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INTRODUZIONE
Tra le specie audiofile già studiate dagli scienziati
ne esiste una molto diffusa: quella dell' "Audiofilo
Commerciante Incallito", senza offesa per i commercianti,
nè per gli incalliti. Mi riferisco a quelli che non
ascoltano neanche un apparecchio al di fuori delle solite
marche da loro definite "assegni circolari", mutuando
questa orrenda definizione da antipatici e snob venditori
di automobili. Ognuno di noi potrebbe citarne vari, ne sono
sicuro.
Il problema della futura rivendita di un'automobile è
pienamente giustificato dal mercato, per cui se una vettura
è poco usata prima della sostituzione, è giusto
acquistare un modello che tenga bene il valore nel breve/medio
termine. Chi invece volesse acquistare una Skoda e tenerla
per 10 anni, può dormire in ogni caso sonni tranquilli.
Nel settore dell' Hi-Fi le cose vanno un po' diversamente.
Ci sono audiofili che effettuano un acquisto a seguito di
un'attenta prova di un determinato apparecchio, ed altri che
acquistano, nuovo od usato, "sulla fiducia" in base
magari ad un nome altisonante, piuttosto che a seguito di
un consiglio di qualche amico esperto, senza verificare la
sinergia di un apparecchio con gli altri componenti dell'impianto,
o la rispondenza ai propri personali gusti. I primi si godranno
tranquilli la loro scelta, i secondi passeranno la loro vita
audiofila da eterni insoddisfatti e non riusciranno mai a
godere pienamente della musica.
Ho avuto occasione di vedere personalmente alcune "mostruosità"
assemblate per la mera soddisfazione di possedere un insieme
di marchi "Top", ma che alla fine non si riusciva
a far suonare decentemente. Guai però a farlo notare
ai novelli Dott. Frankenstein, visto che una tale parata di
apparecchi Hi-End deve per forza suonare ai massimi livelli.
Se qualcuno di voi si riconoscesse (ma ne dubito) in questa
categoria di audiofili, salti pure questa recensione e passate
ad altro; qui parleremo infatti di un marchio di diffusori
di recentissima importazione in Italia. La loro fama internazionale
li precede da tempo ed ora abbiamo finalmente la possibilità
di ascoltarli.
Verity Audio è un marchio canadese, della regione francofona
del Quebéc. Il modello di cui trattiamo è quello
base del catalogo Verity Audio, malgrado il prezzo di listino
non sia proprio per tutte le tasche. Dunque, questi diffusori
si chiamano TAMINO X2 e si differenziano dal modello immediatamente
superiore, il TAMINO (e basta) per la mancanza di un secondo
woofer posteriore.
Si tratta di diffusori a 2 vie che montano un mid-woofer SEAS
da 6,5" realizzato con un polimero chiamato TPX ed un
tweeter a cupola morbida SCAN SPEAK da 3/4 di pollice.
Il carico è in bass reflex, cosa ormai quasi d'obbligo
per tutti i costruttori. Esteticamente si presentano piuttosto
bene, con forma a tronco di piramide. La parete posteriore
è perpendicolare al suolo, mentre le altre tre risultano
inclinate e quindi non parallele tra loro. Il mobile non ha
giunte ed è rifinito in lacca nera lucida, definita
dal fabbricante "Italian high-gloss black piano",
molto delicata ma d'effetto. Gli altoparlanti sono protetti
da piccole griglie nere che si fissano tramite 4 magneti,
soluzione che reputo molto pratica, realizzate con tessuto
piuttosto trasparente al suono e che, vedremo più avanti,
possono tornare utili anche in fase di ascolto per stemperare
qualche asprezza di troppo.
Rimosse le griglie si nota che la porzione di mobile attorno
agli altoparlanti è rivestita con un materiale vellutato,
evidentemente impiegato per regolarizzare eventuali riflessioni
dovute al pur ristretto baffle. Alla base delle TAMINO X2
troviamo 4 coni in ottone nei quali vanno avvitate le punte
in dotazione, davvero molto acuminate.

Molto belli i morsetti rimovibili, che accettano forcelle
e bananine, ma esclusivamente in monowiring.

