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Qualche
tempo fa ci occupammo di confrontare le prestazioni di due
coppie di diffusori appartenenti a due linee diverse ma dal
costo molto simile, si trattava delle Chario Hiper 1000 mk2
e delle Chario Premium 1000. Quell'analisi ci confermò
le differenze progettuali dichiarate dal produttore italiano
e di fronte a due prodotti ben riusciti fu difficile assegnare
la palma del migliore. Personalmente mi impressionarono di
più le Premium tanto che per le caratteristiche espresse
decisi di richiedere in prova anche altri elementi per comporre
un interessante e non costosissimo impianto home theatre.
Così l'impianto che oggi vado a descrivervi e
a presentarvi si compone di una coppia di Premium 1000 Tower
come canali front, un Premium Dialogue come centrale, ovviamente
una coppia di Premium 1000 come surround e infine un SW2 come
sub attivo.
I
cinque diffusori sono tutti composti da woofer da 13 centimetri
di diametro, con la differenza che il centrale ne ha due tagliati
in modo identico, i surround ne hanno uno, e i frontali ne
hanno due: uno affacciato frontalmente tagliato in basso che
funge da medio, l'altro affacciato sul fondo del diffusore
che riproduce l'estremo basso. Tutto il sistema è
equipaggiato dall'ottimo tweeter che abbiamo ampiamente
descritto nel numero 5 nella prova Premium
contro Hiper. Il mobile per tutti i modelli (tranne
il sub e il centrale) è snello e slanciato con una
morsettiera non dotata di biwiring, ma molto bella e solida,
accetta sia forcelle che bananine, mentre non gradisce il
cavo spellato mancando un foro all'interno per far scorrere
il conduttore.

Un accorgimento importante che consiglio di tenere a mente
è il seguente: i surround hanno l'accordo sul
fondo del mobile e sono dotati di quattro piedini, quindi
se installati su piedistallo considerata una base di appoggio
più ampia di quelle tradizionali. Faccio un esempio:
io posseggo degli stand per le Sonus Faber Concertino che
sono assolutamente inadatti perché la base superiore
del piedistallo è più piccola di quella del
diffusore Chario quindi non permette all'accordo di
funzionare. Io ho risolto sovrapponendo un pannello più
ampio a quello esistente, ma immagino che forse sarebbe più
giusto acquistare un piedistallo ad hoc, detto questo passo
ad altro.
I
1000 tower offrono un'idea di solidità maggiore
in virtù della mole più consistente delle sorelline
da stand, ma tutto il sistema non passa comunque inosservato.
La finitura che ho avuto in prova si sposa con gli arredi
chiari, moderni, ma ne esistono anche versioni per arredamenti
classici. Questo dell'abbinamento estetico è
un argomento che negli ultimi anni e con l'avvento dell'home
theater è tornato fortemente in auge dovendo convivere
spesso con la sala più importante di una casa e cioè
il salotto, invece dello studio, dello stanzino, dello scantinato
o del garage dove siamo abituati a vivere la nostra passione.
L'intero sistema è stato digerito senza particolari
contraccolpi emotivi da parte della mia signora, che ne ha
anche apprezzato la quasi perfetta somiglianza con la parete
attrezzata!
L'unico elemento difficile da far digerire all'ambiente,
è il sub, di dimensioni tutt'altro che ridotte,
ma qualcosa si deve pur lasciare per avere un sistema dalle
prestazioni complessive soddisfacente (andatelo a spiegare
alla mia compagna!). E in questa serie di casa Chario la sostanza
c'è e si vede, ma andiamo come sempre con molto
ordine &
Ascolto stereofonico
Dalla
prova d'ascolto stereo ( impianto)
ho ricavato delle importanti valutazioni che riguardano le
caratteristiche delle 1000 e delle 1000T in fatto di riproduzione
a gamma intera, senza sub o altro ad influenzarne la prestazione.
