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TAV 2003 Reportage audio
Di Igor Zamberlan
 

 

 

 

 

 

Piano -1

Sala A - Linn Italia

Linn presentava, in prima italiana, il sistema di diffusori multicanale Akurate (anteriori, posteriori, centrale, sub), con finali 2105, preamplificatore/processore Kisto e sorgente multicanale Unidisk 1.1.

In un angolo della sala andava, a ciclo continuo, un DVD di presentazione dell'azienda, con intervista a Ivor Tiefenbrum, "suonato" (se cosi' si puo' dire, l'audio non c'era o era azzerato) dal fratello piccolo dell'Unidisk 1.1, l'Unidisk 2.1.
Le due sorgenti universali Linn, rispettivamente 10200 e 6900 Euro, sono fra i primi esponenti "europei" della soluzione alla cosiddetta guerra dei formati, dato che sono in grado di suonare e far vedere SACD, DVD-Audio, DVD-Video e CD. In condizioni da mostra, l'1.1 sembrava decisamente interessante - c'è solo da sperare che il 2.1, che ha un prezzo non propriamente economico, ma comunque più accessibile, lo sia altrettanto…


Sala B - A&DT

E' stata una sorpresa trovare i diffusori attivi Genelec al Top Audio, segno che l'importatore italiano, di estrazione professionale, ha giudicato interessate il settore dell'audio-video. In effetti, il suono non era niente male e la soluzione dei diffusori attivi è estremamente intelligente nel contesto di un sistema multicanale da inserire in ambienti casalinghi: passare sottotraccia un cavo di segnale, anche bilanciato, è una soluzione molto più agibile e meno rischiosa, dal punto di vista delle prestazioni sonore, di quella che prevede l'utilizzo di diffusori passivi, cavi di potenza e finali separati. Oltretutto, gli ingombri e l'utilizzabilità dell'impianto sono sicuramente migliori.

Sala G - Teac


Un DV50 "scoperchiato" rubava gli sguardi degli interessati alle sorgenti multiformato. Questo lettore, che prevede un percorso ottimizzato per lo stereo, è un altro esponente della specie dei risolutori della guerra dei formati. Proposto ad un prezzo abbastanza elevato (di poco inferiore ai 6000 Euro), è tuttavia una macchina di alto livello tecnico e costruttivo, com'è abitudine Teac.

Sala I - MPI Electronic

La sala di MPI era dedicata al multicanale, con grandi classici accompagnati da alta tecnologia. Un impianto McIntosh completo pilotava i diffusori Klipsch della serie Heritage, fra cui, negli angoli, le storiche Klipschorn. La sorgente era il lettore DVD-Audio/Video McIntosh. La commistione di moderno e "antico" è uno dei nostri cavalli di battaglia, non possiamo che essere contenti della scelta dell'importatore e del risultato ottenuto. L'attenzione, fortunatamente, sembrava costantemente rivolta alla musica.


Sala L - High Fidelity Italia

La commistione di "quasi vintage" (almeno come origini e filosofia) e alta tecnologia contraddistingueva anche questa sala: le grandi Tannoy Yorkminster, equipaggiate col supertweeter opzionale, erano pilotate da un fascinosissimo stack di elettroniche Accuphase che includeva il Digital Voicing Equalizer DG38, utilizzato per apportare una moderata correzione elettronica ai problemi della stanza (lieve correzione sui modi di risonanza e ritocco alla risposta sulle altissime, già di per sé dolce nel sistema Tannoy). Il risultato era lievemente penalizzato dalle dimensioni della saletta e dalla distanza di ascolto non ottimale, ma era comunque affascinante. Sono convinto che questi diffusori abbiano bisogno di respirare in ambienti di dimensioni importanti - questo non era proprio piccolo, ma, per poter far sentire, almeno in parte, ciò di cui un sistema di questo livello è capace al maggior numero possibile di persone, devono essere accettati certi compromessi

Accuphase presentava anche il DP67, il nuovo modello intermedio della gamma digitale del costruttore delle elettroniche dorate; che va ad inserirsi fra il DP55V e il SACD/CD DP77, ad un prezzo di 6800 Euro. Personalmente, mi sarei augurato l'introduzione di un lettore SACD di prezzo più accessibile rispetto ai 13300 Euro del DP77, ma evidentemente in Accuphase non sono ancora soddisfatti di ciò che si può ottenere dal SACD a livelli più economici (si fa, ovviamente, per dire…)


Una storiella raccontatami dall'espositore fa capire quanto, in Accuphase, tengano ai nuovi formati digitali ad alta risoluzione, il SACD in particolare: l'impianto, nella sua configurazione originale, prevedeva la sola sorgente CD connessa al DG38; dopo l'arrivo dei rappresentanti della casa giapponese è stato aggiunto un DP77 per suonare anche i SACD…


Sala M - D.M.L. Audio

L'ormai usuale accoppiata Galactron/Spendor. Quest'anno, venivano utilizzati principalmente i piccoli più piccoli fra gli Spendor da stand (gli S3/5) con un risultato incredibile per capacità di sonorizzare, a livelli soddisfacenti, una sala che non era né piccola né poco frequentata. Un altro piccolo impianto da tenere d'occhio, e un'altra conferma del fatto che i minidiffusori sono ben lontani dal loro canto del cigno.

