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TAV 2003 Reportage audio
Di Igor Zamberlan
 

 

 

 

 

Piano +2

Sala 228 - Northstar Design/Extreme Audio

L'ing. Rampino dimostrava un impianto che utilizzava, come diffusori, i top di gamma della Extreme Audio, i T815, quasi 24000 Euro, sei altoparlanti e un enorme crossover esterno, collegati alla catena completa Northstar, sorgente digitale a due telai, preamplificatore e finali mono. L'esito era, come al Milano High End (in cui la sala più grande permetteva all'insieme di esprimersi meglio) nei canoni dell'high end classica: iperdettaglio e suono, forse, appena un po' clinico. Mi sembra evidente che diffusori di queste dimensioni e impegno hanno bisogno di spazio per respirare.

 

 

Sala 234 - Enmatrix

Halcro arriva in Italia preceduta da una fama invidiabile, quella di essere il costruttore dei migliori amplificatori del mondo. A coadiuvare la coppia di dm58 e il dm10 erano una sorgente SACD/CD Accuphase, il sistema analogico completo (escluso il pre phono) Klimo e i diffusori Wilson Sophia. Saletta, volutamente, poco trattata.

E' assolutamente invidiabile il suono che questo insieme riusciva a produrre in un contesto di questo genere; personalmente non ho mai sentito i diffusori Wilson suonare con tanta dolcezza e delicatezza - apprezzo molto i diffusori Wilson, ma spesso la dolcezza non fa parte delle loro caratteristiche - senza perdere le loro caratteristiche tipiche di precisione, dettaglio e dinamica. Certo, i prezzi non sono esattamente alla portata dell'audiofilo medio (quasi 24mila euro per il pre, quasi 45mila per la coppia di finali mono) ma lo stato dell'arte ha i suoi costi; l'assistenza e la serietà del distributore (che è stato lo scopritore per l'Italia di bazzecole come Madrigal, VPI, Klyne) non sono in discussione. Secondo me, il migliore suono a due canali ottenuto nelle salette/camere del primo e del secondo piano; e tutto questo con quattro DAAD posizionati negli angoli frontali e nient'altro. Presto avremo in prova il dm10…


Sala 230 - Montagna/Grandinote

L'accoppiata fra gli strani diffusori Montagna e gli altrettanto peculiari amplificatori Grandinote ha avuto la sua prima uscita al Milano High End. I diffusori sono evidentemente migliorati dalla loro prima uscita ufficiale; hanno acquisito un nuovo sistema per le basse frequenze e superato i grossi problemi che il precedente bass bin aveva. Il sistema è, come avevamo avuto modo di rilevare allora, molto promettente - lo sviluppo continua, la versione definitiva promette davvero qualcosa di diverso - anche se il prezzo sarà, a quanto si dice, quello di un oggetto destinato a pochi. Gli amplificatori utilizzano mosfet e trasformatori di uscita; i prezzi non sono bassi (9000 Euro per il piccolo, 18000 Euro per il grosso), ma, anche qui, sembrano esserci le premesse per qualcosa di innovativo.

Sala 252 - Eclipse TD

Nella sala Eclipse TD, che ha anche offerto un'interessante dimostrazione "live vs. recorded" multicanale, suonavano i peculiari sistemi di questo costruttore di origine Fujitsu, dei trasduttori a larga banda in piccoli volumi controllati da piccole e "civili" elettroniche di foggia molto originale. Un sistema che, soprattutto nella configurazione multicanale, si è dimostrato molto promettente.

Sala 250 - Mantra Sound

Il costruttore e distributore fiorentino mostrava le già note Dulcet, che non hanno fatto che confermare, in meglio, se possibile, le doti che avevano colpito il nostro direttore al Top Audio e Video dell'anno scorso. La percezione dei movimenti di Sonny Rollins in I'm an Old Cowhand da Way Out West era precisissima, con una grande capacità da parte del sistema di tracciare le variazioni dinamiche. In alternativa venivano fatte suonare le più umane Naturelle, che, pur non potendo competere in termini di impatto e dinamica con le grandi Dulcet, riuscivano ad essere fini ed equilibrate. Una caratteristica interessante dell'impianto era il fatto che, quando a suonare era la sorgente analogica di Carlo Morsiani con le elettroniche (poco elettroniche…) di Audio Consulting, il pre phono, il pre passivo con controllo di volume a trasformatori avvolto in argento e i finali a stato solido, l'impianto era completamente sollevato dalla pessima rete elettrica del Quark, essendo alimentato completamente a batterie, ove necessario. Forse proprio questo era uno dei segreti dell'eccellente suono di questa sala - chi avrebbe potuto pensare che mostri come le Dulcet potessero adattarsi ad una stanza di queste dimensioni?

Sala 238 - cdsdesign

Le star della saletta erano, indubbiamente, i diffusori Armònia, midwoofer e tweeter a cono in un mobile di costruzione maniacale, come si può notare nella foto. Suono da risentire in occasioni più favorevoli - il livello di colorazione sembrava molto basso e la velocità ottima, ma la scelta del software non permetteva, almeno nei momenti in cui mi sono affacciato alla saletta, di farsi un'idea definitiva.

Sala 248 - Docet distribuzione

la sala Docet, suono piacevole grazie alle elettroniche della casa Italiana che pilotavano i diffusori di Vittorio Franchi.

L'interno del filtro di rete "made in Angstrom", costruzione e qualità maniacale.

