Numero 9
Editoriale
Accuphase E-212
Marantz SR5400
Mastersound
North Star 192 DAC
Victor Tan (Philips)
Pre-phono Aliante Rubina
ProAc Response Hexa
Va 509/60
New Digital
Matteo Lupatelli
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Dati

Costruttore e Distributore: S.I. Srl, Via Ugo Niutta 36 80128 Napoli (NA);Tel 081/5580270;Fax 081/5580272

mail: essei@hotmail.com

Distribuzione diretta e tramite negozi selezionati

Prezzo 02/2004: : € 6000

 

Descrizione:

Amplificatore Integrato

 

Amplificatore OTL & OCL Va 509/60
Di Francesco Pampanoni
 

 

 

 
 
 


 
PREMESSA


Ci sono delle cose che costituiscono dei capisaldi, delle certezze, dei punti di riferimento o, nei casi peggiori, dei luoghi comuni.
Poi, sarà capitato tante volte anche a voi, si scopre che di certo non c'è poi molto, che il nostro bel caposaldo se n'è andato a farsi benedire e che ci sono tante variazioni sul tema. Che non è tutto bianco e nero, insomma.
Tanti anni fa questa cosa m'è successa leggendo la prova di un amplificatore a valvole.
Prima di leggere quell'articolo avevo, nella mia beata ignoranza, tutto chiaro. Gli amplificatori a transistor dovevano avere, per funzionare bene, dei bei condensatoroni vicino ad un massiccio trasformatore di alimentazione, quelli a valvole i loro bei trasformatori di uscita per adattare l'impedenza dello stadio finale al carico.
Poi, improvvisamente, scopro che esistono i Fourier Panthére e i McIntosh e tutto mi si confonde. Scopro che esistono degli ampli a transistor con il trasformatore di uscita e gli ampli a valvole senza trasformatori.
Ho poi scoperto che ci sono state e ci sono altre aziende, non tantissime, capaci di produrre questi oggetti.
Tra gli oggetti del passato, oltre ai citati Fourier, si sono cimentati con la configurazione OTL Luxman, Technics, Counterpoint, Klimo, Atma-Sphere.
Della produzione corrente sono noti i finali dell'italianissima Graaf di Modena e gli affascinanti ed elegantissimi Mactone giapponesi, visti al Top Audio & Video 2003 nella saletta allestita dai fratelli Sopegno dell'Hi-Fi Center di Pinerolo.

 

LA TECNICA DEGLI OTL (ED OCL)


Non voglio né posso affrontare certi argomenti. Per gli approfondimenti tecnici vi rimando quindi all'incorniciato dell'Ingegner Chiappetta (COSA SONO GLI AMPLIFICATORI OTL). In questa sede voglio solo ricordare che la sigla OTL contraddistingue la categoria degli amplificatori valvolari privi di trasformatori di uscita ed OCL quella sottocategoria che è priva anche dei condensatori di accoppiamento.
Per chi volesse approfondire le problematiche tecniche senza fare ricorso a testi in lingue straniere, sulla nostrana Costruire HiFi sono apparse diverse serie di articoli sull'argomento, la più recente delle quali apparsa sui numeri 64, 65 e 67 sulla storia degli OTL a firma dell'ottimo Fabio Camorani.
Sempre sulla rivista culto degli autocostruttori italiani sono apparsi numerosi progetti di ampli, tra i quali ricordo il complicatissimo ampli OTL e OCL con valvole 6C33 realizzato da Camorani e Cimatti, se non erro, e due ampli per cuffie realizzati attorno ai doppi triodi 6080.