Debbo dire che mi aspettavo di ascoltare due diffusori molto
simili tra loro con le 1000T più complete in gamma
bassa, al contrario ho appuntato diverse differenze soprattutto
nell'impostazione timbrica. A livello di sound stage
e dettaglio musicale direi che le 1000T rispetto alle sorelline
piccole mostrano le solite differenze che intercorrono tra
i diffusori a due vie e il resto delle soluzioni. Per i miei
gusti i due vie riescono a mettere meglio in risalto la scena
sonora, i riverberi e le sfumature esecutive, cosa che sistemi
a più vie alle volte faticano a mostrare con la giusta
naturalità. A parte quindi una scena più bassa
nelle 1000T dovuta anche al fatto che il tweeter è
più in basso rispetto a quello delle 1000 montate su
un piedistallo standard, mi sembra che la sensibilità
generale sia più bassa nelle torri anche questo inevitabilmente
dovuto alla necessità di ottimizzare l'emissione
di tre woofer di cui uno posto alla base del mobile.
Le maggiori differenze le ho riscontrate a livello timbrico:
le 1000T hanno dalla loro un basso più corposo ed esteso,
una gamma media in bella evidenza e una gamma alta leggermente
più arretrata rispetto al modello da stand. Forse le
1000T sono più complete, e offrono il vantaggio di
una gamma bassa potente anche in ambienti grandi, nonostante
non si tratti di un diffusore mastodontico. Le piccoline,
come ho già avuto modo di dire, se utilizzate in ambienti
non troppo grandi, sfoderano una trasparenza e un dettaglio
superiori e una gamma bassa al di sopra di molti concorrenti
dotati dello stesso diametro di woofer. In sintesi per l'ascolto
in stereofonia pura preferisco ancora le 1000!

Premium
Dialogue
Ascolto
Home Theatre e audio MCL.
L'ascolto
home theatre come al solito è stato effettuato in un
salone di medie dimensioni, con un impianto realizzato ad
hoc (impianto).
Il canale centrale è stato posizionato sopra al televisore,
i surround su piedistallo ad un metro abbondante dietro alla
posizione del divano d'ascolto (e visione), il sub è
sulla destra del diffusore destro, opportunamente scostato
dall'angolo della parete, per non inficiarne le prestazioni
e i frontali di lato rispetto al televisore a un metro scarso
di distanza da questo. Non avendo schermo sul gruppo magnetico
se ne sconsiglia l'accostamento al TV, la distanza dalla
quale non si verificano disturbi nel mio TV è di circa
20 cm, sia per le 1000T che per le 1000. Ho eseguito varie
prove di posizionamento ma questa nel mio ambiente è
risultata la migliore. L'insieme appena messo a suonare
mostra una coerenza piuttosto buona con vari tipi di messaggio
riprodotto, dal film d'azione, dove gli effetti di movimento
vengono riprodotti con ottimo dettaglio e con uno stage molto
più ampio di quello offerto dal TV (sicuramente queste
scene sarebbero state molto più avvincenti con un videoproiettore,
ma ora questo non ci interessa), alla commedia incentrata
sui dialoghi, dove il centrale si dimostra molto coerente
con i frontali, non cedendo a nasalità particolari
o a fastidiose sibilanti, che nei parlati rendono davvero
inascoltabili diversi sistemi. Il lavoro del sub è
splendido, veloce e imperioso pur filtrato a 80 hz, si distingue
per la capacità di sonorizzare con pressioni sonore
ragguardevoli spazi evidentemente molto più ampi del
mio. A parere del sottoscritto per ottenere pressioni sonore
e realisticità dei bassi in un sistema home theater
non si può fare economia sul sub (vicini permettendo)
e questo SW2 rappresenta un ottimo compromesso tra prestazioni
e costo se non si hanno problemi di spazio e di posizionamento
(evitare assolutamente gli angoli), se avesse il controllo
continuo della fase sarebbe perfetto. I frontali in configurazione
A/V riescono a mascherare un altezza della scena inferiore
alle sorelline, offrendo però una sovrapposizione con
il sub di livello superiore, il medio basso del sistema è
ottimo, molto potente e articolato, forse un cenno di morbidezza,
ma non tale da renderlo lento. Evidentemente le 1000T si sentono
perfettamente a proprio agio in ambiente A/V e ciò
si sente.
