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Rega
presenta la terza serie di alcune sue elettroniche, il pacchetto
di aggiornamenti comprende: l'integrato Mira, il pre Cursa,
il finale stereo Maia, il finale mono Exon e il sintonizzatore
Radio 3.
Questi componenti fanno parte del completo catalogo della
casa inglese che, partita con la produzione di giradischi,
comprende tutti gli elementi di una catena Audio, dalla sorgente
alle casse, cavi ed accessori compresi.
Del Mira
3, abbinato alla sorgente Planet 2000, avete
letto nel numero 3 la prova dell'amico Marco Caponera; oggetto
di questo mio ascolto è la coppia pre Maia e finale
Cursa.
Descrizione
L'estetica
di questi nuovi Rega è accattivante (a me è
arrivata la versione Silver, ma esiste anche la Black che
costa un po' meno; dal punto di vista tecnico le due versioni
sono identiche, il sovrappiù del prezzo della Silver
è dovuto solo alla finitura del contenitore) e originale,
il telaio è identico per tutte le elettroniche ed è
nero con una alettatura nella parte inferiore adibita allo
smaltimento del calore, questa è la base di tutti gli
apparecchi che naturalmente differiscono per il frontale e
il retro (questi in materiale sintetico); la parte nuova e'
nel coperchio in estrusione di alluminio dal generoso spessore;

certo, vista la profusione di ottimi materiali per il telaio
ed il coperchio, non ci sarebbe dispiaciuto vedere, almeno
il frontale del medesimo materiale, ma il contenimento dei
costi, nei punti meno delicati, ha il suo peso.
Una ricerca estetica che mostra come anche nelle aziende più
restie a concedere spazio al Look si stia cambiando registro,
effettivamente i primi Rega avevano una immagine solida ma
spartana; ora con questi abbinamenti grigio/nero si è
più in linea con le tendenze attuali.
Aprendo i due apparecchi si scopre però che nulla è
cambiato dal punto di vista progettuale, quindi nessuna variazione
di sostanza, solo uno stile più " trendy".
Cursa
3
Cosa
ci può essere di più minimalista di un interruttore
e una manopola di regolazione del volume? Come dichiarato
dalla casa inglese lo scopo è quello di ottenere il
miglior suono eliminando tutto l'inutile, rendendo al contempo
semplice l'ultilizzo degli apparecchi. Nel Cursa c'è
tutto questo, anche il balance è stato sacrificato
per perseguire questo scopo, quindi: pulsante On/off che si
illumina all'accensione e un unico potenziometro che svolge
la doppia funzione di regolazione del volume e selettore delle
sorgenti (il passaggio di funzione si ottiene con una piccola
pressione sulla manopola).Gradevole l'utilizzo dei led rossi
per la visualizzazione della sorgente e del livello del volume,
detto livello viene mostrato nella corona del potenziometro;il
pre è completamente telecomandabile (in questo caso
il telecomando non è compreso, ma è disponibile
come optional) e il ricevitore IRC è posto sul Logo
Rega che si trova alla sinistra del frontale; alla destra
del potenziometro ci sono i pulsanti per la selezione di un
ingresso tape aggiuntivo e un tasto mute.

Gli
ingressi possono essere 5 solo linea o 4 linea e uno phono,
nel secondo caso è possibile scegliere tra una scheda
aggiuntiva MM e una MC, la versione in mio possesso è
MM; le uscite sono due per offrire la possibilità di
pilotare una coppia di finali stereo.
Riguardo il pilotaggio dei finali il pre dà la possibilità
di regolare il livello di uscita su tre valori: 212 mV; 830
mV; 1,25 V, in modo di adattarsi alle varie esigenze, di fabbrica
esce settato su 830 mV, che è quello ottimale per l'ingresso
del finale Maia. La casa inglese consiglia di far compiere
le operazioni di modifica del livello di uscita da un rivenditore
autorizzato Rega.

