Numero 7
Editoriale
Classic in one piece
Music Fidelity Tri-Vista
Pathos New classic one
Rega Maia3 & Cursa3
Radii Mini 2A3
Velodyne SPL 800
Gallo Due'
Verity Tamino
DL103 & Sowter 9580
New Digital
NAC
LAT Int. Cable
Matteo Lupatelli
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Dati

Costruttore: Radii Audio, Hong Kong

www.radaudio.com

Distributore: Toniolo Dimitri,

http://members.xoom.it/audiohifi

Prezzo 11/2003: 900

 

Descrizione:

Amplificatore finale

 

Radii Mini 2A3
Di Giovanni Aste
 

 

 

 

 

 

 

Introduzione


Lo so che oramai di monotriodi è pieno il mondo, ma qui su VHF non se ne erano quasi ancora visti…poi io sono particolarmente affezionato alla tipologia e quindi…
Radii Audio è una piccola ditta di Hong Kong di un centinaio di persone che fabbrica in casa praticamente tutto, compresi i trasformatori. La loro linea di prodotti è abbastanza vasta comprendendo una linea di preamplificatori, una di finali e addirittura una di ampli per cuffie! Nella linea di finali il nostro è posizionato, direi, nella fascia entry level o appena superiore.

Il sito della Radii Audio è www.radaudio.com.

Costruzione


Il Radii Mini 2A3 si presenta piuttosto bene con un aspetto elegante e non intrusivo, viste le dimensioni. Il contenitore vero e proprio è in acciaio, con un bel frontale in alluminio anodizzato di notevole spessore e le coperture dei tre trasformatori, classicamente uno di alimentazione e due di uscita, anch'esse scure.
Sul pannello anteriore troviamo il solo pulsante d'accensione, con accanto il led indicatore,

 

mentre sul pannello posteriore sono presenti la presa di alimentazione, i morsetti, di ottima fattura e grandi dimensioni, per i diffusori ed infine i pin d'ingresso.


La componentistica è di fattura normale, per quanto riguarda le valvole, le driver, 12AX7, dovrebbero essere NOS Americane mentre le finali, 2A3, sono marchiate ART.
Assieme all'ampli la Radii fornisce anche un piccolo manuale d'uso con annesso lo schema circuitale.
Ciò ci permette di scoprire che il nostro è un ampli a due stadi; ognuna delle 12AX7 usa le due sezioni in parallelo in modo da sfruttare l'alto guadagno di questo tubo dimezzandone però l'impedenza interna, realizzando così sia lo stadio d'ingresso che quello driver per le finali.
E' una soluzione che, nell'ottica "budget" dell'apparecchio, è accettabilissima, è ovvio che uno stadio siffatto non avrà grandi capacità di pilotaggio, ma permette comunque di rimanere sul due stadi senza sacrificare troppo la sensibilità dell'apparecchio e senza utilizzare tubi particolari, dall'alto guadagno e dalla bassa impedenza interna, costosi e spesso difficili da trovare.
I catodi delle 12AX7 non sono bypassati il che introduce un po' di controreazione sul primo stadio.

Lo stadio finale è composto da una 2A3, il punto di lavoro scelto, secondo quanto ho rilevato dalla lettura delle tensioni e delle correnti (270V/50mA circa), dovrebbe essere quello classico da manuale. Niente da dire, i manuali li hanno scritti persone che sapevano J. I filamenti sono accesi in alternata, anche questa scelta, se non porta problemi di rumore, e nel Radii non mi sembra proprio, mi vede perfettamente d'accordo.

L'alimentatore utilizza un raddrizzamento a stato solido e una cella CRC come filtro, semplice ma efficace. C'e' da dire, per chi storce la bocca alla mancanza dell'induttanza, che il Radii, nonostante i filamenti accesi in alternata e l'utilizzo di triodi DHT, è un ampli estremamente silenzioso e ciò va sicuramente a suo favore.
Voi mi direte che l'induttanza non serve solo a "silenziare" ma ad avere più aria, maggior ricchezza in alto, maggior respiro…lo so, ma, come dicevo, il nostro è un oggetto abbastanza "entry level" e in quest'ottica la scelta fatta mi sembra un buon compromesso.
Peraltro dove si poteva non si è assolutamente lesinato, prova ne è il trasformatore d'alimentazione, sicuramente ben dimensionato, tanto che dopo tre (3) giorni di accensione continua era solo poco più che tiepido.
L'ampli è dato, come la maggior parte dei "2A3" per 3W su 8 ohm.

