Piano
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Sala
A - Linn Italia
Linn
presentava, in prima italiana, il sistema di diffusori multicanale
Akurate (anteriori, posteriori, centrale, sub), con finali
2105, preamplificatore/processore Kisto e sorgente multicanale
Unidisk 1.1.

In
un angolo della sala andava, a ciclo continuo, un DVD di
presentazione dell'azienda, con intervista a Ivor Tiefenbrum,
"suonato" (se cosi' si puo' dire, l'audio non
c'era o era azzerato) dal fratello piccolo dell'Unidisk
1.1, l'Unidisk 2.1.
Le due sorgenti universali Linn, rispettivamente 10200 e
6900 Euro, sono fra i primi esponenti "europei"
della soluzione alla cosiddetta guerra dei formati, dato
che sono in grado di suonare e far vedere SACD, DVD-Audio,
DVD-Video e CD. In condizioni da mostra, l'1.1 sembrava
decisamente interessante - c'è solo da sperare che
il 2.1, che ha un prezzo non propriamente economico, ma
comunque più accessibile, lo sia altrettanto

Sala B - A&DT
E'
stata una sorpresa trovare i diffusori attivi Genelec al
Top Audio, segno che l'importatore italiano, di estrazione
professionale, ha giudicato interessate il settore dell'audio-video.
In effetti, il suono non era niente male e la soluzione
dei diffusori attivi è estremamente intelligente
nel contesto di un sistema multicanale da inserire in ambienti
casalinghi: passare sottotraccia un cavo di segnale, anche
bilanciato, è una soluzione molto più agibile
e meno rischiosa, dal punto di vista delle prestazioni sonore,
di quella che prevede l'utilizzo di diffusori passivi, cavi
di potenza e finali separati. Oltretutto, gli ingombri e
l'utilizzabilità dell'impianto sono sicuramente migliori.

Sala
G - Teac
Un DV50 "scoperchiato" rubava gli sguardi degli
interessati alle sorgenti multiformato. Questo lettore,
che prevede un percorso ottimizzato per lo stereo, è
un altro esponente della specie dei risolutori della guerra
dei formati. Proposto ad un prezzo abbastanza elevato (di
poco inferiore ai 6000 Euro), è tuttavia una macchina
di alto livello tecnico e costruttivo, com'è abitudine
Teac.

Sala
I - MPI Electronic
La
sala di MPI era dedicata al multicanale, con grandi classici
accompagnati da alta tecnologia. Un impianto McIntosh completo
pilotava i diffusori Klipsch della serie Heritage, fra cui,
negli angoli, le storiche Klipschorn. La sorgente era il
lettore DVD-Audio/Video McIntosh. La commistione di moderno
e "antico" è uno dei nostri cavalli di battaglia, non possiamo
che essere contenti della scelta dell'importatore e del
risultato ottenuto. L'attenzione, fortunatamente, sembrava
costantemente rivolta alla musica.

Sala L - High Fidelity Italia
La commistione di "quasi vintage" (almeno come origini e
filosofia) e alta tecnologia contraddistingueva anche questa
sala: le grandi Tannoy Yorkminster, equipaggiate col supertweeter
opzionale, erano pilotate da un fascinosissimo stack di
elettroniche Accuphase che includeva il Digital Voicing
Equalizer DG38, utilizzato per apportare una moderata correzione
elettronica ai problemi della stanza (lieve correzione sui
modi di risonanza e ritocco alla risposta sulle altissime,
già di per sé dolce nel sistema Tannoy). Il risultato era
lievemente penalizzato dalle dimensioni della saletta e
dalla distanza di ascolto non ottimale, ma era comunque
affascinante. Sono convinto che questi diffusori abbiano
bisogno di respirare in ambienti di dimensioni importanti
- questo non era proprio piccolo, ma, per poter far sentire,
almeno in parte, ciò di cui un sistema di questo livello
è capace al maggior numero possibile di persone, devono
essere accettati certi compromessi

Accuphase presentava anche il DP67, il nuovo modello intermedio
della gamma digitale del costruttore delle elettroniche
dorate; che va ad inserirsi fra il DP55V e il SACD/CD DP77,
ad un prezzo di 6800 Euro. Personalmente, mi sarei augurato
l'introduzione di un lettore SACD di prezzo più accessibile
rispetto ai 13300 Euro del DP77, ma evidentemente in Accuphase
non sono ancora soddisfatti di ciò che si può
ottenere dal SACD a livelli più economici (si fa,
ovviamente, per dire
)
Una storiella raccontatami dall'espositore fa capire quanto,
in Accuphase, tengano ai nuovi formati digitali ad alta
risoluzione, il SACD in particolare: l'impianto, nella sua
configurazione originale, prevedeva la sola sorgente CD
connessa al DG38; dopo l'arrivo dei rappresentanti della
casa giapponese è stato aggiunto un DP77 per suonare
anche i SACD

Sala M - D.M.L. Audio
L'ormai
usuale accoppiata Galactron/Spendor. Quest'anno, venivano
utilizzati principalmente i piccoli più piccoli fra
gli Spendor da stand (gli S3/5) con un risultato incredibile
per capacità di sonorizzare, a livelli soddisfacenti,
una sala che non era né piccola né poco frequentata.
Un altro piccolo impianto da tenere d'occhio, e un'altra
conferma del fatto che i minidiffusori sono ben lontani
dal loro canto del cigno.

