Numero 8
Editoriale
Mf Tri-Vusta SACD
BAT VK 300
Chario Premium 1000 5.1
Epos M 15
Reportage Mi HiEnd 04
Controreportage Mi HiEnd 04
Prova cavi
I Profeti dell'Audiovideo
New Digital
Michell Tecnoweight
Matteo Lupatelli
HOME

 

 

Milano Hi End 2004 2
Di Igor Zamberlan
 

 

 

 

 

 

 
 

 

Sala 6: New Audio Frontiers

Impianto molto simile a quello presentato a Roma per il costruttore di Viadana; suono veloce e neutro.

I diffusori erano diversi da quelli utilizzati a Roma: si trattava delle 'medie' Reference 3 (nella foto) e del modello da pavimento più piccolo della produzione New Audio Frontiers, le Futura 1. Queste ultime mi sono sembrate molto interessanti per il prezzo annunciato, tanto che presto saranno in prova su Videohifi.

Tuttavia, anche qui il suono era spesso 'inquinato' da quanto veniva dalle stanze adiacenti.

Una foto dell'interno dell'amplificatore 845SE: bellissima costruzione.

 

Sala 7: Hohner/Relco

Come sempre, le elettroniche Vincent erano accoppiate alla produzione di diffusori Relco, in particolare il più piccolo dei modelli da pavimento equipaggiati col mid-tweeter a nastro e le piccole Vertis. Suono trasparente e arioso, come abbiamo imparato ad aspettarci da questa accoppiata. Fra le novità, in arrivo un tuner Vincent.

Un'interessante esperienza, nell'ultima giornata, l'ascolto, attaverso le Vertis, di un amplificatore a valvole di produzione nazionale equipaggiato con valvole 845 in push-pull e anche come raddrizzatrici, che impiega trasformatori Ferretti.

 

Sala 8: Montagna/Grandinote

Anche l'acccoppiata fra i diffusori ad alta efficienza con driver originali in radiazione diretta di Montagna e le originali elettroniche Grandinote è ormai familiare.

Il sistema Montagna sembra essere arrivato alla sua iterazione quasi definitiva col nuovo caricamento del bass-bin, un particolare reflex molto aperto, anche se l'entusiastico Montagna pare essere inarrestabile nella sua ricerca di linearità e di estensione della risposta in frequenza attraverso l'uso di magneti potentissimi e materiali ultraleggeri. E' possibile che, dopo il supersistema da 60000 Euro dimostrato, ne arrivi uno sempre molto costoso, ma un po' meno inaccessibile (intorno ai 25000 Euro)

Suono di impressionante potenza e autorevolezza.

Sala 9: Audio Lyric

Un newcomer che comincia col piede giusto, portando un impianto di altissimo livello, in cui a fare da padrone è il giradischi Kuzma Reference equipaggiato col braccio tangenziale della casa e una testina van den Hul della famiglia top, sorgente digitale Wadia, pre phono Lehmann Silver Cube, pre linea Audio Research Reference 2 Mk2, finale Graaf 100TL, diffusori Martin Logan reQuest, cavi Silver Audio. Una sorgente digitale Wadia era, probabilmente, presente per far notare la distanza fra l'analogico di questo livello e il miglior digitale.

Impressionanti la stabilità scenica e la sicurezza dinamica del front-end analogico, fra l'altro proprio bello.

Oltre a Kuzma, Lehmann e Silver Audio, Audio Lyric ha assunto da poco la distribuzione delle 'filosofiche' elettroniche Hegel, di origine tedesca e di costruzione ordinatissima.

Una foto dell'interno del nuovo pre linea Lehmann, suddiviso in un telaio principale e un buffer aggiuntivo opzionale.

 

Sala 10: Mad for Music

Ok, prima che qualcuno ci accusi di conflitto di interessi, Mad for Music era nostro ospite al Top Audio, ma nessuno, spero, penserà che questo ci impedisca di essere obiettivi.
Il sistema assemblato da Dimitri Toniolo ' il titolare di Mad for Music ' era composto da una sorgente Proceed PDP-1 non modificata, dall'ennesima versione dell'Harmonizer, nato come interfaccia fra CD e stadio linea e intelligentemente trasformato in preamplificatore con l'aggiunta di un potenziometro a rete resistiva (ho potuto apprezzare il contributo dello stadio attivo a confronto con l'ingresso diretto sul potenziometro previsto in questa versione; l'esperienza non ha fatto altro che confermare la mia idea che un pre passivo va valutato attentamente nell'impianto di destinazione, pena un'importante perdita di dinamica e vitalità nel suono) .

finale Radii mini2A3 (recensito dal nostro Aste su Videohifi.com) e diffusori Paula di Royal Device (sì, le baby Laura fornite in kit).

