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Roma Hi End 2003
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Roma Hi-End 2003 I
di Bebo Moroni; Giuliano Nicoletti; Igor Zamberlan
 

 

 

 

     
 

Roma val bene una mostra

di Giuliano Nicoletti

Roma val bene una mostra; era il titolo di un pezzo che mi capitò di scrivere qualche anno fa, in occasione (se non ricordo male) della seconda edizione dell'Audio Show di Roma.
Allora la manifestazione era organizzata da alcuni negozianti della capitale, ed ancora la diffusione dei prodotti audio-video non era tale da giustificarne l'introduzione ufficiale negli spazi espositivi. Stefano Zaini, titolare della Sound of the Valve ed organizzatore di questa bella manifestazione, ha deciso oggi di impostare la rassegna in direzione dell'audio puro, due canali e pochi fronzoli, per la massima fedeltà di riproduzione possibile; Roma Hi-End è dunque una rassegna dedicata esclusivamente ai suoni, ai dischi musicali alla stereofonia (sebbene qualche sparuto DVD abbia trovato spazio tra i banchi degli espositori). Alla prima edizione, sorella capitolina della già collaudata Milano Hi-End, appare nascere già matura e consapevole delle proprie potenzialità.
Le due giornate di sabato e domenica nel centro congressi Midas hanno testimoniato un afflusso costante e ordinato di una piccola folla di appassionati di ogni età, provenienti anche da zone piuttosto lontane (ho incontrato amici e lettori dalla Sicilia, dalla Campania, dalla Puglia e da tutto il centro Italia) a testimonianza dell'interesse vivo e attivo del pubblico nostrano.

E la mostra, com'era?
Le salette suonanti erano una quindicina, con parecchi prodotti interessanti in esposizione statica; alcune di queste suonavano assai bene, altre suonavano benino, altre ancora assai male. Niente di nuovo, dunque, da questo punto di vista. Le rassegne Hifi non offrono mai condizioni ideali per consentire ad impianti di alto livello di esprimere il massimo delle potenzialità, e spesso anche l'impegno degli espositori speso per ottimizzare l'acustica degli ambienti si scontra con problemi non risolvibili nei classici tempi di allestimento. Io non ho mai creduto che questo fosse un reale problema, ma continuo a raccogliere le voci di appassionati scontenti, insoddisfatti; capisco che il mio è a tutti gli effetti un osservatorio privilegiato, ma ritengo non utile, a tutti gli effetti, questo atteggiamento. Le mostre di alta fedeltà sono sempre state - e sempre saranno - così; partendo da questa premessa io invito a cogliere tutti gli aspetti positivi della situazione: poter toccare con mano oggetti visti soltanto su carta o sullo schermo del computer, incontrare altre persone che condividano la stessa meravigliosa passione, conoscere i giornalisti e gli operatori del settore, trovare dischi spesso altrove irreperibili, componentistica rara, oggetti vintage.
A me non sembra poco, davvero.
Detto ciò, mi permetto di assegnare un personalissimo premio alla saletta che sfoggiava il miglior suono (secondo il mio modestissimo avviso): MBL ancora una volta stupisce gli appassionati con un meraviglioso impianto stereo, sorgenti analogica e digitale, diffusori dinamici. Un suono dall'impressionante dinamica e naturalezza, davvero di altissimo livello. Una pacca sulla spalla!

Oltre alle salette però, erano a disposizione dei visitatori molti altri stand, di varia natura: alcune riviste specializzate (un saluto a tutti gli amici di SUONO, FDS, CHF, Audion) tra cui il nostro banco con Videohifi a disposizione dei visitatori su un PC dimostrativo, il bravissimo riparatore di testine Torlai, Ken Kessler che presentava il bellissimo volume sulla storia della QUAD, e tanti, davvero tanti banchi di dischi in vendita, sia vinile che in digitale, nuovi ed usati. Questa grande varietà ha reso la mostra molto interessante e piacevole da visitare, da gironzolare, e ha raccolto in modo evidente i consensi dei visitatori. La musica è più importante dell'alta fedeltà, quantomeno poiché ne costituisce essenza fondante, ed io ho sempre trovato piuttosto tristi le manifestazioni dove non era possibile trovare uno spunto nuovo, qualche disco non conosciuto, degli stimoli differenti da quelli esclusivamente tecnologici.

Note negative? Io non ne ho segnate molte. L'organizzazione mi è parsa ottima e tutto si è svolto in un clima piacevole e sereno.
Ciò che posso indicare come l'unico neo apparso ai miei occhi è soltanto la settorialità dell'iniziativa; a me non piace costruire barriere, né segnare un punto di transizione tra diversi settori. Separare il video dall'audio, la stereofonia dal multicanale, a mio avviso è un errore, non utile; mi dispiace non aver visto nessun impianto AV in esposizione, nessuno schermo, nessun video (anche perché inizio ad affezionarmi alle salette più buie: soprattutto durante un faticoso lavoro di reportage potersi sedere e rilassare con un quarto d'ora di un buon film è una piacevole distrazione).
Se fosse mia scelta io cercherei di coinvolgere anche il settore del car-audio (orrore, orrore), pensate un poco! Per quale motivo dovrebbe essere necessario ghettizzare coloro i quali amano anche la visione di un buon film in multicanale? O chi trascorre più tempo in macchina che nel proprio salotto (e quanti sono…) ma non vuole per questo rinunciare ad un ascolto di buona musica con un buon suono?
Con le parole del grande Daniele Sepe, 'cchiu simme, mejo parimme…

Il mio saluto a tutti i lettori che sono passati a salutarci al nostro stand, ai timidi che non si sono presentati e a chi ci ha offerto suggerimenti ed espresso complimenti.
Infine, calorosi ringraziamenti a Stefano Zaini per questa bella iniziativa e per la gentile ospitalità.

 

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