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L’Essere
e il Divenire di
Marco Caponera
Introduzione
Alcuni
anni fa, precisamente nel 1996, incappai nella prima versione
dei diffusori Sonus Faber Concertino, a seguito di una convincente
recensione del nostro caro Bebo Moroni (allora Suono le presentò
con una copertina integrale e un titolo che suonava così:
un Concertino che farà epoca); quelle parole spinsero
molti audiofili in cerca di emozioni forti a basso prezzo
ad acquistarne una coppia a scatola chiusa, ed un mio amico,
convinto dalla entusiastica recensione, decise di farle sue.
Ciò che il mio amico portò a casa, in effetti,
fu una coppia di diffusori dalle spiccate doti di riproduzione
audio. A quellepoca ero un giovane spiantato (oggi sono
un adulto spiantato) maniaco della auto-costruzione, più
per necessità che per passione e posso giurare di esser
morto dinvidia di fronte allacquisto eccellente
del mio amico danaroso (per me!). Quei diffusori, li ricordo
benissimo ancora oggi, vantavano doti di assoluto pregio in
relazione alla fascia di prezzo (allora avevano un prezzo
di listino di L. 950.000, ritoccato in alto, per la verità,
dopo i primi successi di vendite): assoluta neutralità
demissione, capacità di scomparire completamente
dalla sala dascolto, una gamma media sobria e rilassante,
un basso rotondo e scolpito, decisamente al di sopra dei pochi
litri e del misero trasduttore da 13 centimetri da cui in
realtà erano generati. Insomma, per un milione (di
vecchie lire) circa si entrava in possesso di una coppia di
diffusori veramente hi-fi. Per non parlare della costruzione
del cabinet: legno a profusione, pelle e un design veramente
affascinante, degno della migliore produzione italiana. Un
prodotto completo che, infatti, ebbe un successo enorme.
Oggi
la Sonus Faber non produce più le Concertino, ma vede
nel suo catalogo un diffusore frutto di un progetto successivo
e infatti contraddistinto dalla sigla Home. Il listino parla
chiaro, siamo rimasti nella medesima fascia di prezzo (se
teniamo conto dellevoluzione del mercato), ma cosè
cambiato dalla prima alla seconda serie? Siamo di fronte ad
un altro capolavoro o ad un progetto per massimizzare i profitti
(alla luce del buon nome della prima serie)? Ci sono state
delle migliorie tecniche o i progettisti della SF dormono
sugli allori? In questi anni la concorrenza (Chario e Opera,
solo per restare in Italia), si è data da fare, e la
bagarre in questa fascia di prezzo è durissima, sarà
ancora vantaggioso acquistare una coppia di Sonus Faber?
A
queste e ad altre domande cercheremo di rispondere se avrete
la pazienza di seguire questo confronto, senza esclusione
di colpi, tra Concertino e Concertino Home.
La costruzione
Esteticamente
entrambe le sfidanti si fanno apprezzare per uno stile sobrio
incentrato sulla qualità dei materiali e sulla indubbia
capacità di costruzione di mamma Sonus Faber. Ad una
prima occhiata i diffusori sembrerebbero identici, ma le piccole
differenze vengono fuori con losservazione attenta.
Anzitutto, le nuove sono più piccole e meno squadrate,
il pannello frontale e quello posteriore sono inclinati verso
linterno del diffusore, a differenza della prima serie,
più tradizionalista e meno ricercata. Le home stanno
meglio in libreria, perché meno profonde. I morsetti
della seconda serie sono di qualità superiore, ma non
sono più sdoppiati (per bi-wiring o bi-amping), poiché
in disuso su quasi tutti i modelli Sonus Faber. E possibile,
in entrambi i modelli, fissare il diffusore al piedistallo
dedicato mediante una coppia di fori per viti posti sulla
sua base (vivamente consigliato).
E poi dunque
ah sì
gli altoparlanti sono
completamente cambiati!!! Sia woofer che tweeter sono diversi
(vedi sezione La tecnica).
Qualcuno a questo punto deciderà autonomamente che
le Concertino sono morte con la prima serie e che le seconde
sono una trovata commerciale per allocchi male informati e
per di più incompetenti. Forse le cose non stanno proprio
così e sarebbe meglio, almeno, aspettare le impressioni
dascolto e chissà?!?

Impressioni dascolto
Inizialmente
mi sono avvicinato a questo confronto con aperto scetticismo,
lo dico sinceramente, nei confronti della nuova serie, non
mi aspettavo assolutamente, in ottemperanza alle logiche di
mercato oggi vigenti, che le nuove home possedessero le caratteristiche
e il fascino delle sorelle maggiori. Mi sono detto, va bene
la versione schermata che fa tanto home theater (per realizzare
un impianto A/V tutto Sonus Faber con quattro concertino home,
un canale centrale Solo e un sub Gravis, ci vogliono 3570,00
euro), ma gli altoparlanti sono cambiati e non basterà
certo una cassa molto simile, per ricreare il fascino della
prima produzione. Macchè, lascolto mi ha convinto
del fatto che ero partito con il piede sbagliato. Le concertino
Home fanno onore alla produzione Sonus Faber e anzi ne testimoniano
la costante ricerca verso leccellenza (senza scomodare
Cremona, Guarneri & co.).
Non che rappresentino tutto un altro mondo rispetto alle sorelle
maggiori, che si lasciano preferire per alcuni versi, ma certamente
non stanno a guardare e impongono il loro schietto punto di
vista sulla riproduzione musicale, senza falsi vezzi o esposizioni
con vizi di fondo.
