Numero 3
Editoriale
Bryston vs Bryston
Concertino vs Cocetino H.
Rega Planet & Mira 3
PS Audio HCA-2
Monrio Asty
NAD C320 BEE
Oscillatore X0
Extremephono Donut
Neutral Cable Avatar
Matteo Lupatelli
HOME

 

 

Concertino VS Concertino Home 2I2
Di Marco Caponera e Giuliano Nicoletti
 

 

 

 

 

 
 
 

Il punto di vista di Giuliano Nicoletti

Conosco le Sonus Faber Concertino da parecchio tempo; mio fratello fu uno dei primi acquirenti di questi diffusori, e per lungo tempo le ho avute come riferimento personale in una fascia di prezzo assai competitiva e combattuta. Quando mi si è presentata – qualche tempo fa – la possibilità di acquistarne una coppia ad un buon prezzo per la mia collezione personale non ho dunque esitato un momento, e mi sono portato a casa un pezzo di storia dell’alta fedeltà nostrana, assieme ad una coppia di ottimi piedistalli GM Audio dedicati. E’ dunque un eufemismo affermare che conosco abbastanza bene le doti ed i difetti di questi piccoli diffusori da scaffale; le ho ascoltate per anni, ed ancora oggi, da un paio di mesi, le ho collegate all’impianto principale, piazzate maldestramente su una libreria, a parete, quasi come uno sfregio; molti appassionati storcerebbero il naso a tale vista ed avrebbero ragione (in parte). La bellissima immagine che questi diffusori sanno ricreare nell’ambiente viene così in gran parte sacrificata, come la sensazione di realismo e concretezza del fronte sonoro: ma lo straordinaria dolcezza di cui le Concertino sono capaci, quella sensazione di fluenza, di immediatezza, di spontaneità di emissione, restano quasi immutate. Ed è un gran bell’ascoltare, con tutta la parete ad emettere un fronte sonoro compatto e sostanzioso, denso, materico. Mi sono dunque avvicinato alle Concertino Home con una certa dose di apprensione, di irrequietezza; come una cover di una canzone che ha significato molto, i primi ascolti sembrano sempre un poco stonati, per quanto poi si possa scoprire un arrangiamento piacevole, sensato, e qualche caratteristica di innovazione e freschezza nel rispetto di un ideale astratto, di un pensiero di fondo. E invece mi sono trovato di fronte due oggetti sostanzialmente differenti; dalla voce simile, certo, ma nello stesso tempo non confrontabili direttamente, legati in sostanza da un solo vincolo di nome e da un’apparenza evidente quanto scontata. Le Home hanno un carattere più sbrigliato, deciso, dinamico; maggiore efficienza, maggior tenuta in potenza, forse un pizzico di raffinatezza in più. Ma un impasto complessivo differente, a mio avviso peggiore. Nelle Concertino prima serie c’era della magia, che rendeva questi oggetti del tutto unici – forse non immediati, forse non semplicissimi, ma del tutto unici. Il loro modo di sparire completamente dalla scena acustica per lasciare spazio ai suoni, alle vibrazioni; quella dolcezza di timbro talmente piacevole, confortante. Ed i difetti, una certa lentezza della gamma bassa, e dinamica non spaventosa, passavano in secondo piano. Se stessi scrivendo di una donna, potrei parlare di un amore a prima vista (e anche a seconda, e terza, e…). Le Home sono più precise; più equilibrate, più dinamiche, sempre capaci di ricreare una bellissima immagine, sempre facili negli accoppiamenti con le elettroniche, e molto più versatili nell’utilizzo. Sono dunque un degno rimpiazzo, e anche il rapporto qualità prezzo sembra ancora migliore che nella precedente versione; io però sono cocciuto come un mulo, e tra i miei pezzi preferiti conserverò sempre un posto per le Sonus Faber Concertino – attenzione però, queste sono la prima serie!

<<<2/2

 

 

 

 

 
 
 

 

Stampa la pagina Stampa la pagina 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
© Copyright 2002 VIDEOHIFI.com
 

 

Logo Logo