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Nessuno
dubita che le due rotaie di un binario ferroviario non si
incontrino mai, o almeno lo spera prima di salire su un treno.
Eppure Boyer, nella sua mai abbastanza meditata 'Storia
della matematica', svolge una interessante osservazione
su come il signor Euclide, codificatore di tutta la geometria
tradizionale in base alla quale sono costruite le nostre strade
e le nostre case (e le ferrovie!), apra i suoi 'Elementi'.
Egli lo fa con cinque postulati, quindi con qualcosa
che si chiede di ammettere come base per costruire il discorso
e non con cinque assiomi, cioè verità
assolute.
Lo scienziato ellenistico non dice 'Io affermo che due
rette parallele non hanno alcun punto in comune e guai a voi
se dite il contrario' (ho rimaneggiato un po'
il V postulato). Una questione di metodo scientifico.
Ora,
l'assoluto non esiste più neppure in Fisica e
questo da un bel pezzo. La meccanica quantistica da oltre
mezzo secolo ha elaborato la ricomposizione della dicotomia
fra evento che si manifesta e osservatore che lo valuta in
un sistema le cui caratteristiche vengono cambiate dall'atto
stesso dell'osservazione.
A
risentire in maniera sensibile di questo mutamento sono state
proprio le scienze sociali, che dal Durkheim del cavallo di
secolo avevano faticosamente salito la china della modellizzazione
matematica alla ricerca della legittimazione scientifica che
questa è stata in grado di conferire per duemila cinquecento
anni agli enunciati delle scienze definite esatte. Una volta
arrivate quasi in cima, hanno scoperto che la vetta era stata
lasciata vuota proprio da quelle scienze, Fisica in testa,
partite per altri lidi.
Quando parliamo di Scienze sociali vi prego di osservare che
stiamo parlando di importanti rami del sapere quali la Sociologia
e l'Economia, che da sempre soffre della discrepanza
fra i modelli che propugna e i risultati dell'esperienza
pratica che non li confermano totalmente.
La Scienza si interroga sul proprio metodo, ammette che il
reale è un sistema tanto multivariato da essere difficilmente
modellizzabile, attribuisce nuovi significati a termini come
determinazione e certezza.
In tutto questo procedimento di enorme rinnovamento, che porta
al cambiamento di tutta una impostazione concettuale (e si
chiama infatti mutamento gestaltico, cioè della forma
stessa di una Scienza analogo a quelli portati nella Fisica
da Galilei, Newton o Einstein), ecco invece avanzare un manipolo
di eroi che ha raggiunto le certezze assolute e definitive.
Direte: e chi sono mai costoro? Dei premi Nobel del CERN?
Il Consesso dei Professori Emeriti del MIT? Il Senato Accademico
della Normale di Pisa?
No: sono i Profeti dell'Audiovideo che detengono, beati
loro, nientemeno che il monopolio della verità scientifica.
Fantastico!
In barba a duecento anni di rinnovamento del pensiero ciascuno
di loro sostiene che esiste una verità unica, oggettiva
e assoluta, la pietra filosofale. E guarda caso ce l'ha
in mano lui.
Il Nostro ha capito tutto, sa tutto, usa la matematica (anzi
il calcolo, la Matematica crede di conoscerla ma non la sa)
come una clava, risponde alle domande ammantandosi di mistero:
si va dal 'non è questa la sede per spiegare'
al 'se lo dicessi non capireste' sfiorando l'androide
Nexus 6 di Blade Runner 'Questi occhi hanno visto cose
che voi umani non potete neanche immaginare'.
Se il discorso prosegue, quasi sempre ecco saltar fuori dalla
cantina il progettino pret-a-vendre: benissimo, ascoltiamolo!
Sorpresa: cotanta meraviglia del pensiero occidentale si può
ascoltare solo presso il suo creatore in una notte di luna
piena presentandosi a cavalcioni di uno struzzo che indossa
un elmetto da bersagliere, neppure a pensarci ad averne un
esemplare a casa per una prova come si deve.
Disponibilità illimitata invece a infangare in modo
più o meno diretto il lavoro di fabbricanti e progettisti
per lui eretici e a lanciare a questo e a quello improbabili
disfide di Barletta a colpi di apparecchiature.
Con
una inversione della catena logica semplicemente mozzafiato,
anziché elaborare modelli che spiegano la realtà
i nostri Profeti dell'Audiovideo inzeppano la realtà
dentro i loro modelli pressandocela con i piedi: se io sento
suonare in modo diverso due oggetti, non è il mio orecchio
che percepisce una differenza e allora bisogna capire perché
il suono riprodotto è diverso. No, dato che si è
deciso a tavolino che questo non può accadere, bisogna
solo ricondurre il reale al modello matematico semplificato:
al limite va bene anche dichiarare pazzo o visionario l'ascoltatore.
Naturalmente, questi signori sostenevano vent'anni fa
che i lettori di CD suonavano tutti uguali facendosi gran
beffe di chi sosteneva il contrario, finché qualcuno
ha scoperto il jitter che, guarda caso, non è un'opinione
ma è scientifico e misurabile.
Viene in mente il povero Don Ferrante dei Promessi Sposi che,
convinto che la peste dipenda dagli allineamenti zodiacali,
se ne va all'altro mondo ucciso da un pedestre virus.
Fin
qui potremmo anche dire che si tratta tutto sommato di un
quadretto pittoresco, e sorridere alle prediche dei nostri
amici come a quelle del vecchio zio svanito che ripete sempre
le stesse cose trite e ritrite tipo 'i giovani d'oggi
non hanno voglia di lavorare'. Perché attenzione,
questi personaggi riemergono ciclicamente ripetendo sempre
le stesse argomentazioni inconcludenti e suscitano quindi
l'irrefrenabile noia di chi se li ritrova davanti, sempre
diversi ma sempre uguali, magari dal '70 o dall'80.
Purtroppo
invece bisogna parlarne ancora, perché questo tipo
di interlocutori è pericoloso, dato che si comporta
appunto da Profeta: promettere certezze è un'attività
su cui da sempre prosperano i santoni d'ogni genere,
e i nostri amici con le loro argomentazioni verniciate di
scientificità a una sola mano e pure piuttosto diluita
lasciano a bocca aperta, attirano gli appassionati meno smaliziati,
quelli alle prime armi, quelli per capirci che ragionano alla
" è meglio l'ampli Xenon KR4000 o il
Melanzan 7500 o l'Arnold Pardon 4200 con le mie casse
T&Q oppure devo cambiare anche quelle perché il
tweeter è trapanante? No no non ditemi di ascoltare
nulla voi siete guru datemi la ricettina già pronta".
Costoro vengono condotti dai Profeti dell'Audiovideo
su una strada ' quella delle certezze assolute preconfezionate
da terzi ' in fondo alla quale ci sono solo impianti
male assortiti e denaro speso in modo non efficiente.
Il cammino corretto invece è maturare una coscienza
disincantata e imparare a non seguire il sedicente scienziato
di turno, anzi a non seguire a occhi chiusi neppure il più
disinteressato dei pareri, abituandosi a provare e riprovare
per costruire la propria esperienza.
Quattro paroloni, due formule e un po' di presuntuoso
mistero non bastano a fare scienza: il vero scienziato è
un uomo che fa del dubbio il proprio compagno di strada, non
è uno smerciatore di certezze preconfezionate.
E la mancanza di certezze, in questa meravigliosa passione,
è forse la cosa che continuiamo ad amare di più.
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