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Audion è un nome
oramai ben conosciuto al pubblico nostrano; l'azienda inglese
ha intrapreso l'attività commerciale intorno alla metà degli
anni ottanta, caratterizzandosi da subito come uno dei pochissimi
produttori di apparecchi valvolari dal costo accessibile,
ma dalle eccellenti prestazioni. Apparecchi come il Silver
Night 300B, un delizioso single ended realizzato con uno dei
più apprezzati triodi di potenza a riscaldamento diretto,
hanno reso estremamente apprezzato questo produttore sia in
Italia che all'estero, gettando le fondamenta di un immagine
solida e stabile. Oggi in prova abbiamo un oggetto ancora
più particolare, affascinante, un amplificatore ibrido da
circa 30 watt, costo ancora accessibile, e parecchia curiosità.
Il Platinum ha un aspetto assai sobrio, quasi austero; il
pannello frontale ospita la sola manopola del volume, con
subito sotto i tre tastini circolari che selezionano la sorgente
in ingresso e attivano la barra di registrazione. Una piccola
finestra si apre poi su dei led rossi che segnalano la selezione
in ingresso. Fine. Una dotazione veramente essenziale, ma
tutto sommato sufficiente alla bisogna. I controlli di tono
in un apparecchio di questa levatura sarebbero assolutamente
inutili (anzi, probabilmente dannosi), e non ho mai ritenuto
sensato risolvere dei problemi di acustica ambientale mediante
l'utilizzo del controllo di bilanciamento. Se qualcosa nel
vostro ambiente crea un'asimmetria dannosa per l'immagine
acustica l'unica strada da percorrere per recuperare un'ambienza
sana ed equilibrata è un intervento mirato (spostamento del
mobilio, utilizzo di pannelli assorbenti-diffondenti, spostamento
dei diffusori…), selettivo. Nel pannello posteriore troviamo
le connessioni di segnale, di potenza, la presa di rete, e
un ponticello che nell'utilizzo normale connette la sezione
pre con i finali di potenza; sarà possibile allora utilizzare
separamente le due sezioni, ad esempio con una multiamplificazione,
o per future modifiche dell'impianto. I connettori sono ottima
fattura, e comodi da maneggiare. La consueta ispezione dell'interno
mostra una realizzazione per molti versi atipica e controcorrente,
ordinata e pulita. Alcune parti del circuito sono realizzate
su circuito stampato, altre ricorrono all'impiego di una cablatura
in aria. Lo stadio di ingresso utilizza due doppi triodi su
zoccolo Noval, lo stadio di uscita è invece a stato solido,
con accoppiamento in uscita mediante trasformatori.Incuriosito
dalla particolare circuitazione ibrida (che più ibrida non
si può) ho chiesto alcune delucidazioni al produttore. Ecco
quanto ho ricevuto:
"The
Platinum amplifier has been developed from the famous AMP
transistor range utilising a proprietary transformer coupled
output stage to provide only 1 gain stage and 1 output stage,
the use of the output transformer contrary to criticism actually
provides enhancement to the circuit enabling the removal of
any loop feedback from the circuit.
The gain stage is a symmetrical balanced driver utilising
the robust 6922 for low noise and high linearity.
Short circuit paths, optimised components and a 300VA mains
transformer all help to enhance the circuitry.
Proprietary Audio grade FET transistors are utilised for their
extreme linearity. The specifications without any loop or
local feedback is as follows:
-
Output 40 watts into 8 Ohms @ < 1% THD distortion
- Sensitivity Line Level 600mv for full output
- Frequency response 10hz - 80KHz +- 1db
- Bandwidth 10hz - 80KHz +-1db
- Recommend load 6 - 16 ohms (can be internally adjusted for
3 - 10 ohms)
- RIAA +- 1db sensitivity MM 3mv, MC 0.3mv (Dealer internally
switched)
- 5 line level inputs or 4 line and 1 Phono
- Pre - Power loop through for effects loop etc
- Full remote control on all channels plus volume."

Per
chi avesse difficoltà con le lingue straniere un breve sunto:
l'utilizzo dei trasformatori in uscita (ovviamente progettati
e realizzati in casa) permette di realizzare l'intero circuito
implementando due soli stadi, senza ricorrere all'utilizzo
di alcun anello di retroazione. I doppi triodi utilizzati
nello stadio di ingresso sono le 6922 (altresì dette ECC88).
Si tratta di scelte decisamente inusuali, adottate poi da
un costruttore che ha fatto dell'utilizzo dei dispositivi
a vuoto la propria bandiera; è insomma il modo in cui Audion
interpreta la tecnologia a stato solido, per offrire una maggiore
potenza e una capacità di pilotaggio superiore, senza rinunciare
alla particolare impostazione sonora delle valvole. Come lecito
attendersi, anche il suono di questa amplificazione ha caratteristiche
del tutto proprie, che lo rendono a tutti gli effetti un apparecchio
fuori dalla mischia, dotato di grande carattere. Innanzitutto
consiglio a chi vorrà ascoltare il Platinum da un rivenditore
di fiducia di sincerarsi che l'apparecchio sia ben rodato
(che abbia funzionato almeno per una cinquantina di ore) e
caldo.
