Numero 5
Editoriale
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DNM Reson
Basis Audio 2001
Tannoy Sensys CD1
S.I.D
Matteo Lupatelli
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Dati

Costruttore: Tannoy

www.tannoy.com

Distributore: : MPI Electronic, via de Amicis 10/12, 20010 Cornaredo (MI) Tel. 02 9361101

www.mpielectronic.com

Prezzo 06/2003: 860,00

Descrizione:

Sistema di altoparlanti

 

Tannoy Sensys DC 1 - I Parte -
Di Bebo Moroni

 

 

 

 
 
 

 

Molti di noi si sono chiesti come mai la Tannoy avesse deciso di mettere fuori catalogo una serie di diffusori di tanto successo, quanta concretezza sonora e costruttiva, come la Saturn Series. Me lo sono chiesto anch'io che ho avuto modo di apprezzare a lungo i diffusori di questa linea nel mio ambiente.
Una risposta, magari parziale, ma a quanto pare convincente, arriva dalla presentazione di questa assai più ristretta serie Sensys DC.
La serie Sensys, in generale, è stata studiata nell'intento di offrire al pubblico un prodotto qualitativamente ineccepibile, ad un prezzo decisamente conveniente, secondo le nuove esigenze del mercato, che sotto la spinta del "pericolo giallo" (i produttori cinesi e quelli del sud-est asiatico) e delle pulsioni recessive sta lentamente, ma inesorabilmente, spingendo verso il basso i prezzi, e dunque anche la percezione del pubblico riguardo ai costi realmente sostenibili per entrare in possesso di quelli che -vuoi o non vuoi- continuano ad esser considerati poco più che puri oggetti di svago.
La serie Sensys in senso (mi si perdoni il gioco di parole involontario) stretto è composta da quattro diffusori, diciamo "tradizionali", un mini-monitor da piedistallo o scaffalatura, a due vie, una torre da pavimento a tre vie di dimensioni abbastanza contenute, un canale centrale ed un compatto diffusore per applicazioni surround. Ad essi si aggiungono i tre modelli della serie Sensys DC, dove DC sta chiaramente per "Dual Concentric", e infatti i tre modelli, un mini-monitor a tre vie ( doppio concentrico + supertweeter) il DC1 in esame, una torre da pavimento a 4 vie il Sensys DC2 con woofer da 17, doppio concentrico del medesimo diametro e supertweeter,e un Canale Centrale con medesima configurazione del DC1, ma in disposizione orizzontale, il Sensys DCC ( che esamineremo nel prossimo facicolo, in cui ci occuperemo del Systema Sensys DC in differenti configurazioni MCL e HT).
Il doppio concentrico montato sulla serie, versione ulteriormente raffinata di quello impiegato nella serie Saturn, è, inutile dirlo, erede diretto dei grandi monitor concentrici da 38 e 30 cm (15 e 12 pollici) che hanno fatto la storia e la gloria del grande marchio britannico. Ora è possibile realizzarlo in misure decisamente più piccole del 10" pollici che equipaggiava negli anni '70 le Eaton, e che già veniva considerato una sorta di miracolo di "miniaturizzazione" per un altoparlante insieme così semplice (concettualmente) e così complesso (costruttivamente, nella scelta dei materiali, nel suo allineamento). I nuovi materiali, le nuove tecnologie di realizzazione dei diaframmi, dei magneti, dei crossover, hanno reso possibile ottenere prestazioni ragguardevoli, e capaci di una buona dose del fascino originale dei grandi coassiali Tannoy, anche dai piccoli 8" che equipaggiano i Sensys DC.

Ecco, privato della sin troppo massiccia griglia di protezione, il pannello frontale delle DC1. Notare il doppio concentrico con tweeter caricato, e la particolare conformazione dell'accordo reflex.

