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TAV 2003 Reportage audio
Di Igor Zamberlan
 

 

 

 

 

Piano +1

Sale 128-130-133-134: Audio Reference

Audio Reference, con quattro sale, sia pure di dimensione non enorme e nella parte, nominalmente, "audio video multicanale" della mostra (a proposito, nota per l'organizzazione: la divisione rigida non ha particolarmente tenuto; i bicanalisti integralisti - lo so che è una specie strana, ma in fondo è da lì che veniamo tutti… -, pianificando, magari per motivi di tempo, la visita solo attraverso la guida, potevano rischiare di perdersi alcune fra le cose interessanti, fra cui queste), presentava molti oggetti di indubbio interesse. Nella prima saletta a sinistra, entrando nel corridoio, nella configurazione a due canali faceva bella mostra di sé uno degli impianti "ragionevoli" meglio sonanti della mostra - probabilmente il mio preferito, in questa categoria -, composto da elettroniche Micromega della serie Minium e dai diffusori ProAc Response One SC. D'accordo, nessuna anteprima, ma un suono assolutamente insospettabile da diffusori di queste dimensioni e da una camera del Quark, oltretutto poco trattata. L'estensione in basso dei piccoli della serie top di Stewart Tyler ha sorpreso molti e devo un personale ringraziamento a Sebastien Schaar di Micromega per avermi fatto sentire un brano da "La Fabuleuse Histoire de Mr. Swing" di Michel Jonasz, è sempre bello quando si può sentire, al posto dei tormentoni audiofili (su cui stiamo preparando un pezzo a più mani…), un brano di musica vera e interessante cui capita di essere ben registrato, anziché un pezzo ben registrato cui capita di somigliare alla musica…

Nella prima sala sulla destra, con sorgente Lexicon multiformato e elettroniche Bryston, suonava una delle novità tecniche della mostra, i diffusori 440Hz, dimostrati dal progettista. In particolare, quelli che a tutta prima sembravano dei pannelli acustici erano, in realtà, dei subwoofer di tecnologia e concezione nuova: la frequenza di risonanza dei trasduttori utilizzati è sopra la banda in cui vengono utilizzati, essendo intorno, appunto, ai 440 Hz. Ciò, a detta del progettista e costruttore, permette di superare i problemi dei normali subwoofer - di impedire, cioè, lo svilupparsi di quei "boom boom" tipici dei subwoofer, centrati, sempre secondo il progettista, attorno alla loro frequenza di risonanza.



Il fatto di utilizzare i trasduttori sotto la loro frequenza di risonanza permette, inoltre, l'eliminazione dell'onda inversa (la riflessione della forza elettromotrice verso l'amplificatore) così che l'amplificatore si trova, semplicemente, a dover erogare corrente - probabilmente in quantità abbastanza alte, ma senza dover lottare con l'altoparlante. Il numero di array di trasduttori necessari per una stanza è facilmente calcolabile basandosi sulle dimensioni della stanza stessa; la cosa interessante è che, chiusa la porta della sala, all'interno della quale le frequenze bassissime erano ben riprodotte, non si sentiva alcuna risonanza né alcun effetto "unz unz". Svantaggi sono il fatto che, per la natura del sistema, esso deve necessariamente essere multiamplificato (i subwoofer necessitano di un equalizzatore per profilarne la risposta) e il costo, decisamente elevato (più di 10000 Euro per un singolo array di subwoofer e relativo crossover/equalizzatore, circa ventimila euro per il sistema composto da due satelliti - array di midrange a cono e tweeter a nastro -, da un array di subwoofer e dal crossover elettronico). Mi piacerebbe molto provare a vedere se i subwoofer sono abbinabili a sistemi satellite diversi e a che patti. I diffusori "satellite" (faccio un po' fatica a chiamare satelliti dei diffusori più alti di me) mostravano qualche intemperanza sopra le frequenze medie; avrebbero probabilmente, loro sì, bisogno di qualche forma di trattamento acustico.