 

LA TECNICA DEL VA 509


Occorre premettere che il mio test ha riguardato uno degli esemplari di preserie (sembra una ventina) approntati allo scopo di verificare la bontà del progetto semplicemente affidandoli alle cure e alle torture di esperti audiofili.
Pertanto l'esemplare che ho avuto a disposizione aveva dei piccoli difetti causati da numerosi traslochi e dall'intenso uso, in particolare piccole imperfezioni nella guaina del cablaggio tra alimentatore (un blocco pesantissimo con all'interno un immenso trasformatore toroidale affetto da un fastidioso ronzio nei primi minuti di funzionamento) e amplificatore vero e proprio, una certa flessibilità del telaio ed un rumore poco rassicurante all'accensione. Niente di drammatico dunque ed il tutto risolto negli esemplari di serie.
Nelle foto potete vedere l'esemplare che ho avuto in mio possesso e l'oggetto definitivo.


Assieme all'amplificatore mi è stata fornita una semplice ma esaustiva brochure tecnica.
Quali sono dunque le caratteristiche di questa opera in vetro e metallo?
La potenza di uscita è di 60W per canale su 4 e 8ohm, in regime permanente ma secondo il costruttore l'amplificatore è, in regime dinamico, in grado di erogazioni ben superiori (oltre il doppio).
L'alta capacità di pilotaggio dell'amplificatore (25 A pp) garantisce la piena compatibilità con tutti i tipi di altoparlanti (inclusi quelli a bassa impedenza ed elettrostatici), tant'è che al Top Audio e Video 2003 nella saletta allestita dalla S.I. il VA 509 pilotava allegramente una coppia di bookshelf Dynaudio, notoriamente diffusori di non facilissima pilotabilità.
Il progetto è stato approntato in modo da ottenere dai dispositivi attivi una distorsione di entità contenuta e di spettro corretto, con la dichiarata intenzione di coniugare le caratteristiche soniche del suono da monotriodo con l'impatto della grande dinamica.
Come già accennato la costruzione è dual mono in due telai: alimentazione ed amplificazione sono quindi totalmente separate l'una dall'altra, così come il canale destro dal sinistro.
Gli ignoranti in elettronica come me possono dormire sonni tranquilli in quanto è stato implementato un esclusivo circuito di stabilizzazione (sempre valvolare) per una automatica ottimizzazione del punto di lavoro dei tubi di potenza in tutto l'arco della loro vita: il bias è regolato in fabbrica e non richiede ritocchi da parte dell'utilizzatore.
Di dispositivi a stato solido non credo ce ne siano molti: l'ampli fa impiego generalizzato di tubi a vuoto in tutte le funzioni tanto d'amplificazione quanto di servizio: tutte le valvole utilizzate sono triodi, anche nello stadio di potenza.
Queste ultime sono valvole di potenza di nuovissima concezione prodotte dalla SVETLANA, le EL509, espressamente studiate per circuitazioni OTL, che assicurano affidabilità, lunga durata e reperibilità futura per eventuali ricambi.
Cosa dire di più se non che vi è totale assenza di controreazione ingresso-uscita, che l'alimentazione della sezione di preamplificazione è separata rispetto a quella di potenza e che è stata implementata una circuitazione tale che componente continua e picchi di tensione derivanti da scariche nei tubi o da qualunque altro tipo di avaria non possano in alcun modo raggiungere il sistema di altoparlanti?

Dimensioni apparecchio:

Amplificatore 470x580x250 (LxHxP); Alimentatore 290x330x150 (LxHxP); Peso amplificatore + alimentatore 30 Kg .

 

