Numero 7
Editoriale
Classic in one piece
Music Fidelity Tri-Vista
Pathos New classic one
Rega Maia3 & Cursa3
Velodyne SPL 800
Gallo Due'
Verity Tamino
DL103 & Sowter 9580
New Digital
NAC
LAT Int. Cable
Matteo Lupatelli
HOME

 

Dati

Costruttore: Antony Gallo Acoustics, California.

www.roundsound.com

Distributore: Art of Music , Via Dal Lino, 23/2 40134 Bologna Tel. 051 / 61.48.398

Prezzo 11/2003: 1800 la coppia.

Garanzia: 5 anni

 

Descrizione:

Sistema di altoparlanti

 

 

 

Gallo Dué
Di Fabio Cottatellucci
 

 

 

 

     
 

 



Storia del Professor Gropius e del Signor Gallo

In quella fucina d'idee che fu la Germania di Weimar, un professore d'architettura fondò una scuola il cui nome sarebbe divenuto sinonimo di riconduzione estetica degli oggetti al loro uso. Quel professore era Walter Gropius, la sua scuola era il Bauhaus.
Anche come risposta agli anni del Liberty e del Déco in cui l'ornamento era divenuto esso stesso forma, il credo di questa scuola fu che una nuova arte avrebbe dovuto disegnare, sulla base della sola funzionalità, gli oggetti che le fabbriche dovevano produrre.
In quegli anni si gettarono le basi di quello che sarebbe stato il design industriale del ventesimo secolo; quando la Scuola fu travolta dagli avvenimenti politici degli anni Trenta molti suoi studenti si dispersero per il mondo dove avrebbero, nel secondo dopoguerra, disegnato intorno a una stretta funzionalità moltissimi di quegli oggetti che avrebbero riempito le case e le vite degli occidentali fino al giorno d'oggi.

Mentre estraevo dal loro solidissimo imballo questa coppia di originali diffusori, mi domandavo se il Signor Anthony Gallo abbia studiato al college design industriale oppure se sia stata la logica della funzionalità innanzi tutto a suggerirgli l'impostazione delle sue Dué.
Il punto è che questo è un diffusore esteticamente notevole: tanto per capirci, sarebbe bello anche se con due lampadine al posto dei midrange venisse venduto come lampada.
Qui invece la bellezza estetica e il conseguente elevato WAF (Wife Acceptance Factor, fattore di gradimento femminile) vengono dalla totale finalizzazione della forma allo scopo: suonare.
Il trasduttore (non c'è una cassa!) è composto da due sfere d'acciaio che ospitano i larga banda da tre pollici con membrana in polipropilene, fissati senza flangia per eliminare diffrazioni e decompressioni, congiunte da un tozzo cilindro che ospita il tweeter.
La forma delle due sfere le rende immuni da onde stazionarie e diffrazioni e, secondo la Casa, le caratteristiche progettuali le rendono equivalenti a casse di litraggio dieci volte superiore.
Il tweeter CDT (marchio della Casa) è un'unità a nastro: una lamina argentata in Kynar, materiale plastico di derivazione aerospaziale, protetta da una griglia, viene eccitata elettricamente e riproduce grazie alla massa ridottissima la banda elevata dello spettro con una velocità e un angolo di dispersione, si suppone, superiori alle unità convenzionali.

 

Pronti ad iniziare?

La foto mostra il set di una Dué appena uscita dalla scatola. La griglia è già montata di fabbrica, e intorno si possono vedere da sinistra il supporto per superfici piane, le staffe per il montaggio a muro e sul supporto, i parapolvere in plastica e tela alternativi alla griglia. Sullo sfondo il manuale d'istruzioni, chiaro e prodigo di ottimi consigli sull'installazione, ma purtroppo redatto in sola lingua inglese (ottime e di buon senso anche le pagine di consigli al sito Internet della Casa). In primo piano la chiave a brugola fornita e la minuteria di fissaggio del diffusore alla staffa.
Le Dué sono disponibili in metallo spazzolato come l'esemplare in prova, in nero (molto hi-tech) e in bianco (molto fine-anni '60). Nelle foto trovate tutte le combinazioni di griglie e supporti, e in una anche un dischetto per dare una misura esatta dell'oggetto.
E' possibile anche l'installazione a muro e si può sempre scegliere fra il montaggio orizzontale e verticale, le Dué sono comunque molto stabili in virtù dell'elevato peso rispetto al volume.

