Numero 9
Editoriale
Accuphase E-212
Marantz SR5400
Mastersound
North Star 192 DAC
Victor Tan (Philips)
Pre-phono Aliante Rubina
ProAc Response Hexa
Va 509/60
New Digital
Matteo Lupatelli
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Dati

Costruttore e Distributore: Royaldevice; Viale dell'Industria 19 - 21052 - Busto Arsizio - VARESE - ITALY - Tel. +39 0331 354070 - Fax. +39 0331 342445 - Direct fax +39 0331 354903

sito web

www.royaldevice.com

Prezzo 02/2004: : € 980

 

Descrizione:

Preamplificatore Phono

 

Pre-phono Aliante Rubina
Di Angelo Jasparro
 

 

 

 
 
 



GUERRA ALLA CONTROREAZIONE NEGATIVA?



Un paio di mesi fa mi è arrivata una mail dalla Royal Device, marchio della Aliante Srl che mi preannunciava la costruzione di un pre phono da parte del vulcanico Roberto Delle Curti. L' idea era quella di un progetto senza controreazione negativa che, secondo R.D.C. è la maggiore causa dei mali dell' Hi-fi del nostro tempo.
Devo aver assunto un' espressione di compatimento quando ho letto il messaggio, visto che tutti sappiamo che progettare un valido pre-phono non è cosa da tutti, nè di tutti i giorni. Fatto sta che R.D.C., a conoscenza del fatto che il mio riferimento in materia è uno stimato apparecchio, decide in questi giorni di farmi provare in anteprima la sua creazione. Accetto di buon grado l' incombenza con la curiosità che contraddistingue noi audiofili per le novità.



Cominciamo con una breve descrizione dell' apparecchio, che si presenta come un mattoncino con le pareti in alluminio da 5 mm di spessore verniciate in nero "martellato" e coi due frontalini in alluminio colore argento satinato. Nella parte frontale troviamo l' ingresso per il cavo di alimentazione e i due connettori RCA dorati di uscita del segnale, oltre ad un led di un bel colore blu che segnala la messa in tensione del pre. Nella parte posteriore invece si trovano i connettori di ingresso e quello di massa, oltre al commutatore MM/MC. Nessun interruttore per l'alimentazione, bisogna staccare il cavo dell'alimentatore esterno dalla presa di corrente o dal pre stesso.
Il segnale non compie dunque strani giri all' interno dell' apparecchio, bensì entra da un lato ed esce dal lato opposto, attraversando i vari stadi che analizzeremo brevemente. All' inizio troviamo i trasformatori di ingresso, utilizzati in caso si disponga di una testina MC a bassa uscita, che sono bypassati in caso la testina sia una MM od una MC ad alta uscita, ed un primo stadio di amplificazione a FET. Lo stadio successivo è quello della rete di equalizzazione RIAA passiva, seguito da un secondo stadio di amplificazione a FET e dallo stadio di uscita. Qui troviamo la caratteristica principale del Rubina: i trasformatori di uscita. Secondo il fabbricante i trasformatori di uscita comportano alcuni atout positivi, tra i quali l' aumento di 6 dB del guadagno senza aumento di distorsione dovuto alla maggior amplificazione degli stadi precedenti in caso si usi una testina MC con livello di uscita molto basso, diciamo sotto gli 0,10 mV, mentre se la testina esce più alta i trasformatori abbassano l' impedenza di uscita del pre a 600 Ohm, rendendo meno importante il suono dei cavi collegati. Inoltre i trasformatori permettono, a richiesta, di ottenere una vera uscita bilanciata, senza l' uso di operazionali.
L' alimentazione a 24 Volt è separata ed è ottenuta a mezzo di un classico trasformatore esterno.


Il Rubina viene configurato in fabbrica a seconda delle esigenze del cliente, quindi si può avere la versione solo MM, senza i trasformatori in ingresso, risparmiando circa 200 euro sul prezzo della macchina, oppure si può avere la versione completa, come quella che abbiamo in prova in questo momento. Per onor di cronaca devo dire che lo sto sfruttando in configurazione MM in quanto la mia Van Den Hul è una MC ad alta uscita, da caricare con 47 KOhm. Il vantaggio di effettuare la configurazione in fabbrica non è da poco, in quanto il pre sarà ottimizzato nei suoi vari parametri. In caso della versione MM sarà fatta la taratura del guadagno in base alla tensione di uscita della testina in possesso del cliente, così come l' ottimizzazione della capacità in ingresso, tenendo conto di quella richiesta dalla testina, oltre a quella dei cavi utilizzati.
In caso di versione MC, essendo ininfluente la capacità, le tarature da effettuare saranno quelle del guadagno e della resistenza di carico. Ovviamente, in caso di upgrade della testina, si dovrà rispedire in fabbrica l' apparecchio per le variazioni necessarie. La cosa non appare troppo grave, trattandosi di una spedizione in Italia, soprattutto avendo la contropartita di una macchina ottimizzata al 100% sulle caratteristiche della testina che si possiede.

