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Unison Research
Tra le innumerevoli grandi e piccole realtà dell'audio
italiano, Unison Research è una tra le più belle
ed interessanti.
La casa vicentina, guidata da Giovanni Sacchetti, dispone
di un ampio catalogo di elettroniche: pre, finali, integrati
e da qualche tempo, come vedremo, lettori digitali, esteticamente
caratterizzati da forme eleganti ed inconsuete, impreziositi
dall'uso sapiente dei metalli e del legno, che ha sempre rappresentato,
oltre al buon suono, l'elemento di distinzione dei prodotti.
Altro elemento che caratterizza Unison Research è,
a mio parere, la padronanza nell'utilizzo delle diverse modalità
di amplificare un segnale.
Se andiamo infatti ad esaminare la tipologia di apparecchi
prodotti notiamo che non è stata sposata, in tema di
amplificazioni, una strada rispetto ad un'altra, ma viene
volta a volta scelto, come i bravi progettisti sanno fare,
il dispositivo attivo più adatto al risultato che si
vuole ottenere. Accanto ad apparecchi a valvole troviamo quindi
elettroniche a stato solido ed ibride. Gli appassionati di
valvole noteranno che i dispositivi utilizzati vanno dalla
diffusissima EL34 alla famiglia KT88/6550 fino a giungere
alla 845, il triodo di potenza per eccellenza assieme alla
211.
Ricordo a chi legge un dettaglio non marginale: la produzione
delle elettroniche Unison è sinergicamente legata a
quella dei diffusori Opera, progettati da Giovanni Nasta.
La distribuzione di entrambi i marchi è curata dalla
U. K. Distribution.
La
linea Unico
La linea Unico rappresenta l'entry level di Unison Research,
o meglio l'entry level di lusso della produzione dell'azienda
di Cereda di Cornedo Vicentino.
La linea Unico è composta, come il catalogo Unison
in generale, da amplificazioni integrate, combinazioni pre
e finali e da un interessantissimo lettore CD.
Quest'ultimo integra tecnologia di derivazione informatica
(la meccanica di lettura è infatti un ottimo lettore
CD-ROM Asus), avanzati dispositivi di conversione rappresentati
dall'accoppiata classica (e fa sinceramente un pò ridere
definire accoppiata classica un duo di chip introdotti sul
mercato in tempi decisamente recenti, ma l'elettronica ci
ha abituato da tempo all'uso improprio della lingua italiana)
tra ricevitore Crystal CS8414 e convertitore Crystal CS4392,
quest'ultimo in grado trattare, ovviamente non su questa realizzazione,
segnali fino a 24 bit e 192 Khz, ed uno stadio di uscita ibrido
valvole-transistor cucito intorno a due ECC82 (veri classici
queste!!!) in versione selezionata.
Tornando alle amplificazioni, in catalogo sono presenti l'integrato
ibrido oggetto di questo listening test, un altro integrato
interamente a stato solido, un preamplificatore ibrido e,
da ultimo, un finale stereo ibrido con possibilità
di connessione a ponte, per giunta con ingressi bilanciati,
che fornisce un ulteriore motivo di interesse nei confronti
di quegli appassionati che intendono assemblare un impianto
multicanale o HT con apparecchi di chiara vocazione audiophile
e sperimentare il pilotaggio di ogni diffusore con un finale
dedicato.
Il
vestito dell'Unico
Rispetto alle precedenti produzioni, per la linea Unico Unison
rinuncia alle forme particolari alle quali ci aveva abituato
e all'utilizzo estensivo di essenze lignee ed adotta un contenitore
interamente in alluminio e lamiera di acciaio.

Sul pannello frontale in alluminio di grosso spessore troviamo
da sinistra a destra il selettore degli ingressi (in sequenza
Phono, CD, AV, Tuner e Tape) la manopola del volume ed un
piccolo inserto ellittico in legno con il logo dell'azienda
vicentina (una "u" ed una "n" stilizzate
in oro ed argento).
Sempre sul pannello frontale (che vagamente ricorda nella
vista di fronte la produzione Copland) i led verdi segnalano
con l'intermittenza veloce il warm-up dell'apparecchio (probabilmente
di durata pari al tempo necessario al riscaldamento dei filamenti
delle valvole di segnale), con l'accensione continua la piena
operatività e con l'intermittenza lenta (mai sperimentata,
in verità) l'intervento delle protezioni.
La satinatura del pannello e delle manopole è eccellente
e piacevolissima al tatto.
Sul pannello posteriore presa di rete, ingressi RCA e doppia
serie di morsetti per cavi di potenza (chi vuole sperimentare
il biwiring ha quindi di che divertirsi), questi ultimi di
ottima qualità, protetti da cortocircuiti accidentali
mediante un involucro in plastica trasparente ed in grado
di accettare filo spellato, banane e forcelle.

Bello il telecomando del volume in dotazione, in legno massello
e per il fatto di funzionare a radiofrequenza e non a raggi
infrarossi, in grado di inviare il segnale anche da ambienti
diversi da quello abituale di ascolto.