LA NOSTRA PROVA


Non succede spesso di avere tra le mani oggetti di genere tanto inconsueto, concettualmente interessanti e curati dal punto di vista realizzativo.
Pertanto sono partito senza riferimento alcuno ad apparecchi di simile natura.
L'amplificatore è di aspetto imponente e non passa certo inosservato. Il calore prodotto è abbondante per cui consiglio di lasciare molta aria attorno e di sistemarlo su un ripiano alto del tavolino porta elettroniche. Del resto come aspettarsi il contrario da ventiquattro valvole di potenza e da sei valvole di segnale?
Una volta sistemato su un ripiano dello scaffale metallico sul quale è posizionato l'impianto, ho iniziato a collegare tutti i diffusori che mi sono capitati a tiro.
All'inizio ho avuto a disposizione una coppia di diffusori autocostruiti con tweeter Audax, midwoofer Supravox e woofer Davis progettati e sapientemente realizzati da un amico autocostruttore.
A seguire la mia amata coppia di mini monitor autocostruiti ed infine i diffusori Eclipse TD oggetto di un articolo su questo stesso numero di VHF.
Cosa dire.
A me è sembrato un apparecchio molto ben suonante con una chiara tendenza ad ripagare con un gran bel suono l'impegno profuso nel ricercare le giuste compatibilità con i propri partners. In sostanza è un oggetto che riesce ad esprimersi pienamente se abbinato con i giusti diffusori e con la sorgente in grado di valorizzarlo.
Ciò non significa comunque che debba essere necessariamente inserito in catene di costo elevato per esprimere pienamente quello che sa fare.
Amo molto il suono valvolare e sentire una gamma media di grande bellezza come quella esibita dal VA 509 è un piacere molto grande.
Gli estremi di gamma sono molto curati. La gamma bassa è riprodotta con autorevolezza e controllo, mentre la parte alta della banda udibile è piacevolmente dettagliata e mai aspra.
Qualunque genere musicale mantiene le caratteristiche che gli sono proprie.
Niente sembra metterlo in crisi e i dischi girano ininterrottamente.
La grande orchestra si staglia sulla parete di fondo e comunica la propria grande energia e dinamica. La cosa che ho trovato interessante è la capacità di questo amplificatore di ricreare una immagine virtuale di giusta ampiezza e profondità, mai artificialmente dilatata. E' proprio per questo motivo che la sensazione di realismo è notevole e che pur essendo evidentissimi i dettagli non si perde l'impressione dell'assieme.
La timbrica dei diversi strumenti, penso ad esempio ai gruppi di archi barocchi, è ben restituita.
La riproduzione delle voci, sia maschili che femminili, è ricca di sfumature. Ho riascoltato con piacere alcuni dischi del primo Van Morrison. Signori miei è questa la "Moondance" che amo ascoltare e che mi fa cantare e battere il piede. Non c'è Bublé che tiene. C'è la stessa differenza che passa tra un ottimo cioccolato fondente extra e i famosissimi ovetti con la sorpresa.
La potenza dichiarata c'è tutta con in più il vantaggio delle caratteristiche di clipping dei dispositivi a vuoto. Tirandolo a volumi altissimi riesce agevolmente a mandare in crisi gli altoparlanti.
Solo con le Eclipse TD (monovia da 81,5 dB/W/m in prova su questo stesso numero) sono riuscito rendergli la vita difficile, ma solo in gamma bassa dove ho notato una perdita di controllo del movimento dell'altoparlante in concomitanza dei passaggi più impegnativi. Ma la mia è stata pura cattiveria e tra l'altro si è rivelato a pensarci bene l'accoppiamento meno riuscito.

IN SINTESI


Salvo un interessante ascolto di un Graaf GM50 di qualche anno fa, le altre occasioni di incontro con gli ampli OTL sono state fin troppo fugaci per rendermi conto delle reali caratteristiche di questi inconsueti amplificatori.
Se amate il suono vellutato delle valvole Il VA 509 è un apparecchio da ascoltare con estrema attenzione.
Il fatto di essere un integrato lo rende ancor più interessante qualora si voglia avere ad un prezzo ragionevole, in considerazione della qualità della costruzione, una amplificazione di grande rigore e trasparenza, robusta e affidabile.
Non aspettatevi quello che è un luogo comune sulle amplificazioni a valvole, cioè morbidezza e calore "à go go". Se il calore è nell'esecuzione lo sentirete altrimenti no.
Un prodotto contraddistinto da una grande cura realizzativa e da indubbie qualità soniche, per di più italiano come progettazione e costruzione.

 

 

 

 

 

 
 
 

 

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