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Si parla molto di Balanced Audio Technology negli U.S.A.,
come di un costruttore di amplificazioni di alto livello.
Ora è distribuito in Italia, quindi abbiamo la possibilità
di trovarlo nei nostri negozi, di provare i suoi apparecchi
e di avere un servizio di assistenza, cosa che molti audiofili
"acquista-on-line" tendono a dimenticare, a fronte
di un risparmio sul prezzo iniziale che può essere
in alcuni casi molto effimero. Questo discorso non si riferisce
necessariamente al marchio di cui tratteremo oggi, ma a qualsiasi
importazione che si possa fare direttamente, dagli U.S.A.,
dalla Cina o da dove diavolo volete voi. Se vi arriva un apparecchio
per qualsiasi ragione difettoso o addirittura "fulminato",
vi siete persi i vostri soldi con buona pace del fornitore
e della dogana italiana che invece hanno incassato il dovuto.
Quindi il mio consiglio resta quello di acquistare in Italia
(salvo casi eccezionali, che pure si verificano) e di acquistare
merce regolarmente importata. Si leggono su Internet litanie
audiofile sui prezzi di listino italiani; a volte sono giustificatissime,
a volte invece mi sembrano palesi manifestazioni di vittimismo
da "voglio ma non posso".
Come cacchio è che gli italiani che vanno al mare a
Riccione sono tutti così abili a pagare una borsa tarocca
venduta da un povero africano un quarto della cifra inizialmente
richiesta, e poi si intimoriscono davanti ad un qualsiasi
cristiano che vende componenti elettronici? Sudditanza psicologica?
Gente, questi sono commercianti tanto quanto il fruttivendolo
sotto casa vostra, solo un po' più supponenti (mica
tutti, in verità). Non abbiate quindi timore di contrattare
i prezzi come nelle peggiori bancarelle della Casbah. Qualcosa
otterrete di sicuro e certamente avrete la dimostrazione che
i prezzi di listino dei componenti hi-fi in Italia sono piuttosto
flessibili. Non tutti lo sono alla stessa maniera, ma un po'
di margine di manovra c'è sempre.
Bene, dopo questa lezione di economia spicciola da calendario
di Suor Sofonisba, torniamo al nostro eroe, che proviene dal
Nordamerica, con vari scali dovuti a dimostrazioni dell' importatore,
prove clienti, varie ed eventuali, e che quindi, come minimo,
mi è arrivato senza manuale di istruzioni. Casualmente
il B.A.T. 300 (abbrevio la sigla) non è proprio una
di quelle macchine "plug & play", ma ha bisogno
di un minimo di configurazione degli ingressi, che sono gestiti
elettronicamente. Ho quindi dovuto smanettare un minimo prima
di poterlo far funzionare, visto che chi l' ha provato prima
di me si è divertito a complicarmi la vita. Vi dico
solo che all' inizio gli ingressi erano settati su "fixed",
per cui non si poteva neanche regolarne il volume. Quindi
spiego subito che ogni ingresso dei 5 presenti, tutti ad alto
livello coi primi due bilanciati, può essere tarato
in vari parametri, tra cui il livello di ingresso, commutazione
stereo o mono, polarità assoluta (regolabile anche
da telecomando con qualsiasi ingresso selezionato) ed alcune
indicazioni del display che non mi sono chiarissime, ma che
ritengo poco importanti al fini dell' uso dell' amplificatore.
Sappiate comunque che ad ogni ingresso si può assegnare
il nome desiderato.

Il nostro integrato è una macchina dal ragguardevole
peso di 23 Kg, con un' estetica piuttosto personale. Il frontale
è diviso in tre zone: a sinistra troviamo una parte
in grigio scuro dove sono incastonati l' interruttore di accensione/stand-by,
uno strano fregio contenente il sensore del telecomando e
due tasti per la funzione del display e l' inversione di polarità,
eventualmente segnalata dall' accensione di un led blu. Blu
è pure il grande e visibile display che si sviluppa
orizzontalmente nella parte centrale satinata grigia e la
cui intensità è regolabile fino allo spegnimento
completo. Al di sopra del display il grosso logo dell' Azienda,
mentre al di sotto si trovano i 5 tasti neri degli ingressi,
contraddistinti da numeri. Proseguendo ritroviamo ancora il
grigio scuro del fondo e, nell' ordine, i tasti mute e mono,
anch' essi muniti di led, e la grossa manopola argentea del
volume, a corsa infinita e che quindi non si muove variando
il livello da telecomando. Quest' ultimo è un blocchetto
di metallo che peserà circa mezzo chilo e che permette
di eseguire tutte le funzioni dell' amplificatore con le chiappe
ben attaccate alla poltrona preferita.
