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TAV 2003 Reportage audio
Di Igor Zamberlan
 

 

 

 

 

Piano 0

Sala VIP - Hi Fi Center

I fratelloni Sopegno alternavano due più uno impianti. Il primo, ormai classico, vedeva al lavoro le mbl 101, il Radialstrahler, con un finale mbl, preamplificatore Mactone, sorgente digitale mbl. In alternativa al finale mbl suonavano due finali mono valvolari Mactone (e qui è il più uno). L'esito era, come sempre, di grandissimo fascino, tale da far sognare di avere lo spropositato biglietto di ingresso ad un sistema di questo tipo.


Il secondo impianto prevedeva sorgente digitale mbl e integrato e diffusori dell'ultima scoperta dei nostri talent scout nazionali dell'hi-fi teutonica e nipponica, stavolta di provenienza asiatica, FAL. Temo che sarà difficile far capire al pubblico il senso di questo sistema, che a me è piaciuto molto, un tentativo di ricreare l'aria, la localizzazione, la precisione e la pulizia delle cuffie elettrostatiche in un grosso sistema da pavimento. I diffusori impiegano tweeter a nastro e altoparlanti piatti di forma rettangolare; l'integrato sembra un Audio Innovations verniciato di un colore verde indefinibile, ma mi si assicura che all'interno sia un piccolo concentrato di tecnologia. Il posizionamento dei diffusori era, senza dubbio, strano (molto separati e molto vicini alla posizione d'ascolto, una sorta di triangolo isoscele con l'angolo maggiore molto aperto); assolutamente fuori dalla norma era la separazione fra gli strumenti e il senso di spazialità, senza che emergessero problemi evidenti di vuoto al centro. Anche timbricamente il suono sembrava diverso da quanto siamo abituati a sentire, lieve e veloce, ma senza depauperamenti armonici; parametri come corposità ed autorità sembravano perdere l'usuale significato. Un sistema sicuramente "difficile", che andrebbe ascoltato per un'esperienza lontana dalle nostre abitudini audiofile.


Comunque la si voglia mettere, e qualunque fosse l'impianto in funzione, i sistemi made in Pinerolo concorrono per la palma dei più interessanti e affascinanti del TAV, ormai un appuntamento fisso.

Sala Cerere - Audio Note

Alcune interessanti novità: una nuova versione dei noti AN/E, con un nuovo woofer che permette di elevare l'efficienza a 98 db (se confermati, un dato eccezionale per dei diffusori non a tromba) spinti, al solito, contro gli angoli della stanza; il pre M10 con mostruosa doppia alimentazione esterna; i finali Sogon, prima espressione del livello 6 Audio Note (superiori, quindi, come concezione e come componentistica ai tradizionali Ongaku, Kassai, Gaku-on, che sono di livello 5), dei mono in single ended parallelo equipaggiati con una coppia di 300B con iperalimentazione separata scoperchiata, rigorosamente a valvole, e il nuovo TT Three, che rappresenta un cambio di rotta rispetto ai precedenti modelli di derivazione Voyd (la foto dovrebbe evidenziare perché); la sorgente digitale era composta dalla meccanica top e dal costosissimo DAC 5.1x Signature, che è superiore al già noto DAC 5.1x Special e che costa la bellezza di 77000 Euro. Il suono era nella linea della tradizione Audio Note, grande dinamica e impatto, velocità e un tocco di magia, aggiungendo - forse - un ulteriore tocco di realistica corposità. L'immagine era penalizzata dalla sala e dal posizionamento dei diffusori, ma sappiamo bene come per Qvortup l'immagine sia un'aberrazione da audiofili maniaci. Da notare che, da convinzione Audio Note (e nostra!), la sorgente digitale era evidentemente considerata una seconda scelta; era presente, praticamente, solo per gli ascolti a richiesta…



Sala Vega - Audiograffiti

Ottima idea, quella dell'importatore di Pandino, di presentare un sistema multicanale per la musica, di prezzo e ingombri umani, composto da 5 Harbeth HL-P3ES2, subwoofer James Loudspeakers - molto interessante, con un 10" interno in volume chiuso a controllare un 10" passivo rivolto verso l'esterno e ingombri ridotti - e elettroniche Atoll, nuova acquisizione. Sorgente era il Marantz DV17-S1; ho sentito il sistema riprodurre dischi Pentatone dai master quadrifonici Philips degli anni '70 con esiti di sicuro interesse, la dolcezza delle Harbeth riusciva a stemperare l'infelice parete vetrata posteriore.

