Reference Phono Stage

Numero 1
Editoriale
Sequerra Met 7
Clearaudio Victory H
Clearaudio Reference
Matteo Lupatelli
Lowther phase equalizer
Micromega Tempo 2
Audion
Audio Digitale
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Dati

Costruttore: Clearaudio electronic GmbH

www.clearaudio.de

Distributore: Audio Reference Srl, via Abamonti, 4 - 20129 Milano; Tel.02 29404989-Fax 02 29404311

www.audioreference.it

Prezzo 12/2002: 3.894

 

Descrizione:

Preamplificatore fono con alimentatore esterno

 

Clearaudio Reference Phono Stage
Di Bebo Moroni
 

 

 

 

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E' il maggiore, il più completo e il più "performante" tra i preamplificatori per testine fonografiche di casa Clearaudio. Il Reference Phono Stage è un pre-phono sia MM che MC, in due telai, completamente Dual Mono ( presenta a tutti gli effetti due circuitazioni monofoniche completamente separate e simmetriche per i due canali) con alimentazione separata, anch'essa completamente simmetrica. Il guadagno e il carico sono variabili, il primo da 30 a 57 dB, il secondo da O ohm a 2 MegaOhm, potendo così, non solo virtualmente, consentire ai più perfezionisti tra gli appassionati, di caricare con precisione assoluta qualsiasi testina esistente o immaginabile. Si tratta evidentemente di un pre-phono definitivo e per perfezionisti, che oltre alla versatilità già detta, dichiara prestazioni al limite della perfezione assoluta: precisione Riia ± 0.1 dB, distorsione 0.0001%, rapporto s/n superiore a 88 dB, separazione tra i canali non inferiore a 100dB, tolleranza di fase assoluta pari a O.1°, uscita massima di 12V ad 1 KHz, insomma un piccolo "mostro".


Ben costruito e splendidamente circuitato, gode di un alimentazione particolarmente potente. Infatti il massiccio parallelepipedo che ad essa sovraintende, è in grado di fornirgli ± 33 V in Corrente Continua.
A leggere le dichiarazioni del costruttore, insomma, una Riaa perfetta, uno stadio di preamplificazione davvero senza compromessi.
Io non sono in grado di misurare questi parametri, almeno non strumentalmente, ma posso raccontarvi la mia esperienza con il Reference Phono Stage. Esperienza che dura da alcuni mesi e che lo ha accostato ad una vera e propria pletora di preamplificatori e testine, per giungere infine a fargli fare da stadio phono allo splendido "doppio preamplificatore" Bryston BP1 ( doppio perché è al contempo un preamplificatore stereofonico a due canali allo stato dell'arte ed un pre/decoder 5.1 canali di qualità superlativa ). Posizionato nelle vicinanze ( si fa per dire vista la disposizione dei set) di un quartetto di giradischi composto da un Michell Gyrodeck con braccio Sme IV, un Transcriptor Reference Hydraulic con braccio Transcriptor Trasncriber o Sme Series II, a seconda delle esigenze, da un Thorens 124 I serie con braccio ADC/Pritchard e da un Empire 698 LTD con braccio Empire, il reference si è preso la briga di preamplificare il segnale di uno stuolo delle più varie testine: la Clearaudio Victory H in prova su queste stesse pagine, due Supex, una SD 900 ed una SDX 1000, una Fidelity Research FR1/MKII ristilata da Jaap Van Den Hul, una Denon DL-L 1000, una Madrigal Carnegie Two tra le MC, più una Decca Super Gold ed una Grado Reference Platinum Wood tra le MM e assimilabili.


Dunque nessuno (credo) si potrà lamentare del fatto che non si sia voluta testare la versatilità di questo pre-phono. D'altra parte a me risultano un po' incomprensibili i giudizi stilati su questo genere di oggetti, ascoltandoli con una sola testina. E' vero che un simile phono stage deve ( e intende nelle dichiarazioni) rappresentare un'interfaccia universale, ma è anche vero che io conosco pochissimi oggetti simili che offrano uno standard di prestazioni costante con un range così ampio e vario di pick-up. Il Reference della Clearaudio lo fa, e lo standard che offre è di livello altissimo. Era dai tempi del Kline SK-1, che pure non era così versatile, che non ascoltavo un pre-phono in grado di mantenere intatta la sua personalità indipendentemente dalla testina che andava a caricare. Il che non significa necessariamente rispetto assoluto per la sonorità di qualsiasi testina, ma d'altra parte chi è che ci dice come un fonorivelatore debba esattamente suonare? Cioè, intendo, qual'è il termine di paragone se non la nostra abitudine all'ascolto di quella determinata testina, il nostro gusto personale, una nostra - comunque personalissima- nozione di "oggettività" della riproduzione ( le virgolette non sono evidentemente casuali, qui nel mondo dell'assolutamente non-oggettivo)?
Il Reference suona con una neutralità timbrica ed una trasparenza impressionanti, non è dolce e caldo come l'Audionote che ascolto di riferimento, anzi è tendenzialmente versato ad una certa, come dire - no, non la chiamerei freddezza, piuttosto compostezza- impassibilità "" musicale. Svolge, intendo dire, il suo lavoro con assoluta precisione, in questo sì veramente congegno teutonico, ma ciò non significa affatto che non sia musicale, anzi. Non è eufonico, no davvero, non fa abbellimenti né concessioni generose nei confronti dei difetti o delle asperità proprie delle singole testine. Per intenderci non arrotonda la gamma acuta, storicamete prominente, della FR1MKII, né riporta a totale composizione, le idiosincrasie della Decca Super Gold ( elementi, peraltro, che fanno parte integrante e ineluttabile del grande fascino di queste due storiche testine). Non esalta la gamma medio-acuta della Grado Platinum facendola somigliare ad un MC ( cosa che ho sentito fare, anche di recente, da altre unità phono pure molto blasonate). In compenso ( ove l'eufonia fosse per voi aspetto imprescindibile) gode di un "beat" di impressionante( ancora questo termine, ma è quello che meglio qualifica questo apparecchio) precisione, di una linearità tale da renderlo un vero e proprio strumento di misura, e di una dinamica che appare quasi infinita. Se vi chiedete quanto sia l'apporto in tale prestazione di un'alimentazione così massiccia, beh, è facile rispondere: molto, e dunque ancora lode alla scuola inglese che una trentina d'anni fa ha iniziato a romperci beneficamente le scatole su questo aspetto, per troppi anni poco considerato.


Insomma, un pre-phono di altissima scuola, ma non solo: un apparecchiatura di riferimento per gli analogisti più esigenti, che pretenderebbero ( credo a ragione) che il loro pre-phono costituisca né più né meno che un equalizzatore Riia ed un elevatore di tensione, che nulla tolga e nulla aggiunga al segnale che partendo dal solco raggiunge il preamplificatore. Inutile persino parlare della sua versatilità, che è quanto di più ampio qualsivoglia utilizzatore possa pretendere. Il prezzo, in relazione alle prestazioni, alla suddetta versatilità, alla qualità della realizzazione, è alto ma non impressionante, specie se correlato ad analoghe, ma non altrettanto flessibili, realizzazioni statunitensi e giapponesi, che costano spesso da due a cinque volte tanto.

 
 

 

 

 
 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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