Numero 8
Editoriale
Mf Tri-Vusta SACD
BAT VK 300
Chario Premium 1000 5.1
Epos M 15
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Controreportage Mi HiEnd 04
Prova cavi
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Dati

Costruttore: Balanced Audio Technology

www.balanced.com

Distributore: DP-Trade

sito web

/www.dptrade.it

Prezzo 02/2004: : € 8.250

 

Descrizione:

Amplificatore Integrato

 

B.A.T. VK 300
Di Angelo Jasparro
 

 

 

 

 
 
 

 

Si parla molto di Balanced Audio Technology negli U.S.A., come di un costruttore di amplificazioni di alto livello. Ora è distribuito in Italia, quindi abbiamo la possibilità di trovarlo nei nostri negozi, di provare i suoi apparecchi e di avere un servizio di assistenza, cosa che molti audiofili "acquista-on-line" tendono a dimenticare, a fronte di un risparmio sul prezzo iniziale che può essere in alcuni casi molto effimero. Questo discorso non si riferisce necessariamente al marchio di cui tratteremo oggi, ma a qualsiasi importazione che si possa fare direttamente, dagli U.S.A., dalla Cina o da dove diavolo volete voi. Se vi arriva un apparecchio per qualsiasi ragione difettoso o addirittura "fulminato", vi siete persi i vostri soldi con buona pace del fornitore e della dogana italiana che invece hanno incassato il dovuto.
Quindi il mio consiglio resta quello di acquistare in Italia (salvo casi eccezionali, che pure si verificano) e di acquistare merce regolarmente importata. Si leggono su Internet litanie audiofile sui prezzi di listino italiani; a volte sono giustificatissime, a volte invece mi sembrano palesi manifestazioni di vittimismo da "voglio ma non posso".
Come cacchio è che gli italiani che vanno al mare a Riccione sono tutti così abili a pagare una borsa tarocca venduta da un povero africano un quarto della cifra inizialmente richiesta, e poi si intimoriscono davanti ad un qualsiasi cristiano che vende componenti elettronici? Sudditanza psicologica? Gente, questi sono commercianti tanto quanto il fruttivendolo sotto casa vostra, solo un po' più supponenti (mica tutti, in verità). Non abbiate quindi timore di contrattare i prezzi come nelle peggiori bancarelle della Casbah. Qualcosa otterrete di sicuro e certamente avrete la dimostrazione che i prezzi di listino dei componenti hi-fi in Italia sono piuttosto flessibili. Non tutti lo sono alla stessa maniera, ma un po' di margine di manovra c'è sempre.

Bene, dopo questa lezione di economia spicciola da calendario di Suor Sofonisba, torniamo al nostro eroe, che proviene dal Nordamerica, con vari scali dovuti a dimostrazioni dell' importatore, prove clienti, varie ed eventuali, e che quindi, come minimo, mi è arrivato senza manuale di istruzioni. Casualmente il B.A.T. 300 (abbrevio la sigla) non è proprio una di quelle macchine "plug & play", ma ha bisogno di un minimo di configurazione degli ingressi, che sono gestiti elettronicamente. Ho quindi dovuto smanettare un minimo prima di poterlo far funzionare, visto che chi l' ha provato prima di me si è divertito a complicarmi la vita. Vi dico solo che all' inizio gli ingressi erano settati su "fixed", per cui non si poteva neanche regolarne il volume. Quindi spiego subito che ogni ingresso dei 5 presenti, tutti ad alto livello coi primi due bilanciati, può essere tarato in vari parametri, tra cui il livello di ingresso, commutazione stereo o mono, polarità assoluta (regolabile anche da telecomando con qualsiasi ingresso selezionato) ed alcune indicazioni del display che non mi sono chiarissime, ma che ritengo poco importanti al fini dell' uso dell' amplificatore. Sappiate comunque che ad ogni ingresso si può assegnare il nome desiderato.

Il nostro integrato è una macchina dal ragguardevole peso di 23 Kg, con un' estetica piuttosto personale. Il frontale è diviso in tre zone: a sinistra troviamo una parte in grigio scuro dove sono incastonati l' interruttore di accensione/stand-by, uno strano fregio contenente il sensore del telecomando e due tasti per la funzione del display e l' inversione di polarità, eventualmente segnalata dall' accensione di un led blu. Blu è pure il grande e visibile display che si sviluppa orizzontalmente nella parte centrale satinata grigia e la cui intensità è regolabile fino allo spegnimento completo. Al di sopra del display il grosso logo dell' Azienda, mentre al di sotto si trovano i 5 tasti neri degli ingressi, contraddistinti da numeri. Proseguendo ritroviamo ancora il grigio scuro del fondo e, nell' ordine, i tasti mute e mono, anch' essi muniti di led, e la grossa manopola argentea del volume, a corsa infinita e che quindi non si muove variando il livello da telecomando. Quest' ultimo è un blocchetto di metallo che peserà circa mezzo chilo e che permette di eseguire tutte le funzioni dell' amplificatore con le chiappe ben attaccate alla poltrona preferita.