Sala 240 - Audio Int'l

Altro personaggio vulcanico e di grande simpatia, Leonardo Mani, in una specie di "antro di Polifemo" di elettroniche dai marchi usciti dal passato (SAE, Sumo) presentava i diffusori GAS (altro marchio il cui nome evoca ricordi antichi…). Questi diffusori usano un approccio diverso al problema di far suonare trasduttori diversi insieme: anziché essere ottimizzati in frequenza sono ottimizzati per la migliore risposta temporale. Un suono sicuramente diverso da quello cui si è abituati - niente, a tutta prima, colpisce, né i bassi, né gli acuti, né la scena acustica; ci si rende conto, un po' per volta, che c'è tutto, e che c'è in modo naturale, senza sforzo, e si comincia ad apprezzare il fatto che, finalmente, qualcuno sia riuscito a far suonare dei midwoofer alla stessa velocità del mostruoso Great Heil senza doverlo rallentare. Da risentire in condizioni più controllate.

Sala 225 - Norma/Vyger

Siamo alla porno-audiofilia spinta. Il costruttore di elettroniche cremonese titillava il voyeurismo degli audiofili, nella saletta adiacente a quella in cui faceva suonare l'impianto, composto da diffusori Avalon, elettroniche ovviamente Norma, fra cui il DAC che, finora, si è visto solo alle fiere, e giradischi - da voyeur anche quello - Vyger, con un'esposizione statica di elettroniche aperte. Il nome che veniva alla mente, guardando gli interni degli apparecchi, era Spectral (per me è un grande complimento, la qualità costruttiva di queste elettroniche è indiscutibile). Anche il suono era eccellente, scevro da colorature da stato solido anche se ci sono in giro poche apparecchiature da musica nazionali più coerentemente a stato solido di quelle dell'ing. Rossi.

 

 

Sala 217 - Silco

A metà fra la provocazione e la scelta sensata e ragionevole l'impianto YBA esposto da Silco, lettore CD e amplificatore Integré e diffusori Minimum. La categoria di prezzo non è definibile economica, almeno non in senso stretto, ma neanche il suono ottenuto, correttissimo e dinamico, è definibile entry level; oltretutto non c'era ombra di trattamento acustico nella sala e l'impianto aveva un'aria, questa sì provocatoria, di sapientemente casuale.

Sala 201 - B&B Audio

Altro distributore fautore della diffusione dell'haute fidelité a la francaise, esponeva un impianto composto da elettroniche Cairn e diffusori Triangle. Cominciamo da Cairn: all'amplificatore integrato 4810 la definizione di "integrato" va sicuramente un po' stretta, vista la quantità di opzioni e schede aggiuntive che lo contraddistingue. Il prezzo, in configurazione base, è di 3100 Euro, ma possono essere aggiunte schede per ingressi e uscite bilanciati, una scheda di controllo volume multicanale, un convertitore DA 24bit/192 KHz a tre ingressi, un sintonizzatore, il pre phono, lo switching video e anche il decoder Dolby Digital/DTS aggiornato alle ultime specifiche, cioè 7.1 canali! Amplificatore a la carte?

Di Triangle erano connessi i diffusori top della nuova serie Stratos, i Volante (6600 Euro); questa serie porta ad un prezzo più umano i risultati ottenuti nella ricerca finalizzata alla realizzazione dei top di gamma, i Magellan da 40mila Euro. I diffusori presentano l'ormai usuale, per Triangle, array di trasduttori frontali, adiuvati però da woofer e tweeter sul pannello posteriore. Stessa tipologia per gli altri diffusori della serie, Australe, Luna e Naia da pavimento e Solis da supporto, tutti presenti in demo statica. Completano la serie due canali centrali e un diffusore dedicato per i canali posteriori.

Il suono, pur se, come sempre nelle camere dei piani superiori, virato verso una certa evidenza del medioacuto, è quello Triangle nella sua espressione più valida: rapidità estrema, basso livello di colorazione, una dinamica che sembra rispondere con estrema facilità alle richieste del programma musicale.


Sala 203 - Rany Hi Fi

In questa sala il dinamico distributore bolognese dimostrava le Avantgarde Uno con elettroniche Convergent e sorgente Ayre. Grande impatto, sala probabilmente non adeguata alle caratteristiche dei diffusori a tromba tedeschi.

Sala 213 - Rany Hi Fi

Le Audiostatic, pilotate da uno stack di Ayre e da un finale VTL. Il risultato era a volte convincente, a volte un po' meno - non si riusciva a capire se per problemi di stanza o per problemi di interfacciamento fra gli apparecchi, il finale e i diffusori in particolare.

Sala 211 - R.A.F./Diapason

Le sempre splendide Adamantes suonavano con elettroniche R.A.F./CAT. Il finale era uno spelndido, enorme monotriodo equipaggiato con le 845, inserito in un grosso telaio a sviluppo verticale di provenienza surplus militare; il preamplificatore era un apparecchio marcato Diapason e sviluppato da R.A.F., valvolare, a sei canali, telecomandabile e con - tocco di classe e di bizzarria - un occhio magico a indicare il livello.

Come controllo di volume vengono utilizzati dei dispositivi Dallas che comandano dei potenziometri, non c'è, quindi, alcun componente digitale se si esclude la logica di controllo. Nella sala si respirava un'atmosfera piacevolissima di cortesia, entusiasmo e disponibilità. Il suono era estremamente accattivante - a volte alcuni transienti non riuscivano a proiettarsi al di fuori dei diffusori, ma, di nuovo, queste salette…

Molto belli i nuovi Diapason Ares.

 

 

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