I surround espletano il loro lavoro in scioltezza, nel mio
ambiente riproducono anche una gamma bassa di tutto rispetto,
indispensabile nei nuovi formati digitali per avere un convincente
effetto di riproduzione dello spazio virtuale.
Discorso analogo, e se vogliamo con responso finale anche
migliore, può essere fatto nell'ascolto di materiale
audio multicanale, il vantaggio di avere diffusori con una
timbrica omogenea è ancor più evidente che nell'home
theatre, perché il messaggio necessita di una coerenza
assoluta tra front e rear. Se eliminiamo le registrazioni
stile Home theatre con il basso elettrico che proviene, a
volte dal diffusore surround sinistro piuttosto che dal destro,
nelle registrazioni multicanale audiophile il fronte posteriore
è utilizzato soltanto per ampliare lo stage sonoro
oltre il limite rappresentato dai diffusori anteriori. A questo
scopo la taratura di un impianto MCL è molto diversa
da quella A/V, come sono diversi i materiali riprodotti. Passatemi
un'ultima pedante precisazione spesso origine di molte
confusioni: i DVD Video pur se in formato 5.1 sono cosa diversa
dai SACD o dai DVD Audio in formato multicanale, provare per
credere &
L'equilibrio timbrico del sistema pone in evidenza una
gamma bassa e medio bassa di tutto rispetto, siamo pur sempre
al cospetto di altoparlanti che qualcuno neanche prenderebbe
in considerazione ritenendo, in errore, la dimensione del
woofer fondamentale per una riproduzione corretta della gamma
bassa. La gamma media è in perfetto stile Chario trasparente
e dettagliata, la gamma alta più presente nelle piccole
1000 che nelle 1000T è sicuramente estesa ma non per
questo invadente o frizzante, anzi garantisce una bassa fatica
d'ascolto anche con dischi dalla qualità non
eccelsa.
Il sound stage in modalità MCL appare molto più
ampio e naturale che non nella versione stereofonica, c'è
bisogno di qualche regolazione digitale su livelli e ritardi
ma, complici i bellissimi dischi della Fonè con cui
sto testando l'impianto, la soddisfazione è molta
ve lo posso assicurare.
E dire che c'è anche chi afferma che il multicanale
nell'audio non serve a nulla!
Conclusioni
Per impostazione timbrica e caratteristiche tecniche trovo
il sistema particolarmente indicato in abbinamento con amplificatori
multicanale di carattere e stile: come il Marantz SR5400 Ose
con il quale è stata eseguita la prova, ma anche con
prodotti Nad, Arcam, o Harman Kardon.
Questo
sistema si inserisce in una fascia di mercato purtroppo poco
praticata dagli appassionati perché più cara
dei prodotti entry level, e molto meno cara dei prodotti hi-end,
la qual cosa a mio modesto avviso non ha giustificazione alcuna,
perché è da prodotti come questi che si traggono
le prime soddisfazioni home theatre, inteso come tentativo
realistico di riprodurre i film in casa con un impostazione
simile a quella dei cinema. Con i sistemi economici si migliora
indiscutibilmente l'audio del video ma non ci si avvicina
affatto ad una prestazione importante.
L'hi-end invece è un settore destinato a chi
se lo può permettere magari in grado di dedicare una
sala esclusivamente alla riproduzione di film e musica in
multicanale e non è cosa per tutti.
Il sistema 5.1 Premium di Chario, invece, è assolutamente
consigliato a tutti coloro non abbiano a disposizione budget
illimitati per l'impianto A/V, ma che non sono più
disposti a scendere a pesanti compromessi per il loro cinema
in casa. Magari acquistando un pezzo alla volta e, perché
no, abbinando il tutto ad un videoproiettore DLP o LCD dell'ultima
generazione, per una visione all'altezza dell'ascolto.
Ah!! Se proprio volete risparmiare qualcosa potete optare
per una coppia di Premium 1000 anche per il front &
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