ASCOLTO

Bene, dopo aver collegato il nostro Rubina all' impianto ed averlo lasciato riscaldare un po', cominciamo gli ascolti.
Verifico subito che il mio riferimento è forse un po' più silenzioso, malgrado le valvole, ma ciò si nota solo ruotando il potenziometro dell' amplificatore in zone per me improbabili. Inoltre le due macchine si comportano un po' diversamente nel captare i vari disturbi derivanti dalla rete o da interferenze in radio frequenza. A seconda dei casi uno va meglio dell' altro, misteri insolubili dell' elettronica.

Passando alla musica, si nota immediatamente un suono caldo, che in nulla ricorda lo stato solido, soprattutto nella gestione degli acuti, molto naturali e con gli armonici ben intelligibili. Secondo il progettista questa caratteristica di naturalezza dell' acuto è dovuta proprio all' assenza della controreazione negativa. Non mi sbilancio, non avendo le competenze per farlo; mi limito ad ascoltare i risultati.

Il basso è profondo e ben frenato, mentre la gamma media è piacevolissima e di grana molto fine. Ad un ascolto "cieco" sembrerebbe che ci siano delle valvole nascoste, il suono è assai rilassante, a volte sembra persino meno "strillato" rispetto al riferimento.
Il dettaglio è sempre di buon livello, ed il Rubina non sembra lasciare nulla nei solchi, dando peraltro l' impressione di soffrire meno i rumori derivanti dalla lettura del disco. La dinamica si mantiene su livelli consoni al supporto, mentre l' immagine della grande orchestra sinfonica appare larga e profonda quanto basta. Forse il suono appare un po' meno "imperioso" quando si richiedono grossi picchi energetici, mentre sembra persino un po' più naturale con altri generi musicali, sempre in confronto al riferimento. Ascoltando per esempio i Weavers alla Carnagie Hall noto addirittura che le voci sono meglio distinte tra loro rispetto a quanto ascolto solitamente.
Il piatto "ride" di Cobb in "Kind of Blue" di Davis suona col giusto peso e si distingue nettamente il rumore del legno della bacchetta. Non esiste, per ora, incisione digitale che possa rendere la percussione di un piatto, se ben incisa, con tanta naturalezza. Normalmente ci fanno ascoltare dei piatti dal suono argentino, magari piacevole ma assolutamente innaturale. Tanti, forse troppi anni fà, ahimè, provai i piatti delle migliori marche per cercare di avvicinarmi al suono che sentivo nei dischi, finchè mi resi conto che non erano i miei piatti a suonare male, ma quelli registrati, a cui spesso vengono tagliati brutalmente gli armonici e le naturali riflessioni dell' ambiente, stravolgendone completamente il timbro.
Mentre scrivo, in questo momento, sto ascoltando un disco per me nuovo, acquistato di seconda mano insieme ad altri 80 circa, da un amico. E' un doppio LP "live" di Ahmad Jamal registrato al festival jazz di Montreal nel 1985, stampa americana Atlantic. Bello e ben registrato, grande esercizio di tecnica e musicalità, se lo trovate non fatevelo sfuggire. Il quartetto è piuttosto atipico: piano, basso, batteria e percussioni.

E ADESSO COME LA METTIAMO?


So che voi vorreste il sangue da ogni recensione, come da uno spettacolo di gladiatori al Colosseo. Vediamo se vi basta quanto sto per scrivere.
Se a fronte di un acquisto stessi provando a confronto il mio attuale riferimento, l' Audio Research PH-3 col Royal Device Rubina non avrei dubbi, mi fionderei sul secondo, che costa tre volte meno e probabilmente, nel mio impianto e nel mio ambiente di ascolto, sconfigge ai punti il blasonato e "valvoloso" avversario. Ma siccome l'acquisto è stato fatto in passato, la scelta si fa ardua. I due apparecchi, a livello estetico si presentano come un principe azzurro di fianco al brutto anatroccolo, o meglio dovrei dire Golia e Davide? Inoltre è psicologicamente difficile rinunciare ai grossi nomi per sostituirli con marchi poco conosciuti, così com' è stato difficile confrontare i due apparecchi cercando di non lasciarsi condizionare dall' immagine, intesa anche in senso lato. A volte la passione ci porta ad essere indecisi nelle scelte e l' esperienza di ascolto non pare sufficiente davanti all' alternativa: cuore o cervello?
E' comunque interessante sapere che ci è dato di scegliere, e verificare che non è sempre necessario sborsare grosse cifre per avere un qualità sonora molto alta. Se siete in cerca di buon pre phono ascoltate questo Rubina assolutamente, prima di decidere. Non sarà uno spettacolo per gli occhi, nulla viene concesso alla scenografia, ma suona, accidenti se suona.


 

 

 

 

 
 
 

 

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