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Il
nostro forum è utile non solo per lo scambio di opinioni
fra lettori e fra lettori e redattori, ma anche per capire
se, sulla rivista, ci siamo spiegati più o meno bene.
Nell'ultimo periodi, mi è capitato di leggere (e di
rispondere) spesso a domande che venivano, ciclicamente, riproposte
più o meno uguali, così ho deciso di utilizzare
parte dello spazio della rubrica per un piccolo ripasso sui
formati e sulle tecnologie.
1. I dischi e i formati
CD Audio: beh, questo lo conoscono tutti.
Standard PCM (Pulse Code Modulation, campionamento a numero
di bit fisso e maggiore di 1 - in genere maggiore o uguale
a 8, maggiore o uguale a 16 per utilizzi musicali - e a frequenza
fissa), frequenza di campionamento 44.1 kHz, risoluzione pari
a 16 bit, 2 canali. Per riferirsi ad esso, può essere
utilizzata l'espressione "digitale standard a bassa risoluzione".
Non può (ripeto, non può) trascendere il limite
dei 16 bit o dei 44.1 kHz o dei due canali (anche se sono
stati incisi e venduti dei dischi che fisicamente sono dei
CD ma che sono codificati in DTS, i quali non sono compatibili
coi normali lettori e che, se riprodotti attraverso convertitori
non compatibili DTS, rischiano di rompere amplificatori o
diffusori, essendo il segnale non decodificato praticamente
del rumore al massimo livello). La gamma dinamica teorica
del sistema CD è di 96 dB. I CD Audio con riportata
sulla copertina la scritta "24 bit/96 kHz" o "DSD"
sono dei normali CD, 16 bit/44.1 kHz, che possono essere riprodotti
da qualsiasi lettore standard CD senza bisogno di nessun apparecchio
aggiuntivo o di particolari ottimizzazioni dei lettori. Se
qualcuno ha un vecchio Philips CD100 o un Sony CDP101, beh,
quei lettori del 1983 possono leggere i CD Audio "24/96"
o "DSD" senza il minimo problema. "24/96"
o "DSD" si riferiscono solo alle tecniche utilizzate
per la registrazione o il mastering; potrebbero garantire,
attraverso tecniche di riduzione dei dati "intelligenti"
ad esempio, il Super Bit Mapping di Sony o l'UV22HR di Apogee,
e grazie alla maggiore profondità di bit utilizzata
durante l'editing, qualità maggiore, ma nel caso dei
remaster siamo alla mercé dei tecnici e dei produttori.
HDCD:
High Definition Compatible Digital, attualmente copyright
e di proprietà di Micorsoft Corporation. Il sistema
è compatibile con i lettori CD standard; in lettori
equipaggiati con uno dei filtri digitali dedicati permette
una qualità superiore a quella del CD standard, andando
ad aumentare il numero di bit a disposizione. Ne esiste anche
una versione compatibile con i formati PCM a risoluzione più
alta. Di fatto, il formato non ha avuto grosso successo commerciale
e, salvo una resurrezione sotto altre spoglie (musica compressa,
DVD), può essere considerato tramontato.
DVD-Video
(qui considerato solo per la sua porzione "musicale"):
dischi fisicamente diversi dai precedenti, non possono essere
letti dai lettori CD standard. Il segnale musicale PCM non
compresso può essere solo a due canali, con una risoluzione
massima di 24 bit e una frequenza di campionamento di 96 kHz;
spesso è più limitato. Inoltre, i DVD-Video
possono contenere musica compressa multicanale, utilizzando
le codifiche (compressione a perdita di informazione) Dolby
Digital o DTS. Le uscite digitali in standard S/PDIF o AES/EBU
dei lettori DVD possono fornire segnale fino a 96 kHz/24 bit
per il PCM non compresso, anche se parecchi lettori limitano
le uscite a 48 kHz e alcuni dischi possono bloccarle o rendere
obbligatoria la riduzione di frequenza di campionamento. Vengono,
invece, passati, sui lettori DVD-Video compatibili, i flussi
dati Dolby Digital o DTS.
