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Sala
6: New Audio Frontiers
Impianto
molto simile a quello presentato a Roma per il costruttore
di Viadana; suono veloce e neutro.

I
diffusori erano diversi da quelli utilizzati a Roma: si trattava
delle 'medie' Reference 3 (nella foto) e del modello
da pavimento più piccolo della produzione New Audio
Frontiers, le Futura 1. Queste ultime mi sono sembrate molto
interessanti per il prezzo annunciato, tanto che presto saranno
in prova su Videohifi.

Tuttavia,
anche qui il suono era spesso 'inquinato' da quanto
veniva dalle stanze adiacenti.
Una
foto dell'interno dell'amplificatore 845SE: bellissima
costruzione.

Sala
7: Hohner/Relco
Come
sempre, le elettroniche Vincent erano accoppiate alla produzione
di diffusori Relco, in particolare il più piccolo dei
modelli da pavimento equipaggiati col mid-tweeter a nastro
e le piccole Vertis. Suono trasparente e arioso, come abbiamo
imparato ad aspettarci da questa accoppiata. Fra le novità,
in arrivo un tuner Vincent.

Un'interessante
esperienza, nell'ultima giornata, l'ascolto, attaverso
le Vertis, di un amplificatore a valvole di produzione nazionale
equipaggiato con valvole 845 in push-pull e anche come raddrizzatrici,
che impiega trasformatori Ferretti.

Sala
8: Montagna/Grandinote
Anche
l'acccoppiata fra i diffusori ad alta efficienza con
driver originali in radiazione diretta di Montagna e le originali
elettroniche Grandinote è ormai familiare.

Il
sistema Montagna sembra essere arrivato alla sua iterazione
quasi definitiva col nuovo caricamento del bass-bin, un particolare
reflex molto aperto, anche se l'entusiastico Montagna
pare essere inarrestabile nella sua ricerca di linearità
e di estensione della risposta in frequenza attraverso l'uso
di magneti potentissimi e materiali ultraleggeri. E'
possibile che, dopo il supersistema da 60000 Euro dimostrato,
ne arrivi uno sempre molto costoso, ma un po' meno inaccessibile
(intorno ai 25000 Euro)

Suono
di impressionante potenza e autorevolezza.
Sala
9: Audio Lyric
Un
newcomer che comincia col piede giusto, portando un impianto
di altissimo livello, in cui a fare da padrone è il
giradischi Kuzma Reference equipaggiato col braccio tangenziale
della casa e una testina van den Hul della famiglia top, sorgente
digitale Wadia, pre phono Lehmann Silver Cube, pre linea Audio
Research Reference 2 Mk2, finale Graaf 100TL, diffusori Martin
Logan reQuest, cavi Silver Audio. Una sorgente digitale Wadia
era, probabilmente, presente per far notare la distanza fra
l'analogico di questo livello e il miglior digitale.

Impressionanti
la stabilità scenica e la sicurezza dinamica del front-end
analogico, fra l'altro proprio bello.

Oltre
a Kuzma, Lehmann e Silver Audio, Audio Lyric ha assunto da
poco la distribuzione delle 'filosofiche' elettroniche
Hegel, di origine tedesca e di costruzione ordinatissima.

Una
foto dell'interno del nuovo pre linea Lehmann, suddiviso
in un telaio principale e un buffer aggiuntivo opzionale.

Sala
10: Mad for Music
Ok,
prima che qualcuno ci accusi di conflitto di interessi, Mad
for Music era nostro ospite al Top Audio, ma nessuno, spero,
penserà che questo ci impedisca di essere obiettivi.
Il sistema assemblato da Dimitri Toniolo ' il titolare
di Mad for Music ' era composto da una sorgente Proceed
PDP-1 non modificata, dall'ennesima versione dell'Harmonizer,
nato come interfaccia fra CD e stadio linea e intelligentemente
trasformato in preamplificatore con l'aggiunta di un
potenziometro a rete resistiva (ho potuto apprezzare il contributo
dello stadio attivo a confronto con l'ingresso diretto
sul potenziometro previsto in questa versione; l'esperienza
non ha fatto altro che confermare la mia idea che un pre passivo
va valutato attentamente nell'impianto di destinazione,
pena un'importante perdita di dinamica e vitalità
nel suono) .

finale
Radii mini2A3 (recensito dal nostro Aste su Videohifi.com)
e diffusori Paula di Royal Device (sì, le baby Laura
fornite in kit).

