Piano
+1
Sale
128-130-133-134: Audio Reference
Audio
Reference, con quattro sale, sia pure di dimensione non
enorme e nella parte, nominalmente, "audio video multicanale"
della mostra (a proposito, nota per l'organizzazione: la
divisione rigida non ha particolarmente tenuto; i bicanalisti
integralisti - lo so che è una specie strana, ma
in fondo è da lì che veniamo tutti
-,
pianificando, magari per motivi di tempo, la visita solo
attraverso la guida, potevano rischiare di perdersi alcune
fra le cose interessanti, fra cui queste), presentava molti
oggetti di indubbio interesse. Nella prima saletta a sinistra,
entrando nel corridoio, nella configurazione a due canali
faceva bella mostra di sé uno degli impianti "ragionevoli"
meglio sonanti della mostra - probabilmente il mio preferito,
in questa categoria -, composto da elettroniche Micromega
della serie Minium e dai diffusori ProAc Response One SC.
D'accordo, nessuna anteprima, ma un suono assolutamente
insospettabile da diffusori di queste dimensioni e da una
camera del Quark, oltretutto poco trattata. L'estensione
in basso dei piccoli della serie top di Stewart Tyler ha
sorpreso molti e devo un personale ringraziamento a Sebastien
Schaar di Micromega per avermi fatto sentire un brano da
"La Fabuleuse Histoire de Mr. Swing" di Michel
Jonasz, è sempre bello quando si può sentire,
al posto dei tormentoni audiofili (su cui stiamo preparando
un pezzo a più mani
), un brano di musica vera
e interessante cui capita di essere ben registrato, anziché
un pezzo ben registrato cui capita di somigliare alla musica

Nella
prima sala sulla destra, con sorgente Lexicon multiformato
e elettroniche Bryston, suonava una delle novità
tecniche della mostra, i diffusori 440Hz, dimostrati dal
progettista. In particolare, quelli che a tutta prima sembravano
dei pannelli acustici erano, in realtà, dei subwoofer
di tecnologia e concezione nuova: la frequenza di risonanza
dei trasduttori utilizzati è sopra la banda in cui
vengono utilizzati, essendo intorno, appunto, ai 440 Hz.
Ciò, a detta del progettista e costruttore, permette
di superare i problemi dei normali subwoofer - di impedire,
cioè, lo svilupparsi di quei "boom boom"
tipici dei subwoofer, centrati, sempre secondo il progettista,
attorno alla loro frequenza di risonanza.
Il fatto di utilizzare i trasduttori sotto la loro frequenza
di risonanza permette, inoltre, l'eliminazione dell'onda
inversa (la riflessione della forza elettromotrice verso
l'amplificatore) così che l'amplificatore si trova,
semplicemente, a dover erogare corrente - probabilmente
in quantità abbastanza alte, ma senza dover lottare
con l'altoparlante. Il numero di array di trasduttori necessari
per una stanza è facilmente calcolabile basandosi
sulle dimensioni della stanza stessa; la cosa interessante
è che, chiusa la porta della sala, all'interno della
quale le frequenze bassissime erano ben riprodotte, non
si sentiva alcuna risonanza né alcun effetto "unz
unz". Svantaggi sono il fatto che, per la natura del
sistema, esso deve necessariamente essere multiamplificato
(i subwoofer necessitano di un equalizzatore per profilarne
la risposta) e il costo, decisamente elevato (più
di 10000 Euro per un singolo array di subwoofer e relativo
crossover/equalizzatore, circa ventimila euro per il sistema
composto da due satelliti - array di midrange a cono e tweeter
a nastro -, da un array di subwoofer e dal crossover elettronico).
Mi piacerebbe molto provare a vedere se i subwoofer sono
abbinabili a sistemi satellite diversi e a che patti. I
diffusori "satellite" (faccio un po' fatica a
chiamare satelliti dei diffusori più alti di me)
mostravano qualche intemperanza sopra le frequenze medie;
avrebbero probabilmente, loro sì, bisogno di qualche
forma di trattamento acustico.