La
tecnica dell'Unico
La mia predilezione per il mix valvole e stato solido è
nota, ma non preconcetta.
Non dico che tutte le apparecchiature a circuitazione ibrida
siano di mio gradimento, ma devo dire che l'impronta del suono
valvolare ed il piglio deciso dello stato solido in un apparecchio
Unico (pessimo gioco di parole ) catturano sempre la mia attenzione.
Il gourmet questa volta propone una coppia di doppi triodi
di segnale (ECC82 alias 12AU7 alias 5814A) tra i più
noti ed uno stadio di potenza a MOS-FET a simmetria complementare
in grado di sprigionare la ragguardevole potenza di 80 e più
watt per canale.
L'interno dell'amplificatore sotto test spicca per ordine
e pulizia.
L'impressione generale è di una ingegnerizzazione e
di una costruzione accurata con componentistica di buon livello,
senza ricorso a feticistiche applicazioni di componenti blasonati
che il più delle volte appaiono drammaticamente fuori
contesto.
Il cablaggio, ridotto al minimo indispensabile e sempre e
comunque riunito con fascette, collega la presa di rete al
trasformatore toroidale di alimentazione e quest'ultimo ai
morsetti di collegamento al circuito stampato.
A valle del trasformatore, inscatolato in un involucro cilindrico
che contribuisce a ridurre ancora di più i già
bassi flussi dispersi, ponte diodi e quattro condensatori
della italianissima Itelcond.
Unison ha scelto sistemi classici, quindi pratici, funzionali
ed affidabili, per la regolazione del volume, che è
effettuata mediante un potenziometro motorizzato Alps, e per
la selezione delle sorgenti, attuata a mezzo di un commutatore
rotativo (ad occhio un italianissimo Palazzo) posto immediatamente
a ridosso degli ingressi di segnale ed azionato tramite un'asta
di rinvio.
La sezione di preamplificazione phono è estremamente
versatile, potendo amplificare, con un semplice spostamento
di ponticelli, sia il segnale proveniente dalle testine MM
che MC. La circuitazione, costituita, se non erro, da piccole
schede ausiliarie collegate con connettori a pettine alla
scheda principale, consiste in due stadi attivi ed uno stadio
di equalizzazione RIAA per ciascun canale.
Come già detto il segnale di linea viene preamplificato
dalle due valvole e dallo stadio finale a MOS-FET. Il calore
prodotto da questi ultimi è smaltito da un bel dissipatore
in alluminio

Il
suono dell'Unico
La mia opinione su questo apparecchio è sintetizzata
nel titolo.
A questo amplificatore, in fatto di estensione in gamma bassa
e media, non manca davvero niente.
E non parlo semplicemente di generale calore della riproduzione
che pure è presente ed importante. Anche il dettaglio
e l'articolazione sono molto buoni e dalla grande orchestra
al rock, ai piccoli ensemble di musica barocca fino ai più
classici trii jazz, niente sembra impensierirlo.
La timbrica dei diversi strumenti è sempre riconoscibile,
cosa che non sempre è possibile dare per scontata.
La gamma alta è della classe che ci si aspetta. Qui
viene fuori il tocco di velluto della valvola. Il grande dettaglio
non deborda mai nella aggressività.
A bassi volumi di ascolto la riproduzione è sempre
gradevole, ma è quando viene ruotata con decisione
la manopola del volume che esce fuori la capacità di
suonare forte e chiaro.
Pur non avendo ancora messo a punto a dovere il mio front
end analogico (un Thorens TD160 della immensa collezione di
Stefano Pasini che ho, grazie alla sua gentilezza, a disposizione
da un anno, e le cui qualità sto scoprendo giorno dopo
giorno), ho apprezzato inoltre la bontà della sezione
di amplificazione dedicata ad un eventuale giradischi.
Conclusioni
Oltre ai molti pregi non ho trovato grossi difetti, se non
i naturali limiti determinati dalla classe di prezzo dell'oggetto
e salvo notare, nei primissimi ascolti, una leggerissima diafonia
tra gli ingressi con il sintonizzatore acceso assieme ad altre
sorgenti, prontamente eliminata con un attento ed ordinato
posizionamento dei cavi di segnale,
Tra gli apparecchi da prendere in considerazione per eventuali
abbinamenti, è possibile attingere dal catalogo della
casa vicentina che produce il lettore CD della stessa linea
del nostro integrato, senz'altro in grado, sfruttando il naturale
family feeling, di far risaltare ancor di più le qualità
dell'Unico.
Per quanto riguarda i diffusori, penso ragionevolmente che
possa trovarsi a proprio agio in molteplici situazioni, con
l'eccezione ovviamente di classici e noti oggetti difficili
da pilotare. Sicura soddisfazione potrebbe derivare dall'accoppiamento
con diffusori Opera.
Abbiamo di fronte, in conclusione, un apparecchio che può
costituire il nucleo di un impianto di ottimo livello.
Bello, semplice da utilizzare, ben costruito, robusto e soprattutto,
ben suonante.
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