Le sale dascolto e i diversi impianti con cui abbiamo
strapazzato le nostre hanno mostrato lestrema versatilità
dutilizzo di entrambe con qualche punto in più
per la versione Home meno esigente in termini di abbinamento
e capacità di pilotaggio da parte dellampli.
Ciò che in realtà mi ha stupito di più
è il fatto che ci troviamo di fronte a due oggetti
che pur interpretando in maniera diversa la riproduzione fanno
pervenire lascoltatore alla medesima sensazione, nessuna
fatica dascolto, messaggi ben rifiniti e dettagliati
con qualche punto in più per la versione più
giovane dovuto alla migliore qualità dei trasduttori.
Dove sono le concertino prima maniera a farla da padrone è
sul parametro dellequilibrio timbrico fatto che per
molti versi capovolge, addirittura, lesito del confronto.
Infatti, la caratteristica preminente di questi diffusori
è il perfetto equilibrio timbrico e la cristallina
trasparenza. Certo si può obiettare che le nuove hanno
maggior dettaglio, precisione e dinamica, ma tutto ciò
impallidisce di fronte al perfetto stile della prima serie.
Inoltre, le vecchie se posizionate ad una buona distanza da
parte di fondo e laterali mostra un basso più rotondo
e profondo, ben controllato e una scena da primato. Non che
le sorelline non si mostrino allaltezza, ma rimangono
in questi parametri un poco sotto. Lestensione in gamma
alta è simile, con maggiore dettaglio da parte del
nuovo tweeter (home), veramente un buon componente. Le Home
soffrono in gamma bassa, poiché per precise scelte
progettuali si è preferito lasciare arretrato il basso
per permettere una collocazione a libreria (o comunque molto
vicina alla parete di fondo, come quasi tutte le soluzioni
HT), in modo da sfruttare la parete come equalizzatore naturale
delle frequenze più profonde. Al contrario, se avvicinate
le vecchie alla parete perderete molta precisione e velocità
in gamma bassa e medio-bassa.
Per dovere di cronaca, il sottoscritto ha preferito una collocazione
simile per i due diffusori, le Home forse un po più
vicine alla parete di fondo, mai a quelle laterali, si perde
un po di basso, ma la scena è più credibile
e meglio dimensionata.
Sintesi delle caratteristiche
Riassumendo
per i più pigri: la prima serie vanta dalla sua: equilibrio
timbrico maggiore in tutte le gamme di frequenza, migliore
riproduzione della gamma bassa e medio bassa (impensabile
con un wooferotto di 13 centimetri caricato in bass reflex),
un tantino più lenta ma più estesa e rotonda.
Una scena più ampia, soprattutto nella dimensione della
profondità.
Diffusore
completo, senza alcuna concorrenza anche in fasce di prezzo
molto superiori. Non più in produzione.
Le
serie Home vede invece migliorati i parametri: della sensibilità,
il diffusore suona più forte, della tenuta in potenza,
della dinamica (a vantaggio di generi movimentati e film dazione);
della quantità dinformazioni tradotte, della
matericità degli strumenti riprodotti. Una gamma media
in evidenza ma non affaticante (in HT ciò permette
un amalgama perfetto con il sub che così viene lasciato
libero di lavorare senza sovrapposizioni invadenti); migliore
qualità dei componenti (schermati), dei componenti
del filtro, e dei morsetti per le connessioni. Maggiore interfacciabilità
con le elettroniche a monte, sono diffusori fatti per suonare
con tutto (anche con monotriodi dalla potenza risibile). Il
vinile per le sue caratteristiche timbriche è il partner
perfetto.
Diffusore
versatile, godibilissimo costruzione impeccabile sotto ogni
punto di vista, un investimento.
Conclusioni
Direi
che un concetto interessante posto ai piedi (pardon ai piedistalli)
delle nostre potrebbe essere lEssere e il Divenire perfettamente
sintetizzato dagli oggetti in prova. Lessere delle Concertino
prima serie fatte con altoparlanti non schermati che parlvano
agli audiofili degli anni 90, consci del valore del proprio
impianto e assolutamente avulsi dal contesto audio/video.
Le Concertino Home sono un prodotto ormai maturo che attraverso
trasduttori schermati e ad un progetto multi-utilizzo strizzano
più di un occhio al mondo vasto e ormai adulto dellhome
theater e dellintrattenimento multimediale in genere,
da prendere in seria considerazione linstallazione in
un impianto multi funzione, stereo e multi canale, con la
garanzia per entrambi di ore e ore di puro godimento dascolto.
Siamo quindi nel Divenire, meglio siamo nel divenire-versatile.
Versatilità alta, non focalizzata allampliamento
di mercato, ma allampliamento duso, concetti molto
distanti fra loro, anche se spesso fraintesi. Senza dubbio
un giudizio di valore è impossibile almeno per il sottoscritto,
per la scelta il gusto diventa determinante, ciò che
è indubbio è che ci troviamo di fronte ad un
progetto che si è evoluto (sia tecnologicamente che
commercialmente), sicuramente al passo con i tempi (la prima
serie mostra il fianco per quanto concerne la versatilità
dimpiego).
A giudicare dai pezzi già venduti la seconda serie
sembra risolutamente intenzionata ad eguagliare i successi
della sorella maggiore, in bocca al lupo
Anche per questa volta siamo giunti alla fine.
1/2>>>
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