Meccanica di precisione

 

Nel fare tutte queste prove non ho incontrato la minima difficoltà e non sono venuto in contatto con nessuna parte in plastica tranne l'isolante degli ottimi anche se piccoli morsetti dorati (A, nell'immagine) e i parapolvere: il resto è tutto metallo lavorato a tolleranze bassissime. Impressionante la precisione delle giunzioni e delle sedi delle viti: ho avuto la sensazione che queste modifiche potessero essere ripetute decine di volte senza un graffio per il diffusore, che in assetto di guerra con la sua griglia in metallo pesa quasi tre chili e mezzo.
Nella seconda foto, al disotto del pannello posteriore tenuto in sede da quattro viti degne del coperchio punterie di un'auto (B) è visibile un ulteriore pannello bloccato da sei viti (C) che copre il trasformatore asservito al tweeter, corresponsabile del peso dell'apparecchio, e il cablaggio interno(D): attenzione perché non si tratta di banale piattina ma di filo d'argento marcato Gallo Acoustics. Notare l'ampio foglio di isolante che fodera il pannello (E) e gli altri patch di materiale isolante (F) all'interno del mobile… scusate, della carrozzeria.

 

Un progetto modulare

Queste Gallo fanno parte di un sistema modulare espandibile che parte da una coppia di Nucleus (provate sul numero 3 di Videohifi.com), per arrivare al sistema con sub amplificato (ulteriori 1.200 Euro) che fornisce potenza anche ai satelliti Dué. Potete iniziare comprandone una come centrale HT e poi ancora due per la sezione frontale, frazionando la spesa e verificando la rispondenza del suono ai vostri gusti, e poi i surround e il sub, o puntare sui frontali e far crescere un sistema a due canali hi-fi stereo in odore di High-End.
Potete installarle virtualmente ovunque, su ripiani, scaffali, muri. Un vero passe partout.
E, riprendendo il discorso sul Bauhaus di Gropius che facevo in apertura, è proprio da questo focus sulle prestazioni e sulla facilità di utilizzo che deriva un'estetica così, almeno a mio avviso, originale e valida.

 

Il suono di una forma

Ho iniziato gli ascolti in stereo due canali con pre Galactron e finale Leak Stereo 20, un classico di lusso del valvolare Vintage.
Usando le Dué come una coppia di minidiffusori stand alone senza sub, come era giusto attendersi i piccoli altoparlanti si sono rifiutati di riprodurre una degna gamma bassa.
Sono poi passato al collegamento dell'uscita del Leak al sub, componente come vedremo cruciale per il sistema.
Ho utilizzato il mio fido JBL che con il suo altoparlante da 30 cm caricato in bass-reflex e i suoi 120 Watt è uno dei sub più musicali che conosca fra quelli di costo umano (ed è anche… conterraneo delle Gallo venendo dalla costa Ovest degli Stati uniti).
Il segnale già amplificato dal Leak e tagliato dal crossover del sub tornava poi alle Gallo. Nulla da fare: suono un po' velato, zona d'incrocio fra le frequenze dura da gestire e soprattutto non uniforme con tutti i dischi. Ho quindi accantonato anche questa seconda configurazione e ho fatto ricorso al mio Marantz 7000 usando il Leak come finale dei suoi frontali.. La traccia preamplificata da mandare al sub veniva quindi elaborata nel dominio digitale dal ricevitore.
Ho regolato sul massimo la frequenza di taglio del sub per escluderne di fatto l'intervento affidando la ripartizione interamente al ricevitore, ho fatto un paio di prove con la fase e ho proceduto alla regolazione fine del livello dal sub stesso e non dal Marantz.
Tutto un altro mondo! L'incrocio è diventato molto più fluido, e la gamma bassissima ha gentilmente " riempito " le parti lasciate vuote nel segnale dalle Gallo, un po' come l'acqua versata da una mano accorta riempie senza farlo traboccare lo stampo per cubetti di ghiaccio di un frigorifero.
L'unico problema rimasto, che forse non si verifica con il sub della Casa, è che il roll-off dei bassi delle Gallo inizia piuttosto in alto ed è alquanto ripido, pertanto bisogna rinunciare a un'emissione esplosiva in gamma bassa che costringerebbe il sub a salire fino ad emettere frequenze direzionali corrompendo il panorama sonoro.
Questo ha tolto un bel po' di energia alla riproduzione dell'organo della Sonata II in Do di Mendelssohn.

