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Cavi di segnale analogico
Gentili
lettori di Videohifi.com, con questo numero della rivista
partiamo con una serie di prove in batteria di cavi per la
connessione delle elettroniche. Parlando di cavi, in effetti,
si parla di oggetti molto diversi fra loro per tipologia d'uso
e caratteristiche tecniche: dai cavi di potenza a quelli di
segnale, passando per l'alimentazione, per finire ai
cavi digitali e video. Senza dimenticare l'uso di spezzoni
di cavo per la sostituzione dei ponticelli nei diffusori biwiring!
La provocazione e l'ironia sono d'obbligo affrontando
il tema dei collegamenti dell'impianto, da sempre terreno
di duro scontro tra tecnici e ascoltoni, i primi assolutamente
convinti dell'irrilevanza del cavo sulle prestazioni
dell'impianto, i secondi avvezzi al duro ascolto del
proprio impianto e di tutte le sue sfumature possibili. Per
questa prima puntata ho avuto modo di ascoltare cavi dalle
indiscutibili qualità, appartenenti a diverse categorie
di prezzo, ragion per cui posso affermare prima di descrivervi
nel dettaglio le prestazioni dei singoli componenti, che in
questa puntata non ci sono né vincitori né vinti,
non c'è sangue, soltanto ottimi complementi per
l'impianto e dal rapporto qualità/prezzo notevole.
Altra precisazione che devo a voi lettori riguarda i criteri
di selezione: per questa batteria (incluse le prossime puntate)
non ho utilizzato pregiudizio alcuno, infatti troverete recensiti
prodotti industriali affianco a prodotti squisitamente artigianali,
perché specialmente in tema di cavi se provocazione
deve essere, provocazione sia.
La prima puntata è dedicata a tre cavi di segnale (analogico)
che durante le selezioni per la prova mi hanno convinto di
più e che possono anche essere letti come acquisti
consigliati nelle tre categorie di prezzo cui fanno riferimento.
Decware
DSR 1.0

Il
cavo da cui voglio partire è il Decware DSR 1.0, un
cavo di segnale in argento dove anche il connettore è
dello stesso materiale per evitare (a detta del produttore)
problemi d'interfacciamento e quindi d'interazione
nociva tra differenti materiali. Come potete osservare dalle
immagini abbiamo a che fare con un conduttore rivestito da
una semplice guaina che usa come unica forma d'isolamento
l'aria, ciò perché, a detta dell'azienda
americana, il materiale isolante ha un effetto negativo sulla
prestazione del cavo. I connettori, solidi e compatti, sono
ideali anche in presenza di pannelli per le connessioni che
non gradiscono connettori grossi e ingombranti. L'aspetto
e la consistenza del cavo danno l'idea di avere a che
fare con un oggetto che può dire la sua e animato da
sana curiosità audiofila ho voluto metterlo sotto torchio
nelle configurazioni più strane. Contrariamente a quanto
consigliatomi dal distributore che ne sconsiglia l'uso
tra giradischi e pre-phono, l'ho inserito tra il Pro-Ject
2.9 wood e il Sonus Faber Prius, e devo dire che in effetti
ho riscontrato alcuni rumori di fondo mai avvertiti con cablaggi
d'altra natura, così ho provato l'opzione
di riserva e cioè ho inserito sul lato 'pre'
una ferrite di quelle dotate di supporto plastico per un facile
inserimento sul cavo (foto sotto). Il risultato è stato
esattamente quello che mi attendevo: i rumori e i fruscii
anomali sono spariti e la prestazione generale del cavo è
rimasta pressoché inalterata. Superato anche questo
scoglio, più ideologico che pratico, provo a descrivervi
in estrema sintesi i pregi e i difetti della prestazione musicale
del DSR 1.0. Anzitutto nella più chiara tradizione
dei conduttori in argento il DSR 1.0 mostra una trasparenza
veramente ottima con le voci sia maschili che femminili vive
e molto presenti all'interno del palcoscenico virtuale.
