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Top Audio & Video 2009 di Igor Zamberlan (foto di
Renato Franceschin)
(anche quest'anno arriviamo buoni ultimi
con il reportage; il testo seguente è stato scritto un po' di
tempo fa, tenetene conto).
E com'e'
stata, infine, questa attesa edizione? Attesa non nel senso che ci si
attendessero grandi novità (direi che da quel punto di vista ci
si aspettava il solito, una delle fiere top in Europa, e le attese sono
state soddisfatte), ma perché ci si aspettavano, da questa
fiera, indicazioni importanti su un'eventuale ripresa. Sono arrivate?
Non ne sono proprio sicuro. Non si può dire che la fiera sia
stata negativa, quantomeno l'affluenza di pubblico non è stata
disastrosa (sugli espositori torno sotto). Non mi pare, però,
nemmeno che siano arrivate orde tali da far pensare ad una ripartenza
alla grande del settore. In realtà, ad un certo punto si era
pure pensato potesse essere così, dato che, a seguito di un
passaggio televisivo, domenica mattina c'era, fuori dal Quark, la coda
delle grandi occasioni. In realtà mi pare che poi, durante la
giornata, le cose siano tornate nella norma (quella di quest'anno).
Forse anche a causa dell'attesa, ho percepito, il primo giorno,
parecchio nervosismo nell'aria, fra gli operatori e fra i visitatori.
Poi, per fortuna, è passata. Tutto sommato, direi, una buona
fiera; non un punto di svolta.
Ancora una volta devo complimentarmi, comunque, con l'organizzazione
per quanto ha saputo fare; in un momento in cui alcuni operatori non si
sono presentati, altri hanno ridimensionato la propria presenza, altri
si sono aggregati, ha saputo trovare nuovi partecipanti “in tema”, in
particolare distributori e rivenditori di dischi ed etichette
discografiche. In realtà, da reportagista, ho comunque percepito
il calo di operatori specifici (la fiera si girava più
facilmente); non è detto che questo sia per forza un danno.
Ultimamente la dimensione era diventata pletorica e dispersiva (l'apice
si era toccato l'anno in cui eravamo, con altri operatori, al terzo
piano con la saletta), non tutti i mali vengono per nuocere.
Una nota di demerito particolare e personale, invece, all'hotel Quark
(o al Quark 2) che è riuscito a regalarmi una vera e propria
odissea per una prenotazione fantomatica, sostituita da un'altra
prenotazione fantomatica presso un hotel di Opera (“glielo dica che non
sarò lì prima delle 23:30” “ma si figuri, non c'è
problema” “siamo sicuri?” “sì”; telefono alle 22 e l'hotel di
Opera si era venduto la stanza...) e a mostrare, nella media e a parte
alcune eccezioni, un misto di arroganza e menefreghismo caricaturali.
Il reportage di quest'anno è un po' diverso dalle altre volte.
Abbiamo approfittato della volontà del nostro Renato Franceschin
(indicato meritatamente come coautore di questa prima parte) di
“regalare” un servizio fotografico completo alla rivista. Già
eravamo alla ricerca di qualcosa, oltre alla precisione delle
informazioni, che contraddistinguesse il nostro reportage da quelli “da
forum”, che in genere riescono a batterci per tempestività e
completezza. Ecco qui: la qualità delle foto. Non so se avremo
sempre questa fortuna in futuro.
Mi scuso già con gli assenti, ci sono stati alcuni qui-pro-quo
(era una prima volta) e quindi mancano, in particolare, fra le cose che
mi sono piaciute, la sala di Nonsolomusica (bel sistema con dei
diffusori particolari con altoparlanti Fostex), quella Linn
(l'alimentazione Dynamik era la protagonista) e quella Kiom (un
abbonato delle mie preferenze alle fiere, che non deludeva neanche
quest'anno, con un sistema forse più “accessibile” dal punto di
vista dell'immediatezza della comprensione del suono rispetto ad altre
volte). Ce ne sono anche altri, che ora mi scordo. Mi scusino ancor di
più. Cospicuamente assenti sono anche le esposizioni statiche.
Sarà per la prossima volta.
In questa prima parte tutte le foto sono copyright Renato Franceschin
(il bosch67 del forum e del mercatino, per chi non lo conoscesse...).
Tutti i diritti di riproduzione e utilizzo al di fuori di questo
reportage, per cui sono stati concessi, sono a lui riservati. Per
qualsiasi richiesta rivolgetevi a lui,
renato.franceschin@videohifi.com, che vi darà le informazioni
del caso.
