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PREMESSA
Ci sono delle cose che costituiscono dei capisaldi, delle
certezze, dei punti di riferimento o, nei casi peggiori, dei
luoghi comuni.
Poi, sarà capitato tante volte anche a voi, si scopre
che di certo non c'è poi molto, che il nostro bel caposaldo
se n'è andato a farsi benedire e che ci sono tante
variazioni sul tema. Che non è tutto bianco e nero,
insomma.
Tanti anni fa questa cosa m'è successa leggendo la
prova di un amplificatore a valvole.
Prima di leggere quell'articolo avevo, nella mia beata ignoranza,
tutto chiaro. Gli amplificatori a transistor dovevano avere,
per funzionare bene, dei bei condensatoroni vicino ad un massiccio
trasformatore di alimentazione, quelli a valvole i loro bei
trasformatori di uscita per adattare l'impedenza dello stadio
finale al carico.
Poi, improvvisamente, scopro che esistono i Fourier Panthére
e i McIntosh e tutto mi si confonde. Scopro che esistono degli
ampli a transistor con il trasformatore di uscita e gli ampli
a valvole senza trasformatori.
Ho poi scoperto che ci sono state e ci sono altre aziende,
non tantissime, capaci di produrre questi oggetti.
Tra gli oggetti del passato, oltre ai citati Fourier, si sono
cimentati con la configurazione OTL Luxman, Technics, Counterpoint,
Klimo, Atma-Sphere.
Della produzione corrente sono noti i finali dell'italianissima
Graaf di Modena e gli affascinanti ed elegantissimi Mactone
giapponesi, visti al Top Audio & Video 2003 nella saletta
allestita dai fratelli Sopegno dell'Hi-Fi Center di Pinerolo.
LA TECNICA DEGLI OTL (ED OCL)
Non voglio né posso affrontare certi argomenti. Per
gli approfondimenti tecnici vi rimando quindi all'incorniciato
dell'Ingegner Chiappetta (COSA
SONO GLI AMPLIFICATORI OTL).
In questa sede voglio solo ricordare che la sigla OTL contraddistingue
la categoria degli amplificatori valvolari privi di trasformatori
di uscita ed OCL quella sottocategoria che è priva
anche dei condensatori di accoppiamento.
Per chi volesse approfondire le problematiche tecniche senza
fare ricorso a testi in lingue straniere, sulla nostrana Costruire
HiFi sono apparse diverse serie di articoli sull'argomento,
la più recente delle quali apparsa sui numeri 64, 65
e 67 sulla storia degli OTL a firma dell'ottimo Fabio Camorani.
Sempre sulla rivista culto degli autocostruttori italiani
sono apparsi numerosi progetti di ampli, tra i quali ricordo
il complicatissimo ampli OTL e OCL con valvole 6C33 realizzato
da Camorani e Cimatti, se non erro, e due ampli per cuffie
realizzati attorno ai doppi triodi 6080.
LA
TECNICA DEL VA 509
Occorre premettere che il mio test ha riguardato uno degli
esemplari di preserie (sembra una ventina) approntati allo
scopo di verificare la bontà del progetto semplicemente
affidandoli alle cure e alle torture di esperti audiofili.
Pertanto l'esemplare che ho avuto a disposizione aveva dei
piccoli difetti causati da numerosi traslochi e dall'intenso
uso, in particolare piccole imperfezioni nella guaina del
cablaggio tra alimentatore (un blocco pesantissimo con all'interno
un immenso trasformatore toroidale affetto da un fastidioso
ronzio nei primi minuti di funzionamento) e amplificatore
vero e proprio, una certa flessibilità del telaio ed
un rumore poco rassicurante all'accensione. Niente di drammatico
dunque ed il tutto risolto negli esemplari di serie.
Nelle foto potete vedere l'esemplare che ho avuto in mio possesso
e l'oggetto definitivo.

Assieme all'amplificatore mi è stata fornita una semplice
ma esaustiva brochure tecnica.
Quali sono dunque le caratteristiche di questa opera in vetro
e metallo?
La potenza di uscita è di 60W per canale su 4 e 8ohm,
in regime permanente ma secondo il costruttore l'amplificatore
è, in regime dinamico, in grado di erogazioni ben superiori
(oltre il doppio).
L'alta capacità di pilotaggio dell'amplificatore (25
A pp) garantisce la piena compatibilità con tutti i
tipi di altoparlanti (inclusi quelli a bassa impedenza ed
elettrostatici), tant'è che al Top Audio e Video 2003
nella saletta allestita dalla S.I. il VA 509 pilotava allegramente
una coppia di bookshelf Dynaudio, notoriamente diffusori di
non facilissima pilotabilità.
Il progetto è stato approntato in modo da ottenere
dai dispositivi attivi una distorsione di entità contenuta
e di spettro corretto, con la dichiarata intenzione di coniugare
le caratteristiche soniche del suono da monotriodo con l'impatto
della grande dinamica.
Come già accennato la costruzione è dual mono
in due telai: alimentazione ed amplificazione sono quindi
totalmente separate l'una dall'altra, così come il
canale destro dal sinistro.
Gli ignoranti in elettronica come me possono dormire sonni
tranquilli in quanto è stato implementato un esclusivo
circuito di stabilizzazione (sempre valvolare) per una automatica
ottimizzazione del punto di lavoro dei tubi di potenza in
tutto l'arco della loro vita: il bias è regolato in
fabbrica e non richiede ritocchi da parte dell'utilizzatore.
Di dispositivi a stato solido non credo ce ne siano molti:
l'ampli fa impiego generalizzato di tubi a vuoto in tutte
le funzioni tanto d'amplificazione quanto di servizio: tutte
le valvole utilizzate sono triodi, anche nello stadio di potenza.