Per chi si preoccupa dell'effetto "WAF" posso dire,
per quanto utile, che mia moglie le ha promosse a pieni voti.
In effetti le loro dimensioni non esagerate e la forma aggraziata
tendono a farle "sparire" dall'ambiente in cui si
trovano.
CARATTERISTICHE TECNICHE:
Risposta in frequenza: 40-22000 Hz
Potenza massima: 100 Watt
Sensibilità: 89dB/1W/1m
Impedenza nominale: 8 Ohm, con un minimo di 6
Dimensioni: 89x23,5x32 cm.
Peso: 21,5 Kg. cad.
IL SUONO CHE VIENE DAL FREDDO
Premessa la rottura di scatole di un rodaggio previsto dalla
casa in 400 ore per arrivare al 99% delle prestazioni (per
il rimanente 1% rivolgetevi al fabbricante), io mi sono accontentato
di rodarle per circa 120 ore, su un minimo previsto di 75.
Approfitto del caso in oggetto per chiedere ai fabbricanti
di diffusori di questo livello di prezzo ed oltre, di fare
la cortesia a noi poveri utenti di effettuare almeno un rodaggio
parziale dei loro "gioielli", Un comune mortale,
fortunato se riesce ad usare il proprio impianto mediamente
un'ora al giorno, dopo un anno non saprà ancora come
suonano i suoi diffusori ... per favore, se proprio non siete
così oberati di lavoro da fabbricare diffusori da 6.000
euro la coppia in catena di montaggio, forse potreste provvedere
in merito.
Dopo questo sfogo personale che spero vorrete perdonarmi,
desidero precisare una cosa che spesso passa sotto silenzio:
nessuno di noi ascolta, per fortuna, in camere anecoiche;
quindi nelle prove che facciamo dobbiamo sempre tener conto
delle inevitabili imperfezioni dei nostri locali di ascolto,
pur trattati secondo i gusti e le possibilità di ciascuno
di noi. Inoltre ogni apparecchio viene provato collegato alla
catena di cui disponiamo al momento, che non necessariamente
può essere quella che meglio si abbina al componente
in prova.
Ricordo brevemente la composizione del mio impianto di riferimento,
se mi passate il termine abusato:
Giradischi Basis 2001, Braccio Graham Robin, testina Van Den
Hul MC Two Special, lettore CD/SACD Marantz SA-17S1, pre phono
Audio Research PH-3, amplificatore Mastersound Reference 845,
cavi di segnale e potenza Transparent Super e MIT 330S2 tra
pre phono ed amplificatore. Vi risparmio l'elenco di accessori
e trucchetti vari.
Passando ai fatti concreti, la prima cosa che si nota è
la facilità di posizionamento delle TAMINO X2, che
si sono accontentate di circa 80 centimetri dalle pareti posteriori
ed altrettanti da quelle laterali. Si nota immediatamente
l'impostazione "monitor" del suono, molto preciso
ed analitico in gamma media, che risulta piuttosto in primo
piano, pur mantenendo un invidiabile posizionamento in profondità
ed in larghezza. L'immagine è quindi valida, con una
buona scansione dei piani sonori in profondità. Il
basso è ben frenato ed intelligibile, pur se non molto
profondo, anche a causa delle dimensioni fisiche dei mid-woofer.
La gamma alta è invece piuttosto radiografante, coi
tweeters che a volte sembrano andare un po' sopra le righe.
Il bilanciamento tonale è quindi spostato piuttosto
in alto, a scapito di un medio-basso un po' arretrato. Con
alcune incisioni i piatti della batteria sembrano un po' innaturali
rispetto a quanto sono abituato ad ascoltare. Un esempio:
il SACD di Coltrane "Blue Train", che non è
un campione di morbidezza, diventa molto fastidioso e riesce
difficile seguire il notevole lavoro sui piatti di Philly
Joe Jones.
Le voci sembrano un po' meno corpose del solito, soprattutto
quelle maschili.
Se le registrazioni non sono più che bilanciate affiora
un po' di fatica di ascolto, a volumi già medio-alti.
A favore delle TAMINO X2 invece possiamo dire che la loro
capacità di rivelare con precisione quasi radiografante
quanto le sorgenti mettono a loro disposizione non è
da tutti. Sono diffusori che amano essere protagonisti, spariscono
nell'ambiente ma tengono a ricordare la loro presenza con
un'impostazione timbrica molto personale, e tradiscono l'origine
francofona con un suono squillante, di impatto immediato.
Per contro, la dinamica espressa è certamente di buon
livello e le percussioni sono valorizzate piuttosto bene,
fornendo un'impressione di realismo ben marcata.

CONCLUSIONI
Le impressioni sul suono di un determinato componente hi-fi
dipendono in larga misura dall'abitudine ad ascoltare un certo
tipo di suono, in un determinato ambiente. Che ci crediate
o meno, questo vale per tutti gli audiofili, anche per quelli
che girano per le mostre di Hi-Fi, cacciano la testa in una
qualsiasi saletta ed escono immediatamente sentenziando: <<Questa
roba suona da schifo!>>, per la gioia di un espositore
che magari ha fatto centinaia di chilometri per essere presente
alla manifestazione, con costi notevoli.
Ci vuole del tempo, spesso molto tempo, per capire a fondo
la personalità di un componente audio. Ho avuto occasione
di leggere poco tempo fa in una mailing list che un impianto
da "mille e una notte" dimostrato durante l'ultimo
Top Audio, strillava. E pensare che io mi sono fermato ad
ascoltarlo per una buona mezz'ora, incantato da un suono che
mi è parso ai massimi livelli consentiti dalla tecnologia
odierna.
C'è quindi questo piccolo particolare: il gusto personale
di ognuno di noi. Conosco molti audiofili di lunga data che
amano ascoltare proprio un suono simile a quello espresso
dalle TAMINO X2.
Non posso che concludere quindi con la solita, inevitabile
formuletta di rito: se avete in previsione l'acquisto di una
coppia di diffusori in questa fascia di prezzo, provate ad
ascoltare anche le TAMINO X2, nel loro genere fanno le cose
davvero bene. Prestate attenzione ai componenti a monte. Secondo
me l'ideale è utilizzare amplificazioni a valvole piuttosto
"morbide", cavi non troppo analitici e sorgenti
dalla provata musicalità.
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