| |
L'ASCOLTO
La prova di ascolto è stata condotta nel mio ambiente
domestico, una stanza arredata mediamente riflettente. L'impianto
è costituito da un lettore CD Marantz CD16, amplificatore
integrato ibrido Bartolomeo Aloia Green Young 50, minidiffusori
autocostruiti (midwoofer Vifa e tweeter Morel MDT33, mobile
in massello, stand autocostruiti), cavi di segnale e potenza
autocostruiti.
Inizialmente ho disposto il sistema dal lato opposto della
stanza rispetto a quello dove è installato l'impianto,
in modo da fare delle velocissime commutazioni tra i miei
diffusori e il sistema Gallo Acoustics, semplicemente attaccando
e staccando i cavi di potenza. In seguito non ho più
effettuato commutazioni e il sistema è rimasto stabilmente
collegato all'impianto.
Come definire l'oggetto della mia prova? Un altro pianeta?
Devo onestamente dire di essere partito da una notevole dose
di scetticismo determinata da alcune opinioni negative circolanti
nell'ambiente degli appassionati di audio di qualità.
Il primo preconcetto riguarda la presunta non rispondenza
dei sistemi satelliti più subwoofer ai canoni "Audiophile".
Poi il principio che separati è meglio, il cui immediato
corollario è che i sistemi coordinati (di ogni natura
e genere) non funzionano.
Niente di più sbagliato.
Il sistema Gallo Acoustics, messo a punto a dovere, è
in grado di dare dei sonori ceffoni a diffusori
di impostazione più consueta. L'immagine è estremamente
ampia e profonda. Ho fatto ascoltare il sistema ad alcuni
amici non audiofili e l'aspetto sempre sottolineato è
stato, ovviamente usando altre espressioni che non "eccellente
scena sonora", la capacità di ricostruzione dell'evento
sonoro e di restituzione della disposizione degli strumenti
La gamma di frequenze udibili è riprodotta con disinvoltura,
senza eccessivi sacrifici imposti agli estremi di gamma. Mi
sento di tranquillizzare chi sia portato a pensare che la
gamma alta limitata ai diciottomila hertz vada a detrimento
della riproduzione fedele. In realtà il sistema sfodera
un buon equilibrio tra dettaglio e morbidezza.
La gamma bassa è, quando serve, da terremoto, mantenendo
tuttavia una invidiabile articolazione. Ho ascoltato alcuni
dischi come non avrei mai pensato. "Imaginary Day"
del Pat Metheny Group evidenzia tutto il colore e il calore
che Metheny e il suo gruppo sono in grado di trasmettere.
"Live around the world" pur non essendo tra i miei
dischi preferiti di Miles Davis, è riprodotto con un
punch trascinante.
La riproduzione della musica sinfonica è coinvolgente,
quasi emozionante (emozionante lo uso per l'evento dal vivo).
Tra i dischi ascoltati le sinfonie di Beethoven dirette da
Wilhelm Furtwangler, complice l'eccellente amalgama tra sub
e satelliti, fanno apprezzare la superlativa conduzione del
direttore tedesco senza far rimpiangere incisioni più
accurate ma meno interessanti dal punto di vista musicale.
Ne "Una notte sul Monte Calvo" di Modest Mussorgsky,
i rintocchi di campana alla fine della composizione danno
il senso della lontananza come mai mi era capitato di sentire
con altri sistemi.
Data la notevole estensione in basso e la coerenza dei satelliti
a banda estesa il sistema di Antony Gallo suona complessivamente
bene con tutto. Nonostante questo è tutto tranne che
un sistema ruffiano: non fa miracoli con le cattive incisioni,
così come ci si aspetta da un diffusore di rango.
 |
|
L'ampia
scelta dei colori delle Gallo Nucleus
|
CONCLUSIONI
L'ottima resa sonora che ho riscontrato trova a mio parere
la sua ragione di essere in alcuni aspetti costruttivi che
rendono diverso il sistema Gallo da altri sistemi in commercio.
L'utilizzo di un altoparlante dinamico a banda estesa di ottime
caratteristiche (Gallo parla diffusamente nel suo sito della
tecnologia brevetteta detta S2) montato su un cabinet che
lo fa avvicinare molto alla ideale sorgente puntiforme, lo
rende in grado di riprodurre una immagine profonda ed ampia.
Se si ha cura di disporre adeguatamente il sub in ambiente
e si effettuano le regolazioni con un minimo di scrupolo i
risultati sono eccellenti, complice anche la naturale amalgama
tra componenti della stessa marca e utilizzanti identiche
tecnologie.
Il secondo aspetto, collegato al primo, riguarda la soppressione
del taglio del crossover nelle regioni della banda audio a
cui l'orecchio umano è più sensibile e che consente
una grande naturalezza e trasparenza della riproduzione in
genere e delle voci in particolare. Sono arrivato ad ascoltare
a volumi quasi indecenti ed il sistema non ha mai dato segni
di indurimento.
Alla fine ho fatto una gran fatica a separarmi dalle "mie"
Gallo. Nel periodo in cui hanno stazionato in casa mia la
musica è stata sempre protagonista. Ed e' senz'altro
questo che io chiedo ad un apparecchio.
Non parametri né prestazioni ma emozioni e capacità
di evocare l'evento sonoro. E questi interessanti oggetti
sono sicuramente in grado di fare tutto questo, tra l'altro
ad un prezzo assolutamente non proibitivo e ben lontano dagli
eccessi di certa alta fedeltà che tutto fa trasparire
tranne buon senso ed intelligenza.
<<<Precedente
|
|