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Phio
Audio Pucks di Domenico Pizzamiglio (articolo chiuso il 27.07.2008)
Gironzolando per il Monaco hi-end
2008, mi sono fermato ad osservare la produzione di Phio Audio.
Più che altro mi ha incuriosito la finitura della produzione di
questo marchio, così come il fatto che si tratta di accessori
tutti caratterizzati da una estrema leggerezza, posto che per la loro
realizzazione vengono utilizzati materiali dal peso infimo.
Ho potuto vedere, ad esempio, delle
basette per bracci da applicare
alle Platines di Verdier (o agli Scheu e simili) in materiali
polimerici. Basette per bracci SME, anch’esse molto leggere. E ho visto
questi smorzatori di risonanze, fatti in “wooden foam” (correggetemi se
sbaglio, ma penso si possa tradurre con “schiuma di legno”), di peso
minimo ma molto robusti (ho seguito le istruzioni di Herr Wendt, patron
di Phio Audio e ne ho messo uno sotto uno dei miei piedi restando in
equilibrio su di esso, memore delle lezioni di danza classica prese in
preadolescenza; 82 kg retti senza stress). Non so molto della
produzione, ovvero di come si giunga ad ottenere il materiale con il
quale sono fatti questi “pucks”, ma credo che tutto sommato ben poco
importi l’audiofilo che ovviamente privilegia l’ascolto. E’ da dire,
peraltro, che oltre a questi smorzatori, Phio Audio ne produce altri di
differente consistenza per l’uso sotto apparecchiature pesanti, oltre a
due basette di diverso tipo e di diverso materiale da porre sotto le
apparecchiature, nonché una base che è fatta per i vecchi
giradischi a trazione diretta, tipo i Denon o il Technics SP10. Una
visita al sito vi darà l’idea della produzione ed anche
dell’interessante, perché adattabile all’esigenza del singolo,
sistema componibile di altoparlanti di Phio Audio.
Come dicevo, questi pucks hanno
immediatamente catturato la mia
attenzione, instillando in me l’idea di provarli e quindi, al ritorno
da Monaco, ho lasciato trascorrere una settimana ed ho contattato il
produttore in Germania che mi ha fatto avere la confezione che vedete
in foto. Il prodotto si presenta molto bene, sia nella confezione, sia
proprio nella finitura, teutonicamente maniacale, del prodotto.
Dalla foto vedrete quanto sia
poroso il materiale usato. E’ da dire che
Herr Wendt mi ha esplicitato come i “Pucks” funzionino un po’ ovunque,
anche se le migliori prestazioni si raggiungono ponendo il gioco di tre
pezzi sotto apparecchi leggeri, come giradischi tipo i Rega, CD player
leggeri, pre-fono. Per gli apparecchi pesanti, servono gli altri
smorzatori.
Io ho ovviamente immediatamente
provato anche sotto qualcosa che
leggero non è affatto, ovvero la base del giradischi che avevo
durante la prova – il Musical Life e per mettere in condizione il
motore di far girare il piatto, così rialzato, sotto il detto
motore ho messo delle punte di altezza adeguata ai Phio-Audio Pucks) e
ho comunque tratto un beneficio simile a quello che vi
descriverò qui sotto. E posso dire che se è vero quanto
assume il signor Wendt, ovvero che sotto gli apparecchi leggeri
l’effetto sia più evidente, anche sotto quelli pesanti
l’intervento va verso la stessa direzione.
Quindi, per riassumere, riferisco
di una sola condizione d’uso, anche
se vi ho già detto che queste sensazioni uditive possono essere
ricondotte anche alle altre prove fatte durante il periodo di
permanenza in casa dei pucks, ovvero sotto il pre-fono American Hybrid
Techlogy –P Non Signature, come vedete dalla foto, in sostituzione dei
Q-Damper Limited Edition dell’ormai scomparsa Art (i Q-Damper li ho
messi per la prova perché in genere il pre fono sta appoggiato
sul piano in legno senza frapporre alcunché; ma un riferimento
dovevo pur offrirlo e visto che i Q-Damper sono piuttosto frequenti,
quelli ho stabilito di usare).
Cosa si ottiene, dunque, ponendo “in funzione” questi Pucks?