Nella seconda sala sulla sinistra suonava un pazzesco stack di elettroniche Pass della serie X, accompagnate da giradischi e pre phono Clearaudio - i giradischi erano il Master Reference con braccio tangenziale e il nuovo, interessantissimo e accessibile Emotion - a pilotare l'ultima creatura ProAc, le Response D80, dei grossi diffusori da pavimento che vanno a inserirsi al top della serie Response. Molto soddisfacente il suono, soprattutto il fatto che i diffusori, che muovono parecchia aria, non sembravano eccitare eccessivamente le risonanze dell'ambiente, grazie al giudizioso posizionamento, alla scelta del volume d'ascolto e all'assorbimento naturale del continuo flusso di audiofili affascinati dalle elettroniche e dai diffusori. In alternativa venivano utilizzate (gli opposti che si incontrano?) le Tablette nella loro ultima versione Reference 8.

Nell'ultima sala suonavano due impianti in alternativa, uno composto dallo stack completo Gryphon che pilotava le Proac Studio 125, l'altro composto da elettroniche Cary e diffusori Castle da pavimento. Ho, personalmente, apprezzato di più l'insieme Gryphon/ProAc; in ogni caso, la sala confermava la grande cura per la qualità dell'ascolto e la capacità d abbinare i propri marchi dell'importatore milanese. Sempre apprezzabile la scelta musicale nei momenti in cui sono passato.

Su un tavolo faceva mostra di sé, in prima italiana, il Michell Tecnodec, la nuova proposta entry dello storico costruttore di giradischi, un telaio rigido dall'aspetto molto promettente.

Sala 117 - Roksan/High Fidelity Italia

Sala dedicata dallo storico distributore al marchio Roksan, in cui suonavano, in alternativa, multicanale e stereo. Notevole l'esposizione dei giradischi Roksan, il fantastico TMS2 e l'accessibile nuova versione (la quinta!) del Radius, che acquisisce finalmente un braccio dedicato al suo livello di prezzo, il Nima. Si parla di circa 1700 Euro per il sistema completo, testina esclusa - con meno di duemila euro si può entrare in possesso di un front-end analogico che porta con sé un pezzo della grande tradizione inglese.


Sale 105 e 111 - Sony

La parte più interessante dell'esposizione Sony erano, indubbiamente, i nuovi lettori SACD/CD e i relativi amplificatori multicanale. Il lettore SCD-XA9000ES (Sony, potremmo avere dei nomi che non inducano confusione? Chiamare il nuovo top come il lettore SACD/DVD di due anni fa, un solo "XA" di differenza, non mi sembra facilitare molto il pubblico…) va a sostituire il SACD-XA777ES, aggiungendo un certo numero di convertitori DA (ora sono 12…) e l'attesissima uscita digitale ad alta risoluzione in standard IEEE1394, che lavora in simbiosi con l'integrato multicanale top, il quale include gli innovativi stadi d'uscita S-Master. Il prezzo del lettore è lo stesso di quello del modello che va a sostituire, 3999 Euro.

Lo affianca un lettore di prezzo più accessibile (meno di 1300 euro), SCD-XA3000ES, con "soli" 8 convertitori e senza l'uscita digitale ad alta risoluzione. A giudicare dalla costruzione, potrebbe trattarsi di un best buy.

Impossibile giudicare il suono, a causa dei diffusori Sony utilizzati, abbastanza lontani dai parametri audiofili. So che esistono, in altri mercati (giapponese e nordamericano, in particolare), diffusori Sony di pregio assoluto; evidentemente la grande casa giapponese non giudica redditizio l'eventuale sforzo di promuoverli sul nostro mercato

Sala 109 - Newtec Audio Systems

Il "newcomer" presentava dei compattissimi diffusori omnidirezionali, basati su trasduttori di concezione e costruzione originale. Il posizionamento dei diffusori sembrava del tutto casuale e il costruttore-progettista arrivava a spostare fisicamente i diffusori durante la dimostrazione, facendo sentire come, anche con setup del tutto improbabili, si ricreasse comunque una scena acustica. Da tenere in considerazione per ambienti in cui un posizionamento classico sia impossibile. Molto apprezzati dal pubblico, fra l'altro, come dimostra il buon piazzamento nella classifica dei Top Awards.

 

 

 

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