SI COMINCIA! l'addendum più in là. Attenzione: le foto
sono thumbnails, se si clicca sopra ciascuna si passa ad una versione
ingrandita. Per tornare al reportage,
è necessario premere "indietro" sul vostro browser. Non
ci piacciono le aperture in nuova finestra e abbiamo voluto tenere il
tutto quanto più possibile leggero.
Come si diceva, c'erano più dischi del solito...
Questa è la
sala con le JBL Everest. In primo piano si riconosce
l'attrezzatura delle demo di Marco Lincetto.
E qui si nota il
trattamento acustico, come l'anno scorso a cura di
Enrico Ricciardi. Quest'anno una vera e propria impalcatura con
pannelli sopra la testa degli ascoltatori!
La nuova linea
“economica” di Krell, la S, include anche queste
amplificazioni compatte, qui di fianco ad un subwoofer che,
ahimé, non riesco ora a riconoscere.
Finalmente Ayre in
Italia! Erano anni che attendevo queste splendide
elettroniche americane, costruite dall'azienda fondata da colui che
prima aveva creato Avalon, Charles Hansen. La gamma è
completissima, va dalla sorgente digitale, al DAC USB, ai
preamplificatori phono e linea, ai finali, ai condizionatori di rete.
Ci sono pure alcuni accessori. I prezzi partono da una fascia media (il
pre al centro costa 3900 euro) per arrivare ai 20000 dei prodotti top.
Chiederò, finalmente, qualcosa in prova.
Il giradischi EAT ha
alcune caratteristiche che lo dovrebbero rendere
caro ai fans della puleggia e della trazione diretta – ma è a
cinghia. La progettista (notevole...) è legata al proprietario
di Pro-Ject. Il braccio è normalmente, come qui, l'Ikeda lungo.
Sasha, o Sasha W/P,
è il nome che Wilson Audio ha dato ad un
prodotto storico: è arrivato il momento del pensionamento
dell'accoppiata Watt/Puppy. Sasha sostituisce il diffusore oltre i
10000 dollari più venduto di sempre. Era uno dei suoni migliori
della mostra, secondo me.
Questo è il VPI
Classic, un furbissimo “quasi-entry” per il
marchio americano (3250 euro), che, semplificando e tagliando alcune
comodità, si concentra sulla sostanza (e in un giradischi, non
solo ciò che non c'è non si rompe, ma non può
neanche muoversi o vibrare).
Spaccato di uno dei
diffusori della gamma Reference di Kef. Il
costruttore inglese ha cambiato distribuzione, passando a Teknos.
Non una novità,
ma la fantasia di Renato è stata
solleticata e questo è il risultato. Il soggetto è il
Klimo Beorde.
Sala Pixel
Engineering: il già quasi leggendario Meridian 808.2,
lettore con filtor digitale “apodizzante” (poi magari ci torno)
E questo è il
Meridian Sooloos, un media server con
capacità multiroom e un'interfaccia notevolissima.
Questi sono i nuovi
apparecchi Crescendo di Audio Analogue, fanno parte
di una linea Armonia che, cercando di utilizzare in modo furbo
tecnologie già sperimentate, punta sul rapporto
qualità/prezzo.
…e Audio Analogue
(anzi, Audio Futura, che ne è proprietaria, a
quanto ho capito) torna alla distribuzione, con i diffusori Amphion,
che appaiono qui a fianco dei suoi apparecchi
Non solo, ma Audio
Futura ci riporta Graaf, con questo integrato tutto
bilanciato.
E anche Synthesis Art
in Music entra a far parte della famiglia; questa
la gamma Magnum/Magnus di apparecchi ibridi.
Da Angstrom c'era
questo strano giradischi la cui forma ricorda quella
di un pianoforte, con un archetto di violino a fare da braccio,
marchiato Horo.
Quello sopra è
un filtro di rete della stessa Angstrom, che
suonava con un impianto completamente costituito da elettroniche “di
casa”. L'eccezione era l'oggetto sotto, il lettore Playback
Design MPS 5, distribuito da DNaudio, di cui probabilmente vi
parlerà fra non molto la nostra rivista.
Da LP Audio, in un
impianto con Viola e Hansen, suonava un giradischi
TW Acustic con il phono della stessa TW Acustic, della cui esistenza
non ero al corrente (pensavo facessero solo giradischi). Il risultato
era notevole.
Questo è il pre
MBL top. L'oggetto a fianco, che a confronto
pare un nano, è uno degli apparecchi del momento, il DSS di
Blacknote (il modello 30, nella fattispecie). E' una delle soluzioni
più interessanti, come vi ho raccontato qualche mese fa, per
suonare musica “senza supporto”, scaricata da Internet insomma.