DAD:
Digital Audio Disc, formato di nicchia, durato per un
breve periodo alla fine degli anni '90 (sono stati pubblicati
meno di 100 dischi) che sfrutta la possibilità di includere,
in un disco DVD-Video, un programma audio non compresso a
due canali codificato a 96 kHz/24 bit. Di solito, i DAD non
limitano le uscite digitali. La qualità sonora è
molto alta, anche perché i dischi sono stati pubblicati
soprattutto da etichette audiophile (Chesky, Classic Records).
Il formato è, tuttavia, di fatto stato abbandonato
quando sono stati presentati i formati ad alta risoluzione
dedicati all'audio.
DVD-Audio:
evoluzione audio del DVD, utilizza il PCM ad alta risoluzione
(anche se può includere una traccia PCM a bassa risoluzione).
Il formato lascia molta libertà all'editore sulla risoluzione
e sul numero dei canali incisi sul supporto. Per essere più
precisi, un DVD-Audio può includere una traccia a due
canali con risoluzione fino a 192 kHz/24 bit e una traccia
a 6 canali discreti (quindi senza fare uso di compressione
a perdita di informazione) fino a 96 kHz/24 bit. La risposta
in frequenza massima è pari a metà della frequenza
di campionamento; la gamma dinamica massima, per un disco
codificato a 24 bit, è di 144 dB. Per la traccia multicanale,
non è richiesto che tutti i canali abbiano la stessa
risoluzione - possono essere utilizzate, per esempio, risoluzioni
più alte per i canali frontali rispetto a quelle utilizzate
per i canali posteriori e per il subwoofer. Per fare entrare
il contenuto nel disco (meglio, per rispettare la specifica
sul flusso di bit interno) viene utilizzata, alle risoluzioni
più alte, una compressione senza perdita di informazione
denominata Meridian Lossless Packing (MLP). La traccia a due
canali non è obbligatoria; spesso è inclusa
nei dischi ma può anche essere ricavata con una riduzione
al volo (all'interno del lettore) dalla traccia multicanale.
Il formato non è compatibile con i normali lettori
CD; può essere reso compatibile con i lettori DVD-Video
includendo nel disco una porzione da questi leggibile e che
includa un programma codificato secondo lo standard DVD-Video
- vengono utilizzati Dolby Digital, DTS, PCM lineare fino
a 96 kHz/24 bit stereo. Le confezioni dei DVD-Video spesso
(ma, purtroppo, non sempre) riportano risoluzioni e numero
di canali del contenuto. Può contenere video, sia sotto
forma di filmati a qualità DVD, sia sotto forma di
immagini statiche o testi dei brani. A volte può essere
difficile sentire alcuni dischi senza collegare un video al
lettore, anche se, ultimamente, i dischi si stanno standardizzando
dal punto di vista dell'interfaccia, rendendo praticabile
l'opzione di un ascolto alla cieca. L'uscita digitale deve
rispettare una serie di restrizioni volte a rendere impossibile
la copia dei dischi nel dominio digitale; pertanto, viene
utilizzato, in genere, un connettore IEEE1394 con uno standard
comunemente denominato iLink. E' supportato attivamente da
Warner Music Group, Dolby, DTS Music, Matsushita (Technics
e Panasonic), Meridian e altri. Fra le major, hanno pubblicato
DVD-Audio Warner Music Group, EMI, BMG, Universal Music Group.
I dischi sono protetti attraverso tecniche crittografiche
e, opzionalmente, attraverso una tecnologia di "watermarking"
(codici annegati nel segnale).
SACD:
proposto da Sony e Philips come evoluzione dello standard
CD, utilizza, per la codifica dei dati, una tecnica di conversione
diversa dal PCM, il DSD (Direct Strema Digital), basato su
una frequenza di campionamento molto alta (2.8 MHz, o 64 volte
quella del CD) e un solo bit di profondità (il risultato
è, quindi, un treno di bit singoli); per questo si
parla di tecnologia bitstream o single bit, mentre per il
PCM si parla sempre di multibit. Grazie alla modellazione
del rumore, la risposta in frequenza riproducibile arriva
ai 100 kHz, la gamma dinamica viene dichiarata pari a 120
dB, anche se varia a seconda della frequenza a causa della
modellazione del rumore. Un disco SACD contiene, obbligatoriamente
(è scritto nello standard), una traccia a due canali
(possono anche essere uguali: esistono SACD mono
) ad
alta risoluzione, leggibile solo con i lettori SACD. Opzionalmente,
può contenere una traccia multicanale (da 3 a 6 canali)
ad alta risoluzione, leggibile solo con i lettori SACD multicanale.
