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Piano
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Sala
Corallo: Absoluta
Si
respirava un'aria diversa nello spazio di questo nuovo costruttore
veneto, l'aria di un'azienda che punta su tecnologie nuove
e diverse, investendo pesantemente in ricerca. Gli oggetti
interessanti erano i diffusori e i finali di potenza. I diffusori
grandi si commentano, probabilmente, da soli - letteralmente
inediti con la loro forma e il loro numero di altoparlanti;
i diffusori più piccoli, pur se più tradizionali,
si avvicinano molto al carattere sonico dei fratelli maggiori.
I finali impiegano una valvola di provenienza militare (non
del passato, del presente!) e non fanno uso di trasformatori
di uscita, grazie ad una tecnologia innovativa che accoppia
strettamente i tubi a vuoto a dei MosFET.

Il
risultato sonoro risentiva dell'impostazione tecnologica dell'azienda,
secondo me. Non nel senso di una particolare freddezza da
laboratorio, tutt'altro: nel senso di dimostrazione di un
approccio sistematico al problema della riproduzione sonora,
che passa attraverso diverse iterazioni per giungere all'ottimizzazione
di un prodotto, dove prima si cercano di ottimizzare gli aspetti
puramente tecnologici, poi di perfezionare il risultato. Il
costruttore è conscio di una serie di problemi, riguardanti
soprattutto, a mio giudizio, i diffusori (reticenza in gamma
medioacuta comune ad ambedue i diffusori, problemi di riproduzione
della scena acustica e trasparenza ancora migliorabile nei
maggiori, una gamma bassa al di sotto delle aspettative nei
minori); sta lavorando alacremente per raggiungere gli obiettivi
finali. Comunque un approccio di estrema serietà e
grande precisione, che non mancherà di dare, ne sono
certo, risultati di pregio assoluto terminata l'ottimizzazione.

Sala
Granato: Simetel
Simetel
proponeva le proprie elettroniche Nightingale e i diffusori
Concentus, con un esito molto simile a quello già constatato
al Top Audio. Un parametro che sembrava migliorato, qui, era
quello della trasparenza complessiva; come sempre estremamente
affascinante la gamma bassa di questi dipoli.

Sala
Acquamarina: MastersounD, Living Sound GmbH
In
questa sala si assisteva alla prima (di due, qui) esibizione
della nuova tendenza nel campo degli altoparlanti ad alta
tecnologia e di alto pregio, i driver Thiel and Partner (noti
negli USA, per problemi di marchio, col nome Accuton &
Ceratec). I diffusori qui, erano un modello Ayon, pilotati
dalle elettroniche MastersounD, fra cui gli interessantissimi
single ended paralleli di 300B. Un suono tutt'altro che freddo,
che però, qui, non si riusciva a giudicare al meglio,
probabilmente per problemi di ottimizzazione complessiva dell'impianto.

Un
secondo impianto, comprendente diffusori ed elettroniche MastersounD,
che non sono riuscito a sentire, dato che, in tutte le occasioni
in cui mi sono affacciato alla sala, era l'altro impianto
a funzionare.

Gli
splendidi monofonici single ended parallelo, equipaggiati
con le 845, del costruttore veneto.

Sala
Opale: NorthStar Design, Extreme Audio
Questo
abbinamento, che comprende, oltre alle elettroniche NorthStar
e ai diffusori Extreme Audio, i cavi White Gold, comincia
ad essere uno dei valori sicuri delle mostre hi-fi. Qui, in
anteprima, veniva presentato un esemplare di pre-produzione
del pre phono dell'ing. Rampino, degno completamento della
catena di elettroniche NorthStar: un preamplificatore a guadagno
regolabile, quindi adattabile a testine sia MM che MC, completamente
a discreti, che riprende la familiare estetica del costruttore
pisano.
Il suono era ottimo, uno dei migliori in assoluto. Sono riuscito
ad ascoltare con calma la configurazione col diffusore da
piedistallo, un oggetto interessantissimo dal prezzo di 2000
Euro, equipaggiato con componenti Focal e Morel, veloce, coerente
e assai esteso verso il basso, capace di riprodurre un'ottima
scena acustica.
Anche con l'analogico, a testimoniare la riuscita del nuovo
apparecchio NorthStar e l'eccelsa qualità del giradischi
VYGER, il risultato era assolutamente convincente. Anzi, direi
che
(ma sono, notoriamente, un analogista incallito).

La
configurazione col modello medio Extreme Audio mostrava caratteristiche
sonore simili, a confermare che si tratta di un costruttore
con una precisa filosofia. La sala registrava afflussi da
record, con somma gioia degli espositori.

Sala Cristallo: CometAudio
Il
giovane distributore esponeva oggetti di particolare interesse,
fra cui le Meadowlark Blue Heron 2, diffusore da pavimento
di costo (quasi 20000 Euro) e proporzioni non indifferenti,
splendidamente finito e che mi risulta poter essere richiesto
in numerose essenze e con diversi accostamenti fra i particolari.

La
parte sonante era una passarella per le ammiraglie di Marten
Design, le Coltrane, grosso (e costoso, 39500 Euro) diffusore
da pavimento equipaggiato coi driver ceramici Thiel and Partner
(ecco il secondo
), con il raro, costosissimo tweeter
con membrana in diamante, costruzione in laminato di fibra
di carbonio, risposta in frequenza estesa fino ai 100 KHz.
L'amplificazione era la nuova produzione Threshold, la sorgente
il SACD/CD Lindemann, che sta avendo grande successo attraverso
il passaparola della Rete.

