Piano
+2
Sala
228 - Northstar Design/Extreme Audio
L'ing.
Rampino dimostrava un impianto che utilizzava, come diffusori,
i top di gamma della Extreme Audio, i T815, quasi 24000
Euro, sei altoparlanti e un enorme crossover esterno, collegati
alla catena completa Northstar, sorgente digitale a due
telai, preamplificatore e finali mono. L'esito era, come
al Milano High End (in cui la sala più grande permetteva
all'insieme di esprimersi meglio) nei canoni dell'high end
classica: iperdettaglio e suono, forse, appena un po' clinico.
Mi sembra evidente che diffusori di queste dimensioni e
impegno hanno bisogno di spazio per respirare.
Sala
234 - Enmatrix
Halcro
arriva in Italia preceduta da una fama invidiabile, quella
di essere il costruttore dei migliori amplificatori del
mondo. A coadiuvare la coppia di dm58 e il dm10 erano una
sorgente SACD/CD Accuphase, il sistema analogico completo
(escluso il pre phono) Klimo e i diffusori Wilson Sophia.
Saletta, volutamente, poco trattata.

E'
assolutamente invidiabile il suono che questo insieme riusciva
a produrre in un contesto di questo genere; personalmente
non ho mai sentito i diffusori Wilson suonare con tanta
dolcezza e delicatezza - apprezzo molto i diffusori Wilson,
ma spesso la dolcezza non fa parte delle loro caratteristiche
- senza perdere le loro caratteristiche tipiche di precisione,
dettaglio e dinamica. Certo, i prezzi non sono esattamente
alla portata dell'audiofilo medio (quasi 24mila euro per
il pre, quasi 45mila per la coppia di finali mono) ma lo
stato dell'arte ha i suoi costi; l'assistenza e la serietà
del distributore (che è stato lo scopritore per l'Italia
di bazzecole come Madrigal, VPI, Klyne) non sono in discussione.
Secondo me, il migliore suono a due canali ottenuto nelle
salette/camere del primo e del secondo piano; e tutto questo
con quattro DAAD posizionati negli angoli frontali e nient'altro.
Presto avremo in prova il dm10

Sala 230 - Montagna/Grandinote
L'accoppiata
fra gli strani diffusori Montagna e gli altrettanto peculiari
amplificatori Grandinote ha avuto la sua prima uscita al
Milano High End. I diffusori sono evidentemente migliorati
dalla loro prima uscita ufficiale; hanno acquisito un nuovo
sistema per le basse frequenze e superato i grossi problemi
che il precedente bass bin aveva. Il sistema è, come
avevamo avuto modo di rilevare allora, molto promettente
- lo sviluppo continua, la versione definitiva promette
davvero qualcosa di diverso - anche se il prezzo sarà,
a quanto si dice, quello di un oggetto destinato a pochi.
Gli amplificatori utilizzano mosfet e trasformatori di uscita;
i prezzi non sono bassi (9000 Euro per il piccolo, 18000
Euro per il grosso), ma, anche qui, sembrano esserci le
premesse per qualcosa di innovativo.

Sala
252 - Eclipse TD
Nella
sala Eclipse TD, che ha anche offerto un'interessante dimostrazione
"live vs. recorded" multicanale, suonavano i peculiari
sistemi di questo costruttore di origine Fujitsu, dei trasduttori
a larga banda in piccoli volumi controllati da piccole e
"civili" elettroniche di foggia molto originale.
Un sistema che, soprattutto nella configurazione multicanale,
si è dimostrato molto promettente.

Sala
250 - Mantra Sound
Il
costruttore e distributore fiorentino mostrava le già
note Dulcet, che non hanno fatto che confermare, in meglio,
se possibile, le doti che avevano colpito il nostro direttore
al Top Audio e Video dell'anno scorso. La percezione dei
movimenti di Sonny Rollins in I'm an Old Cowhand da Way
Out West era precisissima, con una grande capacità
da parte del sistema di tracciare le variazioni dinamiche.
In alternativa venivano fatte suonare le più umane
Naturelle, che, pur non potendo competere in termini di
impatto e dinamica con le grandi Dulcet, riuscivano ad essere
fini ed equilibrate. Una caratteristica interessante dell'impianto
era il fatto che, quando a suonare era la sorgente analogica
di Carlo Morsiani con le elettroniche (poco elettroniche
)
di Audio Consulting, il pre phono, il pre passivo con controllo
di volume a trasformatori avvolto in argento e i finali
a stato solido, l'impianto era completamente sollevato dalla
pessima rete elettrica del Quark, essendo alimentato completamente
a batterie, ove necessario. Forse proprio questo era uno
dei segreti dell'eccellente suono di questa sala - chi avrebbe
potuto pensare che mostri come le Dulcet potessero adattarsi
ad una stanza di queste dimensioni?

Sala
238 - cdsdesign
Le
star della saletta erano, indubbiamente, i diffusori Armònia,
midwoofer e tweeter a cono in un mobile di costruzione maniacale,
come si può notare nella foto. Suono da risentire
in occasioni più favorevoli - il livello di colorazione
sembrava molto basso e la velocità ottima, ma la
scelta del software non permetteva, almeno nei momenti in
cui mi sono affacciato alla saletta, di farsi un'idea definitiva.

Sala
248 - Docet distribuzione
la
sala Docet, suono piacevole grazie alle elettroniche della
casa Italiana che pilotavano i diffusori di Vittorio Franchi.

L'interno
del filtro di rete "made in Angstrom", costruzione
e qualità maniacale.

