Numero 7
Editoriale
Classic in one piece
Music Fidelity Tri-Vista
Pathos New classic one
Rega Maia3 & Cursa3
Velodyne SPL 800
Gallo Due'
Verity Tamino
DL103 & Sowter 9580
New Digital
NAC
LAT Int. Cable
Matteo Lupatelli
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Dati

Costruttore: Velodyne Acoustics inc.

www.velodyne.com

Distributore: MPI , via De Amicis 10-12, 20010 Cornaredo MI, tel.03 9361101

www.mpielectronic.com

Prezzo 11/2003: 1900

 

Descrizione:

Subwoofer

 

 

 

Velodyne SPL 800
Di Giuliano Nicoletti
 

 

 

 

     
 

 



Nella botte piccola, recita l'antico adagio, si nasconde un buon vino; quanto spesso, nel nostro piccolo settore, ci siamo trovati stupiti nel condividere la saggezza dei nostri nonni? La cosidetta scuola inglese ha prodotto nel corso degli anni una innumerevole quantità di oggetti suonanti dalle lillipuziani proporzioni; le prime Tablette erano davvero minuscole (tanto più se rapportate alla stazza dei diffusori che in quel periodo andavan per la maggiore), come compattissime erano le elettroniche Naim oggi tanto di moda, i primi Quad a stato solido, le elettroniche Mission, Cyrus, gli stessi Linn e Meridian. In Italia vedevano la luce le splendide Parva della Sonus Faber (sed apta mihi), primogenite di una lunga e fortunatissima stirpe (e le Minima? Le Minima Amator?), e ricordo dei piccolissimi e grintosi monitor Cizek, le ESB, e poi i primi compatti Chario, Opera…
In America però si è vissuta una differente realtà: gli abitanti del meraviglioso e sconfinato paese stelle e strisce hanno sempre avuto una forte avversione per le piccolezze. Gli spazi di là dell'oceano certamente non mancano, così come una tradizione radicata nell'ideale della realizzazione, della manifestazione, dell'evidenza. In alta fedeltà, non v'è dubbio, alcuni dei più grandi e imponenti sistemi di altoparlanti, come di amplificazione, sono radicatamente statunitensi. Anche Velodyne, così come me lo immagino, è un marchio dalle profonde radici americane. Non ho mai avuto la possibilità di visitare gli stabilimenti dell'azienda californiana, ma mi immagino un presidente con il cappello da cowboy e una bandiera stelle e striscie con tanto di slogan Proud to be american in bella evidenza nell'ingresso principale. E di orgoglio in questa piccola grande azienda immagino debbano provarne parecchio. Il fondatore, (e credo presidente) David Hall, ha sempre incentrato la propria ricerca nella riduzione delle distorsioni in altoparlanti elettrodinamici, e messo a punto diversi ed efficaci brevetti. La linea ULD (Ultra low Distorsion), che montava subwoofer dotati di un sofisticato sistema di servo-controllo, riscosse un grande successo commerciale e apprezzamenti di critici e appassionati più o meno in tutto il mondo.
Nella cassa piccola, dunque, possibile scoprire un grande suono? Appena ho potuto togliere dall'imballo questo minuscolo subwoofer sono rimasto perplesso: anzitutto per la densità. Il peso è elevatissimo, e si ha come la sensazione che l'oggetto sia riempito di cemento, o di mattoni, e che lasciarselo sfuggire di mano significhi andarlo a riprendere al piano di sotto. Poi l'ho immediatamente collegato all'impianto principale, ed ho atteso per qualche giorno di rodaggio. Ebbene, devo dire che le perplessità iniziali si sono rapidamente mutate in stupore (durante l'ascolto) e note di stima (con l'analisi tecnica). Racchiudere tanta energia e compostezza in un oggetto così piccolo non è affatto facile, posso assicurarvi. Se dovessi acquistare un subwoofer continuo a pensare che non mi rivolgerei ad un oggetto tanto piccolo; non ho problemi di spazio, e credo che se è possibile ottenere tanto in una cubatura così ridotta la stessa tecnologia applicata ad un modello dal taglio maggiore debba essere davvero entusiasmante; nella stessa linea SPL sono poi disponibili due modelli maggiori, sino al modello 1200, con woofer da trenta cm. Ma se di spazio se ne ha davvero poco, allora credo che l'SPL 800 debba essere tenuto in seria considerazione.


Diamo una occhiata più da vicino
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Il mobile è cubico, e sul pannello posteriore sono disposte le classiche regolazioni ed i vari controlli operativi. La mascherina di protezione è realizzata in spesso MDF. Un piccolo led di colore blu posto sul pannello superiore segnala l'operatività dell'unità.


Mano al giraviti, ed ecco venir via il pannello con l'amplificazione e tutta la sezione attiva.

 


La realizzazione è di livello molto buono: l'alimentazione è switching, lo stadio finale in classe D. Il rendimento dell'elettronica è dunque molto alto, ed è possibile raggiungere potenze elevatissime senza la necessità di dissipare eccessive dosi di calore.

La qualità dell'implementazione è molto alta: questa elettronica è con tutte le probabilità interamente realizzata in casa, e questo mi sembra un segnale molto forte: in un periodo in cui l'oriente è in grado di fornire componenti di qualità sempre maggiore a prezzi estremamente competitivi continuare a produrre in proprio significa avere estrema cura dei propri prodotti. Anche l'altoparlante è un pezzo di grande interesse: il gruppo magnetico ha un dimensionamento quasi eccessivo.

