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numero 32
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Phio Audio Pucks di Domenico Pizzamiglio (articolo chiuso il 27.07.2008)



Gironzolando per il Monaco hi-end 2008, mi sono fermato ad osservare la produzione di Phio Audio. Più che altro mi ha incuriosito la finitura della produzione di questo marchio, così come il fatto che si tratta di accessori tutti caratterizzati da una estrema leggerezza, posto che per la loro realizzazione vengono utilizzati materiali dal peso infimo.

Ho potuto vedere, ad esempio, delle basette per bracci da applicare alle Platines di Verdier (o agli Scheu e simili) in materiali polimerici. Basette per bracci SME, anch’esse molto leggere. E ho visto questi smorzatori di risonanze, fatti in “wooden foam” (correggetemi se sbaglio, ma penso si possa tradurre con “schiuma di legno”), di peso minimo ma molto robusti (ho seguito le istruzioni di Herr Wendt, patron di Phio Audio e ne ho messo uno sotto uno dei miei piedi restando in equilibrio su di esso, memore delle lezioni di danza classica prese in preadolescenza; 82 kg retti senza stress). Non so molto della produzione, ovvero di come si giunga ad ottenere il materiale con il quale sono fatti questi “pucks”, ma credo che tutto sommato ben poco importi l’audiofilo che ovviamente privilegia l’ascolto. E’ da dire, peraltro, che oltre a questi smorzatori, Phio Audio ne produce altri di differente consistenza per l’uso sotto apparecchiature pesanti, oltre a due basette di diverso tipo e di diverso materiale da porre sotto le apparecchiature, nonché una base che è fatta per i vecchi giradischi a trazione diretta, tipo i Denon o il Technics SP10. Una visita al sito vi darà l’idea della produzione ed anche dell’interessante, perché adattabile all’esigenza del singolo, sistema componibile di altoparlanti di Phio Audio.
Come dicevo, questi pucks hanno immediatamente catturato la mia attenzione, instillando in me l’idea di provarli e quindi, al ritorno da Monaco, ho lasciato trascorrere una settimana ed ho contattato il produttore in Germania che mi ha fatto avere la confezione che vedete in foto. Il prodotto si presenta molto bene, sia nella confezione, sia proprio nella finitura, teutonicamente maniacale, del prodotto.



Dalla foto vedrete quanto sia poroso il materiale usato. E’ da dire che Herr Wendt mi ha esplicitato come i “Pucks” funzionino un po’ ovunque, anche se le migliori prestazioni si raggiungono ponendo il gioco di tre pezzi sotto apparecchi leggeri, come giradischi tipo i Rega, CD player leggeri, pre-fono. Per gli apparecchi pesanti, servono gli altri smorzatori.

Io ho ovviamente immediatamente provato anche sotto qualcosa che leggero non è affatto, ovvero la base del giradischi che avevo durante la prova – il Musical Life e per mettere in condizione il motore di far girare il piatto, così rialzato, sotto il detto motore ho messo delle punte di altezza adeguata ai Phio-Audio Pucks) e ho comunque tratto un beneficio simile a quello che vi descriverò qui sotto. E posso dire che se è vero quanto assume il signor Wendt, ovvero che sotto gli apparecchi leggeri l’effetto sia più evidente, anche sotto quelli pesanti l’intervento va verso la stessa direzione.

Quindi, per riassumere, riferisco di una sola condizione d’uso, anche se vi ho già detto che queste sensazioni uditive possono essere ricondotte anche alle altre prove fatte durante il periodo di permanenza in casa dei pucks, ovvero sotto il pre-fono American Hybrid Techlogy –P Non Signature, come vedete dalla foto, in sostituzione dei Q-Damper Limited Edition dell’ormai scomparsa Art (i Q-Damper li ho messi per la prova perché in genere il pre fono sta appoggiato sul piano in legno senza frapporre alcunché; ma un riferimento dovevo pur offrirlo e visto che i Q-Damper sono piuttosto frequenti, quelli ho stabilito di usare).