Sala
240 - Audio Int'l
Altro
personaggio vulcanico e di grande simpatia, Leonardo Mani,
in una specie di "antro di Polifemo" di elettroniche
dai marchi usciti dal passato (SAE, Sumo) presentava i diffusori
GAS (altro marchio il cui nome evoca ricordi antichi
).
Questi diffusori usano un approccio diverso al problema
di far suonare trasduttori diversi insieme: anziché
essere ottimizzati in frequenza sono ottimizzati per la
migliore risposta temporale. Un suono sicuramente diverso
da quello cui si è abituati - niente, a tutta prima,
colpisce, né i bassi, né gli acuti, né
la scena acustica; ci si rende conto, un po' per volta,
che c'è tutto, e che c'è in modo naturale,
senza sforzo, e si comincia ad apprezzare il fatto che,
finalmente, qualcuno sia riuscito a far suonare dei midwoofer
alla stessa velocità del mostruoso Great Heil senza
doverlo rallentare. Da risentire in condizioni più
controllate.

Sala
225 - Norma/Vyger
Siamo
alla porno-audiofilia spinta. Il costruttore di elettroniche
cremonese titillava il voyeurismo degli audiofili, nella
saletta adiacente a quella in cui faceva suonare l'impianto,
composto da diffusori Avalon, elettroniche ovviamente Norma,
fra cui il DAC che, finora, si è visto solo alle
fiere, e giradischi - da voyeur anche quello - Vyger, con
un'esposizione statica di elettroniche aperte. Il nome che
veniva alla mente, guardando gli interni degli apparecchi,
era Spectral (per me è un grande complimento, la
qualità costruttiva di queste elettroniche è
indiscutibile). Anche il suono era eccellente, scevro da
colorature da stato solido anche se ci sono in giro poche
apparecchiature da musica nazionali più coerentemente
a stato solido di quelle dell'ing. Rossi.
Sala
217 - Silco
A
metà fra la provocazione e la scelta sensata e ragionevole
l'impianto YBA esposto da Silco, lettore CD e amplificatore
Integré e diffusori Minimum. La categoria di prezzo
non è definibile economica, almeno non in senso stretto,
ma neanche il suono ottenuto, correttissimo e dinamico,
è definibile entry level; oltretutto non c'era ombra
di trattamento acustico nella sala e l'impianto aveva un'aria,
questa sì provocatoria, di sapientemente casuale.

Sala
201 - B&B Audio
Altro
distributore fautore della diffusione dell'haute fidelité
a la francaise, esponeva un impianto composto da elettroniche
Cairn e diffusori Triangle. Cominciamo da Cairn: all'amplificatore
integrato 4810 la definizione di "integrato" va
sicuramente un po' stretta, vista la quantità di
opzioni e schede aggiuntive che lo contraddistingue. Il
prezzo, in configurazione base, è di 3100 Euro, ma
possono essere aggiunte schede per ingressi e uscite bilanciati,
una scheda di controllo volume multicanale, un convertitore
DA 24bit/192 KHz a tre ingressi, un sintonizzatore, il pre
phono, lo switching video e anche il decoder Dolby Digital/DTS
aggiornato alle ultime specifiche, cioè 7.1 canali!
Amplificatore a la carte?

Di
Triangle erano connessi i diffusori top della nuova serie
Stratos, i Volante (6600 Euro); questa serie porta ad un
prezzo più umano i risultati ottenuti nella ricerca
finalizzata alla realizzazione dei top di gamma, i Magellan
da 40mila Euro. I diffusori presentano l'ormai usuale, per
Triangle, array di trasduttori frontali, adiuvati però
da woofer e tweeter sul pannello posteriore. Stessa tipologia
per gli altri diffusori della serie, Australe, Luna e Naia
da pavimento e Solis da supporto, tutti presenti in demo
statica. Completano la serie due canali centrali e un diffusore
dedicato per i canali posteriori.

Il
suono, pur se, come sempre nelle camere dei piani superiori,
virato verso una certa evidenza del medioacuto, è
quello Triangle nella sua espressione più valida:
rapidità estrema, basso livello di colorazione, una
dinamica che sembra rispondere con estrema facilità
alle richieste del programma musicale.
Sala 203 - Rany Hi Fi
In
questa sala il dinamico distributore bolognese dimostrava
le Avantgarde Uno con elettroniche Convergent e sorgente
Ayre. Grande impatto, sala probabilmente non adeguata alle
caratteristiche dei diffusori a tromba tedeschi.

Sala
213 - Rany Hi Fi
Le
Audiostatic, pilotate da uno stack di Ayre e da un finale
VTL. Il risultato era a volte convincente, a volte un po'
meno - non si riusciva a capire se per problemi di stanza
o per problemi di interfacciamento fra gli apparecchi, il
finale e i diffusori in particolare.

Sala
211 - R.A.F./Diapason
Le
sempre splendide Adamantes suonavano con elettroniche R.A.F./CAT.
Il finale era uno spelndido, enorme monotriodo equipaggiato
con le 845, inserito in un grosso telaio a sviluppo verticale
di provenienza surplus militare; il preamplificatore era
un apparecchio marcato Diapason e sviluppato da R.A.F.,
valvolare, a sei canali, telecomandabile e con - tocco di
classe e di bizzarria - un occhio magico a indicare il livello.

Come
controllo di volume vengono utilizzati dei dispositivi Dallas
che comandano dei potenziometri, non c'è, quindi,
alcun componente digitale se si esclude la logica di controllo.
Nella sala si respirava un'atmosfera piacevolissima di cortesia,
entusiasmo e disponibilità. Il suono era estremamente
accattivante - a volte alcuni transienti non riuscivano
a proiettarsi al di fuori dei diffusori, ma, di nuovo, queste
salette

Molto
belli i nuovi Diapason Ares.