Sicuramente una sensazione di maggior apertura del fronte sonoro che
appare come ancor più svincolato dagli altoparlanti. La scena si
apre in profondità, senza però rendere meno concreti gli
strumenti o senza modificare il rapporto tra la loro posizione nello
stage. Anzi, i suoni nascono e sembrano espandersi con maggior
semplicità verso tutte le direzioni. Si percepiscono al meglio
le risonanze ambientali delle registrazioni ben fatte. Mi spiace
ripetermi, ma uno dei miei riferimento è il Miserere di Arvo
Part e devo dire che quelle risonanze alla fine del primo intervento
del “tutti” sembrano ancor più naturali; a luce spenta lo stage
appare più alto di quanto non appaia con il pre-fono messo sugli
Art o poggiato direttamente sul doppio piano in legno del mobiletto
“custom”. A livello timbrico posso riferire di una sensazione di
miglior controllo del basso che si fa ancor più preciso, senza
che però l’intervento dei “Pucks” vada a modificarne la
quantità, ma solo la qualità. Il suono guadagna un’oncia
di velocità. La maggior pulizia del basso pare incrementare
anche la sensazione di dinamica; quel “tutti” assume toni congrui
all’evento dl vivo. L’intervento calibrato in gamma bassa aggiunge
qualcosa alla godibilità del messaggio sonoro, come mi ha
confermato il pianoforte di Baremboin che accompagna la possente voce
di Jessie Norman nei lied di Brahms (DGG), ben posizionato nello
spazio, presente, vivido, così da dare ancor maggior risalto
alla voce della Norman. Qualche sfumatura si avverte anche in
gamma acuta ove il suono si fa più “dolce”, benché
l’estensione verso l’alto non venga modificata. Diciamo che in generale
il suono esce con minor sforzo.
Ho provato sotto il pre Lavardin,
ma pare che le istruzioni di Lavardin
stesso non possano che essere confermate; a parte una basetta in legno
(ed io ho frapposto tra il pre e la base di appoggio lignea, proprio
una basetta in legno della Clearlight) od i piedi Aris 2 di Aktyna,
nulla riesce a modificare in modo deciso il suo suono.
Sotto il lettore di CD l’effetto
è nella stessa direzione
percepita sotto il pre-fono, ovvero maggior apertura dello stage in
profondità, maggior concretezza di una immagine già buona
(me lo conferma l’Ave Maris Stella dal Vespro della Beata Vergine di
Monteverdi, ma anche tanto altro). Pure qui, interventi timbrici
ridotti al minimo; giusto qualche rifinitura, ed il maggior controllo
dell’articolazione sul basso.
Posto che ritengo sia opportuno
effettuare sempre delle prove anche in
impianti che, pur non propri, si conoscono bene, la prova è
stata poi ampliata con un periodo d’uso nell’impianto di mio nipote che
utilizza un vecchio Marants 63KIS. Tutte confermate e perfettamente
sovrapponibili le sensazioni di maggior apertura del fronte sonoro,
come anche di maggior concretezza del basso e di leggero addolcimento
dell’acuto. Non ho provato con il giradischi perché … nel
frattempo il mio Musical Life è finito da lui! Percepibile,
anche se in minor misura, l’effetto sotto il Pre Audio Note.
Forse Mr Wendt non ne sarà
felice, ma posso riferire anche di un
diverso uso dei suoi Pucks, probabilmente meno bello a vedersi ma
comunque efficace. Per ottener il beneficio dell’immagine ampia, del
basso tornito ma senza addolcimento dell’acuto, ho provato a lasciare
il pre-fono nella stessa condizione in cui era prima, ovvero poggiato
sul piano di legno, ponendo il gioco di tre Pucks sopra lo chassis del
pre-fono. Il risultato è quello qui sopra detto: modifiche della
gamma acuta ridotte al minimo, ma beneficio per l’immagine e il basso,
pur se con un effetto ovviamente minore. Considerato che il mio
pre-fono, leggero senz’altro, utilizza comunque un involucro metallico
di buono spessore, mi pare che il funzionamento sia sicuro.
Direi che i “Pucks” hanno un loro
senso in tutti gli impianti dotati di
apparecchiature di peso non eccessivo, ma li vedrei molto bene anche in
impianti la cui collocazione in ambiente costringe un po’ la
profondità e l’ampiezza della scena. Il loro intervento potrebbe
dare qualche miglioramento in tal senso, come anche sulla pulizia del
basso.
Per chi ha apparecchiature di peso
elevato, c’è la possibile di
avere gli altri “Pucks” appositamente progettati.
Quantomeno, per una volta tanto, il
risultato, pur più o meno
evidente, è uniforme con tutti gli apparecchi usati per la
prova. E questo non è poco.
Produttore: http://www.phio-audio.de -
Non distribuito in Italia. Costo: Euro
90,00 la confezione da tre pezzi + spese di spedizione.
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