Suono


Appena arrivato ho sistemato il piccoletto tra il mio pre (un srpp di 6SN7) e le mie Vivace e l'ho acceso per tenerlo un po' ad arrostire. E qui la prima sorpresa, il Radii, come dicevo, è un ampli estremamente silenzioso, almeno per la sua tipologia; collegato a diffusori da più di 97dB non si sente assolutamente nulla, neanche il minimo "uhm". Ottimo.

Dopo due giorni di "burn in" inizio le prove.

Il nostro mette subito in evidenza il suo carattere da monotriodo, la gamma media è molto bella, ben levigata e presente, forse solo un po' in avanti, il timbro degli strumenti acustici è molto naturale, il dettaglio risulta molto ben evidenziato. Belle ovviamente, con queste caratteristiche, le voci, specie quelle femminili, un po' meno quelle maschili che, pur conservando un'ottima naturalezza, perdono un po' di corpo.

Agli estremi gamma invece il discorso cambia leggermente, l'estensione di per se è buona ma, specie in alto, si avverte una certa perdita di definizione e ricchezza, un po' meno sfumature rispetto al resto della gamma. Sul basso discorso simile seppur meno marcato.

Questo comportamento si accentua, ovviamente, quando si va su con la potenza.

A proposito di potenza, parliamone; 3W certo non sono molti, ma con diffusori di una certa sensibilità vi assicuro che grossi problemi non ce ne sono (anche se questo è sempre un discorso molto soggettivo), inoltre la dinamica che il nostro è in grado di esprimere è di buon livello in assoluto (ho sentito ampli con una potenza 20 volte superiore suonare mooolto più piatti) e questo sicuramente aiuta.

Non ci sono predilezioni per un genere in particolare, il Radii suonerà tutto ciò che gli darete, dal trio jazz alla musica sinfonica, con lo stesso entusiasmo, entusiasmo che non mancherà di trasmettervi, con buona pace di chi pensa che i monotriodi vadano bene solo per i quartetti d'archi.
Non ho fatto prove con l'hard rock, ma presumo che un fruitore di questo genere non sia indirizzato su questo genere di apparecchi J.

In generale, quello di cui si sente la mancanza è quel senso di realtà, di respiro, quell'impressione di essere là che, a umile parere di chi scrive, solo i monotriodi di alto e altissimo livello riescono a dare.

Conclusioni


Il Radii Mini 2A3 è un oggetto onesto, non ha prestazioni eccezionali, e non potrebbe averne a quel prezzo, ma, se gli darete fiducia, vi ripagherà con ore di musica viva e godibile.

Forse la sua maggior qualità è proprio il fornire una prestazione globale sempre molto gradevole e "gustosa" senza pensare ad alti, bassi, macro e microdinamica e altre cose che spesso rovinano i pomeriggi di noi malati dell'hifi.

Non è inoltre da scartare la possibilità di "tweakkare" leggermente l'oggetto in quanto il circuito è molto semplice (come spesso accadde per la tipologia) e all'interno del cabinet c'è un discreto spazio. La prima cosa che mi viene in mente ad esempio, è sostituire i condensatori d'accoppiamento tra il primo e il secondo stadio con altri di maggior pregio, già questo, penso, aiuterebbe a migliorare le già buone prestazioni.
Una seconda opzione, che, mi dice l'importatore, MadForMusic, fanno direttamente loro senza spese aggiuntive, è quella di togliere anche quel po' di controreazione sul primo stadio.
A questo bisogna inoltre aggiungere che, dal 1° gennaio 2004 la garanzia su tale oggetto è di due anni e il prezzo di vendita è molto basso in assoluto

Insomma, un oggetto piacevole, sotto molti aspetti.

 
 

 

 

 
 

 

 

 

 
 

 

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