La parte posteriore prevede le uscite altoparlanti, sui due lati opposti dell' apparecchio, da buon dual mono, le uscite pre (solo bilanciate), i 5 ingressi oltre il loop per il registratore e la vaschetta IEC per il cavo di alimentazione.



Nella foga della descrizione non vi ho ancora detto che si tratta di un integrato ibrido, con la sezione preamplificatrice a valvole ed il resto a stato solido. La versione normale (non SE) monta una coppia di 6922, mentre la SE che abbiamo in prova utilizza le pregiate 6H30 Sovtek. Esiste anche la possibilità di munire il 300 di una scheda phono, con un ulteriore esborso di 750 euro.





ASCOLTO

Dopo aver lasciato scaldare l' amplificatore tutta la notte col volume molto basso (ricordo che dovrebbe essere lasciato sempre in stand-by) mi accingo a provare i CD e SACD più conosciuti, per farmi un' idea della personalità timbrica del B.A.T. che, lo dico subito, non delude affatto le attese.
La potenza, che arriva a 300 Watt sui 4 Ohm delle mie Martin Logan, è più che sufficiente per frustarne i pannelli fino a creare una pressione sonora che mette alla prova il mio locale d' ascolto.

Si potrebbe definire la timbrica del BAT come neutra, visto che abbina la dolcezza appena accennata delle valvole preamplificatrici alla grinta dei transistor finali. Il connubio appare estremamente ben riuscito e l' amplificatore mette decisamente poco di suo nella riproduzione del segnale in entrata.
Buona la risoluzione, il tessuto orchestrale dei brani sinfonici è ben coeso, con buona aria tra gli strumenti e spiccata capacità di separare i vari strumenti. Ottima anche la ricostruzione tridimensionale della scena che gode di un realismo notevole. L' immagine è granitica, larga come nei migliori casi, mai troppo avanzata, ma non profondissima. Giusta invece l' altezza di voci e strumenti. Velocità e dinamica non mancano certamente, come testimonia la Fantastica di Berlioz diretta da Gergiev della quale vi ho già parlato in passato. Non definirei la dinamica "devastante" come nelle migliori occasioni, ma è senz' altro su ottimi livelli.
Accidenti, questo BAT suona proprio forte, per me abituato ai pur "ottimi ed abbondanti" 40 Watt del mio riferimento tutto-valvole.

Già che ci siamo, visto che devo fare le foto, possiamo approfittare per dare uno sguardo veloce all' interno.
La costruzione è di alto livello, indubbiamente, ed i componenti sono di ottima qualità. Gli elettrolitici sono tutti Nichicon, mentre i dispositivi di amplificazione sono dei Toshiba.
Come accennato all' inizio, a parte il trasformatore, la costruzione è interamente dual-mono e lo stesso toroidale di alimentazione sembra sufficientemente dimensionato rispetto alle prestazioni dichiarate. Vi è inoltre un secondo trasformatore utilizzato per i servizi.
La regolazione del volume è comandata da un integrato ed è quindi molto precisa.

Tornando all' ascolto, apprezzo la bellezza della voce di Montserrat Figueras nel SACD Aliavox "Entremeses del siglo de oro". Una buona prova, le voci liriche, per qualsiasi componente che, se non all' altezza, le restituisce risonanti e fastidiose, rendendole spesso inascoltabili a volume sostenuto. Dolce anche la voce di Joan Baez, anche se forse non raggiunge le vette del mio riferimento. Per contro il controllo e la precisione della gamma bassa sono senz' altro a livelli eccellenti. Ben riprodotta anche la voce di Giorgio Gaber, nel suo CD postumo, con le sibilanti in giusta evidenza e mai fastidiose, e con un bilanciamento tonale invidiabile.