Sala Aries - Audio Art and Design

Gradita sorpresa, dei piccoli diffusori Audiogram, belli a vedersi e di facile inserimento in sale "civili" (680 euro più stand), pilotati dal CD player e dalla coppia pre-finale entry di casa Naim. Altra felice sorpresa, l'annuncio di una serie Naim di prezzo più accessibile, composta da nuove versioni del Nait 5 e del CD5 che acquistano una i dopo il nome, dimagriscono in dimensioni e feature (niente possibilità di upgrade attraverso un'alimentazione esterna, solo 4 ingressi per l'integrato) e, soprattutto, in prezzo (400 euro in meno per l'integrato, più di 800 per il lettore); le macchine non erano ancora presenti, ma se, come mi si dice, il suono è al livello di quello dei modelli senza la i, potremmo essere di fronte ad un piccolo miracolo del rapporto qualità prezzo. In effetti, sembra che l'integrato contenga molta della tecnologia sviluppata per la serie dei separati presentata l'anno scorso e una sezione di preamplificazione passiva (da cui l'inutilità dei classici Flatcap e Hicap) - da ascoltare appena possibile.

Area "2 canali", piano 0

1 - Audio Analogue

Le elettroniche della serie Maestro, lettore CD e integrato, suonavano con diffusori B&W Nautilus 803, un'accoppiata sperimentata, che fa esprimere i begli apparecchi made in Italy come da volontà dei progettisti - non è un mistero che l'ottimizzazione, il voicing degli apparecchi Audio Analogue vengano effettuati con diffusori B&W. Le limitazioni della sala, tuttavia, facevano sorgere problemi di immagine, che risultava abbastanza costretta fra i diffusori; gli altri parametri erano a livelli di piena soddisfazione.

Interessanti alcune cose viste nella sala: il giradischi, non ancora finalizzato, con base in MDF di grosso spessore, piatto in acrilico, VTA regolabile alzando e abbassando il piatto (tié, così si può regolare anche coi bracci Rega) e perno di dimensioni abbondanti, disponibile anche in nero oltre che in verde pisello (divertente, ma non passa inosservato) e un pre phono più vicino alla produzione, come al solito ben costruito e di prezzo intorno ai 500 Euro.

 

3 - Simetel/Nightingale

I diffusori dipolari Concentus suonavano con le elettroniche Nightingale, bellissime. Non so se questi diffusori siano stati modificati dall'ultima volta che ho avuto modo di sentirli o se fosse stato azzeccato un migliore interfacciamento con l'ambiente o posizionamento, certo che il basso che riesce ad uscire da questi dipoli ha qualcosa di affascinante.

5 - SAP

Sorpresa, nella sala SAP, la presentazione statica del primo diffusore Nagra, marchio importato dall'azienda campana, progettato in Svizzera e prodotto in quel di Salerno.

 

A suonare, in maniera decisamente accattivante, erano i piccoli diffusori Seamate (particolarità il materiale, multistrato marino certificato dal R.I.N.A., certo autorevole in campo navale…) pilotati dalle elettroniche Anniversary, con sorgenti Nagra e EMT. Un impianto bello da vedere, posizionato in maniera anomala, e una bella atmosfera nella saletta.

 

7 - Omicron

L'ipercinetico Mauro Mauri, dopo aver dato alla luce uno dei giradischi più bizzarri degli ultimi anni, ha rivolto la sua attenzione al digitale. Con il suo caratteristico entusiasmo, mi raccontava di come fosse riuscito a ricondurre a ragione la meccanica Philips CDPRO2 buttando via la sospensione di serie e ricorrendo al montaggio rigido mediante l'utilizzo di chili e chili di bronzo. I tavolini/stand modulari Omicron Stargate accoglievano una coppia di minidiffusori, il pre e i finali pigreco in configurazione monofonica a ponte e, appunto, il lettore CD, ancora diviso in due telai e non maniacalmente rifinito come il resto della catena. A suonare, tuttavia, erano i diffusori da pavimento, e un bel rumore facevano, pure - trasparenza, articolazione, dolcezza: mi sarei fermato più a lungo nella saletta, non fosse stato per la ressa e l'impegno di dover sentire tutto e documentare tutto…