La parte posteriore prevede le uscite altoparlanti, sui due
lati opposti dell' apparecchio, da buon dual mono, le uscite
pre (solo bilanciate), i 5 ingressi oltre il loop per il registratore
e la vaschetta IEC per il cavo di alimentazione.

Nella foga della descrizione non vi ho ancora detto che si
tratta di un integrato ibrido, con la sezione preamplificatrice
a valvole ed il resto a stato solido. La versione normale
(non SE) monta una coppia di 6922, mentre la SE che abbiamo
in prova utilizza le pregiate 6H30 Sovtek. Esiste anche la
possibilità di munire il 300 di una scheda phono, con
un ulteriore esborso di 750 euro.

ASCOLTO
Dopo aver lasciato scaldare l' amplificatore tutta la notte
col volume molto basso (ricordo che dovrebbe essere lasciato
sempre in stand-by) mi accingo a provare i CD e SACD più
conosciuti, per farmi un' idea della personalità timbrica
del B.A.T. che, lo dico subito, non delude affatto le attese.
La potenza, che arriva a 300 Watt sui 4 Ohm delle mie Martin
Logan, è più che sufficiente per frustarne i
pannelli fino a creare una pressione sonora che mette alla
prova il mio locale d' ascolto.
Si potrebbe definire la timbrica del BAT come neutra, visto
che abbina la dolcezza appena accennata delle valvole preamplificatrici
alla grinta dei transistor finali. Il connubio appare estremamente
ben riuscito e l' amplificatore mette decisamente poco di
suo nella riproduzione del segnale in entrata.
Buona la risoluzione, il tessuto orchestrale dei brani sinfonici
è ben coeso, con buona aria tra gli strumenti e spiccata
capacità di separare i vari strumenti. Ottima anche
la ricostruzione tridimensionale della scena che gode di un
realismo notevole. L' immagine è granitica, larga come
nei migliori casi, mai troppo avanzata, ma non profondissima.
Giusta invece l' altezza di voci e strumenti. Velocità
e dinamica non mancano certamente, come testimonia la Fantastica
di Berlioz diretta da Gergiev della quale vi ho già
parlato in passato. Non definirei la dinamica "devastante"
come nelle migliori occasioni, ma è senz' altro su
ottimi livelli.
Accidenti, questo BAT suona proprio forte, per me abituato
ai pur "ottimi ed abbondanti" 40 Watt del mio riferimento
tutto-valvole.
Già che ci siamo, visto che devo fare le foto, possiamo
approfittare per dare uno sguardo veloce all' interno.
La costruzione è di alto livello, indubbiamente, ed
i componenti sono di ottima qualità. Gli elettrolitici
sono tutti Nichicon, mentre i dispositivi di amplificazione
sono dei Toshiba.
Come accennato all' inizio, a parte il trasformatore, la costruzione
è interamente dual-mono e lo stesso toroidale di alimentazione
sembra sufficientemente dimensionato rispetto alle prestazioni
dichiarate. Vi è inoltre un secondo trasformatore utilizzato
per i servizi.
La regolazione del volume è comandata da un integrato
ed è quindi molto precisa.
Tornando all' ascolto, apprezzo la bellezza della voce di
Montserrat Figueras nel SACD Aliavox "Entremeses del
siglo de oro". Una buona prova, le voci liriche, per
qualsiasi componente che, se non all' altezza, le restituisce
risonanti e fastidiose, rendendole spesso inascoltabili a
volume sostenuto. Dolce anche la voce di Joan Baez, anche
se forse non raggiunge le vette del mio riferimento. Per contro
il controllo e la precisione della gamma bassa sono senz'
altro a livelli eccellenti. Ben riprodotta anche la voce di
Giorgio Gaber, nel suo CD postumo, con le sibilanti in giusta
evidenza e mai fastidiose, e con un bilanciamento tonale invidiabile.
Prima di continuare con i soliti commenti, vorrei parlarvi
della possibilità di questa macchina di variare la
polarità assoluta. Se ne parla ogni tanto, ognuno dice
la sua ma difficilmente se ne viene a capo. Ho fatto qualche
esperimento, approfittando della comodità di poter
variare il parametro da telecomando e devo dire che, soprattutto
sulla musica acustica, qualche differenza in gamma bassa si
evince. Nulla che faccia strappare i capelli, ma se abbiamo
la possibilità di provare, tanto vale farlo. Chi ha
più pazienza si può segnare su ogni CD se invertirla
o meno, così una volta fatto non ci pensa più.