L'immagine è ben estesa e focalizzata, soprattutto
nella dimensione della profondità. Nel confronto con
un cavo più costoso l'HiDiamond Esoteric MkII,
si mantiene a debita distanza, ma con onore. Il cavo HiDiamond
migliora quasi tutti i parametri meno quello dell'equilibrio
generale e della trasparenza timbrica. Soltanto la gamma bassa
appare meno grintosa, in ossequio alla fama del materiale
usato per il DSR 1.0. Però voglio precisare una cosa
molto importante che faceva parte del mio sano bagaglio di
pregiudizi, da più parti si sente dire che i cavi in
argento sono molto dettagliati ma privi di gamma bassa e con
una gamma alta squillante, così non è assolutamente
per il cavo in prova. Non voglio dire che l'affermazione
è sbagliata in assoluto, è completamente sbagliata
per questo cavo americano, dove evidentemente grazie ad una
sopraffina tecnica di lavorazione dell'argento sono
riusciti ad eliminare questi difetti. Infatti, pur non raggiungendo
i livelli del rivale di casa HiDiamond, il Decware offre per
la sua fascia di prezzo una prestazione difficile da eguagliare
dalla concorrenza, almeno quella a me nota. Questo è
dovuto anche alla oculata campagna prezzi del distributore
italiano, che anziché puntare sull'esotericità
del prodotto per spillare qualche euro in più al cliente
nostrano, impone un prezzo che fa concorrenza anche al prezzo
applicato dal produttore stesso in america.
Volendo sintetizzare i pregi di questo cavo mi viene subito
in mente la capacità di eliminare il classico velo
che spesso avvolge la riproduzione delle nostre elettroniche
quando non sono messe a loro agio da cavi inefficaci o, peggio,
dannosi. Il Decware sia come cavo tra sorgente digitale e
preamplificatore, che tra preamplificatore e finale garantisce
ore di ascolto senza alcuna fatica. I suoi partner ideali
sono elettroniche un po' scure o alle quali va restituita
un po' di vitalità, oppure un ambiente d'ascolto
molto assorbente, adattissimo alle valvole, ed estremamente
severo nel mettere a nudo i difetti degli apparecchi cui è
collegato & e adesso sapete anche perché mi piace
così tanto! Vale grosso modo almeno il doppio del suo
prezzo che comunque è legato in grossa parte al costoso
materiale di cui è costituito, e del quale non viene
fatto segreto, essendo ben visibile sotto la guaina trasparente.
A parer mio l'acquisto di questo cavo rappresenta un
sicuro investimento, un cavo di riferimento.

HiDiamond Signal + Esoteric mkII

Nel
descrivere il Signal + Esoteric mkII della HiDiamond premetto
che in abbinamento al cavo di potenza Power +2 è stato
il cavo che mi ha permesso di superare una serie di pregiudizi
sulla opportunità di spendere centinaia di sudati euro
per l'acquisto di un set di cavi. Devo dire che nessun
cavo meno costoso dei due, ma soprattutto nessuno dei diversi
cavi costosi quanto i nostri hanno saputo farmi emozionare
di fronte all'ascolto di dischi che conosco come le
mie tasche (forse l'esempio non è molto calzante
perché non è difficile conoscere tasche il più
delle volte vuote). Tutte le elettroniche del mio impianto
audio e, udite udite, audio/video hanno ringraziato a scena
aperta questi cavi offrendo prestazioni mai ascoltate prima.
Il cavo che ho in prova è al vertice del catalogo HiDiamond
nel settore dei conduttori di segnale, la filosofia costruttiva
si evince da subito essere esattamente opposta a quella Decware,
il produttore italiano infatti predilige, al contrario dei
colleghi statunitensi, alte capacità di schermatura,
abbinate comunque a componenti di assoluto pregio come la
grafite di cui è composto il conduttore (insieme a
rame OFC) e al particolare materiale isolante denominato XLPE.
I dati dichiarati dal costruttore parlano di una fattore capacitivo
di massimo 120nF/km, cifra assolutamente insignificante se
rapportata alla normale lunghezza di cavi per uso domestico.