Opzionalmente, inoltre, è compatibile con i normali
lettori CD attraverso l'inclusione di uno strato leggibile
da essi, codificato a 44.1 kHz/16 bit. In questo caso si parla
di dischi ibridi. La presenza dello strato CD e quella del
programma multicanale sono chiaramente indicate sulla copertina.
La tendenza attuale del mercato è di pubblicare solo
dischi ibridi, quindi compatibili coi normali lettori CD;
la presenza del programma multicanale varia a seconda dell'editore
e della disponibilità di un mix (o remix) multicanale.
Ripeto, dato che la domanda sembra molto comune: la traccia
stereo ad alta risoluzione, nei SACD, è sempre presente.
Per questioni di occupazione di spazio disco, può essere
utilizzata (e lo è, soprattutto nei dischi multicanale),
una compressione senza perdita di informazione denominata
DST (Direct Strema Transfer). Secondo i fogli promozionali
inclusi nei dischi, può includere contenuti video,
ma non è chiaro come sia implementabile; i lettori
SACD dedicati non hanno circuitazione video e nessun disco,
fino ad oggi, include contenuti video. Non è richiesto
schermo collegato ai lettori per suonare i SACD. L'uscita
digitale deve rispettare una serie di restrizioni volte a
rendere impossibile la copia dei dischi nel dominio digitale;
pertanto, viene utilizzato, in genere, un connettore IEEE1394
con uno standard comunemente denominato iLink. Sono, tuttavia,
apparse alcune implementazioni dedicate (Meitner, Accuphase).
Fra le major, hanno pubblicato SACD Sony Music, Universal
Music Group, BMG, EMI, Warner Music Group (quest'ultima solo
sul mercato interno di Hong Kong). I dischi sono protetti
attraverso diverse tecniche di crittografia e autenticazione,
anche fisiche sul disco (filigrane e distanziamento irregolare
dei pit, i "buchetti" che rappresentano fisicamente
il segnale); per essere letto da una macchina, il disco deve
essere prima riconosciuto come SACD "autorizzato"
(ovviamente, il lettore compie queste operazioni automaticamente
e in modo trasparente).
Nota sulle uscite digitali: normalmente i lettori
SACD o DVD-Audio sono equipaggiati con uscite digitali che
rispettano gli standard finora noti, con connettori coassiali
o ottici. Queste uscite sono normalmente abilitate per i normali
CD, per le tracce a due canali dei DVD fino a 96 kHz/24 bit
- anche se possono esserci restrizioni imposte dai lettori
o dai dischi - e per le tracce multicanale compresse (Dolby
Digital e DTS). Non esiste, quindi, alcuna possibilità
di passare a un convertitore standard, di quelli audio finora
conosciuti, il segnale digitale nativo dei SACD, il programma
stereo a 192 kHz/24 bit e i programmi multicanale non compressi
contenuti nei DVD-Audio o nei SACD. Per quelli, funzionano
solo le connessioni digitali in standard iLink o le connessioni
analogiche.
Nota
sull'upsampling (CD 96/24 o 192/24): l'upsampling
dei CD, effettuato da alcuni lettori CD (e, a volte, da alcuni
lettori DVD e SACD) e da alcuni processori esterni è
un trattamento nel dominio digitale dei dati dei CD. La "fonte"
dei dati, essendo un normale CD, resta a 16 bit e 44.1 kHz.
Si potrebbe dire, semplificando molto, che l'upsampling e
l'aumento del numero di bit non sono che un'evoluzione dell'oversampling
già presente sulla maggioranza dei lettori CD in commercio.
Nota
sugli XRCD: gli XRCD, CD "speciali" che
si trovano, a prezzi piuttosto elevati, sul mercato audiofilo,
sono, a tutti gli effetti, dei CD; la differenza rispetto
ai normali CD è che il processo di masterizzazione
e stampa segue una procedura estremamente controllata, brevettata
dalla JVC, volta ad ottenere il prodotto di maggiore qualità
attualmente possibile. XRCD non è, quindi, un nuovo
standard di distribuzione della musica e non richiede nuovi
lettori.
2.