Nella sala di Hi Fi
Center c'erano quest'anno anche i diffusori ibridi
italiani di Armonia Loudspeakers. Non sono riuscito a sentire il
sistema che li includeva, ma ne ho sentito parlare bene.
Sempre di Blacknote,
sempre da Hi Fi Center, sempre nel sistema con i
diffusori Armonia, c'era questo amplificatore in classe D, basato su
una tecnologia sviluppata in casa e non su chip acquistati
esternamente, a quanto ho capito.
Ricorda un altro
giradischi monstre, ma non lo è (e mi si dice
che questo costi molto meno, e che la somiglianza sia solo vaga ed
estetica): è l'MPN Imperial, ospitato nella sala Fugagnollo.
B.M.C. è un
marchio che non conoscevo. Gli apparecchi si
trovavano da Fugagnollo, il progettista è Candeias, lavora anche
per CEC e AQVOX.
Questo è il
lettore CD di B.M.C. Ovviamente la trazione è
a cinghia e dietro c'è il Superlink, come nei CEC. Per i prezzi
mi pare di aver capito che siamo nei dintorni dei 3000 euro ad
apparecchio (meccanica, DAC, phono).
Questo è il NAT
Magma M, il marchio serbo di cui vi ho parlato
in passato ora è distribuito da Esperienze Audio. E' un single
ended da un'ottantina di watt (e' il medio, appunto M, della serie
Magma). Usa una 250TH come valvola di potenza. Sembra sia una serie
limitata.
Messa qui forse per il
fatto che c'è una vaga somiglianza fra le
due foto (ah, i dettagli che vede un fotografo vero...), questo
è un particolare delle MBL 111 nuova versione (la F) che
suonavano nella sala Hi Fi Center.
Uno degli oggetti
importanti della fiera, un giradischi da HiFi4Music,
che esce col marchio Lumen White (HiFi4Music è ora, non ho
capito se “anche”, Ayon Italy) e che si chiama Mystere. La sua
caratteristica più esclusiva è il fatto che non
c'è contatto fra il piatto e il resto del mondo, né per
il perno, né per la trazione. Ce ne sono altre, di
caratteristiche esclusive, fra cui dei materiali mai usati prima in
oggetti di questo genere (per costi e difficoltà di
lavorazione). Magari ne riparleremo prossimamente. Il prezzo è
di conseguenza (a nord dei 70mila), ma forse in futuro uscirà
qualcosa di semplificato a costi più umani.
Tornando a un mondo
accessibile ai più, Audiogram stava, come
sempre, facendo ascoltare un suono estremamente gradevole, con oggetti
dal costo e dalle dimensioni vivibili, umani. Se lo scopo è
ascoltare della musica, bene, con piacere, senza esercitazioni un po'
fine a se stesse, senza cercare di cavare sangue dalle rape, beh, gli
oggetti di Audiogram sono perfetti. Meriterebbero grandi successi.
Trovo superlativa
questa foto di Renato. Per chi non riuscisse a
riconoscere gli oggetti, si tratta delle Marten riflesse nella manopola
del volume del Klimo Parsifal, dall'impianto in dimostrazione nella
sala che condividevano Rany e Suono e Comunucazione.
Un altro dettaglio del
Klimo Parsifal, costruito in modo spettacolare.
Questa è la
sorgente universale BluRay più tutto-il-resto
top di Marantz, l'UD9004. c'è già anche un UD8004, meno
costoso.
Spendor SP100-R2. Uno
dei bei suoni alla fiera, con le
elettroniche EAR di de Paravicini in una delle sale DML Audio. Vi parla
di questi diffusori altrove in questo aggiornamento il nostro Emilio
Paolo.
L'Onda 50 è un
nuovo amplificatore da Nightingale. Mi spiegavano
che si tratta di un aggiornamento estetico più qualche
affinamento della gamma originale, quella dei monofonici lignei con
l'alimentazione regolata. Questo era il 60, di quella gamma; per
l'occasione hanno ricalibrato il nome verso la reale potenza (che
è qualcosa sotto i 60 watt). Bello.
Come suggerisce la
foto, l'Unico Music Server di Unison Research sta
arrivando. Era in esposizione come prototipo.
Abbastanza pazzesche,
esteticamente, le Giya di Vivid, diffusore top
dell'azienda sudafricana di Laurie Dickie. Questo è un dettaglio.