Il
costo dell'impianto, considerando la quotazione attuale
del Proceed, non eccedeva i 4000 Euro, cifra ragionevolissima,
assolutamente concorrenziale per il risultato raggiunto, tutto
giocato sulla raffinatezza, la trasparenza e la delicatezza.
Si rinunciava, certo, a una quantità di punch e di
immanenza, ma erano compromessi assolutamente accettabili.
La
produzione Radii comprende anche un preamplificatore con controllo
di volume a trasformatore a secondari multipli, proposto ad
un prezzo che ha del sensazionale (sotto i 500 Euro) e questi
finali mono da una cinquantina di watt, ottenuti da una 805
in single ended per canale, il cui prezzo non supera i 2200
Euro la coppia.

Sala
11: Studio Progettazione Audio/Imago Electroacoustics Components
Più
ci penso, più mi sembra che i due progettisti riuniti
qui siano una strana coppia: estroverso ed esuberante Diego
Tatè di Imago, tranquillo e amante dell'understatement
Cavenaghi di Studio Progettazione Audio.

Il
sistema mi è sembrato intelligentissimo e delizioso,
messo insieme tenendo ben in mente le limitazioni delle sale
del Jolly Hotel: le Imago Rosa, che mi sono parse assolutamente
degne di interesse da parte di chi abbia a che fare con limiti
di spazio, diffusori da piedistallo (1400 Euro) erano pilotate
da un amplificatore custom di Cavenaghi, un integrato equipaggiato
con una KT90 in single ended per canale, collegata a pentodo,
per ottenere una ventina di watt. La sorgente era un Linn
Genki.

Splendide
le scelte musicali, a confermare l'amore per le emozioni
che la musica sa trasmettere, ciò che l'ing.
Tatè, con la sua ricerca sui materiali naturali, va
cercando di ottenere da quasi trent'anni. Interessanti
anche gli accessori utilizzati, tavolini con ripiani e struttura
in legno ottenuta accoppiano essenze diverse e una ciabatta
di alimentazione in legno e alluminio. Piccole realtà
italiane, marginali rispetto al mondo dei grandi numeri, da
tenere d'occhio.
Sala
12-13: The Sound Of The Valve
Secondo
impianto per Stefano Zaini, a dimostrare il suo amore per
gli altoparlanti Lowther, in questo caso inseriti in un cabinet
Belcanto Z2, una modifica custom del classico progetto della
casa inglese, di cui l'ospite della mostra è
OEM autorizzato.
L'amplificatore era il 'Seasons of 2A3'
già visto a Roma, la sorgente un lettore Philips vecchiotto
utilizzato come meccanica per il convertitore Weiss Medea.

Purtroppo,
in una mostra di questo tipo, le indubbie doti dei Lowther
risultano sempre offuscate dalle condizioni ambientali. Erano
evidenti la velocità e la prontezza dinamica dei sistemi
inglesi, ma più di questo, con mio rincrescimento,
non si riesce a dire.
Sala
14: Omicron Group
Un
altro dei picchi della mostra, che si contendeva con altri
due o tre la palma di 'best sound at the show'.
Non a caso, pur essendo la sala fra le più grandi,
l'affollamento era tale che, spesso, non si riusciva
nemmeno ad entrare; non a caso, dopo la sala Hi-Fi Center,
Giulio Cesare Ricci di foné ha scelto Omicron per dimostrare
il suo software.

Il
lettore CD di Mauri ha raggiunto la veste estetica definitiva,
anche se la produzione non è ancora iniziata (la sospensione
della meccanica CDPRO2 è ancora in corso di messa a
punto, ma ormai dovremmo esserci).

Bellissimo
suono, trasparente, dinamico, veloce; dopo il primo giorno,
in cui la scena mi era sembrata, oggettivamente, un po'
diffusa (forse, però, a causa dell'infelice posizione
d'ascolto, l'unica che ero riuscito ad accaparrarmi
nella ressa), ho potuto apprezzare anche una focalizzazione
molto spinta, unita alla linearità e all'assenza
di tratti irritanti del tweeter Heil nell'implementazione
di M Acoustic.
Ecco
un dettaglio dell'interno di un finale Pi Greco '
è utilizzata una particolare circuitazione che permette
agli stadi finali di operare in classe A senza aver bisogno
di dissipatori enormi:

Ancora complimenti a Mauri ' che la stanza sia piccola
o grande, riesce sempre a piazzare il suo impianto fra i più
notevoli delle mostre a cui partecipa. Non mancate l'occasione
di sentire la produzione del gruppo Omicron: vale la pena
anche di fare un po' di strada, per apprezzarla.
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