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Introduzione
Come
i più affezionati lettori della rivista avranno capito, in
questi mesi io e Giuliano Nicoletti ci siamo dedicati a realizzare
una serie di prove, alcune anche a confronto diretto, riguardanti
piccoli diffusori da stand dal costo accessibile. Fin troppo
ovvia la scelta di orientarci verso diffusori con woofer da
13 centimetri di diametro nominale. La nostra idea è quella
di fornire ai lettori di Videohifi.com una panoramica completa
su questo piccolo microcosmo della riproduzione sonora. Abbiamo
iniziato con la prova a confronto delle sorelline Sonus Faber:
le Concertino
ormai fuori produzione e le Concertino Home, tutt'ora
in catalogo, per capire se le nuove nate rappresentassero
davvero una evoluzione del progetto. Abbiamo proseguito con
le Opera 1.5 AV,
anch'esse passate al setaccio da misure e ascolti. Adesso
è arrivato il turno di un'altra prova a confronto, stavolta
abbiamo scelto due nuovi prodotti recentemente introdotti
in catalogo per la Chario, quindi delle novità per di più
concorrenti tra loro visto che li separano poche decine di
euro nel listino. I diffusori che andremo a conoscere in questo
numero sono le Chario Hiper 1000 mk2 e le Chario Premium 1000,
diffusori che portano anche nel nome lo stretto grado di parentela.
Probabilmente da un punto di vista commerciale potremmo superficialmente
considerare le Premium l'evoluzione "qualitativa", l'up-grade
delle Hiper, ma così non è. Dietro ai due progetti, eccezion
fatta per il cabinet, identico per i due modelli, si celano
componenti, programmi e idee sul posizionamento in ambiente
molto diversi fra loro, vediamo nel dettaglio ciò che abbiamo
scoperto…

Chario Hiper 1000 mk2
Per
l'ascolto delle Cario Hiper 100 mk2 ho utilizzato i miei soliti
impianti,
uno per l'audio e un altro per l'audio video. Sia le Hiper
che le Premium hanno beneficiato di un lungo rodaggio dovuto
a preascolti piuttosto prolungati e alle sessioni di misura
cui le ha sottoposte il nostro Giuliano Nicoletti. La versione
mk2 della serie Hiper rappresenta un'evoluzione della prima
serie, un diffusore piuttosto nuovo che si inserisce in una
fascia di prezzo piuttosto combattuta, specie nel settore
a/v dove la maggior parte degli impianti medi si fanno con
questo budget, considerato il più alto numero di "pezzi" necessari.
Alla prova con puro audio stereo le Hiper hanno mostrato buona
correttezza timbrica, la gamma alta risulta ariosa con buona
presenza dell'estremo alto. In gamma bassa hanno sfoderato
una prestazione discreta, inficiata soltanto da una certa
durezza del medio basso, anche l'estremo basso non è profondissimo.
La gamma delle voci mi è sembrata in linea con la concorrenza,
anche se alle volte un pizzico di dettaglio in più l'avrei
gradito molto. La dinamica è risultata piuttosto buona, priva
di indurimenti anche a volumi sostenuti. La scena sonora come
tradizione Chario è su livelli buoni, la profondità è impeccabile,
ma anche l'apertura verso i lati è su livelli importanti.
Inserite in un contesto audio/video le soddisfazioni sono
aumentate, ho potuto apprezzare la buona capacità di inserirsi
senza creare troppi problemi d'interfacciamento, caratteristica
fondamentale nell'home theater, dove i componenti in gioco
sono molti. In evidenza i diffusori di casa Chario hanno messo
l'ottima capacità dinamica, una perfetta ricostruzione sonora
delle immagini, a tutto vantaggio della possibilità di calarsi
all'interno delle scene non rimanendo estranei spettatori.
La timbrica acquisisce una piacevole nota di calore, pur permanendo
un equilibrio timbrico impeccabile, anche con i posizionamenti
più azzardati. Il diffusore in prova sfoggia molteplici potenzialità:
lo si può usare con efficacia in un impianto solo audio inserito
in un contesto di elettroniche anche nell'ordine dei 1000
euro al pezzo, oppure in un impianto audio video circondato
dai partner di listino, anche 4 "hiper 1000", con un "hiper
dialogue mk2" e con il sub "SW2". Anche in questo caso le
elettroniche potrebbero aggirarsi sull'ordine di spesa dei
1000 euro a componente, oppure risparmiando qualcosa ancora.
Consigliate per tutti i generi musicali, per l'h/t di secondo
pelo. Per pigri esigenti che non passano serate a mettere
a punto l'impianto, ma ad ascoltare musica. Il prodotto vale
la spesa dove la versatilità d'uso è la migliore caratteristica
offerta. Tenendo in considerazione le misure del cabinet è
possibile collocare questi diffusori un po' dappertutto. La
tenuta in potenza è esuberante, se utilizzate in ambienti
consoni, cioè piccoli o medi, per i grandi non ci vogliono
grandi diffusori, ma diffusori grandi! Passatemi la battuta…
Un diffusore da stand che non lascia per strada gli estremi
di banda, che riesce a ricreare uno stage credibile, la raffinatezza
non è il suo cavallo di battaglia, ma a questo prezzo non
sono in molti ad ottenerla, chissà, forse le sorelle Premium
1000 sì!?!