9 - Ars Aures, Cantina Sperimentale, Sensorial Design

Bell'insieme, davvero. Una sala che una persona non fissata con l'hi-fi potrebbe attivamente volere, delle elettroniche che, se questi sono gli esperimenti, mi chiedo come saranno i prodotti definitivi e dei diffusori ormai maturi che riuscivano a suonare, insieme, in modo piacevole e rilassante, facendo venire voglia di ascoltare. Sono convinto che il futuro delle case audiofile possa stare qui, in questi arredamenti acustici. Speriamo che i prezzi possano diventare più umani, 15000 Euro per una parete attrezzata, per quanto acusticamente ottimizzante, sono davvero molti - non vedo molto semplice vendere questo, ripeto bellissimo, mobile ai "laici".


11 - Pearl Audio Technologies, Viva Audio

Più che i diffusori Pearl, sempre apprezzabili, ma già noti (mi scuso se non ho notato novità, il numero di diffusori esposti non era indifferente), segnalo con piacere il "ritorno a casa" di Viva, dopo i successi mietuti all'estero e in particolare negli Stati uniti. Gli apparecchi sono finiti splendidamente, i colori diversi dal solito, il suono, anche in accoppiata con diffusori tradizionali quali, come principio, sono i Pearl utilizzati, di sicuro interesse.

 

In un angolo della sala era possibile fruire di un gradito buffet a base di prodotti genuini.

 

13 - Music Tools

Il top di Pathos dava bella prova di sé accoppiato a dei diffusori promettenti, ancora in fase prototipale, solleticato dal meraviglioso giradischi brinkmann Balance. Helmut Brinkmann è un costruttore tedesco, quasi una one man band, che da anni, prima con il marchio audiolabor, poi con il proprio, progetta macchine da musica che hanno costi alti, ma giustificati da soluzioni accuratamente architettate, come il riscaldamento del perno del giradischi o la possibilità di un upgrade dell'alimentazione attraverso uno splendido superalimentatore a valvole.

 

Alcuni peccatucci di gioventù dei diffusori non erano tali da compromettere il risultato finale.

 

I tavoli sparsi per la stanza davano una buona idea della specializzazione del costruttore-distributore pesarese; le novità erano rappresentate da un intelligente scaffale porta-cd e da un tavolo a 3/4/5 ripiani alla portata di molti e pure bello a vedersi. Troneggiava, al centro dell'impianto, il nuovo integrato Inpol2, trionfatore dei Top Awards (ha vinto premio per l'audio 2 canali e premio per il design), che, con una potenza di 45 watt per canale, chiude il gap fra il TT e la coppia InPower/InControl (costerà circa 9000 Euro).

 

15. Pathos

L'integrato multicanale CinemaX, prima incursione di Pathos nel multicanale, pilotava una serie di diffusori anch'essi in forma prototipale. Neanche nel multicanale Pathos si smentisce, estetica e bel suono sono all'appuntamento, con la splendida tonalità ambrata che mi ha sempre affascinato in questi apparecchi, da quando li vidi quasi nascere nel negozio di Gaetano Zanini poco fuori Vicenza.

 

17. Fugagnollo

Ovvero, CEC e Precide/Heil. Un impianto tutto CEC, di livello non stratosferico, pilotava con delicatezza i diffusori Heil, che accompagnano al tweeter a nastro un woofer montato in quasi-orizzontale. Il suono era molto piacevole, anche grazie ai livelli non eccessivi prediletti dalla dimostrazione. Ho sentito, in particolare, una riproduzione piuttosto convincente dei Concerti per Flauto di Vivaldi nell'edizione di Dan Laurin per la BIS, che mancava giusto di un po' di cattiveria e di "rugosità" per essere di livello assoluto. In un tavolo, faceva mostra di sé l'ampli integrato AMP 51, che fra le caratteristiche annovera quella di essere zero overall feedback, una cosa non proprio comune per un costruttore giapponese non certo microscopico di elettroniche a stato solido.

 

 

 

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