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Speciale Mo(n)stre
Tutti,
a parole le odiano, ma se non ci fossero bisognerebbe inventarle,
e difatti quando non ci sono, qualcuno finisce per inventarle:
le mostre, specializzate e meno, hi-fi. Questo numero 6 di
videohifi.com è quasi per intero dedicato a loro, ed
in particolare ad una di loro, la più importante in
Italia e sicuramente una delle più importanti in Europa
(per certi aspetti la più importante) ovvero quel Top
Audio&Video Show sul quale vi avevamo già ragguagliato
in tempo reale, ma che ora vi presentiamo in una forma che
pochi hanno sin'ora osato: grazie ai nostri "inviati
speciali" Igor Zamberlan e Marco Caponera, vi offriamo
la mostra praticamente per intero, per i vostri occhi e per
il vostro intelletto. Ci sarebbe anche piaciuto farvela ascoltare,
ma, nonostante ci stiamo organizzando per stupirvi con effetti
speciali, la tecnologia è quello che è, ed anche
se avessimo accluso a questo fascicolo un mega-file in MP3
a parte la mediocre qualità sonora, non avremmo potuto
rendere le fasi temporali dell'evento. Abbiamo pensato anche
ad una serie di 1180 CD, con il Top Audio minuto per minuto
( Giovedì ore 10.00 Saletta High Fidelity, ore 10.15
Nel
frattempo nella saletta AudioGamma
Mentre AudioNatali
)
ma l'operazione, fatti due calcoli, si è palesata come
costosetta. Inoltre abbiamo calcolato che prima o poi ci saremmo
pur dovuti occupare del Consumer Electronic Show di Las Vegas,
e avremmo potuto allora deludervi? Ebbene nessun corriere
di nostra conoscenza è in grado di consegnare 40.000
CD o 10.000 e passa DVD a prezzi per noi accettabili. Abbiamo
dunque ripiegato sul classico - ma si fa per dire- reportage.
Come vedrete c'è praticamente tutto, per la gioia delle
vostre serate novembrine (secondo me anche per quelle dicembrine
se non avete frequentato un corso di lettura veloce). Per
chi al Top Audio non c'è stato, e per chi c'è
stato ma non dispone della stessa quantità di endorfine
dei nostri, e dunque, ad un certo punto, volente o nolente
s'è arreso. Fare la classica "selezione"
non ci piaceva, e non ci sembrava nemmeno giusto: chi siamo
noi per fare classifiche di merito ( quelle le facciamo a
parte, nei nostri personali commenti) per decidere cosa interessa
al pubblico e cosa no? Ecco dunque che il Top Audio &
Video 2003 ve lo potete girare come se foste al Quark, piano
per piano, salette per saletta, come se aveste a disposizione
quattro giorni per bighellonare, ma senza pagare l'albergo!
In più il nostro "inviato molto speciale"
Matteo Lupatelli, dopo una breve visita al bar del Quark,
stupefatto più dallo scontrino che dai liquori eventualmente
trangugiati, ci fa scoprire aspetti inediti e davvero entusiasmanti
di questa rassegna. Lui solo ha potuto ( potenza di videohifi)
visitare il piano - 1 e Mezzo e lì c'erano le cose
davvero più interessanti, quelle proprio proprio esoteriche!
A
brevissimo seguirà il reportage sulla decisamente più
piccina, ma estremamente benemerita rassegna romana , il "Roma
Hi-End".
