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Roma Hi End 2003
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Roma Hi-End 2003 ///
di Bebo Moroni; Giuliano Nicoletti; Igor Zamberlan
 

 

 

 

     
 

Piano -1

Sala Corallo: Absoluta

Si respirava un'aria diversa nello spazio di questo nuovo costruttore veneto, l'aria di un'azienda che punta su tecnologie nuove e diverse, investendo pesantemente in ricerca. Gli oggetti interessanti erano i diffusori e i finali di potenza. I diffusori grandi si commentano, probabilmente, da soli - letteralmente inediti con la loro forma e il loro numero di altoparlanti; i diffusori più piccoli, pur se più tradizionali, si avvicinano molto al carattere sonico dei fratelli maggiori. I finali impiegano una valvola di provenienza militare (non del passato, del presente!) e non fanno uso di trasformatori di uscita, grazie ad una tecnologia innovativa che accoppia strettamente i tubi a vuoto a dei MosFET.

Il risultato sonoro risentiva dell'impostazione tecnologica dell'azienda, secondo me. Non nel senso di una particolare freddezza da laboratorio, tutt'altro: nel senso di dimostrazione di un approccio sistematico al problema della riproduzione sonora, che passa attraverso diverse iterazioni per giungere all'ottimizzazione di un prodotto, dove prima si cercano di ottimizzare gli aspetti puramente tecnologici, poi di perfezionare il risultato. Il costruttore è conscio di una serie di problemi, riguardanti soprattutto, a mio giudizio, i diffusori (reticenza in gamma medioacuta comune ad ambedue i diffusori, problemi di riproduzione della scena acustica e trasparenza ancora migliorabile nei maggiori, una gamma bassa al di sotto delle aspettative nei minori); sta lavorando alacremente per raggiungere gli obiettivi finali. Comunque un approccio di estrema serietà e grande precisione, che non mancherà di dare, ne sono certo, risultati di pregio assoluto terminata l'ottimizzazione.

Sala Granato: Simetel

Simetel proponeva le proprie elettroniche Nightingale e i diffusori Concentus, con un esito molto simile a quello già constatato al Top Audio. Un parametro che sembrava migliorato, qui, era quello della trasparenza complessiva; come sempre estremamente affascinante la gamma bassa di questi dipoli.

Sala Acquamarina: MastersounD, Living Sound GmbH

In questa sala si assisteva alla prima (di due, qui) esibizione della nuova tendenza nel campo degli altoparlanti ad alta tecnologia e di alto pregio, i driver Thiel and Partner (noti negli USA, per problemi di marchio, col nome Accuton & Ceratec). I diffusori qui, erano un modello Ayon, pilotati dalle elettroniche MastersounD, fra cui gli interessantissimi single ended paralleli di 300B. Un suono tutt'altro che freddo, che però, qui, non si riusciva a giudicare al meglio, probabilmente per problemi di ottimizzazione complessiva dell'impianto.

 

Un secondo impianto, comprendente diffusori ed elettroniche MastersounD, che non sono riuscito a sentire, dato che, in tutte le occasioni in cui mi sono affacciato alla sala, era l'altro impianto a funzionare.

Gli splendidi monofonici single ended parallelo, equipaggiati con le 845, del costruttore veneto.

Sala Opale: NorthStar Design, Extreme Audio

Questo abbinamento, che comprende, oltre alle elettroniche NorthStar e ai diffusori Extreme Audio, i cavi White Gold, comincia ad essere uno dei valori sicuri delle mostre hi-fi. Qui, in anteprima, veniva presentato un esemplare di pre-produzione del pre phono dell'ing. Rampino, degno completamento della catena di elettroniche NorthStar: un preamplificatore a guadagno regolabile, quindi adattabile a testine sia MM che MC, completamente a discreti, che riprende la familiare estetica del costruttore pisano.
Il suono era ottimo, uno dei migliori in assoluto. Sono riuscito ad ascoltare con calma la configurazione col diffusore da piedistallo, un oggetto interessantissimo dal prezzo di 2000 Euro, equipaggiato con componenti Focal e Morel, veloce, coerente e assai esteso verso il basso, capace di riprodurre un'ottima scena acustica.
Anche con l'analogico, a testimoniare la riuscita del nuovo apparecchio NorthStar e l'eccelsa qualità del giradischi VYGER, il risultato era assolutamente convincente. Anzi, direi che… (ma sono, notoriamente, un analogista incallito).

La configurazione col modello medio Extreme Audio mostrava caratteristiche sonore simili, a confermare che si tratta di un costruttore con una precisa filosofia. La sala registrava afflussi da record, con somma gioia degli espositori.


Sala Cristallo: CometAudio

Il giovane distributore esponeva oggetti di particolare interesse, fra cui le Meadowlark Blue Heron 2, diffusore da pavimento di costo (quasi 20000 Euro) e proporzioni non indifferenti, splendidamente finito e che mi risulta poter essere richiesto in numerose essenze e con diversi accostamenti fra i particolari.

La parte sonante era una passarella per le ammiraglie di Marten Design, le Coltrane, grosso (e costoso, 39500 Euro) diffusore da pavimento equipaggiato coi driver ceramici Thiel and Partner (ecco il secondo…), con il raro, costosissimo tweeter con membrana in diamante, costruzione in laminato di fibra di carbonio, risposta in frequenza estesa fino ai 100 KHz. L'amplificazione era la nuova produzione Threshold, la sorgente il SACD/CD Lindemann, che sta avendo grande successo attraverso il passaparola della Rete.