I
cavi erano gli Acoustic Zen, che hanno provocato un curioso
effetto di riflessione al flash della mia macchina fotografica,
con sorpresa e ilarità dello stesso espositore a cui
ho mostrato la foto.
Il suono era di grande trasparenza e dinamica, mancava forse
di un pizzico di umanità e magia, ma il contesto era
quello di un approccio assolutamente coerente, sia da parte
dei costruttori, sia da parte del distributore nella scelta
dei marchi da rappresentare.

Sala
Silver: Sotis Audio/The Sound Of The Valve
Non
posso che confermare l'eccellente impressione che le elettroniche
Sotis Audio avevano dato a Giuliano e a me nella mostra milanese
di febbraio. Stavolta la saletta era molto ridotta e molto
meno felice di quella del Milano Hi-End, cosa che penalizzava
anche i diffusori Embryo di Zaini, interessanti compatti da
pavimento equipaggiati con largabanda proprietario; speriamo
di poter giudicare meglio sia le elettroniche che i diffusori
in un'occasione futura.

Sala
Turchese: Imago Electroacoustics Components
Non
conoscevo questo costruttore. I diffusori mi sono sembrati
oggetti di sicuro interesse, costruiti con grande attenzione
per i materiali (vengono impiegati legni di qualità,
anche a richiesta, con finiture classiche oppure ottenute
con l'utilizzo di trattamenti naturali, altoparlanti in carta
e tela) e per la naturalezza e la coerenza timbrica. Il diffusore
in dimostrazione, il grande Cor, riusciva, fra l'altro, nonostante
l'esiguità della saletta, a tirare fuori un basso impressionante
grazie al grande woofer da 31.5 cm. Da seguire con interesse.

Le
varie essenze lignee disponibili per la finitura dei diffusori
Imago:

Sala
Ametista: New Audio Frontiers
Graditissima
presenza quella del costruttore valvolista di Viadana, con
le sue elettroniche, ovviamente valvolari, fra cui spiccava
il finale single ended con le 845, e i suoi bei diffusori.
Il suono ottenuto era estremamente rilassante e piacevole
da ascoltare (grazie anche ad un'ottima scelta musicale a
base di jazz, fortunatamente, non light), senza mancare di
velocità e cattiveria al momento debito. I diffusori
erano le ammiraglie Reference Four, che presentano interessanti
caratteristiche costruttive (ad esempio, il fatto di impiegare
una configurazione midwoofer-tweeter-woofer non simmetrica,
col tweeter sotto il midwoofer).

Una
novità era la nuova versione del preamplificatore Absolute,
con alimentazione a valvole, stadio MM equipaggiato con valvole
12AU7, stadio linea con 6J5 con carico attivo a valvole.

Esposizioni
statiche: presenze e personaggi
Mamma
mia, quanti dischi! Chi fosse venuto anche solo per cercare
pane da dare in pasto al proprio impianto poteva trovare ampia
soddisfazione: Galbiati, Marullo, Red Records, fone' (il Signor
Ricci teneva le sue, sempre interessanti e gremite, presentazioni
presso la sala Hi-Fi Center), Velut Luna, Sound And Music,
Audionautes, Moonlight Records, E Lucevan Le Stelle, Jupiter!
Una vera pacchia, vinile, SACD e CD (e qualcche sparuto DVD-Audio,
piuttosto nascosto) non mancavano certo! Una tentazione continua
Qui
uno scorcio dell'area di esposizione del piano -1.

Qui
Jupiter (i distributori di etichette care agli audiofili -
me per primo - amanti della classica di qualità ben
registrata come Channel, Chandos, Alia Vox, Alpha, Bis.

A
fianco dello stand Jupiter si trovava un'area sonante, ovviamente
"powered by" l'ospite della mostra, Stefano Zaini
di The Sound Of The Valve (ovviamente ingiudicabile il risultato
dal punto di vista della qualità d'ascolto).

Fra
gli stand statici, spiccavano quello di Mantra Sound (novità,
i componenti Audio Consulting per autocostruire un controllo
di volume a trasformatore, in particolare il trasformatore
stesso, sono ora disponibili; i trasformatori costano da 180
a poco più di 400 Euro cadauno)

Quello
di Audio Coils

Quello
di Norma

E
quello di Nadir, sul quale spiccavano gli enormi condensatori
a gas dell'alimentazione del preamplficatore XT10

Non
mancavano le valvole, ovviamente (Tektron, fra gli altri)
né le edizioni tecniche (Demidoff), oltre agli stand
di Sicut Sol, con le riviste e le iniziative del loro club,
e delle Edizioni de il Mondo Nuovo, con l'offerta discografica
e di accessori dei Suono Point. Ormai abituale, ma anche indispensabile,
la presenza del maestro Torlai, il medico delle testine fonografiche.
La sorpresa, tuttavia, era la presenza di un Ken Kessler dai
baffi sempre più arricciati che presentava il suo nuvo
libro "Quad: The Closest Approach" sulla storia
della storica casa inglese in anteprima.

Insomma,
un successo pressoché incondizionato (unico problema,
per uno come me, obiettore di patente, la difficoltà
a raggiungere il Midas coi mezzi pubblici), un'altra réussite
per il raggiante Stefano Zaini

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