La bobina ha diametro di circa 70 mm, e utilizza un avvolgimento molto curato, su due strati. Sono presenti sia il classico foro di decompressione posteriore che diverse aperture alla base del cestello, necessarie ad assicurare il necessario raffreddamento di tutto il gruppo magnete-equipaggio mobile. Bellissimo lo spider, che arriva ad abbracciare il supporto bobina sino alla base del cono.

Le connessioni non utilizzano i classici faston di collegamento: le trecciole che provengono dal cono si saldano direttamente ai cavi che vanno verso l'elettronica, fissati poi al magnete tramite fascette adesive. Da notare poi il cavetto che riporta a massa, verso l'elettronica, il cestello in lega.


Ecco i parametri di questo woofer :

la risonanza è abbastanza alta, ma si tratta di una scelta necessaria, adatta a questo tipo di componente. La cedevolezza infatti deve assolutamente essere contenuta (e qui accidenti se lo è!) per consentire la gestione di altissime dosi di potenza, e questo provoca un innalzamento dei fattori di merito e una diminuzione del Vas. Necessaria dunque anche una equalizzazione consistente in gamma bassissima.
Nella riposta in frequenza,

 

con il filtro posizionato agli estremi di banda, si nota dunque una risposta incredibilmente estesa in basso (qui si può contare soltanto in una manciata di litri di caricamento, in cassa chiusa), con un filtro subsonico ad evitare escursioni inutili e dannose al di sotto dei 20 Hz.
Il mobile del sub, anche questo realizzato in casa, utilizza spessi pannelli in MDF, con un foglio di acrilico disposto come materiale assorbente. Tutto il progetto appare realizzato con estrema cura: le viti che serrano l'altoparlante hanno madreviti annegate nel legno, non esistono cavetti volanti, la componentistica è di alta qualità, per un senso generale di precisione e pulizia di grande livello.


Veniamo allora alle note di ascolto.


Innanzitutto il posizionamento in ambiente, necessario per ottimizzare la resa nella più ampia zona possibile di ascolto - situazione tipica in un impianto Home Theatre. Nel mio solito piccolo ambiente di ascolto, piuttosto assorbente, ho preferito un posizionamento discosto dalla parete di fondo, spostato verso il diffusore di sinistra. La prossimità ad una parete, o - in modo ancora più evidente - ad un angolo, carica la zona inferiore dell'emissione in modo non del tutto lineare, e tende a creare un coda eccessiva. L'SPL 800 è molto sensibile a questo lavoro di accordatura con l'ambiente; ho notato nel corso del tempo, con prove in diversi ambienti e con differenti partners, che le prestazioni ne vengono quasi stravolte. In ogni caso ho potuto trovare un accordo soddisfacente con i satelliti e l'ambiente intorno - in alcuni casi un vero connubio - ma sempre ho dovuto dedicare più attenzioni del solito. Il suono dell'SPL può tendere al cupo con un certa facilità, ed è necessario lavorare di fino per ottenere le migliori prestazioni. Un secondo consiglio: non esagerate. Quando si hanno centinaia di watt a disposizione al semplice ruotare di una manopola, e soprattutto quando per molto tempo si èrinunciato alla parte più bassa dello spettro, allora la tentazione di andare su con il volume è molto forte. L'SPL asseconda senza scomporsi richieste consistenti da parte dell'ascoltatore, ed è difficile, almeno in ambienti di medie o piccole dimensioni, arrivare alla corda. Ma un livello troppo alto tende a scomporre la coerenza del sistema, a gonfiare in modo innaturale l'equilibrio. E rende difficile un buon interfacciamento.
La frequenza di taglio dovrebbe essere a mio avviso il più bassa possibile: purtroppo manca un controllo continuo della fase di emissione, e questo rende un poco più complicato realizzare una fusione inudibile con i satelliti. Quando però la messa a punto raggiunge un buon equilibrio il suono di questo piccolo cubetto è stupefacente: la gamma bassa è profondissima e smorzata, e più di una volta mi sono trovato stupito ad osservare dal punto di ascolto questo minuscolo oggettino che metteva in risonanza la scrivania, la porta, e tanti oggettini solitamente inerti. Bene dunque il parametro della profondità, e pieni punti anche per quanto riguarda la precisione e la pulizia. Il basso esce articolato e ben modulato, consistente, materico. Ciò che poi continua a stupirmi è come anche l'ampiezza e la sensazione di respiro della scena acustica tragga miglioramento dall'aggiunta di un buon subwoofer ben tarato e accomodato in ambiente. L'immagine si ampia, acquista profondità e ampiezza; lo spazio tra i vari strumenti si dilata e si accentuano i chiaroscuri. Una sensazione di maggiore realismo, insomma. Soltanto in alcuni passaggi mi è sembrato di percepire una lieve tendenza a scurire la parte più alta della gamma inferiore, una sorta di indecisione di cui riporto per dovere di cronaca; in effetti ho avuto difficoltà a focalizzare questo particolare, anche con differenti brani. Ritengo che sia ancora da ascrivere alla sensibilità dell'SPL 800 all'ambiente circostante: consiglio dunque se possibile una approfondita prova nel proprio ambiente, o l'assistenza di personale specializzato, se necessario.
In ambito multicanale l'SPL 800 si è comunque mostrato molto valido: il supporto energetico in gamma bassa è sempre molto valido e consistente, ovviamente non avendo la pretesa di sonorizzare una sala congressi. In normali ambiente casalinghi non si avverte quasi mai una sensazione di compressione. Una ottima scelta, dunque, per chi ha poco spazio ma non vuole rinunciare a prestazioni di elevato livello. La costruzione è eccellente, i materiali impiegati di prima qualità, il marchio una garanzia in sé; cos'altro aggiungere?

 

 

 

 

 
 
 

 

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