Il discorso vale ovviamente anche per l' analogico, anche
se il disco della Baez che sto ascoltando in questo momento
non sembra risentirne in maniera eclatante.
Davvero niente male anche coi piccoli gruppi jazz, dove lo
swing risulta emozionante e musicale al punto giusto. Avrei
preferito forse una maggior ricchezza di armonici ed un tantino
in più di dolcezza, ma si tratta di gusto personale
e non di un difetto del B.A.T.; probabilmente l' abitudine
alle valvole mi ha un po' "drogato" le orecchie.
In effetti il suono di questo amplificatore è molto
equilibrato in tutto lo spettro di frequenze.
Benissimo anche col pop-rock, dove la potenza del B.A.T. emerge
con forza e senza timore reverenziale per i diffusori. I woofers
sono tenuti a bada dalla sezione finale, mentre la gamma media
ed alta beneficiano del suono dei tubi; accoppiata decisamente
vincente nel caso di questo integrato. Peccato solo per qualche
leggero indurimento ad alto volume, ma è sicuramente
difficile fare di meglio con amplificatori a stato solido.
D' altra parte abbiamo una potenza di uscita e capacità
di pilotaggio dei diffusori che la maggioranza dei valvolari
si scorda.
CARATTERISTICHE TECNICHE:
POTENZA: 150 W p.c. su 8 Ohm, 300 W p.c. su 4 Ohm a meno dello
0,2% di THD
RISPOSTA IN FREQUENZA: 2 Hz - 180 Khz
IMPEDENZA DI INGRESSO: 100 kOhm
PESO: 27 Kg
DIMENSIONI: 48 x 14,5 x 40 cm
CONCLUSIONI
Mi sovviene di un mio conoscente che qualche tempo fa mi ha
detto testualmente: "oltre una certa cifra bisogna per
forza comprarsi pre e finale separati, vuoi mettere?".
Non ho risposto a simile bestialità per educazione,
ma mi piacerebbe invitarlo a sentire questo "integratino",
che ha il solo difetto di risparmiarti un cavo di connessione,
oltre alle inevitabili prove o eventuali rogne da interfacciamento
di marchi improbabili, ibridi da incrocio delle razze o da
manipolazione genetica mal riuscita. Non ne conoscete qualcuna
anche voi, di queste amplificazioni bastarde, magari carissime
ma malsuonanti?
Gran bell' amplificatore questo, migliore di quanto possa
sembrare dalle mie impressioni di ascolto, come al solito
fin troppo critiche.
Valutandolo nella sua fascia di prezzo, come deve essere,
direi che può essere secondo solo ad alcuni valvolari
di altissima classe, sotto l' aspetto timbrico e di immagine.
Se invece non gradite il suono delle valvole, neanche quelle
buone, allora invertite l' ordine e mettetelo davanti. Semplificando,
secondo me abbiamo un suono da stato solido ben addolcito
dalle valvole preamplificatrici.
Se avete bisogno di un amplificatore che smuova gli altoparlanti
dei vostri poco efficienti diffusori, direi che le alternative
si riducono al lumicino, davvero. Non tutto si può
fare con le valvole, come ben sappiamo, e questo B.A.T. riunisce
egregiamente le due tecnologie, tubi e stato solido, solo
in apparenza antitetiche. Altri l' hanno gia fatto, ma spesso
con risultati meno indovinati. Inoltre qui abbiamo il vantaggio
di una manutenzione praticamente nulla, visto che le valvole
impiegate hanno una vita lunghissima e sono poco sollecitate,
nella loro veste di preamplificatrici. Cercare altrettanta
potenza da apparecchi interamente valvolari significa mettersi
nelle rogne, economicamente ma anche tecnicamente, con gravosi
interventi di manutenzione, quando necessari.
Il giocattolo costa caro, ma con l' andazzo che c' è
ultimamente, mi azzardo ad affermare che vale quanto richiesto,
e non lo scrivo spesso. Ora capisco il perchè di cotanta
fama nella terra d' origine, questi signori sanno fare i loro
mestiere, cosa sempre più rara a questo mondo. Che
questo non sia un amplificatore "improvvisato" è
ben evidente per chiunque, soprattutto all' ascolto.
Credo di avervi detto tutto e spero di aver chiarito il mio
pensiero su questo amplificatore. Ora torno a godermi il Concerto
KV299 di Mozart. Voi fateci un pensierino, se appena rientra
nel vostro budget.
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