Sala
01 parte A - S.I. Audio
Una
nostra vecchia conoscenza, l'ing. Fulvio Chiappetta, dimostrava
la sua nuova produzione, un amplificatore OTL integrato
(!) di proporzioni, tuttavia e per forza di cose, abbastanza
mostruose (la sola alimentazione separata era ben più
abbondante del lettore CD collegato
), di tecnologia,
come sempre, originale e di prezzo, mi si dice, decisamente
accattivante per la tipologia e per la costruzione dell'oggetto

L'amplificatore
era preceduto e seguito nella catena da componenti al di
sopra di qualsiasi sospetto, il Sondek CD12 e una splendida
coppia di Dynaudio Special 25. Ho un'idea preconcetta dei
diffusori Dynaudio, cioè che volerli accoppiare ad
amplificatori valvolari men che mostruosi sia una sicura
maniera di infilarsi nei pasticci. Beh, l'amplificatore
dell'ing. Chiappetta è tutt'altro che mostruoso,
coi suoi 60 watt di targa, ma riesce ad ottenere un esito
di grande fascino ed interesse dai monitor domestici di
riferimento di casa Dynaudio, controllo ed estensione erano
eccellenti; al contempo c'era fluidità, dolcezza
e ricchezza di dettaglio. Non si finisce mai di imparare,
per fortuna, e qui c'è un marchio da tenere d'occhio,
cosa che non mancheremo di fare.

Sala
P - Rany Hi-Fi
L'ottimo
ed entusiasta Rany presentava, in questa grossa sala, il
suo sistema statement: le AvantGarde Trio erano coadiuvate
dal mostruoso stack di sei subwoofer BassHorn visibile nella
foto e dai finali VTL Siegfried (75Keuro la coppia), che
sembravano i finali di Topolino accanto agli incredibili
subwoofer - cosa che, mi si dice, ha sorpreso persino Luke
Manley.

Il
pre, ovviamente, era il VTL TL7.5, 22mila Euro; la sorgente
analogica Avid equipaggiata con braccio Triplanar. Il lettore
digitale era l'Audio Aero Prestige SACD/CD, in anteprima
assoluta in veste definitiva, oltre 15000 Euro per una macchina
che, per scelta di progetto, converte i segnali DSD in PCM
per poterli rielaborare e trattare a 32 bit/384 KHz con
algoritmi proprietari, il motivo per cui questa sorgente
si è fatta attendere un po'.

L'impatto
del sistema era, ovviamente, mostruoso: mai sentito l'elicottero
di The Best Days Of Our Lives/Another Brick In The Wall
suonare con tanto realismo.

Sala
Q - TecnoFuturo
Prima
palma al coraggio; far suonare le Grande Utopia Be in una
sala del Quark è un'impresa da temerari. Certo, a
giudicare dal risultato, i diffusori aiutano; da mostri
di queste dimensioni esce un suono di insospettabile delicatezza,
quasi come se si fosse, per certi parametri e per quanto
era possibile giudicare, trovata la quadratura del cerchio
fra completezza del messaggio e "deliziosità"
da minidiffusore. Per forza di cose (la scelta del posizionamento
dei diffusori e dei punti di ascolto) i giganti non possono
sparire né mostrare la scena acustica di cui sono
sicuramente capaci; ho anche l'impressione che le elettroniche
Perreaux utilizzate, pur se di grande qualità, possano
non essere all'altezza di cotale aristocratica compagnia

Comunque,
da risentire - e da seguire le più umane sorelle
piccole della linea (piccolo è sempre relativo
)

Sala
R - UK Distribution
Più
di una cosa interessante nella sala Opera-Unison. Intanto,
l'impianto di proporzioni e prezzo ragionevole, composto
da elettroniche della serie Unico e dai diffusori da pavimento
Quinta, che, a parte una reticenza in gamma medioacuta che
sembrava emergere in alcuni passaggi, mi è sembrato
musicalissimo e non ruffiano.

Poi,
due novità in particolare: l'amplificatore di potenza
multicanale ibrido della serie Unico, grande, bello, ben
costruito e di prezzo non folle (5500 Euro per un ampli
a 8 canali configurabili a ponte due a due, 90 watt per
canale, con ingresso a valvole: che ne dite? Un nuovo miracolo
italiano?)
e
uno dei ritorni più graditi, quello dello storico
Simply Two, riedito dopo i 16000 pezzi venduti nella prima
incarnazione, ad un prezzo di sicuro interesse (si annuncia
inferiore ai 1400 Euro, speriamo che la promessa possa essere
mantenuta, con una coppia di Opera o di altri piccoli diffusori
di facile pilotaggio potremmo trovarci di fronte ad un piccolo
capolavoro del delizioso accessibile).

Sala
S - Marantz
Le
cose più interessanti della saletta mi sono sembrate
le nuove elettroniche Marantz:
la
serie 7/9 che Ken Ishiwata ci ha presentato nel suo scritto
sul nostro numero 5, davvero splendide per costruzione
il
nuovo CD5400 che promette sfracelli in gamma economica
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il
DV12-S2 che, essendo - finalmente - multiformato dovrebbe
rimpiazzare tanto il DV12-S1 quanto l'SA12-S1

e
il DV8400, degno sostituto della prima sorgente multiformato
Marantz, il DV8300
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Da
notare che il DV17-S1 era fra i lettori più gettonati
nelle sale audiophile che volevano poter riprodurre anche
il SACD, segno che la macchina si sta facendo un buon nome
per il suo suono.
Una
gradita sorpresa, l'imminente ritorno di Mordaunt-Short
all'high-end - notare il condotto "stile Nautilus"
del tweeter; uscita annunciata per il 2004.
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