Un'estetica versatile

Dopo aver risolto il problema dell'interfacciamento con il subwoofer il quale dà alla gamma bassa la sua propria impronta, mi sono concentrato sull'ascolto.
Ho potuto così godere di un palcoscenico sonoro spettacolare per la categoria e anche per categorie ben superiori, con gli strumenti illuminati dalle Gallo con una precisione da lama di rasoio e con un profondo buio fra di loro, in una splendida scansione di piani sonori. Ottima la spazialità in profondità e altezza, buonissima anche in larghezza anche se in questa dimensione il palcoscenico rimane confinato fra i diffusori.
Questi ultimi, già fisicamente piccoli, scompaiono totalmente dalla scena e la musica se ne stacca totalmente. Velocissima la gamma acuta, forse leggermente dura ma molto aperta, mentre la gamma media è veloce, molto presente e rifinita. Ottimi i transienti. Con le percussioni di Inomata le doti di velocità, dinamica e contrasto danno grande spettacolo producendo un suono dal ritmo frizzante e coinvolgente, forse un po' secco per via del protagonismo del tweeter (le bacchette di legno picchiate fra loro dal batterista sembrano quasi di metallo). La voce della Sutton è corretta ma un filo mancante di calore, mentre quelle maschili sono ben impostate ma mostrano una leggera nasalità che in alcuni passaggi dà loro un che di scatolato o di sintetico. Quest'ultima caratteristica si corregge in parte allontanando le Gallo dalla parete posteriore.
La Casa suggerisce di utilizzare i propri cavi in argento, usati anche per il cablaggio interno delle Dué. In realtà è andata benissimo anche una semplice piattina audio OFC da 2,5 mmq e, meglio ancora, un progetto DIY molto trasparente ma ad elevata capacità. Il roll-off sugli acuti di quest'ultimo ha ammorbidito leggermente le Gallo (occhio a eventuali tendenze all'auto-oscillazione dell'ampli).
Dove collocarle? A mezzo metro circa da tutte le pareti, seppur poco in assoluto questo è già un multiplo della grandezza del diffusore, e giova alla timbrica generale e al palcoscenico. Le Dué vogliono stare in alto, io le ho appoggiate direttamente sopra le mie Klipschorn delle quali sembravano i supertweeter (!).
Le caratteristiche di dispersione, specialmente dell'unità degli alti, sono eccezionali quindi l'angolo di convergenza (toe-in) può essere molto ridotto ; la zona ottimale d'ascolto (sweet spot) è piacevolmente larga. Si può quindi tutto sommato rinunciare all'installazione verticale che permette al tweeter il massimo della dispersione sul piano orizzontale.
La griglia metallica e le cuffie parapolvere per gli altoparlanti da installare in alternativa hanno lo stesso effetto, secondo me positivo, di una moderatissima limatura degli acuti.
Nessuna caduta di stile quando ho smesso di usare il Leak come finale passando tutto al Marantz; a livello interfaccia un ricevitore x.1 di buona qualità, dal suono non duro e con un po' di Watt (Gallo dichiara 89 dB di sensibilità) andrà benissimo. Nessun problema neppure quando le americanine hanno lavorato come canali frontali del sistema HT.