Un
aspetto importante di questa nuova edizione del pre lo troviamo
nel potenziometro e nella relativa regolazione del volume,
non si tratta di un potenziometro ma di una apposita circuitazione
: questa è costituita da una rete resistiva a commutazione
analogica controllata digitalmente da un microprocessore;
la risoluzione è a passi da 1dB con un totale di 80
steps che permettono una regolazione fine del livello di uscita.
La visualizzazione sui led posti sul frontale, intorno alla
manopola di regolazione, viene fatta a passi di 4db, quindi
20 led; leggendo le specifiche della casa Inglese apprendiamo
che le reti di resistenze a passi del controllo del volume
sono posizionate nei circuiti di input e di controreazione
dell'amplificatore di ingresso, a FET discreti, ottimizzando
così il guadagno dell'amplificatore di linea per avere
il migliore rapporto segnale/rumore. Inoltre, le reti di resistenze
a passi fanno sì che l'ingresso sia ad impedenza costante,
facendo vedere alla sorgente (CD, radio, registratore, ecc.)
un carico sempre uguale ed eliminando i possibili cambiamenti
della qualita' sonora dovuti a diverse posizioni del controllo
di volume.

Il resto dell'interno mostra componentistica di ottima qualità
tutta basata su montaggio a inserzione e una sezione di alimentazione
che sembra adeguatamente dimensionata, sul percorso del segnale
si notano degli ottimi condensatori Evox; un po' meno positivo
il mio giudizio (deformazione professionale dovuta a decenni
passati in azienda negli ambiti Ingegneria e Qualità)
sulla piastra circuito stampato che non sembra in linea con
il resto del progetto.
Maia
3
L'amplificatore
finale ha una potenza dichiarata di 85 watt per canale, usa
dei finali Sanken da 200 watt (le due coppie di finali sono
fissate al telaio in basso); come
si vede dalla foto sotto ci troviamo di fronte ad un finale
dai due canali separati ( anche se l'elettronica risiede su
una sola PCB) ognuno con la propria alimentazione costituita
da due generosi trasformatori toroidali e da condensatori
da 28.200 microFarad;

anche
in questo finale notiamo la presenza di condensatori Evox
sul percorso di segnale; il Maia dispone anche di un circuito
di protezione termica, contro i surriscaldamenti .

Ascolto,
ovvero: ogni cosa fatta bene vuole il suo tempo.
Il
mio primo contatto con una elettronica Rega lo ebbi qualche
anno fa quando, dopo un periodo di abbandono della passione
audiofila, decisi di rimettere su un piccolo impianto per
ricominciare ad ascoltare i miei vinili, eravamo intorno al
1995.
Il Rega in questione era l'integrato Brio,che il negoziante,al
quale mi ero rivolto,mi propose in confronto con il NAD 302
( non essendo sicuro che la passione sarebbe rinata in me
avevo deciso di ricominciare con materiale low budget) dopo
ascolti ripetuti decisi che il suono preciso e dettagliato,
ma un po' "secco" (perdonatemi il termine) del primo
non faceva per me e scelsi il suono più caldo del Nad.
E' quindi con una certa curiosità, ascoltare come il
suono della ditta inglese si è evoluto, che ho iniziato
la prova; nel tempo intercorso dal 95 ad oggi il NAD intanto
è stato sostituito da un Cyrus 3 alimentato da un PSX,
pochi cambiamenti di impianto quindi, sono uno che si affeziona
e non ho mai sentito la necessità di cambiare troppo
gli apparati.
Il pre e finale mi sono arrivati corredati dal cavo di segnale
Rega Coax e da quello di potenza Rega SC42, che secondo la
casa inglese dovrebbero consentire una resa migliore alle
due elettroniche al fine di ottenere il suono che si è
prefissata in fase di progetto;