Chario Premium 1000
Per
l'ascolto delle Cario Premium 1000 ho utilizzato i miei soliti
impianti,
uno per l'audio e un altro per l'audio video. All'ascolto
la parentela tra i due diffusori appare chiara quanto la similitudine
estetica. Timbricamente molto somiglianti, entrambe hanno
dalla loro un perfetto equilibrio timbrico e una buona capacità
di ricostruire nello spazio il messaggio sonoro, ma le Premium
hanno dalla loro alcuni elementi che alla lunga me le hanno
fatte preferire. Indubbiamente sono diffusori che hanno bisogno
di un maggiore impegno e lavoro nella fase di messa a punto,
al contrario delle Hiper in grado di suonare anche senza particolari
accorgimenti. Anche in rapporto alle elettroniche ho cercato
di offrire la migliore interazione possibile al diffusore,
e i risultati alla fine sono venuti. Timbricamente sono ineccepibili,
la gamma alta è molto estesa, ma perfettamente a fuoco, raramente
ciò avviene. Quando il tweeter è molto presente spesso il
diffusore pecca di leggerezza o metallicità. In questo caso
invece ho notato una estrema pulizia abbinata a neutralità.
Non ci sono inasprimenti, la fusione con la gamma media è
ottima e la quantità di informazioni estratte è notevole.
La gamma bassa è presente e ferma, molto veloce, superiore
per velocità ed estensione in riferimento sia alle Hiper che
alle Concertino Home, altro riferimento per la prova. Se non
mettesse in cattiva luce la gamma media affermerei che gli
estremi di gamma sono il pezzo forte del diffusore. In realtà
anche in gamma media le Premium hanno mostrato grande maestria
nel riproporre voci calde e materiche e strumenti come la
chitarra o i fiati: fermi, precisi e mai trapananti o freddi.
La dinamica è un altro elemento che me le ha fatte preferire
alle sorelline Hiper, perché meglio capaci di estrarre la
grinta contenuta nelle esecuzioni dal vivo meglio riuscite.
Venendo alla scena sonora le Premium hanno in questo parametro
rivaleggiato all'ultimo sangue con le Concertino Home: se
da un lato le seconde offrono una scena molto profonda e ampia,
le prime si fanno preferire per apertura sui lati e per focalizzazione
degli strumenti. Molta l'aria tra gli esecutori; le code,
gli echi sono più precisi, sicuramente frutto della notevole
estensione in alto del tweeter. Le percussioni, strumento
principe nell'individuazione di limiti di dinamica e precisione,
hanno confermato che le Premium sanno accendere la luce sulle
registrazioni accurate, togliendo quel sottile velo che rappresenta
il limite invalicabile delle concorrenti. Forse potrei desiderare
di avere un po' di punch in più, ma non mi sento di ingigantire
una caratteristica, che comunque consente al basso profondo
maggiore presenza. Sì, forse sarebbe stato difficile fare
di più con questo woofer. Inserite all'interno dell'abituale
impianto 5.1 si sono dimostrate più docili nel posizionamento,
offendo la migliore prestazione quasi subito, sul ripiano
condiviso con la TV. Memore dell'esperienza con le Hiper mi
aspettavo una buona sintonia con il sistema Jbl di riferimento
e così è stato. Nella riproduzione del film "The Wall" sia
in stereofonia, che in Dolby Digital 5.1 hanno ricreato una
scena sonora ampissima e un perfetto bilanciamento con la
gamma bassa offerta dal sub. Passando ai film più convenzionali
ho notato un bel dettaglio nella colonna sonora e come nel
solo audio una focalizzazione molto alta. Non ho notato invadenza
da parte di nessuna gamma di frequenza, se non dovuta ad alcune
ovvie imperfezioni dovute all'amplificazione Sony, non del
tutto lineare. Anche la dinamica ha evidenziato più i difetti
dell'amplificazione che non quelli dei diffusori. Così ho
finalmente notato in modo chiaro i migliori pregi della sorgente
Micromega
Neo DVD, che riassunti sarebbero più o meno: ampia
estensione in frequenza, naturalezza nella riproduzione e
ottimo dettaglio. Ma questa in effetti è un'altra prova…mi
limiterò a ringraziare le Premium per l'aiuto che mi hanno
offerto! Consigliate ai puntigliosi che misurano i decimi
di grado nell'angolazione verso il punto d'ascolto. Generi
preferiti nessuno: volumi gestibili sicuramente più alti di
quelli del vostro vicino. Con l'analogico però mi sono divertito
ancora di più, queste piccoline che a sentirle piccoline non
sembrerebbero, hanno restituito un po' di vigore e ossigeno
ad alcune registrazioni che con altri diffusori apparivano
stanche e invecchiate. Il prodotto vale almeno il doppio della
spesa, fossero state di massello magari anche il triplo. Gli
abbinamenti consigliati si limitano all'analogico come, quasi
sempre, è ovvio che sia, e al digitale stereo o multicanale,
ma di qualità! Nel frattempo le piccole Chario Premium 1000
non hanno più lasciato il mio salone, nella speranza di avere
presto la possibilità di provare un impianto completo 5.1
della stessa serie. Alla prossima.
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