E questo è un
dettaglio delle Focal Maestro Utopia, modello
intermedio della gamma top del costruttore francese, in anteprima
mondiale. Purtroppo la sala era solo su prenotazione. Cari espositori
che fate demo “su prenotazione”, se volete che venga ad ascoltare i
vostri oggetti venite ad invitarmi, sapete dove trovare il nostro
stand. Non aspettatevi che mi metta in coda. Questo vale anche per
Pioneer e per gli altri che lo facevano.
Altro dettaglio delle
stesse.
Da Mad for Music (bel
suono, a me è piaciuto) c'era questo
giradischi Bergmann con perno su cuscino d'aria e braccio tangenziale
su altrettanto cuscino come sorgente principale. Notevole e dal prezzo
concorrenziale rispetto ad altri oggetti simili, pur se ovviamente non
economico.
Probabile che un po'
di quel bel suono dipendesse anche da questo (o
questi...), il nuovo pre phono di Einstein. E' piu' economico di quello
già noto, circuitalmente gli somiglia molto, costa un po' meno.
L'idea di minimizzare il telaio mi trova assolutamente d'accordo.
Altra novità
quasi assoluta per l'Italia, gli amplificatori di
Edge, che suonavano nella sala condivisa da DNaudio e Acustica
Applicata.
Questo è
Polifemo, il nuovo dispositivo di correzione ambientale
di Acustica Applicata. Non ho chiesto informazioni, ma credo sia un
risuonatore accordabile per correggere le basse frequenze di un
ambiente.
Il CD777 è il
lettore “piccolo” di AMR, che si affianca al
già noto, pur se raro, CD77.
AVID DIVA II (get it?
AVID DIVA), giradischi efficace e non troppo
costoso del costruttore inglese, distribuito in Italia da PFA2.
Gli “scatoli” di Sonos
sono un'interessante soluzione per avere musica
in streaming da un computer/media server in giro per la casa. Sono
anche compatti ed esteticamente molto gradevoli.
Il nuovo piccolo
diffusore Blumenhofer sorprendeva per la
qualità del suo suono nella sala di Grandinote.
A proposito di
Grandinote, c'era nella sala (e in quella di Mad for
Music, con cui c'era una specie di gemellaggio) un prototipo del DAC
prossimo venturo del marchio pavese.
Anche WLM presentava,
nell'”altra” sala di LP Audio, un nuovo diffusore
di piccole dimensioni, parte della linea Stella (si chiamano Stella
Monitor).
I Revo di Norma
aumentano di numero. Questo è il
preamplificatore; si chiama Revo SC2. In questa stessa stanza suonavano
le nuove Diapason, davvero molto belle (niente foto per ora, piccolo
disguido - mi spiace).
Poco cerimoniosamente
poggiato sopra un DAC5 Special, questo è
il CDT 5 (meccanica CD top di gamma) di Audio Note (UK, ovviamente).
Credo fosse alla sua prima uscita.
Non mancava, fra gli
stand, quello di Velut Luna, che esponeva questo
condivisibile slogan.
Un lettore CD Ayon,
sorpreso in déshabillé...
Viola Legacy, mono in
classe A e con trasformatore d'uscita (!)
Restando sempre in
zona top, stack Paganini di dCS al completo (suonava
nella sala al piano terra di Audio Graffiti, con le Magico).
ProAc Carbon, nuovo
top per Stewart Tyler (a proposito, è sempre
lui al lavoro, le notizie sul suo pensionamento sono quantomeno
premature), dal costo decisamente robusto per il costruttore inglese.
D'altra parte, è un top di gamma.
In alternativa, nella
sala di Audio Reference ai “piani nobili” (che
per il Top Audio sono quelli sottoterra...) suonavano queste Audio
Physic. E' l'ultima versione delle Avanti.
Sempre da Audio
Reference, questo è il Gyrodec Silver
Anniversary. Sono 25 anni che è in produzione, il giradischi di
JA Michell. Non ho capito se le differenze rispetto al giradischi
normale siano solo estetiche, ma è certo che, dopo 25 anni, il
Gyrodec resta un oggetto splendido e che ha anticipato i tempi, e non
di poco.
Restiamo ancora in
casa Audio Reference con EMM Labs: l'XDS1 è
il nuovo lettore integrato top, con ingressi digitali e meccanica TEAC.

Ancora Audio Reference
(e che ci
posso fare se hanno presentato una
messe di novità e nuovi marchi?) con Mystere, sorta di altra
faccia di Primaluna (viene dallo stesso team di progettazione e
marketing, ma è costruita altrove).
Chiudo così
questa parte del reportage: non commento la foto,
ciascuno ci può leggere ciò che vuole.
A presto per la seconda (più sintetica) parte.
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