Anche il fattore schermante è elevatissimo si parla
del 98% dei disturbi cui viene a contatto il cavo. I connettori
sono i famosi Bullet Plug appositamente realizzati per la
HiDiamond, che al posto della classica plastica di rivestimento
utilizzano del materiale metallico, più idoneo a garantire
uniformità di prestazioni nel tempo (foto sotto).
Il cavo appena estratto dalla propria confezione, una scatola
ricoperta di velluto blu molto bella e assolutamente protettiva,
mostra in bell'evidenza la doratura dei connettori e
due scatolotti in legno che hanno il solo scopo di indicare
il verso del cavo, visto che la guaina microforata che lo
riveste è inadatta ad accogliere indicazioni scritte.
Un volta collegato all'impianto, come suggeritomi dal
produttore stesso, ho effettuato un periodo di rodaggio molto
lungo per permettere alla grafite, materiale molto particolare,
di esprimere tutte le sue doti. Infatti, ad un primo frettoloso
ascolto posso dire che le prestazioni erano assolutamente
inavvicinabili a quelle attuali. La prerogativa principale
di questo cavo è quella di non avere una prerogativa
principale, molto spesso si sente parlare di cavi che non
aggiungono e non tolgono nulla al segnale che fluisce al loro
interno, ma raramente mi è capitato di ascoltare un
cavo meno invadente, così rispettoso del lavoro svolto
dal resto dell'impianto. Dovendo proprio cercare il
pelo nell'uovo e riferendomi più a criteri assoluti
che alla concorrenza che non mi pare faccia altrettanto bene,
direi che la gamma bassa è si molto veloce e dettagliata
ma manca forse di un briciolo di punch in più che ne
avrebbe fatto un cavo perfetto, intendiamoci a questo prezzo
non trovate niente di così musicale e dettagliato,
la trasparenza è impeccabile, la scena assume la giusta
tridimensionalità non limitando la prestazione delle
elettroniche, la timbrica è equilibrata, questi parametri
restano immutati sia che lo si usi tra sorgente (analogica
o digitale) e amplificazione che tra preamplificatore e finale,
con il consiglio personale di inserirlo il più a monte
possibile nella catena degli apparecchi quando non tutti i
cavi che si posseggono sono al suo livello.
Difetti evidenti come detto è difficile trovarne, l'ho
tenuto nel mio impianto per diversi mesi abbinandolo a tutta
una serie di apparecchi e devo dire che mi mette sempre una
certa tranquillità addosso perché sono cosciente
del fatto che sto utilizzando un cavo che non modificherà
(in meglio o in peggio) le prestazioni dello stesso e nel
ruolo di recensore che rivesto ciò non è poco.
Assolutamente consigliato per impianti definitivi e di pregio,
difficile trovare ad un prezzo anche molto superiore qualcosa
che si avvicini alle prestazioni espresse dal nostro. Come
il Decware DSR 1.0 nella fascia dei due/trecento euro, L'HiDiamond
Signal + Esoteric mkII rappresenta il mio riferimento nella
fascia dei sei/settecento euro (e potremmo anche aggiungere
qualche centinaio di euro ancora).

Van Den Hul M.C. D102 mkIII Hybrid

Questo
cavo invece non sarà sconosciuto ai più, soprattutto
a coloro che si dilettano di auto-costruzione, settore nel
quale il D 102 mk3 è un best seller da anni, vediamo
nel dettaglio se la fama è meritata o meno.
Il cavo Ven Den Hul in prova è stato assemblato dal
sottoscritto con connettori di qualità adeguata al
cavo (foto sotto), ma che ovviamente potete scegliere secondo
i vostri gusti e le vostre filosofie d'assemblaggio.
E' possibile acquistare anche la versione terminata
che per una coppia di cavi da un metro ha un costo di listino
di 159,60 euro, pare che suoni anche meglio del cavo terminato
artigianalmente, appena ne avrò la possibilità
ve ne darò conferma (o smentita) su queste pagine.
Il cavo è pensato per la realizzazione di cavi bilanciati,
ma in configurazione sbilanciata consente di isolare la calza
da un lato consentendone la configurazione detta semi-bilanciata,
dalle doti discusse, ma che nel caso in esame si è
rivelata molto efficace.