Cosa mi dà cosa
In teoria, il DVD-Audio sarebbe il formato ideale per le registrazioni
PCM. Il SACD richiede sempre una conversione del PCM in DSD
prima di poter masterizzare il disco (e, d'altro canto, il
converso vale per il DVD-Audio). Sono, comunque, presenti
sul mercato moltissimi SACD registrati o mixati in PCM, dato
che la tecnologia multibit è di gran lunga predominante
negli studi di registrazione e che tutti i software di effetti
elettronici lavorano nel dominio multibit. Sono anche presenti
pochissimi DVD-Audio provenienti da registrazioni DSD.
Le major tendono a pubblicare in SACD e in DVD-Audio soprattutto
dischi che contengano anche una traccia multicanale; per massimizzare
l'efficacia della spesa sostenuta per i remix in multicanale,
la Universal sta pubblicando molti titoli in ambedue i formati.
3. Lettori
Lettori CD: leggono i CD, gli HDCD, gli strati CD compatibili
dei SACD (non ci sono motivi teorici per cui questi suonino
meglio o peggio dei corrispondenti CD tratti dalle stesse
rimasterizzazioni).
Lettori
DVD-Video: leggono i DVD-Video, i CD, gli HDCD, lo strato
CD dei SACD - anche se sono possibili problemi, soprattutto
su macchine di prima generazione -, la porzione DVD-Video
compatibile dei DVD-Audio (quando c'è, e come si diceva
c'è quasi sempre).
Lettori
DVD-Audio: leggono i DVD-Video, i CD, gli HDCD, lo strato
CD dei SACD, i DVD-Audio (completamente, anche la porzione
compatibile coi DVD-Video, se i menu lo permettono).
Lettori
SACD "dedicati" a due canali: leggono i CD,
gli HDCD, gli strati CD compatibili dei SACD e il programma
ad alta risoluzione stereo dei dischi SACD.
Lettori
SACD "dedicati" multicanale: leggono i CD, gli
HDCD, gli strati CD compatibili dei SACD, il programma ad
alta risoluzione stereo dei dischi SACD e quello multicanale.
Lettori
SACD/DVD Video multicanale (il Philips 963SA è
uno, il Sony DVP-NS999ES è un altro): leggono i CD,
gli HDCD, gli strati CD compatibili dei SACD, il programma
ad alta risoluzione stereo dei dischi SACD, quello multicanale,
i DVD-Video e la porzione DVD-Video compatibile dei DVD-Audio.
E' esistito un lettore SACD-DVD Video (il Sony DVP-S9000ES)
che non poteva leggere il programma multicanale dei SACD.
Lettori
universali: leggono i CD, gli HDCD, gli strati CD compatibili
dei SACD, il programma ad alta risoluzione stereo dei dischi
SACD, quello multicanale, i DVD-Video e i DVD-Audio.
PC:
se non già ora, in futuro potranno, probabilmente,
leggere anche i DVD-Audio; un lettore per lo strato ad alta
risoluzione dei SACD non è all'orizzonte. Detto en
passant, mentre è già possibile masterizzare
DVD-Audio col proprio PC, utilizzando software specifici (ma
la copia diretta dei DVD-Audio non è possibile a causa
della crittografia utilizzata, tuttora tetragona a qualsiasi
sforzo di violazione), la masterizzazione dei SACD può
essere effettuata solo presso aziende autorizzate: un SACD-R
non sembra proprio essere all'orizzonte.
4. Che impianto mi serve (oppure: il mio impianto può
andare bene?)
Cominciamo subito a scindere il problema: l'interesse è
per lo stereo o (anche) per il multicanale?
Se
l'interesse è esclusivamente per lo stereo,
non c'è motivo tecnico per sostituire un impianto stereo
già esistente, per nessuno dei due formati DVD-Audio
e SACD. Il problema delle frequenze ultrasoniche riprodotte
dai due formati è, in larga misura, un falso problema.
Nel caso del DVD-Audio, le frequenze ultrasoniche sono limitate
a deboli armoniche degli strumenti musicali. Nel caso del
SACD, i dubbi potrebbero essere, in parte, giustificati dal
fatto che l'aggressiva modellazione del rumore sposta a frequenze
ultrasoniche una quantità di segnale che con la musica
non c'entra nulla (il rapporto segnale/rumore del SACD scende
al salire della frequenza); quindi qualche problema potrebbe
anche esserci. In realtà, lo standard SACD obbliga
i costruttori di lettori SACD a inserire un filtro con
una frequenza di taglio di 50 kHz e con una pendenza di
43dB/ottava. Dato che, a quella frequenza, il rapporto segnale/rumore,
prima del filtro, è ancora di 80dB, non c'è
alcun problema ad utilizzare una qualsiasi elettronica o un
qualsiasi diffusore correttamente progettato e funzionante.
