto appassionato quanto spesso disarmato rispetto ai roboanti
discorsi dei nuovi soloni ( il termine può essere eventualmente
letto alla romana mettendo laccento sulla prima o,
e qui vi voglio vedere, Igor e Fabio, a tradurre in inglese
)
del suono. Il discorso è molto lungo, ed anche molto
complesso, nonostante ciò lo affronteremo, confrontando
le posizioni dei redattori e dei lettori di questa rivista,
molto presto, in una sorta di grande dibattito pubblico, anzi,
direi che possiamo iniziare ad affrontarlo già da oggi
nel nostro Forum. Io ci metto la prima provocazione: come
si fa a giudicare il suono di un amplificazione con diffusori
che avranno anche un impatto emozionante, ma che strillano
sugli acuti, portano in giro per tutto lambiente, e
in maniera scomposta, la gamma bassa, e trasformano la gamma
media nel regno della telefonia ? Ciò è
quanto ascolto da qualche tempo a questa parte nelle varie
rassegne hi-fi del mondo. E troppe volte mi vedo costretto
a non rispondere alle gentili richieste, di lettori, di semplici
appassionati, richieste di esser loro complice, approvando
scelte che trovo quanto meno poco sensate. Con questo, intendiamoci
bene e definitivamente, non sto prendendo posizione né
contro le amplificazioni a valvole ( e come potrei?) né
contro i diffusori ad alta efficienza ( e come potrei?) né
tantomeno contro lattuale tendenza di nicchia, appunto
valvole ed alta efficienza, bensì e in maniera
decisa- contro lapprossimazione con cui tale tendenza
viene spesso proposta al pubblico: diffusori che erano tremendi
trenta o quarantanni fa, tremendi rimangono, non si
può rivalutare proprio tutto. Progetti infami non vengono
nobilitati da alcuna coppia di 2A3 né da alcun quartetto
di EL84 o di 6550. Ed è inutile porsi tanti problemi
sulla qualità del singolo tubo, spender soldoni per
comprare Mullard o Telefunken dannata, se il progetto
è sbagliato in partenza e se i diffusori sui quali
tali tubi dovranno esprimersi sembrano progettati dal Dottor
Stranamore anziché da un serio designer elettroacustico.
Fatta questa premessa, capirete bene che pur con tutti
i limiti che la dimostrazione, in mostre o negozi comporta-
il fatto che in otto giorni passati abbastanza di recente
in quel di Parigi io sia riuscito ad ascoltare ben tre impianti
molto ben suonanti e che in tutti e tre gli impianti, in luoghi
diversi, con diffusori anche estremamente diversi, ci fossero
amplificazioni Kora, ebbé, insomma, ha solleticato
la mia curiosità a proposito di questo marchio.
Se, insomma, quello che avevo ascoltato dai separati avesse
avuto una ricaduta anche solo parziale nellintegrato
in questione, avrei avuto quanto meno di che parlare. E infatti
ne ho avuto, perché il DA 30, che prima di questo ascolto
onestamente non conoscevo se non in foto, è un amplificatore,
lo dico subito così chiariamo le cose, che mi è
piaciuto non molto, ma moltissimo. Mi è piaciuto in
maniera quasi insolita, a confermarmi che il mio continuare
ad aver passione per questo settore isterico e assai poco
redditizio, ha evidentemente- una sua ragion dessere.
Quando ti sembra che tutto sia noia, rumore, ripetizione,
ecco affacciarsi improvvisamente allorizzonte unoggetto
che ti riconcilia non tanto con la tua passione perché
quella, in privato, nessuno te la toglie, ma può esser
soddisfatta anche con apparecchi vecchi e fuori catalogo-
con la voglia di continuare ad esplorare questo mondo, sperando
di continuare a fare scoperte. Io credo di averne fatta una
( non sono così presuntuoso da parlare anche per bocca
di Giovanni, ma le sue note dascolto indubbiamente mi
confortano) e il fatto di aver scoperto qualcosa che molti
avevano già scoperto ( i progettisti della Kora, gli
appassionati francesi e non solo, il signore che ha deciso
di distribuire in Italia il marchio) non mi rattrista minimamente.
Il DA 30 è un amplificatore di grandi doti musicali,
quali è veramente difficile rintracciare in un integrato
in questa fascia di prezzo. Non mi dilungreò sui particolari,
lottimo Aste ha a mio avviso già effettuato una
splendida e giustamente sintetica disamina delle doti del
nostro. Quando un amplificatore suona così bene, così
musicale, così deliziosamente liquido, così
concreto, cè poco da soffermarsi sui particolari.
Posso dire che le mie Tannoy Berkley+ST50 raramente avevano
dimostrato una tale raffinatezza in gamma media, delle voci
così setose, ed una gamma medio-acuta così poco
aggressiva eppure così incisiva. La dinamica non è
e non può essere quella estrapolata da quel vecchio
saggio gigante che solitamente le amplifica, lHarman
Kardon Citation II ( che da questo punto di vista, e da tanti
altri, è un vero e proprio fenomeno) ma comunque limpatto
è emozionante e può diventare anche con
taluni brani- violento ( offrendo a questo termine una chanche,
una volta tanto, di positività). Comunque sia questo
non è certamente un amplificatore cui difettino fisicità
e plasticità. Il basso ha un controllo ed insieme unampiezza
per molti versi deliziose, spesso entusiasmanti.
A questo quadro aggiungiamo ancora unimmagine insolitamente
ampia sul piano ortogonale per un ampli a tubi di questa tipologia,
una profondità particolarmente godibile perché
accompagnata anche da un effetto presenza davvero non comune
in unamplificazione con tali doti sceniche ( se in alta
fedeltà non sono possibili i teoremi, è comunque
quasi assiomatico che allaumentare della profondità
prospettica corrisponda una diminuzione della presenza, ovvero
della capacità di stagliare gli elementi sonori di
fronte alle casse ed in prossimità dellascoltatore).
A pieni voti dunque, e a pieni voti anche per una scelta che
definirei di civiltà del distributore, che ha fatto
sì ( grazie alla rinuncia -evidentemente -a parte dei
suoi guadagni) che il prezzo del DA 30, come delle altre apparecchiature
Kora, sia rimasto il medesimo ( in certi casi persino inferiore)
che nel paese di origine. Cosa che, globalizzazione o non
globalizzazione, come i nostri lettori ben sanno, non è
che accada raramente. Non accade mai.
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