 

Qualità inaspettate

E proprio con il cinema in casa hanno dato un'altra bella prova di sé: ne ho installata una come canale centrale fissandola direttamente sopra al televisore con due pezzetti di biadesivo. Il risultato estetico è stato validissimo (vedi foto), e quello sonoro non è stato da meno.
La Gallo si è trovata a distanza ottimale da parete posteriore e pavimento, e ha fatto quello che i migliori centrali devono fare: rendere perfettamente intelligibili i dialoghi, parte principale della loro traccia sonora ed elemento vitale per la visione del film. Ho fatto la prova del nove con la scoppiettante commedia " La bottega del barbiere " del rapper Ice Cube: nella traccia originale i dialoghi serrati e sovrapposti fra più persone che parlano inglese con forte accento costringono i non madrelingua a uno sforzo notevole per seguire le battute. Con le Gallo ho potuto rilassarmi ben più del solito, dato che la precisione, la velocità e la capacità di scansione dei piani sonori hanno reso perfettamente nitide le voci di ciascuno. Certo, un centrale che scende di più dà maggior calore alle voci ma è anche vero che ci sono in giro già troppi diffusori che trasformano la voce di Harrison Ford in quella di Barry White.

 

Finalmente niente più scatolotti neri

Finale

Ho fatto la conoscenza di un oggetto pensato e disegnato per suonare, e per farlo bene.
Non si tratta di un prodotto high end, almeno non in questa configurazione, ma ha la solidità di un carro armato. Inaspettatamente, per chi non sia appassionato di design industriale, questo oggetto è anche bello e sebbene non venga regalato ha un prezzo adeguato alle sue qualità, a partire dalla cura riposta nella lavorazione del metallo.
Se siete dei malati del monotriodo con diffusore largabanda, se siete alla caccia di " archi materici e serici " (ma lo avete mai sentito quanto graffia un violino dal vivo?), oppure se vi sentite a disagio se le vostre casse non hanno le venature del ciliegio al posto giusto e il tweeter non viene dal Circolo polare, o se infine i dialoghi dei vostri film si svolgono solo fra l'Orco delle favole e Amanda Lear, lasciate stare le Gallo.
Se invece vi piace sentire la musica con ritmo e passo coinvolgenti, se della musica amate la dinamica, il contrasto, la velocità e il palcoscenico, oppure se non volete perdere una sillaba del dialogo sussurrato in napoletano fra Eduardo e Titina De Filippo, se d'estate volete portare con voi le amate casse nella casa di vacanza, se volete poterle spostare ogni sera per montare il tavolo da ping-pong con vostro figlio e vederle far bella figura con gli ospiti un'ora dopo, andate ad ascoltare le Dué.
Fatelo prima di comprare in un Gigastore uno di quei sistemi di diffusori a forma di canna da pesca, di libro di ricette, di portapenne o di cubo di Rubik che, oltre a essere spesso costruiti in pura plastica, sono quasi sempre disegnati per limitare gli attriti in famiglia e non per suonare come si deve.
Non so se Anthony Gallo conosca il Bauhaus, ma se Walter Gropius oggi potesse ascoltare musica lo farebbe, probabilmente, con i suoi diffusori.

Estratto del foglio specifiche tecniche:

Risposta in frequenza: 80Hz - 40 kHz
Sensibilità : 89 dB
Impedenza nominale: 8 Ohm
Potenza massima amplificazione 100 W

Le Gallo Dué sono state provate con:

L'impianto
Sorgente digitale: Philips DVD 963 SA
Pre amplificatore: Galactron Mk 2161 Signature
Finale: Leak Stereo 20
Amplificatore Audio/Video: Marantz SR7000
Subwoofer: JBL PSW-1200
Televisore: Philips 32PW6826
Trappole acustiche: DaaD
Cavi: Cambridge, G&BL, diversi esemplari autocostruiti.
Linea d'alimentazione dedicata

I principali dischi - CD:
Tierney Sutton Blue in Green Telarc Jazz
Takeshi Inomata & Separation Ex-Spiral New Sonic Dimension
Mendelssohn-Bartholdy (F.Framba) Sonata II in Do Sicut Sol
Freddy Cole Rio de Janeiro Blue Telarc Jazz

I principali dischi -DVD Video:
Ice Cube The Barbershop State Street / Cube Vision, MGM

 

 

 

 

 
 
 

 

Stampa la pagina Stampa la pagina 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
© Copyright 2003 VIDEOHIFI.com
 

 

Logo Logo