Il costo dell'impianto, considerando la quotazione attuale del Proceed, non eccedeva i 4000 Euro, cifra ragionevolissima, assolutamente concorrenziale per il risultato raggiunto, tutto giocato sulla raffinatezza, la trasparenza e la delicatezza. Si rinunciava, certo, a una quantità di punch e di immanenza, ma erano compromessi assolutamente accettabili.

La produzione Radii comprende anche un preamplificatore con controllo di volume a trasformatore a secondari multipli, proposto ad un prezzo che ha del sensazionale (sotto i 500 Euro) e questi finali mono da una cinquantina di watt, ottenuti da una 805 in single ended per canale, il cui prezzo non supera i 2200 Euro la coppia.

 

Sala 11: Studio Progettazione Audio/Imago Electroacoustics Components

Più ci penso, più mi sembra che i due progettisti riuniti qui siano una strana coppia: estroverso ed esuberante Diego Tatè di Imago, tranquillo e amante dell'understatement Cavenaghi di Studio Progettazione Audio.

Il sistema mi è sembrato intelligentissimo e delizioso, messo insieme tenendo ben in mente le limitazioni delle sale del Jolly Hotel: le Imago Rosa, che mi sono parse assolutamente degne di interesse da parte di chi abbia a che fare con limiti di spazio, diffusori da piedistallo (1400 Euro) erano pilotate da un amplificatore custom di Cavenaghi, un integrato equipaggiato con una KT90 in single ended per canale, collegata a pentodo, per ottenere una ventina di watt. La sorgente era un Linn Genki.

Splendide le scelte musicali, a confermare l'amore per le emozioni che la musica sa trasmettere, ciò che l'ing. Tatè, con la sua ricerca sui materiali naturali, va cercando di ottenere da quasi trent'anni. Interessanti anche gli accessori utilizzati, tavolini con ripiani e struttura in legno ottenuta accoppiano essenze diverse e una ciabatta di alimentazione in legno e alluminio. Piccole realtà italiane, marginali rispetto al mondo dei grandi numeri, da tenere d'occhio.

Sala 12-13: The Sound Of The Valve

Secondo impianto per Stefano Zaini, a dimostrare il suo amore per gli altoparlanti Lowther, in questo caso inseriti in un cabinet Belcanto Z2, una modifica custom del classico progetto della casa inglese, di cui l'ospite della mostra è OEM autorizzato.
L'amplificatore era il 'Seasons of 2A3' già visto a Roma, la sorgente un lettore Philips vecchiotto utilizzato come meccanica per il convertitore Weiss Medea.

Purtroppo, in una mostra di questo tipo, le indubbie doti dei Lowther risultano sempre offuscate dalle condizioni ambientali. Erano evidenti la velocità e la prontezza dinamica dei sistemi inglesi, ma più di questo, con mio rincrescimento, non si riesce a dire.

Sala 14: Omicron Group

Un altro dei picchi della mostra, che si contendeva con altri due o tre la palma di 'best sound at the show'. Non a caso, pur essendo la sala fra le più grandi, l'affollamento era tale che, spesso, non si riusciva nemmeno ad entrare; non a caso, dopo la sala Hi-Fi Center, Giulio Cesare Ricci di foné ha scelto Omicron per dimostrare il suo software.

Il lettore CD di Mauri ha raggiunto la veste estetica definitiva, anche se la produzione non è ancora iniziata (la sospensione della meccanica CDPRO2 è ancora in corso di messa a punto, ma ormai dovremmo esserci).

Bellissimo suono, trasparente, dinamico, veloce; dopo il primo giorno, in cui la scena mi era sembrata, oggettivamente, un po' diffusa (forse, però, a causa dell'infelice posizione d'ascolto, l'unica che ero riuscito ad accaparrarmi nella ressa), ho potuto apprezzare anche una focalizzazione molto spinta, unita alla linearità e all'assenza di tratti irritanti del tweeter Heil nell'implementazione di M Acoustic.

Ecco un dettaglio dell'interno di un finale Pi Greco ' è utilizzata una particolare circuitazione che permette agli stadi finali di operare in classe A senza aver bisogno di dissipatori enormi:


Ancora complimenti a Mauri ' che la stanza sia piccola o grande, riesce sempre a piazzare il suo impianto fra i più notevoli delle mostre a cui partecipa. Non mancate l'occasione di sentire la produzione del gruppo Omicron: vale la pena anche di fare un po' di strada, per apprezzarla.

 


 

<<< 2/3 >>>

 

 

 
 
 

 

Stampa la pagina Stampa la pagina 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
© Copyright 2004 VIDEOHIFI.com
 

 

Logo Logo