Queste ultime sono valvole di potenza di nuovissima concezione
prodotte dalla SVETLANA, le EL509, espressamente studiate
per circuitazioni OTL, che assicurano affidabilità,
lunga durata e reperibilità futura per eventuali ricambi.
Cosa dire di più se non che vi è totale assenza
di controreazione ingresso-uscita, che l'alimentazione della
sezione di preamplificazione è separata rispetto a
quella di potenza e che è stata implementata una circuitazione
tale che componente continua e picchi di tensione derivanti
da scariche nei tubi o da qualunque altro tipo di avaria non
possano in alcun modo raggiungere il sistema di altoparlanti?
Dimensioni
apparecchio:
Amplificatore 470x580x250 (LxHxP); Alimentatore 290x330x150
(LxHxP); Peso amplificatore + alimentatore 30 Kg .

LA
NOSTRA PROVA
Non succede spesso di avere tra le mani oggetti di genere
tanto inconsueto, concettualmente interessanti e curati dal
punto di vista realizzativo.
Pertanto sono partito senza riferimento alcuno ad apparecchi
di simile natura.
L'amplificatore è di aspetto imponente e non passa
certo inosservato. Il calore prodotto è abbondante
per cui consiglio di lasciare molta aria attorno e di sistemarlo
su un ripiano alto del tavolino porta elettroniche. Del resto
come aspettarsi il contrario da ventiquattro valvole di potenza
e da sei valvole di segnale?
Una volta sistemato su un ripiano dello scaffale metallico
sul quale è posizionato l'impianto, ho iniziato a collegare
tutti i diffusori che mi sono capitati a tiro.
All'inizio ho avuto a disposizione una coppia di diffusori
autocostruiti con tweeter Audax, midwoofer Supravox e woofer
Davis progettati e sapientemente realizzati da un amico autocostruttore.
A seguire la mia amata coppia di mini monitor autocostruiti
ed infine i diffusori Eclipse TD oggetto di un articolo su
questo stesso numero di VHF.
Cosa dire.
A me è sembrato un apparecchio molto ben suonante con
una chiara tendenza ad ripagare con un gran bel suono l'impegno
profuso nel ricercare le giuste compatibilità con i
propri partners. In sostanza è un oggetto che riesce
ad esprimersi pienamente se abbinato con i giusti diffusori
e con la sorgente in grado di valorizzarlo.
Ciò non significa comunque che debba essere necessariamente
inserito in catene di costo elevato per esprimere pienamente
quello che sa fare.
Amo molto il suono valvolare e sentire una gamma media di
grande bellezza come quella esibita dal VA 509 è un
piacere molto grande.
Gli estremi di gamma sono molto curati. La gamma bassa è
riprodotta con autorevolezza e controllo, mentre la parte
alta della banda udibile è piacevolmente dettagliata
e mai aspra.
Qualunque genere musicale mantiene le caratteristiche che
gli sono proprie.
Niente sembra metterlo in crisi e i dischi girano ininterrottamente.
La grande orchestra si staglia sulla parete di fondo e comunica
la propria grande energia e dinamica. La cosa che ho trovato
interessante è la capacità di questo amplificatore
di ricreare una immagine virtuale di giusta ampiezza e profondità,
mai artificialmente dilatata. E' proprio per questo motivo
che la sensazione di realismo è notevole e che pur
essendo evidentissimi i dettagli non si perde l'impressione
dell'assieme.
La timbrica dei diversi strumenti, penso ad esempio ai gruppi
di archi barocchi, è ben restituita.
La riproduzione delle voci, sia maschili che femminili, è
ricca di sfumature. Ho riascoltato con piacere alcuni dischi
del primo Van Morrison. Signori miei è questa la "Moondance"
che amo ascoltare e che mi fa cantare e battere il piede.
Non c'è Bublé che tiene. C'è la stessa
differenza che passa tra un ottimo cioccolato fondente extra
e i famosissimi ovetti con la sorpresa.
La potenza dichiarata c'è tutta con in più il
vantaggio delle caratteristiche di clipping dei dispositivi
a vuoto. Tirandolo a volumi altissimi riesce agevolmente a
mandare in crisi gli altoparlanti.
Solo con le Eclipse TD (monovia da 81,5 dB/W/m in prova su
questo stesso numero) sono riuscito rendergli la vita difficile,
ma solo in gamma bassa dove ho notato una perdita di controllo
del movimento dell'altoparlante in concomitanza dei passaggi
più impegnativi. Ma la mia è stata pura cattiveria
e tra l'altro si è rivelato a pensarci bene l'accoppiamento
meno riuscito.
IN
SINTESI
Salvo un interessante ascolto di un Graaf GM50 di qualche
anno fa, le altre occasioni di incontro con gli ampli OTL
sono state fin troppo fugaci per rendermi conto delle reali
caratteristiche di questi inconsueti amplificatori.
Se amate il suono vellutato delle valvole Il VA 509 è
un apparecchio da ascoltare con estrema attenzione.
Il fatto di essere un integrato lo rende ancor più
interessante qualora si voglia avere ad un prezzo ragionevole,
in considerazione della qualità della costruzione,
una amplificazione di grande rigore e trasparenza, robusta
e affidabile.
Non aspettatevi quello che è un luogo comune sulle
amplificazioni a valvole, cioè morbidezza e calore
"à go go". Se il calore è nell'esecuzione
lo sentirete altrimenti no.
Un prodotto contraddistinto da una grande cura realizzativa
e da indubbie qualità soniche, per di più italiano
come progettazione e costruzione.
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