Appena
acceso il Platinum ha un suono piuttosto sgraziato, poco dinamico
e tagliente. Esattamente il contrario di quanto sarebbe lecito
attendersi. Con il passare dei minuti, e delle ore, la situazione
arriva praticamente a rovesciarsi, ed ho avuto l'impressione
che fosse buona cosa lasciare sempre acceso l'apparecchio,
per poter da subito godere del massimo delle prestazioni.
Ovviamente si tratta di pratica non consigliabile a chi ne
dovrà fare un utilizzo normale, ma ritengo sensato credere
che con il passare del tempo questa particolarità dovrebbe
mitigarsi, consentendo un utilizzo godibile a partire dalla
mezz'ora dall'accensione. Sarebbe un peccato valutare frettolosamente
il Platinum, poiché di virtù ve ne sono diverse, ed un carattere
altamente spiccato, in un oceano di apparecchi ripetitivi
e abbastanza noiosi. E non è così semplice come si potrebbe
credere, non abbiamo una semplice somma delle virtù dei dispositivi
a vuoto con quelle dei dispositivi a stato solido. Il Platinum
assimila e rielabora le tecnologie con cui è stato realizzato
e messo a punto producendo qualcosa di tutto particolare,
unico nel suo genere (a quanto mi è dato di conoscere). Il
suono è materico e consistente, ben contrastato e dinamico,
con un pizzico di grinta in gamma bassa e una leggera esaltazione
in gamma alta. Non si tratta di un semplice effetto Loudness,
non una esaltazione in frequenza, ma un caratteristica di
spessore e consistenza, come se vi fosse una notevole dose
di energia disponibile, una spinta in grado di materializzare
il messaggio musicale agli estremi di banda. La potenza a
dispozione non è illimitata, ed ho avuto l'impressione che
con le mie Primaluce, un carico senza dubbio decisamente consistente,
il Galactron 2060 avesse una marcia in più. Con diffusori
più semplici il Platinum si è trovato senza dubbio più a suo
agio. In queste condizioni si ascolta un basso profondo e
modulato, caloroso, ricco di sfumature, denso e materico;
una gamma alta presente e incisiva, abbastanza estesa e ancora
una volta ricca, umorale. L'impressione generale è che vi
sia una vasta tavolozza cromatica, ed un suono mai piatto
o inanimato, ma ricco di contrasto e alternanza. Ora suona
Bijork, The anchor song e vengo sorpreso dalla pienezza dei
fiati iniziali, ben stagliati nello spazio e definiti nel
contenuto armonico. La voce è forse lievemente arretrata,
ma centrata tra i due diffusori, incisiva come giusto che
sia. Bellissimo l'attacco in Jamina, Creuza de Ma, con le
percussioni lievi e precise, delicate, e moltissima aria intorno
a definirne lo spazio, la consistenza. Gamma bassa profonda
e potente. La gamma media resta sempre lievemente arretrata,
non velata o confusa ma semplicemente in secondo piano. In
alcune situazioni ho avuto poi una sensazione di lieve affaticamento,
di mancanza di respiro, quando il volume saliva oltre le ore
dodici, e sotto richiesta di notevoli dosi di potenza; il
Platinum non è evidentemente un amplificatore indicato per
le feste di capodanno, e richiede dei diffusori che non abbiano
modulo dell'impedenza particolarmente tormentato o sfasante;
insomma, che siano un carico semplice, e possibilmente con
efficienza dai 90 dB a salire. L'interfacciamento con l'acustica
dovrebbe poi essere calibrato con estrema attenzione, proprio
per poter godere di tutti i pregi che questa elettronica dal
grande carattere è in grado di offrire; insisto su questo
tema perché ritengo sia la chiave di volta con cui poter esprimere
un giudizio sul Platinum.
Oggi
è diventato assai difficile sbagliare completamente un abbinamento,
comporre un impianto squilibrato e sgraziato; la media degli
apparecchi presenti nei negozi viaggia su livelli di prestazioni
quantomeno decenti, standard, tanto che risulta abbastanza
semplice trovarsi ad ascoltare oggetti da musica di differenti
produttori dal suono praticamente sovrapponibile. Se si cerca
invece qualcosa di differente, particolare, che possa adattarsi
in modo più calzante ad esigenze particolari, occorre munirsi
della necessaria pazienza (ricercare poi un rivenditore competente
e disponibile) e sperimentare, ascoltare quanto più possibile,
alla ricerca di un proprio ideale del suono. L'Audion Platinum,
ad esempio, non è il mio amplificatore; troppo esigente, poco
pratico, poco versatile. Ma le mie esigenze sono del tutto
particolari, io ho necessità di un ampli che sia in grado
di far suonare ogni tipo di prototipo senza far bizze, mentre
conosco delle persone che potrebbero invece restarne sicuramente
entusiasti. Il prezzo non è basso, ma in linea con quanto
richiesto dal produttore in patria. Sono però certo che se
foste seriamente interessati al suo acquisto sia possibile
ricavare un margine di trattativa. Tentar non nuoce. Buon
ascolto.
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