Qualche problema potrebbe esistere disinserendo il filtro
con i lettori che prevedono la possibilità di farlo
(di solito non quelli economici, sul Sony SCD-777ES c'è
uno switch normal (filtro inserito)/custom (filtro disinserito)
sul retro della macchina); solo in quel caso, potrebbe essere
opportuno chiedere al costruttore delle proprie elettroniche
e dei propri diffusori prima di disinserire il filtro, oppure
di procedere con cautela nei primi ascolti dopo il disinserimento.
Se
l'interesse è per il multicanale, idealmente
un impianto per ascoltare secondo specifica i SACD e i DVD-Audio
multicanale è composto da un lettore multicanale, un
pre multicanale con ingressi analogici 5.1, 5 canali di amplificazione
omogenei e 5 diffusori full-range uguali (quindi non un kit
home theater, i canali sono paritari) più un subwoofer
attivo (o un ulteriore canale di amplificazione più
un subwoofer passivo). Inoltre, i diffusori dovrebbero essere
disposti secondo lo standard ITU (International Telecommunications
Union): equidistanti dalla posizione di ascolto, il canale
centrale di fronte all'ascoltatore, i canali anteriori a 30°
(e -30°) rispetto all'ascoltatore, i posteriori a 110°
(e -110°) sempre rispetto all'ascoltatore, il subwoofer
in posizionamento libero. Questo in teoria; in pratica, un
risultato di ottima qualità può essere ottenuto
utilizzando diffusori della stessa famiglia per i 5 canali
e, per quanto riguarda il posizionamento, in questa giovane
età del multicanale per la musica, alcuni tecnici del
suono e alcune etichette discografiche stanno utilizzando
i canali in modo creativo (ho visto dischi in cui il canale
sub è, in realtà, utilizzato a gamma intera
per un canale altezza, dischi "2+2+2" in cui vengono
utilizzati 2 anteriori, 2 posteriori e 2 diffusori supplementari
sopra i frontali, dischi a 4 canali, dischi a 3 canali, dischi
a 5 canali full range senza segnale per il sub
). La
raccomandazione ITU è, semplicemente, quella che dovrebbe
dare il risultato migliore (più vicino a quanto desiderato
da chi ha fatto incisione e mix) col maggior numero di dischi.
5. Il rant
Arrivano le prime cifre (più o meno interpolate) sulle
vendite dei nuovi formati digitali, ed emerge che il DVD-Audio
è, praticamente, in sala rianimazione.
Secondo la RIAA (Recording Industry Association of America)
le vendite di DVD-Audio negli USA non hanno superato le 100.000
copie nel primo semestre 2003 (è possibile che le cifre
siano sottostimate, non mi è chiaro se la RIAA tracci
anche le vendite on-line). Questo tenendo presente che gli
USA sono il mercato in cui il DVD-Audio è stato spinto
di più. Per esempio, i DVD-Audio Universal, pubblicati
negli USA (anche se dopo la data a cui si riferiscono le cifre
RIAA), non esistono ufficialmente nel maggior mercato europeo,
quello tedesco.
Nel frattempo, la capacità produttiva di SACD è
aumentata a 21 milioni di pezzi/anno alla fine del 2003 e
la Sonopress (uno dei maggiori produttori) ha annunciato di
avere aumentato la propria capacità del 50% in questi
giorni. La prima tiratura dell'ultimo disco di Sting, quella
"limited" in SACD ibrido, è andata pressoché
esaurita (600000 copie); voci sostengono che Universal, dei
propri titoli SACD negli USA, venda una media di 7 - 9.000
copie a titolo.
Certo, confrontate con le vendite dei CD (245 milioni nel
periodo gennaio-giugno 2003 nei soli USA) siamo ai granelli
di sabbia o poco più.