 

L'ascolto

Io sono convinto che questo - a questo prezzo- è un diffusore che farà rumore.
Sin dalle prime battute (dopo accurato rodaggio, cosa di cui i Sensys DC1 hanno decisa necessità) il nostro compatto monitor dimostra grande personalità ed una pienezza sonora che non sarebbe dato attendersi da un diffusore di queste dimensioni e questo prezzo. Poggiate provvisoriamente su una coppia di grandi antenate, le Berkley col loro doppio concentrico da 15", le Sensys DC1 hanno immediatamente impressionato i vari ascoltatori che si sono succeduti nell'"assaggiarle", con una larghezza di banda spesso impressionante, un'impatto dinamico da cassa ben più grossa, ed una sostanziale linearità timbrica, che non rinuncia però ad alcune caratteristiche proprie, se vogliamo chiamarle così "eufoniche", che sono nel DNA di stirpe.
Logicamente un tale posizionamento non poteva essere considerato credibile, con le Berkley che rischiavano di fare da sub passivo al sistemino Sensys, e comunque che non potevano costituire la base solida e smorzata sulla quale poggiare un diffusore di questa concezione. Sono state dunque finalmente posizionate su una coppia di stand Target da 70cm, con la base riempita di pallini di piombo e dadi smussati al posto delle punte verso il pavimento (visto che nessuno si offre mai di ri-lamarmelo).
Ma la situazione non è di molto cambiata, dimostrando tra l'altro che il mobile delle Berkley è di fatto assai meno "sbagliato" e "risonante" di quanto qualcuno si ostina a scrivere. Certo la possibilità di avere il concentrico in asse con le orecchie (in particolare il suo centro focale, costituito dal tweeter da 25 mm in titanio/neodimio caricato da una piccola tromba) e il supertweeter leggermente al di sopra di questa linea ideale, comporta un'ulteriore, decisa, lienarizzazione della gamma medioalta, mentre la gamma bassa più profonda sembra perdere leggermente in estensione e consistenza, ma mi accorgerò presto che si tratta solo di un'impressione dovuta, appunto, al riequilibrio della banda.


In questa configurazione in pura stereofonia, il Sensys DC 1 è stato dapprima collegato all'impianto "grande", il medesimo che pilota le Berkley, costituito nella configurazione qui impiegata, da un giradischi Thorens TD 124, con braccio Pritchard e testina Grado Reference Wood, da uno Yamaha PX 2 con testina Clearaudio Victory, da uno stadio phono MM Telefunken CX, da un pre phono Trichord Dino +, un SACD Micromega The Reference, un preamplificatore Bryston BP 25 ed un finale di potenza a valvole Harman Kardon Citation II, il tutto cablato Shinpy e ART. Come alternativa più ragionevole è stato impiegato un secondo impianto composto da un Thorend TD 145 modificato AEC e con base "pesante", testina Sumiko Blue Point Special, stadio phono Telefunken CX, lettore CD Harman Kardon HD 720, amplificatori integrati Monrio Asty e Nad C320 BEE. Cablaggio interamente Monster.
Con l'"impiantone" il Senys DC1 ha dimostrato di trovarsi perfettamente a suo agio, sfoderando una classe da diffusore di segmento superiore, e reagendo alle solidissime sollecitazioni in potenza del Citation II, con estrema naturalezza, a riprova di un'ottima tenuta unita ad una sensibilità davvero notevole, specie per un diffusore di queste dimensioni.
Dimenticavo che nel corso di un fugace ascolto, in occasione della visita di due amici audiofili (benché più noti come esperti di video) Lino Mazzocco e Marco Rosanova, avevamo notato una certa valatura della gamma media, che lungi dal risultare spiacevole, la poneva però su un piano leggermente più arretrato rispetto al resto della gamma, fatto davvero poco Tannoy. A quel punto per mostrare la configurazione del diffusore, ho tolto momentaneamente una griglia, e i due occasionali "panelist" mi hanno immediatamente stoppato: "alt, togli anche l'altra griglia". Ed effettivamente già in prossimità di una sola cassa potevo chiaramente intuire quanto la situazione fosse cambiata. Tornando al punto d'ascolto ho potuto costatare come il diffusore benefici dell'assenza della griglia, piacevole da vedere, ma a tutti gli effetti eccessivamente massiccia, con gli inserti plastici della cornice che tendono chiaramente a comportarsi in maniera occlusiva e diffrattiva. Dunque una magagna su questo progetto apparentemente perfetto rispetto alla sua classe di prezzo c'é. Non è insignificante come magagna, ma è altresì facilmente eliminabile, se si ha cura di spazzolare di tanto in tanto, con mano leggera e pennello morbido, la superficie del concentrico ( facendo molta attenzione al "tenero" tweeter, protetto comunque dalla sua piccola tromba), mentre per il supertweeter non c'è problema vista l'assoluta trasparenza ( vedi anche l'analisi tecnica di Giuliano Nicoletti) della sua leggerissima griglietta magnetica. Senza la griglia, dunque, la gamma media si apre, e non solo in termini timbrici: l'immagine che m'era apparsa molto ben focalizzata ma piuttosto compatta, si allarga notevolmente e diviene a tratti veramente impressiva.