Prima di continuare con i soliti commenti, vorrei parlarvi della possibilità di questa macchina di variare la polarità assoluta. Se ne parla ogni tanto, ognuno dice la sua ma difficilmente se ne viene a capo. Ho fatto qualche esperimento, approfittando della comodità di poter variare il parametro da telecomando e devo dire che, soprattutto sulla musica acustica, qualche differenza in gamma bassa si evince. Nulla che faccia strappare i capelli, ma se abbiamo la possibilità di provare, tanto vale farlo. Chi ha più pazienza si può segnare su ogni CD se invertirla o meno, così una volta fatto non ci pensa più. Il discorso vale ovviamente anche per l' analogico, anche se il disco della Baez che sto ascoltando in questo momento non sembra risentirne in maniera eclatante.

Davvero niente male anche coi piccoli gruppi jazz, dove lo swing risulta emozionante e musicale al punto giusto. Avrei preferito forse una maggior ricchezza di armonici ed un tantino in più di dolcezza, ma si tratta di gusto personale e non di un difetto del B.A.T.; probabilmente l' abitudine alle valvole mi ha un po' "drogato" le orecchie. In effetti il suono di questo amplificatore è molto equilibrato in tutto lo spettro di frequenze.

Benissimo anche col pop-rock, dove la potenza del B.A.T. emerge con forza e senza timore reverenziale per i diffusori. I woofers sono tenuti a bada dalla sezione finale, mentre la gamma media ed alta beneficiano del suono dei tubi; accoppiata decisamente vincente nel caso di questo integrato. Peccato solo per qualche leggero indurimento ad alto volume, ma è sicuramente difficile fare di meglio con amplificatori a stato solido. D' altra parte abbiamo una potenza di uscita e capacità di pilotaggio dei diffusori che la maggioranza dei valvolari si scorda.



 


CARATTERISTICHE TECNICHE:

POTENZA: 150 W p.c. su 8 Ohm, 300 W p.c. su 4 Ohm a meno dello 0,2% di THD
RISPOSTA IN FREQUENZA: 2 Hz - 180 Khz
IMPEDENZA DI INGRESSO: 100 kOhm
PESO: 27 Kg
DIMENSIONI: 48 x 14,5 x 40 cm





CONCLUSIONI

Mi sovviene di un mio conoscente che qualche tempo fa mi ha detto testualmente: "oltre una certa cifra bisogna per forza comprarsi pre e finale separati, vuoi mettere?".
Non ho risposto a simile bestialità per educazione, ma mi piacerebbe invitarlo a sentire questo "integratino", che ha il solo difetto di risparmiarti un cavo di connessione, oltre alle inevitabili prove o eventuali rogne da interfacciamento di marchi improbabili, ibridi da incrocio delle razze o da manipolazione genetica mal riuscita. Non ne conoscete qualcuna anche voi, di queste amplificazioni bastarde, magari carissime ma malsuonanti?

Gran bell' amplificatore questo, migliore di quanto possa sembrare dalle mie impressioni di ascolto, come al solito fin troppo critiche.
Valutandolo nella sua fascia di prezzo, come deve essere, direi che può essere secondo solo ad alcuni valvolari di altissima classe, sotto l' aspetto timbrico e di immagine. Se invece non gradite il suono delle valvole, neanche quelle buone, allora invertite l' ordine e mettetelo davanti. Semplificando, secondo me abbiamo un suono da stato solido ben addolcito dalle valvole preamplificatrici.
Se avete bisogno di un amplificatore che smuova gli altoparlanti dei vostri poco efficienti diffusori, direi che le alternative si riducono al lumicino, davvero. Non tutto si può fare con le valvole, come ben sappiamo, e questo B.A.T. riunisce egregiamente le due tecnologie, tubi e stato solido, solo in apparenza antitetiche. Altri l' hanno gia fatto, ma spesso con risultati meno indovinati. Inoltre qui abbiamo il vantaggio di una manutenzione praticamente nulla, visto che le valvole impiegate hanno una vita lunghissima e sono poco sollecitate, nella loro veste di preamplificatrici. Cercare altrettanta potenza da apparecchi interamente valvolari significa mettersi nelle rogne, economicamente ma anche tecnicamente, con gravosi interventi di manutenzione, quando necessari.

Il giocattolo costa caro, ma con l' andazzo che c' è ultimamente, mi azzardo ad affermare che vale quanto richiesto, e non lo scrivo spesso. Ora capisco il perchè di cotanta fama nella terra d' origine, questi signori sanno fare i loro mestiere, cosa sempre più rara a questo mondo. Che questo non sia un amplificatore "improvvisato" è ben evidente per chiunque, soprattutto all' ascolto.
Credo di avervi detto tutto e spero di aver chiarito il mio pensiero su questo amplificatore. Ora torno a godermi il Concerto KV299 di Mozart. Voi fateci un pensierino, se appena rientra nel vostro budget.


 

 

 

 

 

 
 
 

 

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