dallo
stato degli apparecchi si deduce che sono già stati
utilizzati in precedenza, quindi un qualche rodaggio sembra
sia stato fatto, con questa idea mi accingo, quindi, ad iniziare
l'ascolto.
Sull'importanza
del rodaggio e riscaldamento dei componenti hifi, per il loro
corretto rendimento, si detto molto ed è cosa quasi
assodata, ma lo stupore nel sentire come era poco probabile
la resa sonora dei Rega dopo solo un'ora di preriscaldamento
è stato sorprendente, segno anche di un numero non
sufficiente di ore di riproduzione.
Ho capito così che il percorso per arrivare ad una
prova attendibile sarebbe stato più lungo del previsto,
da questo il titolo di questo paragrafo.
Ho
messo la coppia inglese in rodaggio, per un giorno ed una
notte, con il Marantz in repeat continuo, e ho voluto ascoltare
come era evoluta la riproduzione sonora: il suono che usciva
dai due apparecchi in prova aveva si un buon dettaglio e grande
naturalezza , ma l'immagine e la riproduzione della gamma
bassa erano veramente al di sotto delle aspettative.
La prima cosa che faccio è sostituire i cavi Rega con
i miei, ma il risultato non cambia; punto della situazione:
bisogna continuare a lavorare sul rodaggio. Questa volta dopo
due giorni di riproduzione continua prima di ripetere il test.
Ebbene sì, finalmente il suono esce da questi due ritrosi
oggetti inglesi ed è una sonorità che rispecchia
molto il modo di riprodurre la musica classico di certa scuola
anglosassone: un grande dettaglio , precisione nella riproduzione
spaziale degli strumenti, il pianoforte è riprodotto
in maniera eccellente con le proporzioni larghezza, altezza
e profondità credibilissime.L'immagine è ancora
un po' troppo racchiusa e quasi mai si estende oltre i diffusori
e il basso è ancora troppo frenato, anche se ricordo
essere due caratteristiche del suono Rega mi sembrano tuttavia
parametri su cui ancora si può lavorare con il rodaggio.
Certo
a questo punto il pensiero mi corre a quale deve essere l'accortezza
di chi vende queste elettroniche -che non sono fatte per stupire
subito- nel proporle nel modo corretto ad un cliente : come
impostazione Rega le ha studiate per essere semplicissime
da usare, due collegamenti e via, ma dal punto di vista della
resa migliore necessitano di un po' di pazienza.
Veniamo
alle considerazioni che sono scaturite dopo un mese di ascolto.
Mai come in questo caso mi era capitato di vedere come la
resa sonora migliorava giorno dopo giorno, fino a raggiungere
il suo livello migliore; grande analiticità, stabilità
dell'immagine con una eccellente tridimensionalità,
facilità nel riprodurre i passaggi più complicati
, sia come resa timbrica che come necessità di potenza
(gli 85 Watt aiutano molto) con una dinamica non travolgente
ma sempre equilibrata , basso preciso e frenato , a volte
si vorrebbe una maggiore discesa verso le basse frequenze,
ma immagino che questa sia stata una scelta progettuale ,
con la conseguenza, quindi, che tutta la gamma viene presentata
senza nessuna enfasi, riproducendo l'evento sonoro senza aggiungere
niente (molto importante quindi una ottima sorgente), si nota
solo un leggero predominio della gamma alta.
Dove
invece ho preferito il mio riferimento è nel calore
e nell'ampiezza dell'immagine, il basso del Cyrus scende più
in giù di quello del duo Cursa/Maia contribuendo a
dare più vigore alla musica, il Rega riproduce questa
parte dello spettro in maniera più precisa ma un po'
meno corposa; queste differenze si tramutano in maggior calore
del mio riferimento, ma una migliore analiticità della
coppia oggetto del test; se cercate le variazioni dinamiche
da pugno allo stomaco o il pavimento che vibra sulle basse
frequenze andate a cercare altrove.
L'immagine nei Rega è molto stile "monitor",
cioè riproduce l'evento sonoro così com'è
, senza aggiungere niente e senza falsificazioni spettacolari;
tutto ottimamente ricostruito, seppur nello spazio tra i diffusori,
e con una grande naturalezza.
Davvero ottimo l'accoppiamento del duo con la sorgente analogica,
e non poteva essere altrimenti vista la storia di Rega, merito
anche dell'ottima scheda phono MM, il Cursa riusciva a tenere
sotto controllo in maniera eccellente l'esuberanza della mia
Adcom montata sul Thorens TD160; venivano a mancare anche
quelle piccole asprezze dovute alla sorgente digitale; davvero
una naturalezza del suono notevole.
Conclusioni
La qualità tecnica e musicale di questi Rega è
elevata, quello che consiglio è però un loro
ascolto attento perché il suono è molto personale,
la scelta di privilegiare la correttezza e naturalezza della
riproduzione a scapito di una piccola enfasi delle frequenze
basse è una scelta che prevede un acquirente attento
alla vera essenza della musica.
E' comunque un'impostazione sonora che vi deve piacere e che
conosce pochi mezzi termini: se non vi piace la odierete.
Altro consiglio è quello di lasciare sempre scaldare
queste elettroniche per un'ora prima della seduta d'ascolto.
Impianto
Sorgenti
analogiche: Pro-ject
6.1 con testina Grado Red ; Thorens TD160 con testina MC ad
alta uscita Adcom.
Sorgente Digitale: Marantz
CD 63 KIS
Amplificazione: Cyrus 3 + alimentatore PSX
Casse acustiche: Monitor Audio studio 3 ( torri da circa 90
DB di efficienza )
Cavi segnale: VDH ibrid MK2, YBA Cristal
Cavi di potenza: YBA Glass .
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