Numero 5
Editoriale
50th Marantz
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DNM Reson
Basic Audio 2001
Tannoy Sensys DC1
S.I.D
Matteo Lupatelli
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Dati

Distributore:Il Basis 2001, cosė come il Braccio Graham, sono importati da Audio Graffiti, via degli Artigiani 5 - PANDINO (CR)

.www.audiograffiti.com

Prezzo del giradischi di listino: 5.005

Prezzo del braccio: € 1200

La testina Van Den Hul č importata da Graaf

.www.graaf.it

Prezzo testina: € 1.640

 

 

The sound of silence
Di Angelo Jasparro

 

 

 

 
 
 

 

Eccomi qui a recensire un apparecchio, o meglio una triade di componenti che, dopo varie vicissitudini ed indecisioni sul giusto acquisto, mi ritrovo in casa.

Si tratta di un giradischi, il BASIS AUDIO 2001, un braccio, il GRAHAM ROBIN, ed una testina, la VAN DEN HUL MC TWO SPECIAL.

Giudicherò quindi i risultati dell'insieme, non avendo elementi per "scorporare" le caratteristiche di ognuno di questi.

Una sintetica descrizione del giradischi è necessaria, visto che le informazioni reperibili in rete sono molto scarse. La BASIS AUDIO è un' azienda statunitense fondata e tuttora retta da A.J. Conti. Il cognome è italiano, ma il Conti parla solo inglese, come ho avuto occasione di appurare in un recente incontro con lui presso la sede di Audio Graffiti, importatore di Basis e Graham. Abbiamo fatto due chiacchiere e forse di questo riparleremo in futuro.
In sintesi la filosofia di Conti non è molto diversa da quella di tanti altri fabbricanti di giradischi, e cioè quella di far girare il piatto nel modo più regolare possibile e col minimo attrito. Sull' imballo del giradischi, oltre al marchio del fabbricante, c'è una perentoria affermazione che spero non abbia bisogno di traduzione: "The most precise turntables in the world". Non ho elementi per confortare o smentire questa affermazione, ma come inizio non c'è male, direi.

Dunque il giradischi è formato da una base in acrilico in colore trasparente o nero, a scelta. A me è piaciuto il nero ed il prezzo è uguale. Lo spessore della base è di 2,5 cm, così come quello del piatto, pure in acrilico. Il tutto poggia su quattro grossi piedi riempiti da olio siliconico, che funge da isolante e smorzatore delle vibrazioni che dovessero arrivare dalla base di appoggio del giradischi. E' quindi un telaio sospeso, ma con soluzioni piuttosto diverse dal solito. Quando colpite la base, questa oscilla vistosamente ma compie quattro o cinque movimenti, poi si stabilizza perfettamente, al contrario dei telai sospesi su molle, che oscillano per una trentina di secondi.


La taratura è semplicissima, i piedoni sono avvitati alla base tramite dei perni metallici che sporgono dalla parte superiore della base. Basta quindi far girare questi perni per mettere in bolla il tutto. Una volta fatta l'operazione non si tocca più nulla, il tutto rimane come lo si è lasciato.

Il motore "swiss made" è separato, vibra alquanto ma è appoggiato su quattro morbidi piedi in gomma. Malgrado ciò, la base in granito sulla quale è appoggiato il tutto risente un po' delle vibrazioni, ma non è grave. Uno stetoscopio appoggiato al telaio del Basis dimostra che nessuna perturbazione raggiunge il piatto. Il libretto di istruzioni afferma che il giradischi è insensibile a qualunque tipo di base di appoggio si utilizzi, ma io ho preferito abbondare, facendomi fare appunto una lastra in granito di buon spessore, circa 5 cm., con conseguente elevata massa.
La trazione avviene mediante una cinghia piatta piuttosto rigida, ed il cambio di velocità 33/45 si effettua manualmente spostando la cinghia sulla puleggia del motore.

Il clamp, consigliabile, è un optional piuttosto costoso, ma la sua realizzazione è impeccabile. E' del tipo a pressione, per cui va "stretto" sul perno del piatto facendo compiere circa mezzo giro alla parte superiore. Nel caso lo si usasse, viene fornito un o-ring in gomma da mettere attorno al perno in modo da colmare l'incavo nella parte interna del piatto, per rendere il disco completamente parallelo allo stesso.