Lasciatemi
dire, al proposito ( delle mostre) qualche parola: innanzitutto
mi sembra vieppiù ingeneroso l'atteggiamento che aleggia
a proposito di questa in particolare: io ho avuto modo di
criticare, ed anche aspramente, il Top Audio quando si configurò
come manifestazione separatista e massonica, e l'Apaf come
una consorteria in cui vigeva il Comma 22 ( se si è
soci Apaf si può partecipare al Top Audio, ma per essere
soci Apaf si deve aver partecipato al Top Audio, e al Top
Audio possono partecipare solo i soci Apaf), o quando, in
un clima già più aperturista, si diceva che
però al Top Audio non potevano entrare i grandi marchi
giapponesi, commettendo due peccati in un uno: quello di relegare
la rassegna all'attenzione di pochi ( secondo il concetto
del "meno si è meglio si sta"), e quello
di superbia, perché nessuna legge scritta o non scritta
diceva e dice che un piccolo marchio americano per grazia
divina produca necessariamente apparecchi migliori rispetto
ad un grande marchio giapponese, e sappiamo benissimo quante
volte si sia verificato il contrario.
Ma da quei tempi sono passate intere ere geologiche, una vagonata
di referendum, le Station Wagon svedesi sono un po' passate
di moda e i soldi per comprarle sono svaniti come per incanto
( e con essi gran parte di quelli che avevano fatto del mercato
audio italiano il più grande del mondo dopo - e non
sempre- quello statunitense). Direzioni , Presidenze e Organizzazioni
si sono avvicendate, ed hanno, devo riconoscere in tutta onestà,
lavorato molto bene. Chi si lamenta tanto della disposizione
del Top Audio, dell'acustica delle sue salette o anche dei
suoi costi, ha, in genere, poco presente la situazione mostre
a livello internazionale, e la difficoltà, se non l'impossibilità
( causa anche leggi - sacrosante- sulla sicurezza) di organizzarne
una. Il Quark Hotel è l'unico, che ci risulti, che
si è appositamente attrezzato per poterlo fare, e chi
come me ha girato per un paio di decenni le mostre di tutto
il mondo, sa bene che l'acustica delle sue sale non è
difforme da quella delle sale di Las Vegas o di Londra o di
Francoforte. Non credo sia casuale il fatto che il Top Audio
sia molto e pubblicamente apprezzato dagli operatori e dai
giornalisti stranieri.
Amici miei, una mostra è una mostra, è un luogo
dove si va a guardare, a curiosare, a pianificare magari i
futuri acquisti, non a cercare improbabili verità rivelate.
Semmai (ma anche questo è un elemento che trascende
dai confini nazionali) ci si chiede come mai molti espositori
facciano così poco, quando non nulla, per migliorarla
l'acustica di queste sale. Troppo spesso ci è capitato,
ancora, di vedere salette in cui il materiale, anche prestigioso,
era stato buttato lì alla "buona di Dio",
con una dimostrazione evidente di scarsissime attenzione e
rispetto nei confronti del pubblico. Si, lo sappiamo, ad alcuni
costruttori e distributori, il pubblico sembra interessare
poco o nulla: sono lì, quasi costretti, per incontrare
rappresentanti e rivenditori. Commettono un errore marchiano,
perché quand'anche dovessero riuscire a infilare i
loro apparecchi nei negozi dei rivenditori che hanno convinto-
sulla base di rispettabilissimi concetti che però ben
poco hanno a che fare con i motivi che ancora spingono più
di qualcuno ad interessarsi dei parallelepipedi al silicio
e dei cassoni legnosi- quegli apparecchi rimarranno ad impolverarsi
sugli scaffali dei suddetti rivenditori, che certamente poi
non correranno ad abbracciare quei distributori e quei costruttori
pregandoli in ginocchio di "dargliene altro". Uno
dei grandi mali che continuano ad affiggere il nostro settore,
ancor più degli MP3 e dei telefonini per autoerotismo,
è la filosofia della vendita per la vendita, magari
(anzi spesso) una-tantum. Ed una vendita, com'è noto,
non la si rifiuta a nessuno, tranne poi non acquistare mai
più. Purtroppo ci sono ancora troppi operatori - distributori,
costruttori o negozianti che siano- che hanno come unico obiettivo
la macchina più figa da comprare a fine stagione, o
la vacanza a Cancun.