I cavi erano gli Acoustic Zen, che hanno provocato un curioso effetto di riflessione al flash della mia macchina fotografica, con sorpresa e ilarità dello stesso espositore a cui ho mostrato la foto.
Il suono era di grande trasparenza e dinamica, mancava forse di un pizzico di umanità e magia, ma il contesto era quello di un approccio assolutamente coerente, sia da parte dei costruttori, sia da parte del distributore nella scelta dei marchi da rappresentare.

Sala Silver: Sotis Audio/The Sound Of The Valve

Non posso che confermare l'eccellente impressione che le elettroniche Sotis Audio avevano dato a Giuliano e a me nella mostra milanese di febbraio. Stavolta la saletta era molto ridotta e molto meno felice di quella del Milano Hi-End, cosa che penalizzava anche i diffusori Embryo di Zaini, interessanti compatti da pavimento equipaggiati con largabanda proprietario; speriamo di poter giudicare meglio sia le elettroniche che i diffusori in un'occasione futura.

Sala Turchese: Imago Electroacoustics Components

Non conoscevo questo costruttore. I diffusori mi sono sembrati oggetti di sicuro interesse, costruiti con grande attenzione per i materiali (vengono impiegati legni di qualità, anche a richiesta, con finiture classiche oppure ottenute con l'utilizzo di trattamenti naturali, altoparlanti in carta e tela) e per la naturalezza e la coerenza timbrica. Il diffusore in dimostrazione, il grande Cor, riusciva, fra l'altro, nonostante l'esiguità della saletta, a tirare fuori un basso impressionante grazie al grande woofer da 31.5 cm. Da seguire con interesse.

Le varie essenze lignee disponibili per la finitura dei diffusori Imago:

Sala Ametista: New Audio Frontiers

Graditissima presenza quella del costruttore valvolista di Viadana, con le sue elettroniche, ovviamente valvolari, fra cui spiccava il finale single ended con le 845, e i suoi bei diffusori. Il suono ottenuto era estremamente rilassante e piacevole da ascoltare (grazie anche ad un'ottima scelta musicale a base di jazz, fortunatamente, non light), senza mancare di velocità e cattiveria al momento debito. I diffusori erano le ammiraglie Reference Four, che presentano interessanti caratteristiche costruttive (ad esempio, il fatto di impiegare una configurazione midwoofer-tweeter-woofer non simmetrica, col tweeter sotto il midwoofer).

Una novità era la nuova versione del preamplificatore Absolute, con alimentazione a valvole, stadio MM equipaggiato con valvole 12AU7, stadio linea con 6J5 con carico attivo a valvole.

Esposizioni statiche: presenze e personaggi

Mamma mia, quanti dischi! Chi fosse venuto anche solo per cercare pane da dare in pasto al proprio impianto poteva trovare ampia soddisfazione: Galbiati, Marullo, Red Records, fone' (il Signor Ricci teneva le sue, sempre interessanti e gremite, presentazioni presso la sala Hi-Fi Center), Velut Luna, Sound And Music, Audionautes, Moonlight Records, E Lucevan Le Stelle, Jupiter! Una vera pacchia, vinile, SACD e CD (e qualcche sparuto DVD-Audio, piuttosto nascosto) non mancavano certo! Una tentazione continua…

Qui uno scorcio dell'area di esposizione del piano -1.

Qui Jupiter (i distributori di etichette care agli audiofili - me per primo - amanti della classica di qualità ben registrata come Channel, Chandos, Alia Vox, Alpha, Bis.

A fianco dello stand Jupiter si trovava un'area sonante, ovviamente "powered by" l'ospite della mostra, Stefano Zaini di The Sound Of The Valve (ovviamente ingiudicabile il risultato dal punto di vista della qualità d'ascolto).

Fra gli stand statici, spiccavano quello di Mantra Sound (novità, i componenti Audio Consulting per autocostruire un controllo di volume a trasformatore, in particolare il trasformatore stesso, sono ora disponibili; i trasformatori costano da 180 a poco più di 400 Euro cadauno)…

Quello di Audio Coils

Quello di Norma

E quello di Nadir, sul quale spiccavano gli enormi condensatori a gas dell'alimentazione del preamplficatore XT10

Non mancavano le valvole, ovviamente (Tektron, fra gli altri) né le edizioni tecniche (Demidoff), oltre agli stand di Sicut Sol, con le riviste e le iniziative del loro club, e delle Edizioni de il Mondo Nuovo, con l'offerta discografica e di accessori dei Suono Point. Ormai abituale, ma anche indispensabile, la presenza del maestro Torlai, il medico delle testine fonografiche. La sorpresa, tuttavia, era la presenza di un Ken Kessler dai baffi sempre più arricciati che presentava il suo nuvo libro "Quad: The Closest Approach" sulla storia della storica casa inglese in anteprima.

Insomma, un successo pressoché incondizionato (unico problema, per uno come me, obiettore di patente, la difficoltà a raggiungere il Midas coi mezzi pubblici), un'altra réussite per il raggiante Stefano Zaini

 

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