Le doti del doppio concentrico, da questo punto di vista, le conosciamo bene: una capacità di localizzazione delle sorgenti sonore che non ha pari negli altoparlanti multivia tradizionali, ed un'omogeneità di dispersione, che rende la scena perfettamente proporzionata sul piano. Il piccolo ma efficiente woofer delle DC1 poi, contribuisce in maniera sostanziale alla buona impressione di profondità. Il supertweeter, che opera in un ambito estremamente ristretto, di vera e propria rifinitura, dà una notevole mano, restituendo l'interezza della gamma armonica in gamma acuta ( arriva ad oltre 50 KHz) alla credibilità, alla luminosità e allo sviluppo verticale dell'immagine. Non è un caso che le DC1 si trovino magnificamente, direi in maniera insospettabile per un diffusore di questo prezzo, alle prese con il pianoforte, che risulta rispettabilmente grande, vivido e rilucente nella parte mediana e nelle ottave più alte della tastiera, credibile nelle dimensioni, e giustamente posizionato al centro della scena.
Posizionamento virtualmente perfetto di cui si avvalgono anche le voci.
La timbrica, come dicevo correttamente neutrale, ma senza sconfinare nell'asettico, è leggermente caratterizzata da una nota dolce in gamma media, che ben contrasta con una certa brillantezza (mai eccessiva comunque) della gamma medio-acuta. Il mediobasso appare leggermente arretrato, ma comunque potente e dinamico, e ben supportato da un basso che non fatica a scendere a 60 Hz.
Pensato non solo, ma soprattutto, in abbinamento a subwoofer in sistemi stereo o multicanali, il Sensys DC1 dimostra di essere un egregio diffusore "stand alone", e in taluni ambienti potrà giovarsi ulteriormente, in un' eventuale posizionamento a scaffale ( che penalizzerà un poco, ma senza esagerare, l'immagine) del rinforzo delle pareti posteriori ( ove se ne senta proprio il bisogno).
Collegato all'impianto piccolino, ed in particolare quando amplificato dal Monrio, il Sensys DC1 continua a comportarsi in maniera encomiabile, risultando così un'eccellente scelta (una prima scelta) per impianti non stra-costosi ma in cui la qualità musicale e dinamica vengano poste come elementi prioritari. Manca, rispetto alla configurazione precedente, un po' di punch, ma è anche vero che mi ero abituato male, così il basso appare meno concreto ma comunque di più che ampia soddisfazione. Capisco a questo punto che devo lasciar perdere l'ascolto per un paio di giorni, e dissuefarmi dall'abitudine al suono dei Sensys inseriti nell'impianto di riferimento.
Con la mente un po' più pulita ricomincio l'ascolto. E' sera avanzata, e i volumi vanno civilmente mantenuti entro limiti tollerabili, ciò mi da modo di scoprire ulteriormente la raffinatezza di questi compatti e non troppo costosi diffusori: una risoluzione del dettaglio ammirevoli anche ai bassi livelli di pressione sonora, una delicatezza ed una dolcezza di fondo, accompagnate ad una bella completezza e raffinatezza in gamma medio-acuta, che ne fanno una scelta ideale, in stereofonia, per ambienti di dimensioni contenute, ed ove non si voglia perdere, con i decibel di SPL, la completezza delle informazioni timbriche, armoniche e spaziali.
Un best buy, senza dubbio, un primo della classe con davvero pochi concorrenti ( fermo restando che il vostro gusto personale su un argomento delicato come quello dei diffusori acustici potrebbe comunque portarvi a preferirgli altri modelli) comunque un diffusore raro, per raffinatezza costruttiva e musicale, in una fascia di mercato affollata, e troppo poco spesso a ragione. Per me, nonostante un'antica passione Tannoy, comunque una gran bella e inaspettata sorpresa.

 

 

 

 

 

 

 
 
 

 

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