Anche in questo caso, al pari di HiDiamond, la filosofia progettuale
predilige cavi il più possibile schermati. La dicitura
Hybrid, citata nella denominazione del cavo, sta ad indicare
un altro aspetto importante della costruzione di questi cavi
olandesi e cioè l'uso di materiali compositi.
La guaina di rivestimento di un vivace colore giallo è
in Hullyflex un materiale, brevettato da Van Den Hul, non
flessibilissimo ma molto resistente, i due conduttori in rame,
invece, sono rivestiti in argento e godono di una tripla schermatura:
la prima delle quali lungo ciascuno dei due conduttori, il
materiale che garantisce la schermatura è una fibra
di carbonio denominata LSC (Linear Structured Carbon) anch'essa
brevettata da Van Den Hul.
Dei tre questo è il cavo meno neutrale, difetto che
però in alcuni casi può tramutarsi in pregio
se si hanno esigenze in tal senso. Mi spiego meglio: questo
cavo ha un basso molto presente, ma anche rifinito ed esteso
alle primissime ottave, la gamma media non ha la trasparenza
e il dettaglio del HiDiamond, ma si attesta su livelli di
molto superiori ai cavi a lui direttamente concorrenti e ne
fa un complemento utile per compensare amplificatori un po'
asfittici e diffusori dal basso arretrato, come potrebbe essere
quello di alcuni diffusori da stand con poca energia in gamma
bassa dovuta al limitato litraggio del box e dal trasduttore
per la gamma bassa di piccolo diametro. La gamma alta è
molto equilibrata e perfettamente integrata con il registro
medio alto, per una riproduzione mai frizzante anche con registrazioni
poco curate. Anche la grana pur non raggiungendo le finezza
degli altri due antagonisti si fa notare per la sua matericità
e per la facilità di riproduzione, generando anche
in questo caso una bassissima fatica d'ascolto.
Il dettaglio, come la scena, è buono, il sound stage
pur non profondissimo è vivo e ben scandito sui vari
piani. Sarebbe interessante costruirne altri 4 o 5 da sfruttare
come connessione analogica multicanale (5.1 o 6.1) nella riproduzione
di DVD-Video, DVD-Audio o SACD, la spesa rimarrebbe comunque
accettabile e il risultato garantito.

Conclusioni
In conclusione ciascuno di questi cavi nella sua fascia di
prezzo rappresenta un possibile best buy, non nascondo che
quello che mi è piaciuto di più è il
cavo HiDiamond ma questa è una valutazione che prescinde
dal prezzo perché è ovvio che un cavo di questo
valore offre prestazioni che gli altri due, per il limitato
costo, non possono raggiungere. La sorpresa maggiore però
l'ho avuta con il cavo in argento Decware che pensavo
fosse sì valido, ma anche con molte controindicazioni
per via dell'assenza di schermatura e mi sono dovuto
ricredere decisamente. Infine quello che ha guadagnato più
punti con l'andare del tempo è stato il Van Den
Hul che proprio non mi spettavo suonasse così bene.
Tutti i cavi di questa prima puntata hanno girato più
di un impianto, ma voglio lasciarvi con una nota personale:
dopo vari incroci ho scelto di inserire l'HiDiamond
signal + esoteric sulla sorgente analogica, il Decware DSR
1.0 sul lettore cd/sacd e il Van den Hul D102 mkIII tra pre-amplificatore
e finale e devo dire che l'equilibrio è impeccabile:
il cavo più costoso alla fine se l'è aggiudicato
il giradischi perché in definitiva è la sorgente
migliore e il cavo in argento, di costo più contenuto,
è andato alla sorgente digitale anch'essa di
minori pretese, ma dall'ottimo suono' Entrambe grazie
anche al contributo non secondario del Van Den Hul vanno a
costituire un parco connessioni che per l'attuale impianto
che uso per le prove non è niente male.
Non
perdete la prossima puntata dove parleremo di cavi di potenza
e altro ancora &
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