Il braccio che ho scelto, per questioni di budget, è stato il nuovo Graham Robin, nato per fare concorrenza al famoso RB300 della Rega, anche se viene venduto ad un prezzo superiore. E' in effetti un braccio imperniato su cuscinetti, diversamente dai Graham alto di gamma, ed è fabbricato in Giappone su specifiche Graham.
Presto cambierò il cavo di collegamento fornito di serie, che mi sembra piuttosto economico. Eventualmente riferirò i risultati. L' impressione che si ricava dall' osservazione di questo braccio è piuttosto buona, contrariamente a quella del Rega, al quale dovrebbero togliere un po' di plastica, secondo me.


Circa la testina non c'è molto da dire, è un modello molto conosciuto della Van Den Hul, con un' uscita di 2,25 mV, che ben si adatta alle caratteristiche del mio pre phono Audio Research Ph-3.


Ora torniamo al titolo di questo mio scritto: "Sound of Silence". Ho volentieri parafrasato il famoso titolo dei grandi Simon & Garfunkel, anche perchè ho alcuni loro vinili, che girano spesso e volentieri sul Basis.
In effetti la prima cosa che mi ha colpito, rispetto al precedente Pro-Ject RPM 9 è stato proprio il silenzio, la sensazione della letterale scomparsa della macchina che fa girare il disco. Se non avessi sentito con le mie orecchie non ci avrei creduto.

Non ho mai amato troppo i giradischi a telaio sospeso perchè, seppur silenziosi, spesso mi davano l'impressione di una certa lentezza nei transienti e di una vaga tendenza a nascondere i dettagli nascosti nei solchi. Devo dire che questo Basis, grazie probabilmente all'atipico sistema di sospensione, riunisce in sè le caratteristiche positive dei due sistemi. E' quindi veloce, la dinamica c' è tutta pur conservando la dolcezza dei buoni giradischi a telaio sospeso.
Il suono globale è molto equilibrato ed ho riscoperto molti dischi che non ascoltavo da tempo. La mia collezione analogica è in continuo incremento ed ha ormai superato i 500 dischi. In assoluto sembrano pochi, ma ringrazio il cielo per avere il tempo di ascoltare, a rotazione, almeno una parte di questi.
Attenzione ad una sola cosa: il Basis è impietoso verso le registrazioni cattive e ne ho appena avuto un esempio: non mi ero mai accorto che "Dallamericaruso" di Lucio Dalla suonasse così male. Un' indecenza, anche per essere un "live".
In compenso diventa ascoltabile senza remore il "Koln Concert" di Keith Jarrett. Per la prima volta sembra quasi un piano vero, mentre prima ritenevo la registrazione a livello pessimo, come se Jarrett suonasse un piano elettrico. Evidentemente l' autorevolezza con la quale il Basis scandaglia i solchi è superiore a quella di molte altre macchine, anche blasonate, che ho avuto occasione di ascoltare.

Non farò paragoni diretti con altri giradischi di prezzo simile che ho provato, dico solo che ho scelto questo perchè mi ha convinto più degli altri. In effetti non è facilissimo poter ascoltare giradischi nei negozi, ma per fortuna il giro di conoscenze audiofile che ho nei dintorni di Milano è una miniera quasi inesauribile di apparecchi che girano in continuazione. Ricordo che il Basis ha il grande vantaggio di un' estrema facilità e costanza di messa a punto, e penso con tristezza a quanti debbono tarare in continuazione i loro famosi giradischi ogni volta che cambia il tempo.

Se devo a tutti costi trovare un difetto alla "triade", direi che il braccio è probabilmente il "punto debole" della catena e la prova con un Graham 2.2 me lo ha dimostrato, ma saremmo a livelli di prezzo per me irraggiungibili, al momento.

Comunque l'insieme è sicuramente ad altissimo livello. Non chiedetemi un' opinione sul rapporto qualità/prezzo. Un sistema analogico da quasi 8.000 euro di listino, escluso il pre phono è secondo me fuori da ogni valutazione economica tradizionale.


 

 

 

 

 

 
 
 

 

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