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Ho
conosciuto Francesco Pellissari, il progettista e titolare
della Nac Sound durante uno stage, a cui sovrintendevamo per
differenti motivi, presso l'Istituto Europeo del Design. Lui
era un mio vecchio lettore, e da vecchio lettore, m'immaginava
come un vecchio giornalista, dedito per la gran parte del
suo tempo alla ricerca di nuovi mastici per la dentiera. Io
avevo già sentito parlare di lui all'epoca (per me)
di Audio Review, come giovane progettista di talento. Lui
e la sua bella signora, nonché designer di alcuni dei
modelli presenti nel catalogo, mi hanno, con molta modestia,
presentato la loro produzione. Un cataloghino elegante pieno
di bellissimi oggetti, tali da far invidia alle più
famose "maison" di produzione del suono "design
oriented" dell'Europa del Nord. C'erano anche delle cose
molto originali, più divertenti che funzionali (almeno
per noi che ci occupiamo di alta fedeltà incontaminata
e incontaminabile) come una sorta di diffusore stereo monoscocca
contenuto in un "cerchione" in grado di suonare
andandosene a zonzo per gli ambienti. Insomma c'e n'era abbastanza
da reputare che la produzione Nac Sound non facesse per noi.
Però le cose che diceva Pelissari non erano né
stupide né scontate e la voglia, insopprimibile, di
scoprire cose che oltre a suonare siano anche belle, insomma
la "maledizione" della vocazione estetica, hanno
fatto sì che io chiedessi una coppia di Zemi in prova.
La riluttanza di Pellissari a tale evento è singolare:
si è sempre dedicato al mondo del design tanto da finire
per non credere egli stesso nella possibilità di un'
affermazione dei suoi prodotti nel terrifico mondo dell'alta
fedeltà. Così è successo che m'ha portato
la coppia di diffusori da ascoltare e s'è stupito lui
stesso del fatto che, a confronto con signori diffusori "seriosi",
suonassero così bene. S'è stupito e, giustamente
s'è esaltato, proponendomi poi una serie di varianti
della Zemi e di altri diffusori presenti in catalogo, e riappassionandosi
all'alta fedeltà, che gli doveva, evidentemente, sembrare
una realtà lontana e difficilmente frequentabile (come
in effetti è).
Il concetto di cabinet sferico non è certamente una
novità nel mondo dell'acustica, a partire dai celeberrimi
( ed appetitissimi dai collezionisti) diffusori Audiorama
della Grundig, sino alle realizzazioni di Elipson e non certo
da ultimo di Anthony Gallo. Ma le Zemi hanno delle particolarità,
e delle assolute originalità, che Giuliano Nicoletti
vi racconta, sulle pagine di HFL, meglio di quanto potessi
comunque fare io, a partire dal materiale con cui è
costruito il cabinet stesso: ceramica ad alta densità,
verniciata nelle varianti grigio piombo e argento.
Ora, va detto, che era veramente difficile aspettarsi che
degli oggetti tanto belli e tanto raffinati (e versatili,
potendo essere impiegati come diffusori da scaffale, da piedistallo
o, nella loro naturale propensione, a sospensione, appesi
al soffitto) potessero anche suonare decentemente. Le Zemi
hanno di colpo annullato tutte le mie residue sospettosità
(giustificate, in buona parte, dalle non felicissime esperienze
sul campo) sugli oggetti di design applicati alla riproduzione
audio. Il problema è riuscire ad accostare un buon
designer ed un buon progettista. Alla Nac Sound, in tutta
evidenza, ciò è avvenuto.
Gli Zemi, posizionati su piedistallo, mediante dei semplici
anelli di neoprene che permettono di mantenerli fermi e stabili,
hanno dimostrato di essere diffusori oltreché assai
belli (in particolare nella versione verniciata argento),
di notevolissime capacità acustiche, caratterizzati
da una eccellente linearità, da un grado di neutralità
molto alto, ma senza peccare di asetticità, e da una
ragguardevole omogeneità tonale, tanto da sembrare
un progetto decisamente "audiophile oriented".
Sfoderano una gamma media limpidissima, con voci riprodotte
con grande naturalezza e scioltezza, archi e corde assolutamente
credibili e matericamente concreti, una gamma alta estesa
ma non esageratamente brillante, assai poco affaticante anche
ad alto volume, ed una gamma bassa di insospettabile imponenza,
sino a che le dimensioni fisiche dell'oggetto lo consentono.
In unione ad un buon subwoofer (tagliato nemmeno troppo in
alto, 70/80 Hz andranno più che bene) formano un sistema
completo di alta classe, che unisce due bellezze e due concetti
estetici in un unico canone, che si rivelerà, ne sono
sicuro, una vera delizia per molti appassionati annoiati dal
parallelepipedo legnoso, ma spaventati da ardite operazioni
di matita, che rimangono il più delle volte del tutto
fini a se stesse.
Per l'Home Theater e l'MCL in genere, poi, le Zemi sembrano
essere decisamente votate: arredano casa, anziché deturparne
l'aspetto, fornendo una prestazione di notevolissima caratura,
sia in termini timbrici che dinamici.
Il suono (ma questo vale anche in stereo) grazie alla particolarità
della forma e alle eccellenti conoscenze in campo acustico
di Pellissari, è particolarmente avvolgente e diffuso,
senza risultare mai "ballerino" o produrre sproporzioni
nel dimensionamento dell'immagine e degli oggetti in essa
contenuti. La timbrica neutrale, assieme alla buona propensione
ad essere "spinte" e alla più che discreta
efficienza, lascia che si esprimano al meglio anche in situazioni
nelle quali sono richiesti grandi volumi sonori. La scarsezza
di fatica d'ascolto fa sì che possano essere impiegate
in ascolti prolungati ed impegnativi senza che nulla mai si
perda della loro estrema piacevolezza.
Dulcis in fundo, il prezzo: quasi incredibile se si soppesa
il complesso prestazioni/realizzazione/valore estetico.
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