E'
il maggiore, il più completo e il più "performante"
tra i preamplificatori per testine fonografiche di casa
Clearaudio. Il Reference Phono Stage è un pre-phono
sia MM che MC, in due telai, completamente Dual Mono ( presenta
a tutti gli effetti due circuitazioni monofoniche completamente
separate e simmetriche per i due canali) con alimentazione
separata, anch'essa completamente simmetrica. Il guadagno
e il carico sono variabili, il primo da 30 a 57 dB, il secondo
da O ohm a 2 MegaOhm, potendo così, non solo virtualmente,
consentire ai più perfezionisti tra gli appassionati,
di caricare con precisione assoluta qualsiasi testina esistente
o immaginabile. Si tratta evidentemente di un pre-phono
definitivo e per perfezionisti, che oltre alla versatilità
già detta, dichiara prestazioni al limite della perfezione
assoluta: precisione Riia ± 0.1 dB, distorsione 0.0001%,
rapporto s/n superiore a 88 dB, separazione tra i canali
non inferiore a 100dB, tolleranza di fase assoluta pari
a O.1°, uscita massima di 12V ad 1 KHz, insomma un piccolo
"mostro".
Ben costruito e splendidamente circuitato, gode di un alimentazione
particolarmente potente. Infatti il massiccio parallelepipedo
che ad essa sovraintende, è in grado di fornirgli
± 33 V in Corrente Continua.
A leggere le dichiarazioni del costruttore, insomma, una
Riaa perfetta, uno stadio di preamplificazione davvero senza
compromessi.
Io non sono in grado di misurare questi parametri, almeno
non strumentalmente, ma posso raccontarvi la mia esperienza
con il Reference Phono Stage. Esperienza che dura da alcuni
mesi e che lo ha accostato ad una vera e propria pletora
di preamplificatori e testine, per giungere infine a fargli
fare da stadio phono allo splendido "doppio preamplificatore"
Bryston BP1 ( doppio perché è al contempo
un preamplificatore stereofonico a due canali allo stato
dell'arte ed un pre/decoder 5.1 canali di qualità
superlativa ). Posizionato nelle vicinanze ( si fa per dire
vista la disposizione dei set) di un quartetto di giradischi
composto da un Michell Gyrodeck con braccio Sme IV, un Transcriptor
Reference Hydraulic con braccio Transcriptor Trasncriber
o Sme Series II, a seconda delle esigenze, da un Thorens
124 I serie con braccio ADC/Pritchard e da un Empire 698
LTD con braccio Empire, il reference si è preso la
briga di preamplificare il segnale di uno stuolo delle più
varie testine: la Clearaudio Victory H in prova su queste
stesse pagine, due Supex, una SD 900 ed una SDX 1000, una
Fidelity Research FR1/MKII ristilata da Jaap Van Den Hul,
una Denon DL-L 1000, una Madrigal Carnegie Two tra le MC,
più una Decca Super Gold ed una Grado Reference Platinum
Wood tra le MM e assimilabili.
Dunque nessuno (credo) si potrà lamentare del fatto
che non si sia voluta testare la versatilità di questo
pre-phono. D'altra parte a me risultano un po' incomprensibili
i giudizi stilati su questo genere di oggetti, ascoltandoli
con una sola testina. E' vero che un simile phono stage
deve ( e intende nelle dichiarazioni) rappresentare un'interfaccia
universale, ma è anche vero che io conosco pochissimi
oggetti simili che offrano uno standard di prestazioni costante
con un range così ampio e vario di pick-up. Il Reference
della Clearaudio lo fa, e lo standard che offre è
di livello altissimo. Era dai tempi del Kline SK-1, che
pure non era così versatile, che non ascoltavo un
pre-phono in grado di mantenere intatta la sua personalità
indipendentemente dalla testina che andava a caricare. Il
che non significa necessariamente rispetto assoluto per
la sonorità di qualsiasi testina, ma d'altra parte
chi è che ci dice come un fonorivelatore debba esattamente
suonare? Cioè, intendo, qual'è il termine
di paragone se non la nostra abitudine all'ascolto di quella
determinata testina, il nostro gusto personale, una nostra
- comunque personalissima- nozione di "oggettività"
della riproduzione ( le virgolette non sono evidentemente
casuali, qui nel mondo dell'assolutamente non-oggettivo)?
Il Reference suona con una neutralità timbrica ed
una trasparenza impressionanti, non è dolce e caldo
come l'Audionote che ascolto di riferimento, anzi è
tendenzialmente versato ad una certa, come dire - no, non
la chiamerei freddezza, piuttosto compostezza- impassibilità
musicale. Svolge, intendo dire, il suo lavoro con assoluta
precisione, in questo sì veramente congegno teutonico,
ma ciò non significa affatto che non sia musicale,
anzi. Non è eufonico, no davvero, non fa abbellimenti
né concessioni generose nei confronti dei difetti
o delle asperità proprie delle singole testine. Per
intenderci non arrotonda la gamma acuta, storicamete prominente,
della FR1MKII, né riporta a totale composizione,
le idiosincrasie della Decca Super Gold ( elementi, peraltro,
che fanno parte integrante e ineluttabile del grande fascino
di queste due storiche testine). Non esalta la gamma medio-acuta
della Grado Platinum facendola somigliare ad un MC ( cosa
che ho sentito fare, anche di recente, da altre unità
phono pure molto blasonate). In compenso ( ove l'eufonia
fosse per voi aspetto imprescindibile) gode di un "beat"
di impressionante( ancora questo termine, ma è quello
che meglio qualifica questo apparecchio) precisione, di
una linearità tale da renderlo un vero e proprio
strumento di misura, e di una dinamica che appare quasi
infinita. Se vi chiedete quanto sia l'apporto in tale prestazione
di un'alimentazione così massiccia, beh, è
facile rispondere: molto, e dunque ancora lode alla scuola
inglese che una trentina d'anni fa ha iniziato a romperci
beneficamente le scatole su questo aspetto, per troppi anni
poco considerato.
Insomma, un pre-phono di altissima scuola, ma non solo:
un apparecchiatura di riferimento per gli analogisti più
esigenti, che pretenderebbero ( credo a ragione) che il
loro pre-phono costituisca né più né
meno che un equalizzatore Riia ed un elevatore di tensione,
che nulla tolga e nulla aggiunga al segnale che partendo
dal solco raggiunge il preamplificatore. Inutile persino
parlare della sua versatilità, che è quanto
di più ampio qualsivoglia utilizzatore possa pretendere.
Il prezzo, in relazione alle prestazioni, alla suddetta
versatilità, alla qualità della realizzazione,
è alto ma non impressionante, specie se correlato
ad analoghe, ma non altrettanto flessibili, realizzazioni
statunitensi e giapponesi, che costano spesso da due a cinque
volte tanto.