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Roma Hi End 2003
Vinilica
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Roma Hi-End 2003 ///
di Bebo Moroni; Giuliano Nicoletti; Igor Zamberlan
 

 

 

 

     
 

"Piccola" mostra, grande successo

di Igor Zamberlan

Certo, piccolo è relativo, diciamo che il Roma High End 2003 era una piccola mostra se confrontata col "grande" Top Audio & Video 2003, 15 salette sonanti contro un centinaio, costruttori e distributori indipendenti contro i grandi distributori e i mostri sacri dell'elettronica di consumo presenti al Quark - dove comunque i piccoli non mancavano, come dimostra una certa sovrapposizione di partecipanti -, due giorni contro cinque, solo audio contro audio e video… ma i distributori e i costruttori presenti presso il Jolly Hotel Midas sull'Aurelia non erano piccoli nell'entusiasmo e nella cura profusi per far suonare al meglio i propri impianti; soprattutto, ad essere grande, è stato il successo di pubblico, un costante afflusso di audiofili e musicofili per tutt'e due i giorni della mostra, un'organizzazione che non ha sbagliato un colpo, percettibile soddisfazione da parte degli operatori presenti e da parte del pubblico.

I suoni sentiti erano di livello medio molto buono, alcuni spiccavano (e ne parlerò diffusamente nella presentazione saletta per saletta), ma, da parte di tutti, si notava una grande cura e un grande entusiasmo.

Cominciamo la visita virtuale dal nostro spazio espositivo al piano 0; dopo la saletta sonante del Top Audio & Video siamo riusciti a fare il corridoio sonante: ci siamo portati le nostre Minus Habens, il brillante (e apprezzatissimo dai visitatori) progetto di Giuliano Nicoletti di diffusore equipaggiato con midwoofer senza cestello, e le abbiamo accoppiate ad un ottimo Monrio Asty e a quello che ormai sta diventando la nostra mascotte, il Philips DV963SA, il tutto collegato coi cavi Hi-Diamond. Persino nell'improbabile situazione, il progetto del nostro scienziato pazzo è riuscito a riscuotere commenti unanimemente positivi e a fare da grande "conversation starter" con il numero elevatissimo di audiofili che sono arrivati fino alla fine del corridoio, attratti dal suono che giungeva.

Qui il fiero progettista con la sua creatura, dopo le sue vibrate proteste per la foto segnaletica che di lui abbiamo pubblicato nel reportage dal Top Audio & Video ha preteso di essere ritratto in una foto che, dice lui, gli renda più giustizia (ah, questi vanitosi progettisti hi-fi…)

E ora, via alla rassegna delle sale.

Piano 0

Sala Onice - Omicron Group

Il simpaticissimo Mauri si era portato, stavolta, il modello top della produzione di diffusori del marchio M-Acoustics, aggiornato nel driver dei medi (ora di produzione Focal) e nella frequenza di incrocio col tweeter di Heil top nella sua ultima iterazione, con membrana in Kapton. Il resto del sistema comprendeva le elettroniche Pi Greco, preamplificatore, finali in configurazione monofonica e sorgente CD in forma di prototipo. Gli stand erano i noti e apprezzatissimi Omicron Stargate; era presente una nuova versione che impiega una struttura in teflon, i cavi i White Gold.

Come a Milano, il suono era fra i migliori della mostra, anche se i diffusori medi della produzione, dimostrati a Milano, sarebbero stati probabilmente più adatti alle esigue dimensioni della saletta. Nonostante ciò, il suono esibiva le stesse prerogative di chiarezza, coerenza, velocità e trasparenza; veramente da non perdere l'occasione di sentire ciò che i sistemi Omicron possono offire.

Sala Ambra: Hohner Automazione

Hohner presentava i suoi grandi diffusori a nastro Relco Audio, pilotati da elettroniche Vincent, ottenendo un suono di sicuro gradimento per gli amanti dei diffusori planari. Mi è sembrato che la saletta avesse problemi di risonanza (onde stazionarie eccitate dall'energia del woofer dei diffusori); tuttavia, il risultato era accattivante e mostrava ciò che le elettroniche sino-tedesche e i diffusori italiani sanno fare

Era presente questo amplificatore TAC (sempre sino-tedesco), un parallel single ended con la 300B, capace di erogare una ventina di watt, proposto, grazie alla produzione effettuata nell'ex Impero Celeste, ad un prezzo estremamente interessante (inferiore ai 3000 Euro).

E si vedevano anche questi amplificatori monofonici, dall'aspetto non propriamente ignoto…

Sala Giada: The Sound Of The Valve

L'ospite e organizzatore presentava la terza iterazione dei diffusori The Wall, tecnicamente simili a quelli già visti al Milano Hi-End (vai al reportage) , che in questa versione presentano alcune interessanti varianti alla costruzione ("ali" più larghe, taglio alla parte superiore delle ali stesse) grazie alle quali il suono è diventato più aperto e arioso. A pilotarle, in una stanza enorme, erano i tre potentissimi watt dell'integrato (single ended di 2A3) Seasons of the 2A3, di nuovo prodotto dall'ottimo Zaini.

Purtroppo, stavolta, Zaini aveva lasciato a casa il suo splendido giradischi Forsell; non mancava perņ, in esposizione statica, l'interessante, nuovo pre phono Hibernaculum, un 2 telai con alimentazione separata (con 4 raddrizzatrici 6X5), con una ECC83, due 6SL7 e una 6SN7 nello stadio di preamplificazione/equalizzazione RIAA, compatibile sia con testine MM che con MC attraverso trasformatori di step-up.

Sala Topazio: Hi-Fi Center

E anche stavolta i fratelli Sopegno colpiscono duro. La sala merita, probabilmente, l'oscar della meglio sonante dell'intera mostra; i diffusori MBL 300E erano pilotati da un impianto interamente MBL dalla sorgente digitale ai finali - unica eccezione la sorgente analogica, un provocatorio Technics 1200 (modificato), equipaggiato con una testina ZYX.

Suono semplicemente eccellente, grande trasparenza, dinamica, pulizia, assenza di distorsione e di fatica d'ascolto. Andare a cercare il pelo nell'uovo in un risultato simile sarebbe dimenticare le limitazioni (di tempo, di proporzione degli spazi non da ambiente civile, logistiche) di una fiera. Complimenti ancora.

Interessantissimi questi diffusori A Capella in esposizione statica, dall'estetica quantomeno originale.

In un angolo della sala Luca Chiomenti faceva vedere i propri "labours of love"

Sala Quarzo: AuDeus

E' diventato raro trovare AuDeus ad una mostra e si sono fatte, quindi, preziose le occasioni per farsi un'idea del suono delle eccellenti apparecchiature importate da questo distributore. L'impianto allestito, di livello assolutamente ragionevole, era composto da sorgenti digitale e analogica Rega (Jupiter e P25/RB600/Exact), da un'interfaccia CD Klimo Bod, pre e finali Cursa e Maia 3 (in prova nel nostro prossimo numero) e diffusori Epos M15.

Il suono era adeguato alla classe e alle priorità soniche dei costruttori dei componenti (ritmico, accattivante e interessante da ascoltare); alcune limitazioni erano imposte dall'altezza dei diffusori, sicuramente ottimizzati per essere ascoltati da una poltrona e non da una sedia alta, e dalla presenza di un'intera parete laterale di vetro (che non è mai una buona idea). Comunque un risultato apprezzabile e apprezzato.

Questi piccoli diffusori Epos erano in esposizione statica; la classe di prezzo dovrebbe renderli alla portata di molti.

 

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