Cosa si ottiene, dunque, ponendo “in funzione” questi Pucks? Sicuramente una sensazione di maggior apertura del fronte sonoro che appare come ancor più svincolato dagli altoparlanti. La scena si apre in profondità, senza però rendere meno concreti gli strumenti o senza modificare il rapporto tra la loro posizione nello stage. Anzi, i suoni nascono e sembrano espandersi con maggior semplicità verso tutte le direzioni. Si percepiscono al meglio le risonanze ambientali delle registrazioni ben fatte. Mi spiace ripetermi, ma uno dei miei riferimento è il Miserere di Arvo Part e devo dire che quelle risonanze alla fine del primo intervento del “tutti” sembrano ancor più naturali; a luce spenta lo stage appare più alto di quanto non appaia con il pre-fono messo sugli Art o poggiato direttamente sul doppio piano in legno del mobiletto “custom”. A livello timbrico posso riferire di una sensazione di miglior controllo del basso che si fa ancor più preciso, senza che però l’intervento dei “Pucks” vada a modificarne la quantità, ma solo la qualità. Il suono guadagna un’oncia di velocità. La maggior pulizia del basso pare incrementare anche la sensazione di dinamica; quel “tutti” assume toni congrui all’evento dl vivo. L’intervento calibrato in gamma bassa aggiunge qualcosa alla godibilità del messaggio sonoro, come mi ha confermato il pianoforte di Baremboin che accompagna la possente voce di Jessie Norman nei lied di Brahms (DGG), ben posizionato nello spazio, presente, vivido, così da dare ancor maggior risalto alla voce della Norman.  Qualche sfumatura si avverte anche in gamma acuta ove il suono si fa più “dolce”, benché l’estensione verso l’alto non venga modificata. Diciamo che in generale il suono esce con minor sforzo.


Ho provato sotto il pre Lavardin, ma pare che le istruzioni di Lavardin stesso non possano che essere confermate; a parte una basetta in legno (ed io ho frapposto tra il pre e la base di appoggio lignea, proprio una basetta in legno della Clearlight) od i piedi Aris 2 di Aktyna, nulla riesce a modificare in modo deciso il suo suono.


Sotto il lettore di CD l’effetto è nella stessa direzione percepita sotto il pre-fono, ovvero maggior apertura dello stage in profondità, maggior concretezza di una immagine già buona (me lo conferma l’Ave Maris Stella dal Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, ma anche tanto altro). Pure qui, interventi timbrici ridotti al minimo; giusto qualche rifinitura, ed il maggior controllo dell’articolazione sul basso.


Posto che ritengo sia opportuno effettuare sempre delle prove anche in impianti che, pur non propri, si conoscono bene, la prova è stata poi ampliata con un periodo d’uso nell’impianto di mio nipote che utilizza un vecchio Marants 63KIS. Tutte confermate e perfettamente sovrapponibili le sensazioni di maggior apertura del fronte sonoro, come anche di maggior concretezza del basso e di leggero addolcimento dell’acuto. Non ho provato con il giradischi perché … nel frattempo il mio Musical Life è finito da lui! Percepibile, anche se in minor misura, l’effetto sotto il Pre Audio Note.


Forse Mr Wendt non ne sarà felice, ma posso riferire anche di un diverso uso dei suoi Pucks, probabilmente meno bello a vedersi ma comunque efficace. Per ottener il beneficio dell’immagine ampia, del basso tornito ma senza addolcimento dell’acuto, ho provato a lasciare il pre-fono nella stessa condizione in cui era prima, ovvero poggiato sul piano di legno, ponendo il gioco di tre Pucks sopra lo chassis del pre-fono. Il risultato è quello qui sopra detto: modifiche della gamma acuta ridotte al minimo, ma beneficio per l’immagine e il basso, pur se con un effetto ovviamente minore. Considerato che il mio pre-fono, leggero senz’altro, utilizza comunque un involucro metallico di buono spessore, mi pare che il funzionamento sia sicuro.


Direi che i “Pucks” hanno un loro senso in tutti gli impianti dotati di apparecchiature di peso non eccessivo, ma li vedrei molto bene anche in impianti la cui collocazione in ambiente costringe un po’ la profondità e l’ampiezza della scena. Il loro intervento potrebbe dare qualche miglioramento in tal senso, come anche sulla pulizia del basso.


Per chi ha apparecchiature di peso elevato, c’è la possibile di avere gli altri “Pucks” appositamente progettati.


Quantomeno, per una volta tanto, il risultato, pur più o meno evidente, è uniforme con tutti gli apparecchi usati per la prova. E questo non è poco.


Produttore: http://www.phio-audio.de - Non distribuito in Italia. Costo: Euro 90,00 la confezione da tre pezzi + spese di spedizione.


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