Detto
questo, vorrei aggiungere che quest'anno - in mezzo a tutte
le difficoltà del caso- l'organizzazione ( e mi preme
porgere un ringraziamento particolare a quella "graziosa
macchina da guerra" che risponde al nome di Raffaella
Oldani, responsabile di detta organizzazione) ha funzionato
a mille: problemi, ove ve ne fossero, risolti in un amen,
supporto puntualissimo ed attento, una sala stampa "vera",
e persino un "hot spot" internet ADSL, grazie al
quale abbiamo potuto trasmettervi gli aggiornamenti in diretta.
Bravi, veramente bravi.
Per
quanto riguarda le mostre in generale, beh, posso dire di
aver per tutta una vita litigato con tutti i miei editori
(persino con me stesso) perché a mio avviso, ove possibile,
bisognava esser presenti a tutte, grandi e piccine, belle
o brutte, quadrate o rotonde. Le mostre sono state, in particolare
negli anni '80, il pane di questo mercato, e nessun depliant,
nessuna pubblicità, nessuna promozione e nessun articolo,
potrà mai sostituire il contatto diretto con il pubblico.
Se c'è una cosa di cui ci possiamo veramente dispiacere,
è che le grandi mostre si fermino a Milano. Roma è
da anni ingiustamente snobbata : qualsiasi pulce di mostra,
persino una cosa orrenda di qualche anno fa all'orrenda Fiera
di Roma richiama le folle. Sono solo curiosi - si giustificano
gli operatori- dimenticando che quella curiosità è
la spinta indispensabile verso l'ignoto rappresentato, per
sua natura, e per fiacchezza di promozione, da questo strambo
settore. Una volta, quando a Milano si faceva il Sim, il gigantesco
Sim, che raccoglieva centinaia di migliaia di visitatori,
si diceva " beh, ma sono ragazzini che vengono solo per
gli adesivi e per i depliant". Anche in quel caso si
dimenticava una cosa fondamentale: che quei ragazzini sarebbero
cresciuti, sognando su quei depliants, e guardando gli adesivi
appiccicati nella cameretta, e sarebbero diventati gli acquirenti
di domani. Quella linfa vitale che, non a caso manca da gran
tempo al compartimento audio, e che altri e più furbi
operatori, di settori anche affini, hanno saputo coltivare
e spesso irreggimentare.
Lode dunque anche alla piccola ( per il momento) ma estremamente
meritoria iniziativa Romana, voluta da Stefano Zaini già
animatore di "Milano Hi-End".
Passando
invece alle cose più prosaiche e che più prosaicamente
ci interessano, quest'anno - dando scandalo con un evidentissimo
conflitto d'interessi- il "premio speciale Bebo Moroni
per il miglior suono", consistente nella solita calorosa
stretta di mano, lo autoassegno alla saletta di videohifi,
che in tutta onestà è quella che mi è
parsa ( e credetemi per queste cose - e non solo- sono di
un autocritico che rasenta l'autolesionismo) quella che offrisse
il maggior grado di musicalità dell'intera rassegna.
Le altre sale che mi sono particolarmente piaciute? AudioNatali
( Krell+ ARC + Wilson) per l'impressionante dimensionamento
della scena, la dinamica, la concretezza palpabile del suono,
The Absolute Sound ( Burmester), timbrica precisa ma tutt'altro
che teutonicamente acuminata, dinamica travolgente, Sound
& Music/Acustica Applicata ( Graham,/Dynavector, Spectral,
Avalon Pro) grande musicalità generale ed estrema precisione
nella ricostruzione timbrica, la sala MCL "old &
new " High Fidelity/Mpi ( Mc Intosh e Klipschorn+ La
Scala) suono affascinante e a tratti travolgente, quella Accuphase/Tannoy,
diamine che gamma bassa! Per non parlar del resto, la saletta
Dromos, che faceva veramente onore all'alta fedeltà
"nazionale", la saletta Audioreference in cui suonavano
deliziosamente i Micromega Minium con le ProAc Respnse One
SC, e per il secondo anno di seguito la saletta Mantra Acoustic
con le, a mio avviso straordinarie, Dulcet.
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