Nella
seconda sala sulla sinistra suonava un pazzesco stack di
elettroniche Pass della serie X, accompagnate da giradischi
e pre phono Clearaudio - i giradischi erano il Master Reference
con braccio tangenziale e il nuovo, interessantissimo e
accessibile Emotion - a pilotare l'ultima creatura ProAc,
le Response D80, dei grossi diffusori da pavimento che vanno
a inserirsi al top della serie Response. Molto soddisfacente
il suono, soprattutto il fatto che i diffusori, che muovono
parecchia aria, non sembravano eccitare eccessivamente le
risonanze dell'ambiente, grazie al giudizioso posizionamento,
alla scelta del volume d'ascolto e all'assorbimento naturale
del continuo flusso di audiofili affascinati dalle elettroniche
e dai diffusori. In alternativa venivano utilizzate (gli
opposti che si incontrano?) le Tablette nella loro ultima
versione Reference 8.

Nell'ultima
sala suonavano due impianti in alternativa, uno composto
dallo stack completo Gryphon che pilotava le Proac Studio
125, l'altro composto da elettroniche Cary e diffusori Castle
da pavimento. Ho, personalmente, apprezzato di più
l'insieme Gryphon/ProAc; in ogni caso, la sala confermava
la grande cura per la qualità dell'ascolto e la capacità
d abbinare i propri marchi dell'importatore milanese. Sempre
apprezzabile la scelta musicale nei momenti in cui sono
passato.

Su
un tavolo faceva mostra di sé, in prima italiana,
il Michell Tecnodec, la nuova proposta entry dello storico
costruttore di giradischi, un telaio rigido dall'aspetto
molto promettente.

Sala
117 - Roksan/High Fidelity Italia
Sala
dedicata dallo storico distributore al marchio Roksan, in
cui suonavano, in alternativa, multicanale e stereo. Notevole
l'esposizione dei giradischi Roksan, il fantastico TMS2
e l'accessibile nuova versione (la quinta!) del Radius,
che acquisisce finalmente un braccio dedicato al suo livello
di prezzo, il Nima. Si parla di circa 1700 Euro per il sistema
completo, testina esclusa - con meno di duemila euro si
può entrare in possesso di un front-end analogico
che porta con sé un pezzo della grande tradizione
inglese.

Sale 105 e 111 - Sony
La
parte più interessante dell'esposizione Sony erano,
indubbiamente, i nuovi lettori SACD/CD e i relativi amplificatori
multicanale. Il lettore SCD-XA9000ES (Sony, potremmo avere
dei nomi che non inducano confusione? Chiamare il nuovo
top come il lettore SACD/DVD di due anni fa, un solo "XA"
di differenza, non mi sembra facilitare molto il pubblico
)
va a sostituire il SACD-XA777ES, aggiungendo un certo numero
di convertitori DA (ora sono 12
) e l'attesissima uscita
digitale ad alta risoluzione in standard IEEE1394, che lavora
in simbiosi con l'integrato multicanale top, il quale include
gli innovativi stadi d'uscita S-Master. Il prezzo del lettore
è lo stesso di quello del modello che va a sostituire,
3999 Euro.

Lo
affianca un lettore di prezzo più accessibile (meno
di 1300 euro), SCD-XA3000ES, con "soli" 8 convertitori
e senza l'uscita digitale ad alta risoluzione. A giudicare
dalla costruzione, potrebbe trattarsi di un best buy.

Impossibile
giudicare il suono, a causa dei diffusori Sony utilizzati,
abbastanza lontani dai parametri audiofili. So che esistono,
in altri mercati (giapponese e nordamericano, in particolare),
diffusori Sony di pregio assoluto; evidentemente la grande
casa giapponese non giudica redditizio l'eventuale sforzo
di promuoverli sul nostro mercato
Sala
109 - Newtec Audio Systems
Il
"newcomer" presentava dei compattissimi diffusori
omnidirezionali, basati su trasduttori di concezione e costruzione
originale. Il posizionamento dei diffusori sembrava del
tutto casuale e il costruttore-progettista arrivava a spostare
fisicamente i diffusori durante la dimostrazione, facendo
sentire come, anche con setup del tutto improbabili, si
ricreasse comunque una scena acustica. Da tenere in considerazione
per ambienti in cui un posizionamento classico sia impossibile.
Molto apprezzati dal pubblico, fra l'altro, come dimostra
il buon piazzamento nella classifica dei Top Awards.
