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DNM
reson Single Solid Core Bullet Plug
"Lateral
thinking", lo chiamano gli anglosassoni. E' quel modo
di arrivare alle soluzioni per vie non ortodosse, andando
a risolvere, magari prioritariamente, quelli che la media
delle persone pensa siano gli aspetti secondari dei problemi.
Qui due pensieri laterali si incontrano, quello di un'azienda
che, da anni, costruisce un cavo di potenza della sezione
di 0.2 mmq per polo (!?!) e quello di una che, nel periodo
dei connettori in argento massiccio, è uscita con degli
RCA in plastica che minimizzano sia la superficie di contatto
con le boccole degli apparecchi, sia quella di saldatura col
conduttore.
La teoria che sta dietro i Bullet Plug dell'australiano Eichmann
è piuttosto articolata e ben esposta dal progettista
stesso nei white paper disponibili sul suo sito web; qui non
mi dilungherò né cercherò di concludere
se si tratti di scienza o di marketing ben vestito, dato che
spero di avere presto in prova i connettori, in modo da poter
capire quanto del suono di questi DNM reson dipende dal cavo
e quanto dipende dal connettore.

Il cavo, allora: è una semplice coppia di conduttori
isolati e distanziati tra loro con PVC - almeno credo, la
documentazione non è particolarmente estesa. Anzi,
direi che si limita a parlare del pezzo di "lateral thinking"
che sta dietro questi strani cavi e i loro, altrettanto strani,
fratelli di potenza (che si distinguono per il fatto che lo
spazio tra i conduttori è maggiore e, credo, per la
maggior sezione del singolo filo che costituisce ciascuno
dei poli), cioè la ricerca di ridurre i campi magnetici,
comune, secondo DNM, ai cavi e ai connettori Bullet Plug.
Il cavo DNM Reson esiste da parecchi anni, ma solo oggi, grazie
ai Bullet Plug, si sarebbe realizzata l'idea informatrice
della sua peculiare architettura anche nei connettori.Nel
mio sistema e nelle mie condizioni ambientali non ho avuto
problemi, ma va notato che il cavo è totalmente privo di qualsiasi
schermatura, per cui potrebbe indurre ronzio o captare interferenze
in altre condizioni

Suona?
Beh,
sì. Vorreste anche capire come, suppongo, dato che
non è che si trovi in tutti i negozi. Suona in modo
assolutamente peculiare, come peculiare è la sua costruzione.
Velocissimo, estremamente dinamico, non si preoccupa di raffinatezze
o di abbellimenti. E', cioè, talmente trasparente da
diventare ovvio, in un certo senso; manca, cioè, di
tutti quei gradi di abbellimento audiofilo che siamo usi chiedere
ai nostri cavi. Non ha né un acuto particolarmente
raffinato, né un basso particolarmente frenato, né
un medio in grado di commuovervi con la sua musicalità.
Io amo questo cavo. Credo che me ne terrò un paio di
set in giro per casa per quando vorrò sentire il suono
di un apparecchio senza correzioni da cavo.
Rispetto ai mie Kimber KCAG, è meno aperto sull'acuto,
ma anche meno dolce, meno frenato sul basso e un po' più
esteso; mette meno a fuoco il palcoscenico e lo appiattisce
un pochino; ma è più veloce e più dinamico.
Rispetto al Van den Hul Integration, più vicino come
prezzo, per i miei gusti non c'è storia, ma ho già
detto che amo questo cavo: sono disposto a concedere che il
VdH è più audiophile in senso classico (raffinatezza,
omogeneità, finezza di grana), ma a me piace la guida
pericolosa
The
truth! Can you handle the truth?
Credo
che siamo di fronte a uno di quegli oggetti che o si amano
o si odiano, senza mezzi termini. In questo senso, è
un peccato che la distribuzione italiana sia ristretta e poco
conosciuta. E' infatti probabile che questo cavo, anche in
considerazione del suo costo (inferiore ai 120 Euro per la
coppia da un metro terminata coi Bullet Plug in Gran Bretagna),
avrebbe, se ben promosso, ampie possibilità di successo
anche sul nostro mercato.
Forse è proprio il suo prezzo non eccessivo che potrebbe
giocargli contro. Non oso pensare a cosa potrebbe uscire da
questo cavo se abbinato ad impianti della sua categoria di
prezzo. Provate a prenderlo sul serio, a metterlo in un impianto
in cui prendereste in considerazione cavi dal costo quintuplo
ripeto: o si odia o si ama.
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