Sala 01 parte A - S.I. Audio

Una nostra vecchia conoscenza, l'ing. Fulvio Chiappetta, dimostrava la sua nuova produzione, un amplificatore OTL integrato (!) di proporzioni, tuttavia e per forza di cose, abbastanza mostruose (la sola alimentazione separata era ben più abbondante del lettore CD collegato…), di tecnologia, come sempre, originale e di prezzo, mi si dice, decisamente accattivante per la tipologia e per la costruzione dell'oggetto

L'amplificatore era preceduto e seguito nella catena da componenti al di sopra di qualsiasi sospetto, il Sondek CD12 e una splendida coppia di Dynaudio Special 25. Ho un'idea preconcetta dei diffusori Dynaudio, cioè che volerli accoppiare ad amplificatori valvolari men che mostruosi sia una sicura maniera di infilarsi nei pasticci. Beh, l'amplificatore dell'ing. Chiappetta è tutt'altro che mostruoso, coi suoi 60 watt di targa, ma riesce ad ottenere un esito di grande fascino ed interesse dai monitor domestici di riferimento di casa Dynaudio, controllo ed estensione erano eccellenti; al contempo c'era fluidità, dolcezza e ricchezza di dettaglio. Non si finisce mai di imparare, per fortuna, e qui c'è un marchio da tenere d'occhio, cosa che non mancheremo di fare.

Sala P - Rany Hi-Fi

L'ottimo ed entusiasta Rany presentava, in questa grossa sala, il suo sistema statement: le AvantGarde Trio erano coadiuvate dal mostruoso stack di sei subwoofer BassHorn visibile nella foto e dai finali VTL Siegfried (75Keuro la coppia), che sembravano i finali di Topolino accanto agli incredibili subwoofer - cosa che, mi si dice, ha sorpreso persino Luke Manley.

Il pre, ovviamente, era il VTL TL7.5, 22mila Euro; la sorgente analogica Avid equipaggiata con braccio Triplanar. Il lettore digitale era l'Audio Aero Prestige SACD/CD, in anteprima assoluta in veste definitiva, oltre 15000 Euro per una macchina che, per scelta di progetto, converte i segnali DSD in PCM per poterli rielaborare e trattare a 32 bit/384 KHz con algoritmi proprietari, il motivo per cui questa sorgente si è fatta attendere un po'.

L'impatto del sistema era, ovviamente, mostruoso: mai sentito l'elicottero di The Best Days Of Our Lives/Another Brick In The Wall suonare con tanto realismo.

Sala Q - TecnoFuturo

Prima palma al coraggio; far suonare le Grande Utopia Be in una sala del Quark è un'impresa da temerari. Certo, a giudicare dal risultato, i diffusori aiutano; da mostri di queste dimensioni esce un suono di insospettabile delicatezza, quasi come se si fosse, per certi parametri e per quanto era possibile giudicare, trovata la quadratura del cerchio fra completezza del messaggio e "deliziosità" da minidiffusore. Per forza di cose (la scelta del posizionamento dei diffusori e dei punti di ascolto) i giganti non possono sparire né mostrare la scena acustica di cui sono sicuramente capaci; ho anche l'impressione che le elettroniche Perreaux utilizzate, pur se di grande qualità, possano non essere all'altezza di cotale aristocratica compagnia

Comunque, da risentire - e da seguire le più umane sorelle piccole della linea (piccolo è sempre relativo…)

Sala R - UK Distribution

Più di una cosa interessante nella sala Opera-Unison. Intanto, l'impianto di proporzioni e prezzo ragionevole, composto da elettroniche della serie Unico e dai diffusori da pavimento Quinta, che, a parte una reticenza in gamma medioacuta che sembrava emergere in alcuni passaggi, mi è sembrato musicalissimo e non ruffiano.

Poi, due novità in particolare: l'amplificatore di potenza multicanale ibrido della serie Unico, grande, bello, ben costruito e di prezzo non folle (5500 Euro per un ampli a 8 canali configurabili a ponte due a due, 90 watt per canale, con ingresso a valvole: che ne dite? Un nuovo miracolo italiano?)…


…e uno dei ritorni più graditi, quello dello storico Simply Two, riedito dopo i 16000 pezzi venduti nella prima incarnazione, ad un prezzo di sicuro interesse (si annuncia inferiore ai 1400 Euro, speriamo che la promessa possa essere mantenuta, con una coppia di Opera o di altri piccoli diffusori di facile pilotaggio potremmo trovarci di fronte ad un piccolo capolavoro del delizioso accessibile).

Sala S - Marantz

Le cose più interessanti della saletta mi sono sembrate le nuove elettroniche Marantz:

la serie 7/9 che Ken Ishiwata ci ha presentato nel suo scritto sul nostro numero 5, davvero splendide per costruzione

 

 

il nuovo CD5400 che promette sfracelli in gamma economica

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il DV12-S2 che, essendo - finalmente - multiformato dovrebbe rimpiazzare tanto il DV12-S1 quanto l'SA12-S1

e il DV8400, degno sostituto della prima sorgente multiformato Marantz, il DV8300

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Da notare che il DV17-S1 era fra i lettori più gettonati nelle sale audiophile che volevano poter riprodurre anche il SACD, segno che la macchina si sta facendo un buon nome per il suo suono.

Una gradita sorpresa, l'imminente ritorno di Mordaunt-Short all'high-end - notare il condotto "stile Nautilus" del tweeter; uscita annunciata per il 2004.

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