Però questi numeri dicono un po' di cose. La prima:
i produttori di hardware garantiscono che, negli USA, è
stato venduto un milione di macchine che possono leggere i
DVD-Audio - questo significa che, anche assumendo che quei
100.000 dischi siano stati venduti a 100.000 possessori diversi,
900.000 possessori di lettori DVD-Audio li usano per guardarci
i DVD-Video e basta. La seconda: i numeri, quelli del DVD-Audio
(visto com'era stata impostata la strategia), sono ridicoli,
sono quelli di un fallimento.
Allora proviamo ad analizzare. Un caso: In Time, il recente
disco dei REM. Al pubblico sono state date tre opzioni di
acquisto: il CD, il DVD-Video e il DVD-Audio. Il DVD-Video
contiene i famosi video della band di Athens, il DVD-Audio
ne contiene uno (l'ultimo, not so hot in my book). Warner,
parliamone: data l'opzione, il pubblico, quello degli Home
Theater In A Box, quello che non si perde a cercare il miglior
audio tra i menu video del disco, quello che non può,
causa limitazioni dell'hardware, sentire la differenza fra
una colonna sonora in Dolby e un multicanale discreto (tanto,
la "big thing" è il multicanale), quale sceglierà,
anche in considerazione del fatto che il prezzo è lo
stesso, ma uno nei negozi si trova e l'altro no?
Non è che, forse, il DVD-Audio, per il pubblico generale
e a causa della miope strategia di marketing adottata, non
è altro che un DVD-Video senza immagini sul quale non
si sa molto e che ha, oltretutto, qualche problema a suonare
(a volte) sulle normali macchine DVD? Allora parliamo, ancora
una volta, della strategia di marketing. Si rivela di nuovo
più furba quella di Sony e Philips rispetto a quella
di Warner, Dolby, Matsushita e compagni: promuovere un medium
per la musica come medium per la musica, invece che come ogni
cosa per ogni persona, è (al momento) vincente. Cercare
di basare tutto sul tentativo di vendere i lettori a prezzo
bassissimo e di far entrare la possibilità di leggere
i DVD-Audio nelle case in maniera silente non ha pagato; non
sono riusciti, i signori del DVD-Audio Council, a far capire
il prodotto a chi l'avrebbe dovuto comprare (puntavano decisamente
al successo di massa) e hanno finito per volgere il vantaggio
che avevano (il marchio DVD, quello del maggior successo nell'industria
dell'entertainment casalingo di questi anni) in uno svantaggio.
Il pubblico musicale informato non sta seguendo, oltretutto:
la strategia di fare del DVD-Audio un prodotto di massa non
ha raggiunto chi ne avrebbe potuto decretare un successo di
nicchia, cosa che, invece, è perfettamente riuscita
- per il momento - al SACD, che ha scelto la nicchia per,
eventualmente, conquistare poi la massa.
Allora, a questo punto, chi può salvare il DVD-Audio?
Forse il disco a doppia faccia DualDisc, da un lato CD e dall'altro
DVD, che è ai suoi primi test sul mercato in questi
giorni, anche se nessuno obbliga a fare del lato DVD un DVD-Audio
(c'è anche Sony Music fra gli editori e sicuramente
non ci sono DVD-Audio Sony Music nelle prime uscite; c'è
inoltre il serio rischio che questa tecnologia sia arrivata
molto in ritardo); io credo che a salvare il DVD-Audio saranno
le macchine universali.
Chi comprerà una macchina universale (diciamo, soprattutto,
musicofili e audiofili interessati alla riproduzione dei SACD
e dei CD, che non vogliono perdere il loro investimento se
il DVD-Audio risorgesse dalle proprie ceneri) potrà
(vorrà?) provare a sentire anche i DVD-Audio e ne comprerà;
magari si accorgerà, a quel punto, della qualità
del formato - che non ha nulla da invidiare, negli esempi
più riusciti, a quella degli esempi più riusciti
di SACD - e ne garantirà la sopravvivenza, almeno per
quelle etichette discografiche di piccole dimensioni che lo
hanno scelto per i suoi meriti e per la comodità di
editing nel dominio PCM.
Il paradosso, quindi, è che il SACD salverà
il DVD-Audio, buttandogli il salvagente della lettura universale
quasi contro la propria volontà, portandolo sulla sua
barca in modo indiretto, facendogli fare un pezzo di rotta
verso l'auspicabile successo.
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